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Riti di propiziazione.
Quando il figlio esce dall'età infantile ed è investito del filo sacro che simboleggia il suo ingresso nella schiera dei nati "due volte", ovvero i nati nella società, si accinge a studi religiosi e se lo desidera anche a studi profani sotto la guida di un guru o maestro, scelto dal padre. Durante questo periodo il giovanotto deve osservare il celibato e servire il suo precettore. Completati gli studi si bagna per purificarsi, ritorna a casa e pensa al matrimonio: è giunta l'ora di procreare e di guadagnarsi da vivere.
Nella prima settimana di marzo le ragazze partecipano con entusiasmo alla festa dell'amore, dei colori e della primavera: holi. In particolare sulle rive del fiume Yamuna tra Delhi e Agra, che è la patria del Dio dalla pelle azzurra, il Dio dell'amore Vishnu, tra musiche assordanti e fiori si lanciano polveri ed inchiostri vegetali di ogni colore: ocre, verdi, vermiglie, turchine. Circa quindici giorni dopo la festa  holi si celebra in India la festa in onore della Dea Parvati, moglie di Shiva il creatore: in quell'occasione tutte le donne, portando sulla testa brocche piene d'acqua, si recano al tempio di Gauri per il bagno sacro. Le ragazze pregano per trovare un buon marito, mentre le donne sposate chiedono a Gauri di ottenere per i loro mariti le stesse qualità per le quali lei è stata benedetta. La festa termina con la processione di Shiva che accompagna a casa la sposa Parvati fra elefanti e cavalli.
La festa in onore di Shiva.
 In tutta l'India il 27 febbraio è una notte dedicata a onorare Shiva. Questa festa è osservata con grande fervore religioso, soprattutto dalle donne, che digiunano nove giorni per trovare marito. Per concludere la festa le donne buttano nel fuoco oggetti sacrificali. Di solito, sarebbe meglio prendere moglie all'interno della stessa casta: questa unione limita o esclude un vantaggio economico: ciò agevolerà la casta suprema, ossia i capi, il cui problema è quello di mantenere il loro livello di ricchezza superiore ad ogni altro. Tutti i matrimoni in India sono regolati da un preciso stato economico. Noi abbiamo conosciuto Mr. Sinha un tecnico indiano che ha studiato in Inghilterra ed ha conosciuto tante altre civiltà. Quando la maestra è stata in India, ospite a casa sua, ha conosciuto la figlia Mouha, che noi abbiamo visto in fotografia. È una bellissima ragazza con la carnagione scura, gli occhi neri grandi, capelli lunghissimi, lisci e neri.
E' molto aggraziata ed elegante, è studentessa universitaria e ha confidato a Mariella che era innamorata di un suo compagno di studi, ma che avrebbe sposato l'uomo scelto da sua madre e da suo padre, che addirittura non aveva mai visto e che abitava nel Bengala, lontano da Nuova Delhi, ma nella terra in cui era nato Mr. Sinha. Per noi è incomprensibile un fatto del genere. Mariella le chiese come avrebbe potuto fare se non le fosse piaciuto; Mouha serenamente rispose che se piaceva a sua madre, sarebbe sicuramente piaciuto anche a lei. La maestra parlò di questa cosa a Mr. Sinha, chiedendogli come si sentiva a costringere sua figlia poiché, avendo avuto la fortuna di vedere gli usi degli altri popoli, avrebbe dovuto avere una mentalità più aperta. Egli le raccontò che usa così e che tornato a casa da un paese lontano, suo padre gli disse: "Domattina ti sposi!!" Egli conobbe la moglie il giorno delle nozze. Il matrimonio, in India viene deciso dai genitori, perché sono loro che credono di poter aiutare i figli a scegliere la persona giusta che li possa accompagnare tutta la vita. 
Le partecipazioni.
E' sempre la nonna paterna ad annunciare il matrimonio: la partecipazione inviata ha un cordoncino dorato legato in fondo da un fiocchetto rosso simbolo di buon augurio. La prima facciata della partecipazione (riprodotta nella pagina precedente) è simile a una miniatura incisa in oro e polvere rossa, e rappresenta una scena di matrimonio.
Usi e costumi.
In passato gli sposi si vedevano solamente durante la cerimonia, oggi invece lo sposo si reca prima a casa della sposa. Quando è possibile va in macchina o a cavallo, in segno di potere, diversamente a piedi, se è povero. La donna si impegna a preparare i dolci più buoni a base di miele, burro fuso, banane e riso per accoglierlo nel migliore dei modi. La famiglia deve pagare un prezzo per la sposa o per lo sposo in base alle qualità e al titolo di studio, ma soprattutto, per gli indiani non è necessario che la donna abbia titolo di studio, per non aumentare la competizione con il marito.
