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Tutte le civiltà celebrano il Natale delle
proprie divinità ed il ciclico rinnovarsi del tempo; molto spesso
queste ricorrenze prevedono momenti di riunione familiare e
d'integrazione dell'intero gruppo sociale, coesione che il più
delle volte si realizza in sontuosi pasti collettivi, alla
preparazione dei quali concorrono le donne di tutto il vicinato.
La festa più importante del lunario cinese è il Capodanno, che
cade intorno al 28 gennaio del calendario solare. I festeggiamenti
durano una settimana, e comportano vari fuochi, scambi di doni e
riti propiziatori che coinvolgono soprattutto i bambini, i quali
affidano al nuovo anno i migliori propositi mettendo sotto il
cuscino un sacchettino rosso. È di antica memoria l'idea che vuole
che ogni cosa, animata o inanimata, sia provvista di uno spirito
proprio; nelle famiglie tradizionali, dunque, particolare riguardo
sarà rivolto alle innumerevoli divinità che governano la vita
quotidiana, dal dio delle pignatte e delle padelle a quello dei
coltelli, geni che garantiscono il funzionamento e facilitano
l'uso dei vari oggetti.

La
gerarchia implicita in questo complesso mitologico dà al dio della
cucina e del focolare un posto di assoluta preminenza e non vi è
casa in cui, rintanata in una nicchia scavata sopra il camino, non
vi sia una sua immagine. Alla fine dell' anno, la sacra effige,
ormai annerita dal fumo degli incensi, viene bruciata; con questo
atto, si segna il momento in cui il dio sale in cielo, al cospetto
della divinità suprema, per fare il resoconto circa
vizi e virtù di tutti i membri della famiglia. Allo scopo di
conquistarne l'indulgenza, gli si rivolgono offerte alimentari e
si allestiscono pasti nel segno dell' abbondanza. Affinché nel suo
rapporto annuale sia dolce nei confronti dei familiari di cui
conosce ogni recondito aspetto dell' animo - dall'alto del
suo canto, sul camino, veglia notte e giorno sulla
casa ed i suoi abitanti - , gli si offrono dolci mielati, ma, se
si teme che possa parlare a sproposito, magari rivelando qualche
peccato che il dio sommo non gradirebbe, sarà bene rimpinzarlo di
dolci collosi e compatti, che gli impediscano di aprir bocca. In
tal caso, potrà soltanto annuire col capo alle domande rivoltegli
e dare così l'impressione che tutti si siano comportati per il
meglio. Tra i tanti piatti che colorano la mensa d'inizio anno
(come i nidi di rondine o i bachi da seta fritti) si nota la testa
di maiale intera semplicemente bollita, accompagnata da salse
speziate e agrodolci. L'eccezionalità della preparazione è
sottolineata dal fatto che solitamente carni e verdure si
presentano in tavola tagliate a pezzi e mai interi. In questo
caso, è l'interezza della vivanda a marcare la differenza tra
tempo ordinario e quello festivo, separazione ugualmente suggerita
dalla presenza dei pani ricchi. I nomadi tibetani preparano per la
stessa ricorrenza un pane intrecciato composto di quattro rotoli
di pasta fritti nell' olio che, con il suo colore dorato, è
considerato un alimento di lusso, simbolo di prosperità: esso ha
il potere di allungare la vita a chi lo assaggi. Anche in Giappone
si attende il Capodanno per stare insieme. Al contrario di quanto
accade in Occidente, gli ultimi giorni dell' anno si dedicano alla
famiglia. Infatti, se ormai tutti i giovani, specie nelle città,
festeggiano il Natale secondo l'uso statunitense (anche qui non
manca la corsa agli acquisti, la calza di Santa Klaus e gli alberi
dalle luci colorate), il Capodanno è festa sia civile che
religiosa. Qui la ricorrenza è anticipata di circa un mese
(rispetto alla Cina), così da farla coincidere con la fine
dell'anno solare. L'ultima notte di dicembre è d'uso recarsi al
tempio (la tradizione riguarda sia la religione buddista che
quella scintoista), dove, a turno, si batte una grossa barra
metallica posta in una struttura all'interno del giardino sacro.
La casa viene addobbata con festoni e decorazioni di bambù e rami
di pino che servono a tenere lontani gli spiriti maligni; esse
vengono disposte davanti alla porta d'ingresso, sui due lati.

Al
mattino del primo dell'anno si indossa il kimono più bello per
recarsi di nuovo al tempio, dove si lanciano dei soldi in un' arca
di legno e si prega dio perché conceda un nuovo anno ricco di
felicità. In casa, più tardi, ci si riunisce per partecipare al
pranzo "più rumoroso": la pietanza servita in quella ricorrenza
consiste infatti in tagliolini che vanno tradizionalmente
trangugiati con grande rumore per dimostrare quanto siano
apprezzati. Questo piatto, conosciuto come soba, è tipico del
Capodanno, tanto che, secondo un detto popolare, mangiare la soba
equivale ad entrare nel nuovo anno. Il dessert è una sorta di
budino preparato con degli azuki (fagioli di soia) bolliti a lungo
e zuccherati, nel quale si intingono i caratteristici mochi,
palline di riso bianco presenti sempre sulla mensa festiva. Per il
divertimento dei bambini, si modellano i mochi a forma di omini di
neve, e li si dota di una testa fatta con un' arancia. Il periodo
di vacanza termina il 7 gennaio (come in Europa). In quel giorno,
ci si prepara a riprendere il ritmo di sempre con un pasto
estremamente sobrio: il riso delle sette erbe. Si tratta di un
riso bianco bollito con sette erbe selvatiche, tra cui primeggia
il daikon. Questo piatto offre l'occasione per trascorrere una
giornata in campagna, alla ricerca degli ingredienti per
prepararlo, ma sono sempre più numerosi quanti preferiscono
sostituire le erbette e le radici della tradizione con sette
diverse verdure da acquistare più comodamente in città.

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