






















 |

|
Se siete in giro per un paese del mondo arabo e
qualcuno vi dà del “guidatore di cammello” non vi sta facendo un
complimento. Spesso con questa definizione s'indicano le persone
scarsamente istruite e, nella tipologia del pregiudizio, quelle un
po' tonte. Questo modo di dire, in realtà, nasconde una delle
forme di schiavitù moderne più terribili.

Le corse dei cammelli in molti paesi del Golfo
Persico sono una vera e propria passione, solo che viene appagata
sulla pelle di bambini piccolissimi che hanno la taglia giusta per
guidare un cammello a velocità folle. Questi bambini non lo fanno
mai per scelta, ma sono ridotti in schiavitù dai proprietari delle
scuderie. Gli Emirati Arabi Uniti hanno votato una legge, il 16
marzo scorso, che rende illegali le corse con fantini che non
abbiamo compiuto almeno i 16 anni di età e che pesino meno di 45
chili. In realtà l'emirato si era dotato di norme in materia già
nel 1980 e nel 1993, ma le leggi venivano facilmente aggirate e la
condizione di schiavitù dei giovani fantini restava tale e quale.
Una organizzazione non governativa britannica che si batte per
l'abolizione delle forme moderne di schiavitù, nel 2002, è
riuscita ad attirare ancora l'attenzione su i bambini fantini e
gli Emirati Arabi Uniti non hanno potuto ignorare oltre lo sdegno
internazionale suscitato dalla serie di foto che uno dei militanti
dell'ong inglese, ha scattato nell'ambiente delle corse di Dubai.
Adesso sembra che, con l'introduzione di controlli ferrei a porti
e aeroporti, si possa in modo efficace combattere la tratta di
bambini.

Uno degli aspetti più interessanti del testo della
legge è quello che prevede, a carico dell’emirato, la costruzione
d’istituti che si occuperanno del recupero e dell’istruzione dei
ragazzi. Quello dei bambini che vengono utilizzati per fare i
fantini per le corse dei cammelli, non solo negli Emirati Arabi
Uniti, è un affare molto proficuo. Tutto comincia in Africa o nel
subcontinente indiano, veri bacini di rifornimento per questo
mercato. I minori vengono rapiti da bande locali o, ancora peggio,
vengono venduti ai trafficanti da famiglie poverissime. Girando
per i moli del porto di Karachi, in Pakistan, se ne vedono molti
che aspettano in precarie condizioni di essere imbarcati per i
ricchi paesi del petrolio, dove la corsa dei cammelli, retaggio
della cultura beduina, è molto diffusa e amata. Quando i bambini
arrivano a Dubai vengono introdotti nel Paese o attraverso delle
false documentazioni o con pratiche di adozioni fittizie. I
piccoli finiscono a questo punto nelle mani dei proprietari delle
scuderie di cammelli da corsa che, senza che nessuno possa più
intervenire e badare ai bambini, li trasportano in veri e propri
lager di lamiera accanto alle scuderie.

Si realizza così una situazione assurda: i
cammelli vivono trattati da re, con cibo di ottima qualità e
trattamento personalizzato, i piccoli vengono invece trattati come
animali e lasciati in condizioni igienico-sanitarie terribili. La
nutrizione dei piccoli è uno degli aspetti più oscuri della
vicenda. I fantini, per essere più leggeri e per permettere ai
cammelli di correre più veloce, sono tutti denutriti. Inoltre le
temperature degli alloggi sono inumane. Se un bambino riesce a
resistere a tutto questo, rischia comunque di perdere la vita
durante la corsa, dove i cammelli più veloci riescono anche a
superare la velocità di 50 chilometri orari.

Per questo motivo sono tanti i casi di cadute che
comportano fratture o, a volte, la morte stessa del fantino.
Nell'indifferenza più totale le corse continuano a muovere un giro
di migliaia di dollari. Adesso, almeno negli Emirati Arabi Uniti,
tutto questo dovrebbe essere finito.
|
Fai felice Il Paese e scrivi
un tuo commento se ti piace questo sito o questa pagina

Questo sito é
autofinanziato...fai crescere con il tuo sponsor il Paese.
|