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lo no parlare bene italiano. lo nato a Casablanca, Marocco, adesso dieci anni e mezzo, mio nome Nabil, padre Mohamed, madre Lina, fratello grande Ali, fratello piccolo Omar. A Casablanca casa è più bella, mare vicino, a casa, tu vai li senza pagare, tu giocare, dormire, prendere sole, qui invece non c'è mare, è freddo, molta nebbia, allora noi siamo sempre in casa a dormire o guardare televisione. Nostra casa è lontana dal paese, non c'è nessuno per giocare, solo una bambina italiana e due bambine piccole del Marocco, troppo piccole per giocare con me, allora io guardo televisione e gioco a palla contro muro con mio fratello piccolo Omar. A Casablanca io mangio bene, a me piace molto pesce e a Casablanca io mangio pesce tutti giorni, qui in Italia no, perché sardine costare molti e molti soldi e non essere buone sardine, allora io mangio pesce solo una volta a settimana, però a me piace mangiare anche patatine, carote, frutta, cuscus... ma pesci no perché cattivi. lo e la mia famiglia siamo in Italia per lavorare. A Casablanca mio padre pulire tavoli, vendere banane, perché a Casablanca c'è poco lavoro e pochi soldi, anche se tu lavori molte ore pochi soldi, qui più soldi, là meno soldi, io non so perché, però i ricchi ci sono anche a Casablanca, in banca.
In Italia mio padre lavorare fabbrica, con soldi comperare auto piccolina, Fiat, in estate lui andare in Marocco, vendere Fiat, tornare Italia in aereo con soldi e dopo comperare Renault più grande, e dopo lui vendere anche Renault e comperare auto ancora più grande, grandissima. Mio fratello grande Ali non lavorare, perché ancora non c'è foglio, allora lui dormire sempre, lui andare a scuola di notte, perché lui grande, diciassette anni. Mio padre ha foglio, mia madre ha foglio, noi tutto a posto, ma io e fratello piccolo no foglio, perché ancora piccoli, noi andare a scuola, noi imparare bene lingua italiana, perché se tu no parli bene lingua italiana tu non lavora bene in Italia, e dopo mandare te via. Mio padre però non è a scuola, perché lui troppo grande, lui lavorare anche di notte, lui imparare da solo. Scuola italiana è piccola, a Casablanca invece è grande, più stanze, una classe sono trenta quaranta bambini, maschi e femmine, insieme, tutti marocchini, non come qui. Scuola Casablanca pochi giochi ma anche pochi libri da studiare, cortile molto grande, no tanti alberi, molta sabbia. A scuola no guardare film. lo dire sempre preghiere a Dio, però non ricordo bene le preghiere, perché sono piccolo. Prima di dire preghiere io devo lavare mani, bocca, viso, capelli, tutto, e quando io pulito dico preghiere a Dio, perché Dio ascolta, ma se non sei pulito non dire, perché non è bello e Dio non ascolta. Parlare di Dio è difficile da spiegare, perché io non so tante cose su Dio, ma mio padre si. Dio è Dio, è su, in alto, lui si chiama Allah e Allah è grande, molto grande, però non si vede bene, perché tu non puoi fare statue o figure come per Gesù o Buddha, nella sua casa non ci sono croci o quadri. Allah è Dio e il lavoro di Dio è fare uomini, donne, maschile, femminile, uccelli, animali, mare, stelle, terra, tutto, Allah fa tutte le cose per uomo e uomo prega per dire grazie ad Allah.
 Quando sono a Casablanca io non so cosa sono tanti Dii: Allah, Buddha, Gesù, però anche a Casablanca è Natale, Natale è quando hai tanti regali, però non c'è il presepe. Adesso io so anche come si chiama il libro di Gesù, perché il libro è la Bibbia, il libro di Allah invece è il Corano, però non ha scritto Allah il libro, ha scritto Maometto. Il Corano è in una città grande, in Arabia, il nome della città è Mecca, e li c'è anche la tomba di Maometto e di Allah. lo non sono mai andato a Mecca, però mio padre sì, con i suoi amici e la mamma, lui conosce tante preghiere! Una volta ogni anno io e la mia famiglia facciamo Ramadam: tu non puoi mangiare, perché tu preghi e mangi solo quando è buio, poi c'è la festa e alla fine andiamo a letto. In Arabia le chiese si chiamano moschee, ma in Italia queste chiese non ci sono, perché sono solo a Roma, a Milano, allora mio padre dice preghiere in casa, anch'io dico, qualche volta, in camera dove prega mio padre, io dico dieci preghiere a memoria. Quando dice preghiere mio padre si mette giù e chiude i suoi occhi, anche io metto giù, però no chiudo sempre occhi, perché io no imparato bene preghiere e allora apro occhi per ricordare meglio. lo imparato preghiere da mio padre, mio padre imparato da Corano, perché lui legge molto libro, lì sono scritte in arabo regole, come ubbidire padre e madre, lavarsi prima di preghiere, non mangiare maiale, non uccidere galline con bastone, perché viene fuori sangue e allora bisogna prima tagliare testa con coltello. Se tu mi dai una carne di maiale? Bleeehh! lo no, io non mangio. Anche a mensa della scuola, loro dato me prosciutto del maiale, perché loro non conoscevano me, era la prima volta che mangio a mensa, non sapere bene cosa mangio, ma io non mangio il prosciutto, io mangio meglio a casa mia, no a scuola. A me non interessa se prosciutto buono o cattivo, io non mangio, io non so perché, a me detto così mio padre, a mio padre suo amico saudita, anche sopra Corano è scritto no, non si può, io non so perché, non è importante sapere perché, importante è non mangiare maiale e pregare Allah. Domenica io vado in città con mio padre e mio fratello grande Ali. In città c'è la fiera, io vedo tanti vestiti, scarpe, giocattoli e tanta gente, anche le giostre, ma io non vado sopra perché sono grande, perché io adesso ho dodici anni.
