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Una famiglia
di musicisti, i Puccini; il padre, che apparteneva a una dinastia di
«maestri di cappella» aveva sperato che Giacomo (nato a Lucca in via
del Poggio, il 23 dicembre 1858) mantenesse la tradizione. Non si
sbagliava, ma non poté vederlo, perché quando morì, Giacomo aveva
appena sei anni. Aveva sei sorelline e furono anni di privazioni per
la povera mamma; e tuttavia il ragazzo non si impegnò mai seriamente
nella scuola, per ricompensarla dei tanti sacrifici. Giacomo era un
po' scavezzacollo, ma riuscì ugualmente a diplomarsi e a diventare
organista. A Pisa si rappresentava l'Aida, una delle più
belle opere di Giuseppe Verdi. Per vederla si recò a piedi da Lucca
a Pisa e fu tale l'impressione che ne riportò,da indurlo ad
iscriversi subito al Conservatorio di Milano. Ma come avrebbe pagato
le tasse? Sua madre ottenne dalla Regina Margherita un sussidio di
milleduecento lire per fare studiar musica al ragazzo povero. Anche
uno zio contribuì generosamente al suo mantenimento.

Giacomo
stavolta fece sul serio e studiò senza concedersi distrazioni. Più
di una volta impegnò l'orologio per pagarsi i pasti. Dopo il diploma
ebbe la prima delusione: presentò a un concorso lo spartito della
sua prima opera, Le Viili, ma la giuria non lo ammise. Non si
perse d'animo. Grazie a una colletta organizzata da amici, tra cui
Arrigo Boito, poté presentare Le VilIi nel 1884 al Teatro
«
Dal Verme» e il successo fu
sorprendente. La musica di Puccini è piena di
sentimento e le sue opere conquistarono subito il pubblico. Dopo la
Tosca del 1900, seguì quattro anni dopo Madame Butterfly,
che venne accolta alla Scala con una selva di fischi.
L'interprete, Rosina Storchio, cantava piangendo. Il Maestro non
uscì di casa per due settimane, ma tre mesi dopo l'opera trionfò a
Brescia... Seguirono nel 1910 La fanciulla del West, quindi
La rondine, Un Trittico e nel 1926 La Turandot. La
musica dell'inno a Roma Sole che sorgi libero e giocondo
è di Puccini. Le opere più fortunate sono Manon e
La Bohème.
Con i guadagni dell'opera Manon,
Giacomo Puccini acquistò la casa dove visse più a lungo: la
villa di Torre del Lago. Dopo la musica, infatti, amava la caccia e
la pesca, e sul lago di Massaciuccoli poteva cacciare folaghe e
andare in barca con gli amici. Il grande Arturo Toscanini fu il
primo a intuire il genio di Puccini e diresse molte sue opere in
Italia e nei maggiori teatri del mondo.

Fu durante la «
prima» della Turandot, che il maestro interruppe l'esecuzione per
annunciare la morte del compositore. Puccini avrebbe voluto che il
figlio Tonio diventasse musicista e il primo regalo di valore fu un
violino, al quale il ragazzo applicò un paio di vele facendolo
navigare nel lago come una barchetta. «La serie dei Puccini
musicisti è finita» commentò il padre. Giacomo Puccini morì nel
1924, mentre la mano batteva il tempo di una melodia che solo lui
poteva udire. Morì lontano dal suo lago, a Bruxelles, dov'era stato
operato alla gola, attanagliata da un male inesorabile.
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