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Un cane ulula nella notte; forse non
si rivolge alla luna, forse é arrabbiato, idrofobo... A pensarci, ci
corre un brivido per la schiena. Nel 1831 la paura era ancora più
terribile: l'uomo morso dal cane idrofobo moriva senza scampo.

In quell'anno le urla di un povero
contadino così condannato, sconvolgono un ragazzo di nove anni,
Luigi Pasteur, figlio di un conciatore di Arbois. Luigi si chiede
che cosa fa diventare rabbiosi i cani. Nessuno potrebbe
rispondergli, nemmeno uno scienziato. Però solo a vent'anni Luigi si
accorge che la sua vocazione é la chimica e, da allora, le sue
ricerche e le sue scoperte non si fermano più. Cominciano quando é
professore nell'Università di Lilla; invitato dal padre di un
allievo, studia la fermentazione delle barbabietole nella produzione
dell'alcool e, dopo giorni e giorni chino sul microscopio, scopre
che certi piccoli esseri ( i microbi) causano la fermentazione. E'
una scoperta importantissima. Pasteur continua ad indagare anche
dopo che si é trasferito a Parigi, nominato direttore della
Sezione di Scienze della " Scuola Normale". Una domanda lo assilla;
da dove provengono i microbi? E lo intuisce... dall'aria! E più
l'aria é pura, meno microbi ci sono. Per provarlo, va a riempire di
aria certi speciali palloni di vetro sulle cime dei monti, nel Giura
e sul Bianco. Ma adesso il suo più grande desiderio é quello di
affrontare i microbi che provocano le malattie. La prima lotta
Pasteur la ingaggia contro le malattie del vino e scopre il modo di
debellare i microbi nocivi facendo riscaldare il vino ( sistema
detto pastorizzazione), ancora in uso. Poi é la volta della lunga
caccia ( sei anni) contro le malattie dei bachi da seta.

Viene infine il giorno in cui si
rivolgono a Pasteur gli allevatori di bestiame,chiedendogli di
combattere il carbonchio, distruttore di mandrie e greggi. Pasteur
constata che quegli animali che sono guariti dalla malattia, non la
contraggono più. Decide quindi di " scatenare" la lotta dei microbi
contro sè stessi:bisogna provocare nelle bestie una forma lieve di
carbonchio per immunizzarle. In che modo? Iniettando loro come
vaccino microbi poco attivi. Come si ottengono? Facendoli
invecchiare in speciali colture. Sembra impossibile! Pasteur prova
la validità della sua scoperta in un pubblico esperimento, su pecore
e bovini, il 31 maggio 1881. Ha ormai dimenticato l'angoscioso
interrogativo di quando aveva nove anni? No: ora studia l'idrofobia.
E' una dura ricerca, fino a quando ottiene un vaccino immunizzante
in 14 iniezioni. Però l'ha sperimentato solo sugli animali; vale per
gli uomini?

Pasteur sta per provarlo su sé
stesso, facendosi mordere da un cane rabbioso, quando la signora
Meister gli affida il suo bambino. E' il 6 giugno 1885; il vaccino
salva il piccolo Giuseppe. La notizia corre nel mondo: Pasteur ha
vinto l'idrofobia.
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