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Cecità è buio assoluto: una notte senza fine. Ma a chi ha perduto l'inestimabile dono degli occhi la natura rende sensibilissimi l'udito e il tatto, le cui capacità di percezioni sono sconosciute in chi vede. Louis Braille alla tenera età di tre anni perdette la vista in un incidente; ma da allora il suo mondo diventarono i suoni. Louis nacque a Coupray in Francia nel 1809, venticinque anni dopo che Valentin Hauy aveva fondato una scuola unica nel suo genere: l'Istituto dei Ciechi di Parigi. Nell'Istituto parigino Louis riesce a perfezionarsi nello studio della musica e si appassiona al suono dell'organo, strumento in cui ben presto eccelle tanto da venire invitato a tenere concerti in varie chiese di Parigi. Sono le sue mani a percorrere con sicurezza la tastiera e a sprigionare intense melodie.
Nello stesso Istituto, grazie al vecchio sistema dei caratteri da stampa in rilievo, può frequentare un corso regolare di studi e diplomarsi, diventando a sua volta insegnante. Leggere le pagine di un libro, seguendo con il dito il contorno delle lettere dell'alfabeto in rilievo, è un lavoro estenuante. Mentre un cieco legge una riga, un ragazzo dotato della vista ha già finito un paio di pagine. Louis infatti comprende che lo studio, per sé e per gli altri che hanno perduto la vista, diverrebbe più facile se avvenisse mediante un sistema più semplice. Ci vorrebbe un alfabeto per ciechi. Louis pensa e ripensa; fa vari tentativi, e finalmente appena ventenne inventa il nuovo sistema di scrittura per ciechi. Le dita saranno ancora i loro occhi. Infatti il sistema Braille, poi perfezionato dal Foucault, impegna sempre il polpastrello dell'indice, col quale il cieco sfiora il foglio. Ma la lettura è estremamente semplificata e facile. Sulla carta le parole sono formate da puntini in rilievo, variamente disposti e in numero diverso, per rappresentare le lettere dell'alfabeto e i numeri.
Più tardi Louis applicò il suo metodo anche agli spartiti musicali, traducendo le note del pentagramma in puntini. Per scrivere si usano fogli di carta pesante, poggiati sopra un tavoletta di ferro, sulla quale scorre un regolo. Spostando il regolo, si determinano le righe, una sotto l'altra. Si scrive con un punteruolo che solleva piccoli coni di carta rigida nel punto perforato.  Un sistema pratico e semplice: si tratta della combinazione di punti, da uno a sei, punzonati secondo una disposizione costante, secondo una determinata collocazione nella fascia compresa tra due righe. La lettera A equivale a un puntino in alto a sinistra; la lettera C corrisponde a due puntini uno accanto all'altro; la lettera G viene raffigurata da quattro puntini, e così via. Louis Braille applica subito il suo metodo nell'Istituto dei Ciechi di Parigi, dove è insegnante. Pochi anni dopo il nuovo sistema sarà adottato in tutto il mondo. Oggi con il  Braille" si scrivono anche i segni stenografici; si può perfino dattilografare e stampare. La cecità non è più un ostacolo per lo studio e il lavoro di chi"vede" con la mente, col cuore, con la fantasia.  Louis Braille morì a Parigi nel 1852.
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