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Anche se
da bambine avete avuto dei bei denti da latte perfettamente
allineati, può capitare di ritrovarsi con un sorriso meno regolare
quando spuntano i denti definitivi. Incisivi troppo grandi o troppo
distanziati che occupano tutto lo spazio, denti che si accavallano o
che si piazzano dove gli pare, arcate superiori o inferiori che
sporgono (per quelle che si succhiavano il pollice!). . . Tutto
questo non aiuta ad avere un sorriso da star! Per di più questo
disordine può causare degli squilibri fra le due mascelle e una
masticazione scorretta: la cosa nuoce alla salute dei denti e può
rendere difficile la digestione degli alimenti.

Bisogna
mettere un po' d'ordine... È quindi il caso di consultare un buon
ortodontista, il cui mestiere è rimettere i denti nella posizione
giusta (orthos in greco vuoi dire diritto). Purtroppo il miracolo
avviene solo portando uno di quei brutti apparecchi che fanno il
sorriso aggressivo e vi spaventano anche un po'. Gli apparecchi più
semplici, che possono essere prescritti a partire dagli 8 anni (ma a
volte anche prima), sono costituiti da un falso palato di metallo e
resina sul quale si articola un filo metallico che passa davanti ai
denti. Questi apparecchi servono ad allargare il palato affinché
tutti i denti trovino il loro posto. Generalmente non sono fissi, e
si possono togliere per mangiare. Sono molto discreti e non
eccessivamente costosi. L'altra categoria è quella degli apparecchi
fissi che si portano per circa due anni, quei famosi archi metallici
che vi fanno un sorriso da belva. Si applicano attaccando dei
supporti sugli ultimi molari con un cemento speciale. Su questi
supporti è fissato un tubicino. Poi si incollano dei piccoli
rettangoli di metallo o di ceramica sugli altri denti (il metallo si
vede più della ceramica, ma è più solido e quindi più adatto a chi
fa sport). In questi rettangoli si incastrano uno o più fili
metallici che vanno a infilarsi nei tubicini sui molari.

In seguito
basta stringere o allentare il filo per avvicinare o allontanare i
denti. Questo apparecchio si può portare a partire dai 10 -11 anni,
ma generalmente si mette verso i 12-13 anni e si porta fino ai
15-16, a seconda dei casi e del grado di perfezione che si vuole o
si può raggiungere. Ci sono degli apparecchi ancora più brutti, che
per fortuna si portano solo di notte, e che vengono soprannominati
«baffi». Consistono in due asticelle metalliche che escono dalla
bocca e sono collegate a degli elastici che si appoggiano sulla
nuca. Queste «museruole» servono a impedire ai molari di muoversi. È
vero che un apparecchio dentario è costrittivo e poco estetico.
Oltre agli altri bei regali che vi fa la pubertà (l'acne, il grasso
superfluo), ci mancava anche questo...

Però non è
una buona ragione per stare nascoste sotto le coperte per un paio
d'anni! Innanzitutto l'apparecchio non può nascondere né quelle
fossette che vi rendono così graziose quando sorridete, né il colore
dei vostri occhi. E poi siete in buona compagnia: due adolescenti su
tre portano un apparecchio dentario. Nella vostra classe piu di uno
è nella stessa situazione. Più si aspetta, peggio è. Se è abbastanza
normale portare un apparecchio dentario a 13-14 anni, lo è meno a 20
o a 30. Immaginate di presentarvi a un colloquio di lavoro o a un
appuntamento con l'uomo della vostra vita con tutta quella ferraglia
in bocca! Allora tanto vale farlo ora e togliersi una volta per
tutte questo problema.

Insomma,
ci sono molte buone ragioni per dar retta a vostra madre e andare
dall'ortodontista! Poi ci si abitua... Convinte? Allora affrontate
saggiamente la cosa. Vedrete che vi abituerete in fretta e potrete
ancora... sorridere alla vita! All'inizio i denti saranno un po'
indolenziti, ci passerete continuamente la lingua sopra, non saprete
più come aprire la bocca. Ma nel giro di tre giorni non ci penserete
più e l'apparecchio farà parte di voi. E poi un apparecchio dentario
non ha mai impedito a nessuna di avere un ragazzo e di baciarlo! Un
piccolo sacrificio oggi per avere domani il premio di un sorriso
perfetto. E un bel sorriso è importante, perché ci mette in
comunicazione con il mondo.
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