






















 |

|
lo mi chiamo Monica, ho dieci anni e faccio
la quinta nella scuola Vittorio Veneto. Ho due sorelle di nome
Katia e Vanessa e mio padre si chiama Paul, invece mia madre si
chiama Felicitè. La ragione per cui siamo venuti in Italia è
perché mio padre è stato eletto dirigente internazionale con la
sede a Roma. Noi abbiamo molta nostalgia dei nostri parenti
lasciati in Camerun. Abbiamo fatto questo viaggio in aereo ed
abbiamo impiegato sei ore. L'accoglienza che abbiamo avuto
all'inizio era abbastanza bella, ma poi abbiamo capito con il
passare del tempo che alcuni mentivano e si comportavano così solo
perché sia i genitori che le maestre avevano detto che dovevano
essere gentili con me. Credo che a nessuno piace che delle persone
siano gentili con lui solo perché glielo ha detto la madre o il
padre, deve essere spontaneo.

Prima di arrivare in Italia siamo passati
per la Francia, e anche se non ricordo niente di quello che
abbiamo fatto, spero almeno che sia stato più bello di quello che
abbiamo fatto in Kenia. Sì, siamo passati anche per quelle
parti. È stato molto difficile trovare degli amici perché per
alcuni conta solo il colore della pelle, non quello che si ha
dentro. In Camerun abbiamo lasciato i nostri nonni, i nostri zii e
i nostri cugini di cui non ricordiamo nemmeno il nome. In Camerun
abbiamo lasciato i nostri campi di cacao e di banane. Noi speriamo
di tornare al più presto nel nostro paese dove non ci sono persone
che non ti vogliono perché sei nera. Noi dal futuro ci aspettiamo
molto e speriamo che gran parte delle persone che odia i neri,
possa capire che non tutti i neri sono cattivi e capire che si può
vivere insieme. Se la gente capisse che non conta il di
fuori ma il di dentro... Perché chi accetta solo il di fuori vuol
dire che non può vivere nella comunità del futuro. Allora a tutti
i cittadini del mondo bisogna dire che tutti dentro abbiamo un
cuore che è rosso e un sangue che è rosso. E se sei nero non vuol
dire che il tuo cuore e il tuo sangue sono neri. Ci sono bambini
che non sanno nemmeno come funziona questo mondo e che si chiedono
certe volte se è vero che i bianchi odiano così tanto i neri. .. I
bambini, che come noi viaggiano, nella città dove arrivano cercano
amici, ma non ci sono tante persone o bambini disposti ad essere
tuoi amici. Spero che nel futuro cambi tutto e che i neri e i
bianchi possano capire che il colore non conta, conta quello che
si ha dentro.

Soprattutto devi conoscere la persona prima
di giudicare, perché conoscendola puoi capire se è buona o no. lo
credo che nel futuro questa gente che odia tanto i neri possa poi
apprezzarli e non respingerli.
|
Fai felice Il Paese e scrivi
un tuo commento se ti piace questo sito o questa pagina

Questo sito é
autofinanziato...fai crescere con il tuo sponsor il Paese.
|