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Un giorno mia mamma torna in Albania, a casa
di mia zia, dove sono io.- Vieni con me sulla nave! lo, tuo padre
e tuo fratello siamo andati via! Siamo tutti in Italia! Vieni
anche tu!- No! Ho paura, io! Non vengo con te! lo resto con la zia
e la nonna! lo ho paura dei poliziotti! Allora mia mamma
prende le forbici e taglia i miei capelli.- Adesso tu vieni con
me! lo non capisco, piango.- Perché tu tagliare i miei capelli?-
Perché tu vieni con me!lo avevo i capelli belli e lunghi. Lei dice
che io devo tagliare tutti i miei capelli corti, perché non ho i
documenti, Saverio ha i documenti, ma lui è già in Italia, allora
io taglio i capelli come mio fratello, come la foto dei documenti
di mio fratello Saverio, con i jeans e un cappellino nero, cosi
vengo in Italia con i suoi documenti.

lo sono una femmina, mi chiamo Milena, ho
nove anni, ma mia mamma mi insegna ad essere un maschio, a essere
Saverio. lo e mia madre partiamo con solo una borsa per i vestiti.
Sulla nave il capitano guarda i documenti di Saverio e chiede a
me: - Come ti chiami? - Saverio! Però io rispondo con la voce di
Saverio, da maschio, non da femmina.- Quanti anni hai?- Sette!- Ma
che voce strana che hai!- È la mia voce! Fiiiuuu! Per fortuna è
notte, sulla barca è buio, il capitano non dice più niente, non mi
guarda gli occhi, perché io avevo gli occhi blu e Saverio gli
occhi neri e così io e mia mamma possiamo andare avanti. Sulla
barca io faccio ancora il maschio, non parlo molto e quando mia
mamma chiama Saveeerriooo, vieni quiii!!!, io vado subito da lei.
lo urlo e mi arrabbio solo con un mio amico, perché lui chiama
Mileeenaa!!, ma io non rispondo, io faccio sempre il maschio, fare
il maschio non è difficile, io do le botte a lui. Adesso a me
piace fare di più il maschio, però non mi piace se mi chiamo
Saverio, perché dopo siamo due Saverio, siamo due nomi uguali e
non si capisce più niente. In Albania io sono una femmina, ma in
Italia a me piace essere un maschio, anche se io sono una femmina,
a me piace di più se mi chiamo Sebastiano, perché i maschi sono
più belli, i maschi sono più forti, possono giocare di più,
comandano di più, e poi a me piace avere i capelli corti, non
lunghi.

lo, Saverio, papà e mamma arriviamo in
questo paese in treno, con quattro valigie, prima però eravamo a
Parma, prima ancora a Foggia. Mio fratello è stato quasi un anno a
Foggia, con mio papà e mia mamma, dopo arrivo anche io e insieme
andiamo a Parma, in una casa della Caritas, poi un uomo della
Caritas dice a mio padre di venire in questo paese, alla chiesa.
Subito qui non c'è la casa per noi, perché dentro la casa c'è
un'altra famiglia, allora noi andiamo all'Hotel Gattopardo. È la
prima volta che noi andiamo in un Hotel! Fuori è molto grande e
dentro è molto bello, caldo, pulito, ci sono molte stanze e molti
uomini e molte donne che dormono sempre, oppure mangiano. Mmmmmhhh!!!
Noi mangiamo la pizza all'Hotel Gattopardo! Dopo però mia mamma
lava i piatti e pulisce le stanze, perché mio padre non ha più i
soldi per pagare. Noi stiamo all'Hotel Gattopardo quattro giorni,
poi il prete e una signora buona aiutano noi, perché adesso c'è la
casa, proprio la casa vicino alla chiesa.Noi siamo felici quando
entriamo nella casa! Subito mia mamma e mio papà pitturano i muri
della casa e prendono anche le biciclette e noi veniamo tutti e
quattro qui a scuola in bicicletta: questo è il primo giorno di
scuola. Questa scuola è più bella della scuola dell'Albania. La
scuola dell'Albania è rotta nel tetto, quando piove entra l'acqua
dentro e anche le finestre sono rotte e nessuno aggiusta mai le
finestre. In ogni banco ci sono due bambini e non un bambino solo
come in Italia, perché in Albania ci sono pochi banchi.

Quando due bambini sono in un banco solo
sono troppo stretti, parlano, mentre scrivono si toccano con il
gomito, insomma... è piu facile che bisticciano. A me la maestra
non dà botte, però se un mio amico grida forte, la maestra
picchia, con la bacchetta di legno, sulle mani. Qui invece le
maestre sono più buone, perché se un bambino grida forte, è
cattivo, loro danno solo una nota sul diario, non picchiano, ma
forse, se in Albania ci sono i diari, le maestre sono più buone
anche in Albania, però adesso hanno la bacchetta di legno e
picchiano forte. In Italia la scuola è più bella perché è più
aggiustata, più pulita, grande, nel giardino della scuola c'è il
campo da calcio con le porte, il campo da pallacanestro, la rete
da pallavolo e i giochi come le capanne, lo scivolo, l'altalena...
in Albania non è così! lo subito non volevo venire in Italia,
perché avevo molta paura della Polizia, ma adesso io sono contenta
che ci sono anch'io, perché così io, mio fratello, mio papà e mia
mamma siamo ancora tutti quanti insieme.
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