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lo sono Roberto, ho dodici anni, sono alto e ho anche un bel fisico, non dico così per darmi delle arie, perché sono gli altri che dicono, tutti, mi guardano e dicono così e anche io allora dico così, perché è vero, basta che mi guardo allo specchio... uauuuhh! lo gioco sempre a basket, a baseball, forse anche per questo ho un bel fisico, ma anche altri giocano e non sono come me. In Italia però posso giocare solo a basket, nella palestra della parrocchia, con la squadra dei grandi, perché in Italia non sanno bene cosa è il baseball, non ci sono tante mazze, i guantoni.Qui giocano soprattutto a calcio, perché alla domenica ascoltano sempre la radio 1 a O, 1 a 1, punizione, calcio angolo, ggoooaalll!, ascoltano chi vince e alla televisione dopo guardano le partite del Milan, della Juventus, della Fiorentina.
 Anche in questo paese giocano sempre a calcio e gioco anche io, è uno sport interessante, perché corri, ti diverti, ma non è molto importante essere alti, forti, poi si usano quasi sempre le gambe e i piedi per giocare, altrimenti è fallo, sei ammonito, invece a me piacciono i giochi dove tu usi anche le mani. A me piace più lo sport della scuola, perché non sei mai fermo, corri, ti muovi, invece tutte le scuole del mondo sono uguali, in America, in Italia, sei sempre seduto e ti vengono a fare male le gambe. In classe, appena mi siedo, io sono stanco, mi annoio, poi bisogna sempre stare attenti, in silenzio, alzare la mano per parlare, senza fare rumore quando ti muovi, è una scocciatura, perché per me è più facile muovermi che stare fermo! A me piace fare movimento perché così sono in forma e vedo tante cose diverse, perché mi piace camminare, viaggiare, a piedi, in bicicletta, in motorino, in macchina, in nave, in aereo, così conosco molte persone e molti paesi e non mi annoio mai. Un'altra cosa che mi piace è quando mi vengono dietro le ragazze! A Santo Domingo mi vengono sempre dietro, si innamorano di me, ma io niente, anche se sono belle, così loro si innamorano di più! A me le ragazze piacciono quando sono molto innamorate, è bello, io sto meglio! Anche qui in Italia alcune ragazze si innamorano di me, ma qui sono diverse, piccole, strane, studiano sempre ma non sanno bene certe cose, non fanno mai niente, ridono, hanno paura, scappano. Un pomeriggio io sono appena arrivato e sto girando in bicicletta perché sono solo e non so cosa fare, vado a destra, a sinistra, poi vedo dei bambini italiani che giocavano con una palla in un campo, otto o dieci bambini, vicino alle case, allora io fermo la bicicletta e guardo.- Vuoi giocare? lo non dico niente, perché io non parlo ancora bene italiano, parlo solo un po' così, perché ho sentito, ma io non dico mai le parole in italiano, con mia mamma parlo in spagnolo, però io capivo quello che lui dice, allora faccio di sì con la testa e lui, un bambino piccolo, più piccolo di me, chiama i suoi amici e dice che gioco anch'io. - Come ti chiami? - Roberto! - Sei italiano? -No! - Africano? -No! - Americano? - Si! - Americano? Vuoi giocare? - Si! lo dico si, però io non lo so bene il gioco, perché io a Santo Domingo giocavo sempre a basket, a baseball, non a calcio, io non ricordo più bene le regole del calcio, io vedo solo la palla e dico si. Dopo iniziamo a giocare e io mi sbaglio, perché prendo la palla con le mani e non si può, solo il portiere può prendere la palla con le mani, non io, si vede che mi sono confuso! Allora i bambini non giocano più, perché dicono: - Fallo! Dicono: - Rigore! Il bambino piccolo dice: - Lui però non sapeva le regole! Un altro bambino dice a me: - Ma tu le sai le regole? Le sai o non le sai? Però io non capisco più bene, non dico più niente, voglio solo andare via, tornare a girare in bicicletta, perché loro urlano sempre più forte e adesso bisticciano tutti e forse anche si picchiano.
