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Sono piccoli, hanno freddo, ma il loro destino è segnato: estrarre oro per più di dieci ore al giorno accanto ai loro genitori nelle gallerie della miniera peruviana di "La Rinconada", che si trova a 5.400 metri di altezza sul ghiacciaio andino della .Per via della loro piccola taglia i bambini riescono a intrufolarsi lungo le nuove gallerie che sono alte appena novanta centimetri. E nei cunicoli, passano lunghissime ore nel turno di giorno, o in quello di notte.
 
 
I bambini provengono dalle zone più diseredate del paese: Moquequa, Tacna, Cuzco, Juliaca o Pumo; la maggior parte sono analfabeti, parlano soltanto il "quechua" con qualche rara parola di spagnolo.''Si tratta di un crimine contro l'umanità - ha sostenuto il, Presidente della Commissione dei Diritti Umani del parlamento peruviano - e dobbiamo mobilitare tutti i ministeri interessati per porre fine alla tragedia di questi bambini''. Secondo Daniel Estrada, parlamentare dell'opposizione, a "La Rinconada" sono violate tutte le norme più elementari che regolano l'attività lavorativa. ''Vi immaginate questa gente e questi bambini che lavorano a temperature di 26 gradi sotto lo zero'', ha esclamato Estrada, aggiungendo: ''E non c'è neppure la cassetta del pronto soccorso!''. Ma non finisce qui. Come e addirittura peggio che in altre miniere peruviane, qui vige ancora il sistema, proibito in tutto il mondo, del "cachorreo": i padroni dei lotti trattengono fino a tre quarti del salario annuo, dando ai lavoratori solo i pasti e i restanti mesi di stipendio.
 
 
 La situazione di questa miniera è comunque solo la punta dell'iceberg di una drammatica situazione mondiale dello sfruttamento di 200 milioni di minori, che colpisce Africa, Asia ed America Latina. In quest'ultima regione, si stima che i bambini lavoratori sono almeno 25 milioni, di cui una decina soltanto in Brasile, dove formano i "meninos da rua" che spesso vengono impietosamente massacrati dalle "squadre della morte".
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