 In città noi salutiamo famiglia di amici marocchini e io vedo Mustafà, ha tredici anni ed è un mio amico arabo, però parla italiano bene, meglio di me, perché lui è in Italia da sei anni o sette. Noi non facciamo i compiti perché giriamo in bicicletta. Ci sono molti bambini arabi in città, venti, quaranta, marocchini, egiziani. Mustafà ha i jeans. Suo padre non è ricco ricco, ma compera molti vestiti, perché di notte lavora in una fonderia e vende anche occhiali e vestiti e ha una Mercedes e forse lui ha un bar insieme ad altri amici marocchini, egiziani e italiani. Lui ha regalato a me gli occhiali neri e rossi del Milan! Mustafà non cammina bene perché suo padre una volta è stanco di guidare in macchina e dorme, allora Mercedes rompe ferro di strada, portiera aperta, gamba di Mustafà fuori, contro il ferro, aaaaaahiiii!!! Anche madre Mustafà non cammina bene, allora vanno in Francia per guarire gambe, a Parigi, oppure Mustafà taglia gamba, ma dopo lui non taglia sua gamba, però adesso non cammina più bene e compera scarpa da un milione. Mustafà ha una bellissima bicicletta Mountain Bike! Amici di Mustafà comperano bici, vestiti nuovi, così anche Mustafà vuole comperare, anche suo padre vuole. lo no, anche a me piace Mountain Bike, ma io non voglio, Mountain Bike dopo, no adesso, detto così anche mio padre. Mustafà ha vestiti più belli di me perché in città la gente guarda sempre, guarda se c'è un buco nella tua camicia, nelle tue scarpe, nei pantaloni e dopo dicono: - Che schifo! Non sei pulito! Vai via! Torna al tuo paese! Non ha soldi per comperare i vestiti! Che schifo! Che schifo! Invece vicino a casa mia non c'è tanta gente, poi a me non interessa cosa dice la gente, in città interessa, qui no, perché tutti i bambini della scuola si vestono con i vestiti uguali, con il grembiule blu, oppure come vogliono e nessuno dice niente, sono più buoni, più gentili. Una volta a scuola vogliono regalare a me i vestiti, ma io ho i vestiti, anche i miei fratelli, anche mio padre e mia madre, noi non vogliamo vestiti, perché noi abbiamo vestiti e anche molto belli, ma a scuola no, quando noi andiamo in città mettiamo i vestiti più belli!
Vicino a casa mia c'è una casa molto bella: la casa di Alice. Alice è una bambina della scuola, però non è in classe con me, perché io sono grande, lei è più piccola, ha occhiali e capelli neri. Il padre e la madre di Alice sono padroni della casa bella e anche della casa brutta dove abito io e la mia famiglia e le altre famiglie di arabi, però non tutti insieme. Ogni mese mio padre dà i soldi al padre di Alice per pagare la casa dove siamo noi, il padre di Alice invece non paga niente, perché la casa dove abita è la sua casa, perché lui è italiano. Vicino alla casa di Alice c'è molto prato e anche alberi, fiori, le nostre case invece non hanno prato, alberi, c'è solo terra, sassi, sabbia. Davanti alla sua casa c'è una macchina Renault nera molto grande e molto bella e luccica, perché è nuova e alla mattina il padre di Alice va a lavorare con la macchina e la mamma resta sempre in casa a leggere. Dentro la casa di Alice abita anche una vecchia, sua nonna. La vecchia esce sempre di casa e parla con me e mio fratello piccolo, ma non è gentile, è cattiva, vuole sempre i soldi perché mio padre mette la macchina dentro il cortile, ma lui non ha macchina grande, lui va sempre a lavorare con la macchina, non c'è mai la macchina nel cortile, solo un'ora, due ore. Solo ogni tanto la vecchia è buona, ma non con noi, con le bambine arabe piccole, è buona perché insegna a loro a parlare in italiano e a contare con le mani, uno, due, tre, quattro... In estate la mamma di Alice abbronza nel giardino, dalle ore una alle ore tre, tutti i giorni: lei mette un asciugamano su erba e poi dorme, oppure legge, oppure ascolta musica e dorme e certe volte lei è in costume.
Quando mia madre vede lei cosi, mia madre fa brutta faccia e dice: - Lei è pazza! Anche a me non piace una donna così: lei è una mamma molto buona e bella, ma in costume non è bella, a Casablanca le donne non sono così, solo vicino al mare sono cosi, però qui non c'è il mare e allora, per me, la mamma di Alice pensa c'è il mare e così prende il sole . Un giorno io andare vicino a cancello della casa di Alice e sua mamma è sdraiata su erba. Lei guarda me e dice: - Voglio diventare nera come te! Ma io non ho pelle nera, è solo meno bianca, io ho solo occhi neri, capelli neri, ma mia pelle non è nera, è marrone. Un altro giorno io andare vicino a cancello e Alice gioca a palla da sola nel giardino, ma dopo la palla va fuori nella strada, io prendo la palla e dopo gioco a palla con Alice, gioco dentro il suo giardino e Alice chiede a sua mamma se possiamo giocare dentro casa e lei dice sì. Dentro a casa di Alice c'è tutto: macchina Renault, macchina Tipo, camion, tavoli, biciclette, mobili, tre televisioni, quadri, Mountain Bike. Noi giochiamo a tris e altri giochi, poi andare fuori, sopra altalena, poi Alice dà un pugno su mio braccio, ma a me non fa male, a me fa ridere, allora lei dice: - Adesso sei mio amico!
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