I riti matrimoniali sono tanti e cambiano secondo la zona e la casta di appartenenza degli sposi. Di solito viene preparata una tettoia sotto la quale vengono fatti accomodare gli sposi: essa serve a ripararli dal caldo. E' sempre lo sposo che va dalla sposa: egli orna l'auto di tante luci, fiori, ed in alto vi fissa l'immagine del Dio e della Dea a cui è devoto; alla stessa maniera anche il cavallo deve essere bardato con drappi di seta coloratissimi, fiori ed altri finimenti. Lo sposo è vestito di bianco, porta al collo grandi ghirlande di fiori; dai capelli gli scende sulla fronte un ornamento d'argento che si posa tra le due sopracciglia. La sposa invece indossa un sahari bianco o di altro colore, finissimo, di "toussour" di seta con bordi in oro; è ricoperta di moniti in oro che fanno parte della sua dote. Dai capelli le scendono ornamenti, sempre in oro, sulla fronte; pure lei ha ghirlande di fiori al collo. Gli sposi vengono unti con unguenti profumati e con polvere di zafferano. Anche Mouha indossava un sahari bianco con un bordo tessuto in oro: era carica di gioielli, compresa una spilla d'oro regalatale da Mariella alcuni anni prima e conservata per l'occasione. Lo sposo è sempre sbarbato e viene bagnato in viso con latte e acqua, mentre la sposa ha la testa ricoperta di vermiglio nella scriminatura dei capelli. Da quel giorno la sposa avrà sempre la scriminatura dei capelli ricoperta di polvere rossa: è il simbolo delle donne maritate. Le sacre scritture distinguono otto forme di matrimonio. In genere viene acceso il fuoco sacro davanti al quale vengono fatti i consueti sacrifici e vicino al quale sono posti un vaso d'acqua e una pietra. Il fuoco, simbolo del Dio Honi, è il testimone principale del legame coniugale. Gli sposi fanno un giro intorno al fuoco, recitando speciali formule, poi compiono il rito dei sette passi, quindi lo sposo tocca il cuore della sposa e le lega un ornamento al collo: il "mangala subrabandhana". distintivo della donna maritata: in teoria andrebbe sempre portato, come la nostra fede d'oro. In altre zone, il corrispondente della fede è un bracciale o un anello da mettere al piede oppure una placca d'oro che viene messa su una collana di pietre nere.
 C'è un'altra cerimonia che gli sposi devono rispettare se desiderano che il loro matrimonio risulti fecondo: il marito versa del latte, simbolo di fecondità, nelle acque del fiume Gange, mentre la moglie, con la testa ricoperta da un prezioso velo già usato dalla madre, assiste in silenzio assieme ai familiari di entrambi gli sposi. Il grano di riso viene gettato agli sposi in segno d'augurio e il movimento circolare di un fascio di luci serve per scacciare gli spiriti maligni. Fra le preghiere vengono fatti auguri per avere figli maschi e sani. La maestra ci ha spiegato che Mr. Sinha ha giustificato il motivo di questi auguri affermando che le femmine, quando si sposano, vanno via da casa, mentre i maschi rimangono in famiglia e possono aiutare i genitori quando sono vecchi. Infine vengono fatti sacrifici, offerte e preghiere agli Dei a cui gli sposi sono devoti. Alla Dea Kalì, a cui la famiglia Sinha era molto devota, durante il matrimonio di Mouha, il sacerdote indiano offrì il fuoco, simbolo delle loro vite, l'acqua, simbolo della purificazione, i monsoni e tanti dolci e frutti: tutto questo perché essa è la Dea del potere, è una dea vincitrice, temuta per la sua forza e, se supplicata, trasmette le sue doti ai fedeli. I parenti e gli amici portano tanti doni che fanno parte sia della dote della sposa che dello sposo. Nei matrimoni dei maharayha e in quelli delle caste superiori, i parenti della sposa recano in dono vassoi contenenti banconote che sono parte della dote. I festeggiamenti del matrimonio durano di solito cinque giorni, con pranzi luculliani che coinvolgono tutti gli abitanti del villaggio. Nelle famiglie con più figli, si sposa prima il maggiore e poi il minore. Il matrimonio tra bambini, sebbene sia illegale, è ancora praticato in alcune zone dell'India. Questa cerimonia si apre sempre con una processione in onore di Ganesha, simbolo della mente e signore dei demoni buoni e cattivi; segue poi la vestizione degli sposi ed infine la cerimonia.
Classe 5°, scuola elementare "G. Bellini", 2° Circolo di Sassuolo (Mo), insegnante: Maria Vitali.
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