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Nel Vangelo di Matteo si parla dei Magi che dall'Oriente arrivarono a Gerusalemme durante il regno di Erode alla ricerca del neonato Re dei Giudei. Essi furono condotti a Betlemme, dove trovarono il Bambino Gesù e la sua famiglia. Qui i Magi lo adorarono e gli regalarono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno delle cattive intenzioni di Erode, essi fecero ritorno alloro paese per un'altra  via. Chi fossero esattamente questi uomini, da dove provenissero e cosa abbiano fatto dopo la comparsa nella storia della Natività, sono domande che da allora hanno sempre affascinato i cronisti. Chi erano? La maggior parte degli storici è concorde nel vedere nel termine Magi un riferimento a una casta di sacerdoti e astrologi persiani, ma una volta detto ciò tutto il resto cade nel regno della leggenda e della mera speculazione.
Siamo sempre stati abituati a pensare a questi viaggiatori in numero di tre, ma non esiste alcun riferimento nei vangeli al numero dei Magi venuti ad adorare il sacro Bambino. Alcune narrazioni posteriori parlano di due o quattro, e altre di dodici, ma tre è il numero che alla fine ha prevalso nelle opinioni degli storici probabilmente a causa del numero dei regali menzionati. L'idea che i Magi fossero re , è un' opinione che dura da sempre ma non è affatto corretta e si origina dalla credenza che la loro venuta fosse profetizzata nel Salmo 72: «I re più lontani, sino a Tarsis gli offriranno tributo. I sovrani di Saba e di Seba recheranno i loro doni» Tertulliano, teologo del II secolo, fa notare che essi erano considerati "quasi dei re". L'arte e le leggende occidentali li hanno ritratti certamente come tali -un tema popolare medievale sui Magi raffigura tre personaggi incoronati che dormono nello stesso letto e sono svegliati da un angelo - ma in Oriente (che già aveva un imperatore a Costantinopoli) essi non vengono mai rappresentati nella regalità.
Ai Magi furono anche dati anche dei nomi, e anche in questo caso essi differiscono da racconto a racconto. Il Vangelo arabo dell'infanzia, che li considerava dei re, li chiamava Hormizdah, re di Persia, Yazdegard, re di Saba, e Perozadh, re di Seba. In altre cronache del Medio Oriente li ritroviamo con altri nomi ancora: Larvandad, Hormisdas, Gushnasaph, Kagba, o Badadilma. Fu l'Excerpta Latina Barbara che diede loro i nomi che sono giunti fino a noi: Melchiorre, Gasparre e Baldassarre. Le prime raffigurazioni nell'arte cristiana li vedono molto simili e vestiti con abiti persiani, ma alla fine prevalse l'abitudine di raffigurare i tre come rappresentanti di tutte le parti del mondo e ognuno di loro assunse caratteristiche proprie. Alcune fonti consideravano l'Europa, l'Asia e I Africa come i rispettivi paesi d'origine; mentre altre facevano riferimento alla Persia, all'Arabia e all'lndia. Un'altra tradizione li considerava discendenti di Sem, Cam e Jafet, i figli di Noè. A partire dal VI secolo, uno dei Magi cominciò ad essere raffigurato come un uomo di colore e dopo la scoperta del Nuovo Mondo nel XV secolo i pittori del Rinascimento erano soliti raffigurare uno dei tre Magi come un capo indiano. I Magi stavano a rappresentare non solo le diverse razze, ma anche le diverse età della vita: giovinezza, maturità e vecchiaia, Ma chi dei tre rappresentava ognuna di queste cose? Molti artisti e scrittori, come lo pseudo-Beda, identificavano Baldassarre come il re nero, ma l'autorevole cronista medievale Giovanni da Hilldesheim dice che Gasparre era «un nero Etiope, e di questo non si può dubitare. Per altri Melchiorre era il vecchio re e Gasparre il giovane, mentre per altri era Gasparre quello più anziano. Da questo momento in poi non abbiamo più fonti autorevoli, e la confusione è destinata a continuare. Molte scritture apocrife e cronisti medievali hanno raccontato le loro storie sulle peregrinazioni dei Magi prima e dopo la visita al Bambino Gesù, e ognuno di loro aggiungeva un particolare episodio o enfasi. La maggior parte è concorde nel ritenere che i Saggi avessero avvistato la stella separatamente e l'avessero seguita ognuno per una strada diversa prima di incontrarsi alle porte di Gerusalemme. Qualcuno, ironia della sorte, li fa incontrare sul Golgota, dove Gesù sarebbe stato in seguito crocefisso. Secondo alcune narrazioni, dopo aver presentato i loro doni a Maria, essi ricevettero in cambio dei regali: una fascia del bambino, del pane, un ritratto o (secondo il viaggiatore veneziano Marco Polo) una scatola contenente una pietra magica. La fascia si rivelò indistruttibile alle fiamme e la pietra ardeva di fuoco sacro, ed entrambi i doni furono venerati dai Persiani che furono testimoni di questi miracoli. La storia più diffusa sui Magi è quella in cui si narra del loro viaggio di ritorno in India, dove furono convertiti da San Tommaso. Dopo essere stati nominati arcivescovi ed aver condotto una vita esemplare all'insegna della misericordia e della pietà, essi morirono e furono seppelliti insieme . Nel IV secolo i loro corpi furono recuperati da Sant'Elena, madre dell'imperatore Costantino, e portati prima a Costantinopoli, capitale dell'Impero Romano da poco convertitosi al Cristianesimo, e poi a Milano. Quando la città fu conquistata e razziata dall'imperatore tedesco Federico Barbarossa nel 1164, egli ordinò che le reliquie dei Magi fossero portate a Colonia, dove furono accolte con grande solennità e collocate nell 'imponente cattedrale gotica che è ancora oggi è la loro dimora. Secondo una leggenda, l'ultima volta che i Magi si incontrarono tutti insieme fu per celebrare il Natale nel 54 D.C.; un racconto affascinante ma anacronistico, perché il Cristianesimo istituirà la festa della Natività solo molti anni dopo. È vero invece che questi "maghi guidati dalla stella" hanno fatto parte del Natale fin quasi dall'inizio delle celebrazioni del Natale.
La Chiesa scelse il 6 gennaio come festa dell' Epifania per commemorare, tra le altre cose la manifestazione di Gesù ai Gentili. In Occidente, le funzioni religiose cominciarono a destinare un momento della liturgia alla rappresentazione drammatica del viaggio dei Magi a Betlemme. Il 6 gennaio finì per essere conosciuto come il giorno dei Tre Re, e nacquero così le tradizioni, che andarono ad aggiungersi alle altre, dei dolci che contengono qualche premio. e le tradizioni del Re della Fava e dei Ragazzi della Stella. Oggi i Magi sono una parte insostituibile degli spettacoli natalizi. Nessuna rappresentazione della Natività può definirsi completa senza di loro. I Tre Re sono i portatori di doni in molti paesi di lingua spagnola, e il loro arrivo in Spagna il 5 gennaio è contraddistinto da celebrazioni e da complesse processioni. In tutto il mondo in loro onore si consumano i dolci dei Re, i dolci della Dodicesima Notte, e i Gateaux des Roi. In Svizzera le associazioni dei fornai sponsorizzano i cortei dei Magi. Gruppi di ragazzi, meglio noti come Ragazzi della Stella, vestiti da Magi e preceduti da una Stella di Betlemme vanno in giro ogni anno durante il periodo di Natale, cantando canzoni natalizie e raccogliendo qualche soldo.
 
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