Home
Su
Nascere in Marocco
Nascere in Eritrea
Nascere in India
Nascere in Camerun
Sposi in Marocco
Fidanzamento in Camerun
Matrimonio Indù
Festa delle nozze
Festa delle caramelle
Meskel
Il giorno dei morti
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Voglio raccontare la festa che noi marocchini facciamo quando nasce un bambino. Dopo pochi giorni che il bambino è nato, la mamma, il papà e i nonni vanno a comprare tante buone cose da mangiare per organizzare la festa. Comprano due pecore e poi le uccidono e con la carne la mamma, le nonne, le zie e alcune volte anche le vicine di casa, preparano dei buoni pasti; cucinano anche tanti dolci. A volte i nonni regalano al padre del bambino pecore, galline, conigli che servono alle cuoche per preparare il pranzo e la cena. Si invitano parenti e amici e anche cantanti e suonatori. La festa si fa nella casa del bambino, ma se non c'è molto spazio, si può svolgere anche nella casa dei vicini o nel cortile. Le donne preparano la casa per la festa: per terra stendono tanti tappeti sui quali si siedono gli invitati e nel centro mettono un grande tavolo basso con sopra piatti, bicchieri, tovaglioli, cucchiai. Nel giorno della festa il bambino riceve tantissimi regali: vestitini, berretti, catenine, braccialetti, anellini, scarpine... Chi non può comprare un regalo, mette dei soldi vicino alla testa del piccolo.

Gli uomini si riuniscono tutti in una casa e le donne in un'altra; i bambini spesso giocano in cortile. Durante la festa i suonatori suonano, i cantanti cantano e le donne portano da mangiare tante buone specialità marocchine: il couscous, la tajine... Anche gli invitati si mettono a cantare e si muovono al suono della musica. Finito di mangiare gli uomini vanno a giocare a bocce o a carte e i bambini giocano con le trottole o le biglie... Le donne, invece, sparecchiano, mettono in ordine, lavano i piatti e badano ai bambini più piccoli. Quando hanno finito ballano e si divertono.

Nascere in Marocco

Subito dopo che il bambino è nato ed è stato lavato e vestito, il papà o l'Imam (che è un capo religioso islamico) sussurrano nell' orecchio destro del neonato la formula della preghiera denominata Adhan (invito o chiamata alla preghiera).
 Questa preghiera contiene il credo fondamentale dell'lslam e così le prime parole che il piccolo sente sono quelle della professione> di fede. Quando poi il bambino torna a casa, avviene la seconda cerimonia, che è chiamata Tabnik. Un pezzetto di zucchero, miele o dattero viene messo nella bocca del neonato, di solito dalla persona più anziana e più rispettata della famiglia. Si pensa che questo elemento di dolcezza renderà il bambino gentile e ubbidiente e che le sue parole "saranno dolci come il miele". Il nome tradizionalmente veniva assegnato ai nuovi nati sette giorni dopo la nascita durante la cerimonia chiamata Aqiqah. In questa occasione, la testa del piccolo veniva rasata per eliminare tutte le impurità; i capelli venivano pesati e un pezzo di argento pari al loro peso veniva dato ai poveri come elemosina. Tutta la famiglia faceva poi una grande festa, durante la quale il bambino veniva presentato al gruppo di parenti e alla società.
Rhoni Raschid, Nora Nadi Elkaddani Said, EI Bakkali Rahma, classi 4°B, 5° A, 5°B, scuola elementare" G. Pascoli", 1 ° Circolo di Sassuolo (Mo).
 Fai felice Il Paese e scrivi un tuo commento se ti piace questo  sito o questa pagina
Questo sito é autofinanziato...fai crescere con il tuo sponsor il Paese.
   
Il Paese dei Bambini che sorridono" ©
Partita Iva02895640361
Tutti i diritti riservati agli autori stessi.
E' severamente proibito copiare testi e immagini.
I trasgressori saranno perseguiti legalmente.
Per contatti scrivere:  Franca