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Mi chiamo Ramona, sono nata a Piatra Neamt in Romania, nel 1984; il mio papà si chiama Ilie e la mia mamma Cornelia; ho un fratello di nome Marius, ha diciassette anni compiuti e studia in Italia, al liceo. lo ho tredici anni e frequento la seconda media nella scuola "Via de Magistris". Nella mia classe ci sono diciannove alunni, dieci femmine e nove maschi. Vivo in Italia da circa diciotto mesi e la mia vita è cambiata completamente in meglio. lo sono molto religiosa e questo mi ha aiutato molto. Ho lasciato la mia terra; la Romania. Mi chiedo come mai ci sia tanta cattiveria fra gli uomini dei diversi paesi; ultimamente c'è stata la guerra in Jugoslavia, e io ho seguito per televisione ogni disastro che una guerra può portare. Donne e bambini innocenti che vengono uccisi, feriti, restano senza gambe e senza braccia, che chiedono aiuto agli altri Stati. Nel mio paese la povertà è di casa, viviamo tutti con il lavoro che è pagato pochissimo e si devono fare molti sacrifici per potere vivere. Oggi qualcosa è cambiato.
La mia famiglia ha conosciuto la tortura di un grande tiranno di cui tutto il mondo ha parlato nel peggiore dei modi. lo ero ancora piccola, ma ricordo bene e poi i miei genitori mi hanno raccontato che vivevano nel terrore: non c'erano soldi e non c'era cibo. Mi hanno raccontato quanto era crudele Ceausescu che uccideva le persone innocenti; le metteva con la faccia al muro e le sparava a sangue freddo, senza scrupoli. E la gente non poteva reagire in nessun modo altrimenti veniva uccisa o sottoposta ad ogni genere di torture. Oggi, tutto è cambiato grazie alle nuove leggi. Ora c'è un nuovo Presidente e la gente ha ottenuto la libertà. Mio padre ha pensato di venire in Italia per raccogliere un po' di soldi per noi. Quindi è venuto circa cinque anni fa, ha trovato un lavoro, una casa ed è riuscito a portare pure noi in Italia. Adesso viviamo insieme nella serenità più completa, e ci siamo dimenticati il passato: il passato che è stato per noi un brutto sogno vissuto. Questo mio tema meriterebbe di essere presentato in tutto il mondo, dove esiste gente capace di comprendere che le guerre portano distruzione di ogni valore umano. Chi subisce le conseguenze sono maggiormente i bambini e gli anziani che non hanno più l'età per sopportare le sofferenze della vita. Nei bambini questi traumi rimangono per tutta la vita e a tanti portano molte conseguenze. Nel mondo c'è tanta cattiveria e povertà, solo perché le nazioni più potenti sono egoiste e pretendono di sottomettere interi popoli alla schiavitù e così cominciano le guerre. Non sarebbe più semplice vivere tutti insieme? Si potrebbe formare un mondo di pace dove tutta la gente dividerebbe l'armonia e le belle cose che la vita ci offre. La povertà e la distruzione sono dei dolori che solo chi li ha vissuti li conosce. Invece di spendere i soldi per le armi da guerra, dovrebbero aiutare chi è in difficoltà, chi è malato, i drogati e gli alcolizzati.
 La libertà in Italia è una cosa bellissima, posso aprirmi con sincerità, con lealtà, posso trovare amici a cui voler bene. Certo noi stranieri meritiamo tanto affetto, ma dobbiamo avere una dignità nei confronti di chi ci ha ospitati. Questa mia Italia è fantastica; a me, che ho il piacere di viverci, sembra di aver raggiunto il massimo della felicità. Ho incontrato così tanti amici in poco tempo e sono orgogliosa di amare tutti nello stesso modo perché mi dimostrano tanto affetto. Ai miei professori voglio molto bene e voglio lodarli perché hanno un modo stupendo di insegnare, ma anche di capirmi. Sono molto affezionata a loro, forse perché in Romania non c'era un legame fra il professore e gli alunni. Anche se ho delle diverse tradizioni dai miei amici, per loro io sono uguale. Anche se io sono di religione ortodossa, questa religione è uguale alla religione cattolica perché Gesù è uguale per tutti; solo che noi ortodossi non crediamo all'autorità del Papa, nella Cresima e nella Comunione. In Romania la scuola è molto severa e nel mio paese le feste si celebrano diversamente. Ad esempio: a Natale, in Romania si va in chiesa e si rimane lì fino a mezzanotte con una candela accesa in mano. Poi si torna a casa e ci divertiamo in famiglia. A Capodanno si deve stare svegli tutta la notte a parlare e a divertirsi con gli amici. A Pasqua invece si usa colorare le uova con vari colori e preparare molti dolci. La sera si va in chiesa e, quando si ritorna, si cena insieme agli amici. Ho un po' nostalgia della mia terra, dei miei amici ma se dovessi scegliere tra la Romania e l'Italia forse sceglierei l'Italia. Quel profumo di neve della mia terra si sparga come una benedizione, per tutto il mondo dove c'è tanta povertà e cattiveria.
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