- Lui non può giocare perché non sa le regole! - Allora lo doveva dire! - Se non le sa, adesso gliele diciamo noi! - Ma lui non capisce niente! Non è italiano! Subito io sono in vacanza in Italia, con mia mamma, perché lei è già in Italia da tanti anni ed è estate, non vado a scuola, allora parto da Santo Domingo per andare a trovarla, per stare un po' di tempo con lei, io non lo sapevo che dopo rimango qui, non ci penso nemmeno! Dopo le giornate diventano più corte, c'è più freddo, inizia a piovere, l'estate finisce, le vacanze finiscono, allora io dico a mia mamma: - Voglio andare a Santo Domingo! - No, tu resti qui! - Ma la vacanza è finita!- No, non è finita! - Si che è finita! - Allora è finita, ma tu resti qui in Italia ancora, tu resti con me! - E non vado più a scuola?- No, tu vai a scuola, però vai a scuola in Italia! - Ma io sono già a scuola a Santo Domingo, nella capitale! - Tu resti con me! Stai insieme a tua madre! Noi stiamo insieme! Così mi porta a scuola qui, anche se io non voglio, perché lei lavora e io non so cosa fare tutto il giorno, perché anche gli altri ragazzi ormai hanno iniziato la scuola da un mese, non c'è più nessuno per giocare. Allora dopo vengo a scuola anch'io, così per fare qualcosa, per stare in compagnia, perché se guardo dieci ore la televisione io divento triste, ma io non volevo venire a scuola alle elementari, ma alle medie, perché io sono troppo grande! Anche se adesso vengo a scuola, però, per me in Italia io sono in vacanza, perché questa non è la mia scuola, perché io posso imparare bene l'italiano, ma io parlo spagnolo, è quella la mia lingua. lo non vorrei abitare troppo in Italia, se abito qui è solo per mia mamma, perché lei vuole stare insieme a me e vuole stare qui, non vuole tornare più a Santo Domingo tutta la vita, perché là c'è mio padre e lei adesso è con un altro uomo italiano, ma io non voglio abitare né con mio padre né con mia madre. Nooo! Non voglio abitare, perché se io sono in Italia con mia madre, mio padre si ar­rabbia e vuole picchiare tutti, perché lui è meccanico ed è cosi, ha un'officina, non vuole che mia madre è venuta in Italia! Se io però sono a Santo Domingo non vuole mia madre, perché lei è in Italia. Uffa!!! lo sono stanco, sono nervosi, si arrabbiano sempre, e poi adesso abitano in due nazioni diverse e allora io cosa faccio? lo voglio abitare solo con mia zia, mio zio e i miei cugini a Santo Domingo e qualche volta vado in officina da mio padre oppure - vengo in vacanza in Italia a trovare la mamma. A Santo Domingo mio zio è padrone di una banca! Finita la scuola non ho da fare i compiti a casa, perché a Santo Domingo non ci sono i compiti, io posso andare dove voglio insieme ai miei amici o i miei cugini. Loro sono più grandi di me, ma non tanto, ormai io sono alto come loro, là non fa freddo e viene buio tardi, così noi giriamo a piedi, in bicicletta o in motorino, giochiamo o facciamo degli scherzi, con le corde, i sacchetti d'acqua, ci divertiamo. I miei cugini sono la Polizia, ogni giorno portano i soldi alla banca di mio zio con il furgoncino. Una volta i ladri fermano il furgoncino per rubare i soldi. Bang! Baang! Sparano in alto, sparano alle ruote, proprio davanti alla banca, quando il furgoncino stava entrando dentro, arrivano con due macchine e una moto, davanti e dietro il furgoncino, con un passamontagna in testa per non farsi vedere. Allora anche i miei cugini sparano e i ladri scappano, ma un mio cugino è morto, un altro cugino non cammina più, perché è ferito a una gamba, a un ginocchio. Mia mamma ha troppo paura, è per questo che io adesso sono in Italia, lei ha paura che muoio, mi faccio male, perché lei sa, io da grande voglio fare la scorta della Polizia con i miei cugini e lei non vuole, si preoccupa per me, ma io non ho paura a fare il poliziotto!
In Italia sto abbastanza bene, perché io me la cavo sempre, perché sono simpatico, alla scuola e in parrocchia sono gentili con me, anche i grandi, le maestre, i catechisti, il prete, tutti. Anche se arrivo tardi a scuola, per esempio, non si arrabbiano più come prima, perché prima si arrabbiavano troppo e l'altra settimana, in parrocchia, loro hanno organizzato la festa del mio compleanno e mi hanno fatto i regali. A me non piace quando qualcuno è troppo gentile con me e mi vuole sempre aiutare come un bambino piccolo, perché io ho già dodici anni e non ho bisogno e poi, le persone troppo buone con me, a me sembra che certe volte mi prendono in giro, perché parlano piano, come se io sono malato, ma io non sono malato!Però in Italia c'è troppo freddo, troppa nebbia, io non sono abituato e dopo mi ammalo veramente, non sono abituato a rimanere in casa e fuori non c'è nessuno e nevica, io vado fuori ma certe volte sono solo, perché studiano sempre tutti e a me non va di studiare, perché per quello c'è già ogni giorno la scuola. Allora io giro ancora un po' a piedi, guardo se c'è qualcuno in parrocchia e torno a casa, guardo la televisione due, tre, cinque ore, i film o le videocassette, le partite, la musica, però alla fine mi annoio. Mia madre dice che in estate noi torniamo a Santo Domingo e dopo torniamo ancora in Italia, sempre così, ma quando sono a Santo Domingo io adesso non lo dico a lei, ma io scappo, io resto là, perché voglio abitare con i miei zii e i miei cugini poliziotti. Se per caso torno è perché ho ancora l'età troppo giovane, non sono maggiorenne, per un bambino è una sfortuna non essere maggiorenne, perché devi sempre andare dove vogliono gli altri, tuo padre, tua madre, i parenti, mai dove vuoi tu! Loro vanno dove vogliono e io devo sempre seguirli!

 

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