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Il diario di Anna
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I timori della nonna sono fondati. È proprio lei che il 1° settembre 1939 ascolta alla radio la notizia dell'attacco alla Polonia. Hitler, nel disegno di una guerra lampo, invade il territorio polacco e provoca l'intervento dell'Inghilterra e della Francia. In un mese la Polonia è sconfitta. Le truppe tedesche si volgono allora ad Occidente attratte dalle miniere di ferro della Scandinavia, ma anche per ostacolare eventuali sbarchi britannici. Costringono alla resa non solo la Norvegia, ma anche la Danimarca e si dirigono verso la Francia, violando la neutralità del Lussemburgo, ,dell'Olanda e del Belgio. Gli olandesi tentano di resistere, rompendo le dighe e operando disastrosi allagamenti, ma sono costretti a capitolare il 14 maggio 1940.

 I tedeschi trionfanti, a cui si sono uniti gli alleati italiani, nel giugno successivo entrano a Parigi, senza combattere. Le leggi razziali si moltiplicano e non c'è forma di violenza che venga risparmiata. Il babbo di Anna cerca di parlarne raramente in presenza della nonna e delle figlie, ma quando in casa vengono gli amici Van Daan, Kraler, Kophuis, il discorso cade sempre sulle persecuzioni. Una sera Kraler è furibondo; grida: - Avete sentito? Non solo rompono le vetrine, devastano i negozi, danno fuoco alle case, ma se la prendono anche con le sinagoghe e coi cimiteri...- Sono soltanto nazisti! - dice papà Frank. - A Varsavia, nel ghetto, hanno snidato la gente con i lanciafiamme..   La moglie ha nel volto lo smarrimento - Succederà anche ,qui?- Ma no, qui è diverso - la rassicura il marito. - L'Olanda è servita solo di passaggio.  - Non dobbiamo farci illusioni - lo corregge Van Daan. - I campi di concentramento funzionano dal 1935 anche per gli ebrei. - Saranno ebrei oppositori - precisa Kophuis. - No - insiste Van Daan - ce l'hanno con gli ebrei in quanto ebrei. - Non l'abbiamo mica scritto in fronte che siamo ebrei! - No, ma siamo obbligati a farci riconoscere come tali, portando la stella di Davide gialla cucita sull'abito... Ordine di Hitler! -
- Amici miei - dice Otto - perché non pensiamo a un progetto utile? Si apparta con gli uomini e discute a lungo, in segreto. - Dobbiamo pensare ad un nascondiglio sicuro... - Per noi non c'è scampo: finiremo nei campi di concentramento...- Purtroppo la notizia è attendibile - conferma Frank - non dobbiamo farci illusioni. Sapevamo già che, dopo la Polonia, anche gli altri paesi occupati dai tedeschi hanno conosciuto l'ignominia della caccia all'ebreo. Nonostante la guerra, la vita quotidiana si svolge con una certa regolarità. L'occupazione nazista però si fa sentire. Timori e privazioni non sono risparmiati. In casa Frank arrivano notizie dolorose di amici colpiti dalle persecuzioni. La nonna è molto invecchiata. Una splendida domenica di primavera, Anna è inquieta; va da una stanza all'altra, non ha voglia di mettersi a studiare. - Papà, usciamo? Facciamo un giro in città.
- Vuoi uscire anche tu, Margot? - chiede papà. - Dovrei studiare - risponde la figlia. - Allora rimani; terrai un po' di compagnia alla nonna. La città è splendida di sole. Lungo le strade, nelle aiuole pubbliche sono fioriti i tulipani smaltati di giallo e di rosso. Sembra una domenica di pace. La gente passeggia, parla, si ferma nelle piazze.- Non ci allontaniamo troppo, perché siamo a piedi, lo sai - consiglia il papà. 
- Ma io non mi stanco. Con questo sole non è un gran male rinunciare al tram, non ti pare? - Anna è allegra - Come va a scuola? Che ti ha detto il vecchio Kepler?- - È migliore di quanto mi era sembrato. lo non amo molto la matematica e lui lo ha capito... - Ti ha dato qualche altra punizione? - Si è rassegnato a soppportare le mie chiacchiere. Sai che mi ha assegnato tre temi per castigo? - Su quali argomenti? - «La pettegola», «L'incorreggibile pettegola» e... il terzo era ancora più stupido. - Anna si arresta. - Su, sentiamo! - si diverte il babbo. - «Qua, qua, qua dice la signorina Boccadoca» - sussurra Anna. - Ti sei offesa? - Voleva canzonarmi, ma io l'ho lasciato di stucco - esplode Anna. - E come? - Ho scritto una poesia stupenda, con l'aiuto della mia compagna Sanne. - Che cosa hai scritto? - Ho raccontato la storia di una famiglia di anatroccoli. Alla fine il padre cigno uccideva i tre figlioletti a beccate perché erano troppo ciarlieri.
- Ti piace Amsterdam, papà? - domanda Anna cambiando discorso. - Sì, è una grande città. - Fu per secoli la più grande metropoli del mondo e il suo porto il più importante per le Indie - precisa Anna. - Me lo  hanno insegnato a scuola. - Peccato che ora non sia una città libera! - sospira il signor Frank.

 
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