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Parlare, scrivere, discutere, ma soprattutto fare educazione interculturale significa mettere il dito su di un problema strategico per il futuro di comunità dove possano convivere cittadini con storie, usi, costumi, religioni, abitudini, culture diverse tra loro. Significa individuare il tassello fondamentale per affrontare fenomeni preoccupanti e pericolosi così diffusi come l'intolleranza, la xenofobia, il razzismo. Perché è chiaro che non si può pensare di sconfiggere fenomeni a suon di spiegazioni ed analisi, ma occorre smantellare a partire dalla scuola, e dalla scuola dell'obbligo prima di tutto, convinzioni e pregiudizi nei confronti dell' altro da sé che se lasciati maturare rischierebbero concretamente di portare i giovani verso sbocchi violenti che tutti ormai abbiamo avuto modo di vedere e leggere. Norberto Robbio scriveva un anno fa in un articolo sulla rivista "Insegnare": "La prima cosa da dire ad un alunno quale che sia la sua età è : "Tu non sei solo: qualunque cosa tu faccia o pensi non riguarda solo te, ma riguarda tutti gli altri, i vicini e i lontani, i lontanissimi, quelli che non vedi, anche coloro che non sono ancora, il cui destino dipenderà anche dal mondo che noi gli avremo lasciato ". Ecco allora tutto il significato dell'intercultura, e nel dettaglio ciò che può significare quell'inter: quei canali, quegli strumenti, quei linguaggi, quelle trasversalità disciplinari che servono a mettere in relazione, a far comunicare tra loro due o più culture, due o più cittadini, seppure "diversi" per storia e tradizione. E' un percorso a lungo termine questo, non ci illudiamo. Una strada in salita, faticosa, fatta di una lenta e tenace, ma stimolante costruzione, che ha messo e mette in discussione la scuola stessa e il proprio metodo d'insegnamento, le istituzioni e le risposte che offrono a quelle domande sul futuro delle nostre comunità. La pubblicazione, redatta con il prezioso contributo del Centro di Accoglienza e della Direzione Didattica di Nonantola, la giornata di studi organizzata per pensare insieme e confrontare esperienze europee e italiane, credo possano essere primi passi su questa strada. La strada però è ancora lunga per tutti.

Stefano Vaccari Assessore alla Cultura
Questi racconti sono tratti dal libro:
 "Raccontami una Festa "
a cura della Direzione Didattica di Nonantola
Comune di Nonantola-Assessorato alla Cultura  Proposte didattiche:  Adriana Querzè
I racconti sono stati narrati dai bambini della scuola.
 

 

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