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Stava la
principessa vicino alla fontana, con la sua palla d'oro, quando una
cosa strana le capitò, giocando: la palla le volò nel mezzo del
laghetto, e subito affondò. Lei piange, chiama, grida: non c'è
niente da fare, fin quando, lentamente, un grosso rospo appare e
dice: «Perché piangi?» «La palla mi è caduta, e qui non c'è nessuno,
nessuno che mi aiuta!»

E il
rospo: «lo ti aiuto, ma a una condizione, che tu mi porti a casa, mi
tratti da barone, mi fai sedere a tavola, mangiare nel tuo piatto,
dormire nel tuo letto: soltanto a questo patto». Lei dice: «Lo
prometto!» e lui si tuffa, affonda, e poco dopo, eccola, la bella
palla tonda! Lei la prende e scappa, gridando: «Rospo brutto, adesso
che ce l'ho, tu resti a muso asciutto!» Ma ecco, quella sera, nel
mezzo della cena, accade questa strana, impressionante scena: cial
ciai cial ciai cial cia, si sente sulle scale. Oh, mamma mia, c'è un
rospo: un rospo che le sale!

«Eccomi»
dice il rospo alla principessina, e spiega tutto quanto al re e alla
regina, che dicono alla figlia: «Quello che hai promesso, lo devi
mantenere: anzi, comincia adesso!» Così la principessa, sebbene
schifiltosa, accetta il rospo a tavola, lo serve premurosa, gli fa
pure mangiare il cibo dal suo piatto, benché, si può capire, non la
diverta affatto, lo prende con due dita, lo porta su a dormire,
persino sul cuscino se lo lascia venire, ma quando lui le dice: «Un
bacio, me lo dai?» la principessa, brusca, gli dice: «Questo mai!»

Ed ecco
l'animale che piange li sul letto, fa salti di singhiozzo, il triste
poveretto, finché la principessa, che in fondo è generosa, fa un
bacio con le labbra, e su di lui lo posa: ed ecco, zirizu! c'è una
nuvola rosa, scompare il rospo e, cosa meravigliosa, appare un bel
principe, e dice: «Finalmente, finita è la magia del Mago Barbarente,
che per farmi un dispetto in rospo mi mutò e sogghignando, dopo,
crudele annunciò: 'Tu resterai un rospo fin quando (e quando mai?)
da una principessa un dolce bacio avrai!' Così la bella e il bello,
di colpo innamorati, discesero di sotto e, fatti fidanzati, fecero
grandi nozze, con balli e pranzi e cene, così dice la storia, e a
noi così va bene.
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