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Quando arriva la sera

Quando
arriva la sera e l'aria si fa nera
mi prende una grande malinconia pensando alla vita mia.
Il nonno mi ha lasciato, il papà se ne è andato
a lavorare in una altra città perché siamo in una grande povertà.
Sto con la mamma che è sempre affaticata e dal lavoro stressata:
non abbiamo tempo di parlare e neppure i giorni felici ricordare.
Quando la notte scende un gran sonno mi prende.
La mamma mi trova addormentato anche se non ho cenato.
Sogno di aver vinto al super enalotto e di volare come un passerotto
per raccontarlo al mio papà. Sogno di comperare una grande casa
e della povertà fare tabula rasa. Sogno di realizzare la mia
aspirazione segreta: diventare un poeta.
Racconto alla mamma il mio sogno che mi ascolta con grande
attenzione poi mi dà uno scapaccione che è una grande carezza."Sei
un grande pasticcione, hai dimenticato di sognare
che potevi finalmente camminare, correre e saltare."
Il libro mio amico

Un amico
ho trovato tra tanti libri l'ho scovato. Era ben riposto
ma io l'ho preso a nessun costo. Sta con me la mattina
quando gli do una sbirciatina, sta con me durante la giornata
come una persona molto amata. Quando dormo, sta sul comodino
tranquillo fino al mattino, il mio libro interessante
che mi parla con voce riposante della vita e della morte
e mi apre tutte le porte. Fra tutti è il più caro
ed è un amico assai raro. Mi piace da morire e vorrei che non
dovesse mai finire.
L'esame e' terminato

L'esame è
terminato e solo sono restato, "Lavoro?"
non se ne parla, "Università?" Come farla?
Sarò solo nella mia casa ad aspettare il postino
o a parlare con il vicino, ad aspettare qualche amico caro
che sarà sempre più raro. Il computer ho acquistato e tanto l'ho
studiato. Sempre solo nella mia stanza faticando con costanza,
facendo con perizia mia giochi di strategia. Un giorno ho provato
in Internet a navigare per vedere se c'è
qualche cosa per me. Niente ho trovato,
ma la bolletta ho pagato. Anche Internet è terminato e solo sono
stato lasciato.
A Ramona

Conosco una persona un po' speciale,
è come un raggio di sole,
che trasmette attorno a sé la sua voglia di vivere,
inconsapevolmente, con naturalezza.
La candida luce dei suoi occhi, riflette nel profondo
la sua innocenza di petalo di rosa,che lieve si posa, sul cuor.
Se parlo, sento che mi ascolta, e so che c'è.
Sento che è una vera amica, una presenza stabile,
su cui contare sempre. Ma lei poco si fida di sé,
e teme ogni cosa che fa, di essere in errore. Mi sento fortunata,
ho un'amica dolce e sensibile che rimarrà sempre nel mio cuore.
La ringrazio per i suoi sorrisi e le sue parole,
perché con la sua gioia, ha arricchito tutto il mio essere.
La mia compagna di banco

I miei
compagni sono degli amiconi forse un po' lazzaroni.
Le mie compagne sono riservate e spesso maleducate.
Quando dico "Mia bella, vuoi venire con me sulla carrozzella?"
mi rispondono "Va a quel paese! ma guarda che pretese!"
C'è però una persona rara un' amica tanto cara
che sta con me nel banco di ascoltarla non sono mai stanco.
Quando dice "Ciao Marcello!" io mi sento molto bello,
quando dice "Come stai?" io corro come un tranvai.
Mi pare di volare e in tilt andare.
Quando sposta la mia carrozzella la vita mi sembra molto bella.
Ogni giorno mi dice, e mi fa sentire felice,
"Ci vediamo domani" penso che domani ci sarà
e una bella giornata spunterà. Oh, la mia compagna di banco
che di ascoltarla non sono mai stanco!
Vorrei sempre

Vorrei
sempre parlare con i miei compagni perché sanno chi sono
E non devo spiegare tutto. Vorrei sempre mangiare la pizza al sabato
sera Nelle serate di primavera. Vorrei sempre guardare la mia mamma
e il mio papà abbracciati come due innamorati. Vorrei sempre sentire
il calore dei giorni d'estate e poi il fresco della sera che
annuncia una notte nera. Non vorrei dover andar via da questa la
vita mia. Quando lontano sarò (Ma dove?) sempre ricorderò La mamma e
il papà abbracciati come due innamorati.
Al mio fantastico amico

Ho un
amico magnifico, fantastico,
spinge la mia carrozzella per andare in classe;
mi fa salire e scendere le scale e a volte guardare dal davanzale:
è le mie braccia e le mie gambe. Studia con me
e dice "sono aiutato da te". Il mio amico fantastico
Rom, zingaro, nomade per tutti per me gentile e caro
Luigi, amico assai raro. Il suo popolo è riconosciuto da trent'anni
anche se esiste da tremila anni. La sua storia fa invidia:
e le sue origini sono in India. I Rom non hanno una terra
e non hanno mai fatto la guerra,non hanno sfruttato nessuno
hanno sofferto emarginazione e digiuno. Nel giorno della memoria,
quando si profonde l'oratoria, dei Rom tutti si dimenticano
che migliaia ne ha uccisi il lager nazista e gassati la furia
razzista.
Nessun Rom ucciso ha un nome scritto in un libro, a nessuno di loro
è stato dedicato un monumento quasi fosse un comandamento
dei Rom l'esistenza dimenticare e ad altre cose pensare.
Il prof della shoah ha parlato, ho detto "prof dei Rom ti sei
dimenticato". "Che cosa c'entrano? Degli ebrei dobbiamo parlare,
degli ebrei è l'olocausto". Non ho risposto. Il capo ho nascosto per
la vergogna, mi sentivo veramente alla gogna per non essere andato
fino in fondo "Scusami, amico, tu sei il mio mondo. Per viltà non ti
ho difeso spero di non averti offeso".
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