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C' era una volta una
signora cicciona...» No! Così non va bene! Riproviamo. Ecco, sì:
«C'era una volta un bambino con i capelli blu...» Uffa! Non va
bene neanche così! Ecco: «C'era una volta un signore
freddoloso...» Basta! Oggi non ho idee, non se ne fa niente. Forse
è meglio se vado al cinema!
Il disegnatore, assorto
nei suoi cupi pensieri, uscì di casa sbattendo la porta. Lasciò
sulla scrivania una gran confusione di fogli, penne, matite,
colori e tante idee abbandonate.

Quando un colpo di vento entrò dalla finestra, gli schizzi
volarono per tutta la stanza e poi planarono sul pavimento, piano
piano. «Ehi! Che cos'è questa corrente? Qualcuno chiuda la
finestra!» La vocina veniva da un tipo buffo, con un berretto in
testa e una grossa sciarpa arancione avvolta attorno al collo. Un
tipo buffo disegnato e colorato su uno dei tanti foglietti
volanti.
Il personaggio creato dal
disegnatore era pronto ad affrontare l'avventura della sua vita.
Ma non sapeva ancora qual era la storia che doveva interpretare...
Sì, era un personaggio senza una storia. E senza un' altra cosa,
anche. Se ne accorse subito, non appena si guardò allo specchio:
gli mancava un orecchio! «Vuoi vedere» disse il personaggio «che
quello sbadato di un disegnatore si è dimenticato di farmelo?»
Ma poi,
senza più pensare all' orecchio mancante, decise di esplorare la
città che
il disegnatore distratto
aveva immaginato e poi disegnato e
colorato. Il personaggio
passeggiava per la strada. E si accorse subito che tutti lo
osservavano in modo strano. Cercò di far finta di niente. Ma la
gente parlottava e lo indicava, lo indicava e parlottava.

E
lui si sentì sprofondare. Sarebbe sparito, se solo avesse potuto.
Ma non poteva. Era la sua storia. Alla fine ci fu qualcuno che
alzò la voce per dire quello che pensavano tutti. «Guarda, mamma!»
urlò un bambino. «Quell'uomo è una tazzina!» Tutti puntarono gli
occhi sul personaggio, anche quei pochi che non si erano ancora
accorti di niente. Poi puntarono anche le dita. «Ah ah ah, è vero,
ha la testa come una tazzina! Ma è un marziano?» E un uomo molto
dotto, forse un dottore, aggiunse: «Un rarissimo caso di
deficienza auricolare!» Deriso e umiliato, il signor Tazzina
(d'ora in poi lo chiameremo così) tornò a casa di corsa. Voleva
nascondersi. Solo e triste, rifletté sul suo destino bizzarro
davanti a una tazza di latte. Si affacciò alla finestra mogio
mogio e guardò le persone che passavano per la strada. A loro non
mancava proprio niente. Però a guardare bene, erano un pò
strane... Il signor Tazzina decise di analizzare con cura la
situazione. Quel tipo coi capelli in su, non sembrava una
forchetta? E quella lì col mento in fuori e l'aria burbera era
senz' ombra di dubbio un autentico bricco. E quell' altra signora
con il collo lunghissimo, beh, era proprio identica a un
cucchiaino.

In quel momento un urlo
terribile echeggiò per la strada. «Aaaah! L'orecchio! Non ti ho
fatto l'orecchio!» Era il disegnatore, che era tornato a casa e
rovistando tra i disegni aveva trovato il personaggio. «Era ora di
svegliarsi! Sempre con la testa per aria, voi che fate i disegni!
Bello scherzo mi hai fatto!» disse il signor Tazzina. «Adesso mi
chiamano tutti Tazzina!» «Scusa, scusa, hai ragione! Te lo disegno
subito, l'orecchio. Aspetta, faccio in un attimo!» disse il
disegnatore. «Fermo lì!» intimò il Tazzina. «Ormai il guaio è
fatto, è troppo tardi per rimediare. E poi, guarda, quasi quasi
comincio a piacermi anche così.»
Il signor Tazzina aveva
proprio ragione. Ormai era diventato famoso, e proprio per quell'
orecchio mancante.

La gente
gli si era affezionata perché era così originale. Il signor
Tazzina pensò che poteva approfittare della sua fama per
inventarsi un lavoro, e proprio il lavoro che gli piaceva di più.
Che lavoro può fare uno che si chiama Tazzina, se non aprire un
caffè? E fu proprio quello che fece. Con un' attrazione come lui
al banco, il caffè era sempre affollato, a tutte le ore: per la
colazione, all' ora di pranzo, per il tè, per l'aperitivo. In
breve tempo il caffè del Tazzina diventò un posto molto alla
moda. E qualcuno cominciò a portare certi strani berretti
tutti ben calzati, per nascondere un orecchio... in perfetto stile
Tazzina .
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