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Nella scuola di prima ci sono otto maestre,
ogni ora una maestra diversa, perché ci sono otto lezioni e c'è
anche la maestra di danza per imparare a ballare, perché nel
nostro paese per pregare le ragazze possono anche ballare e i
ragazzi se vogliono suonano i pifferi, i tamburi, le chitarre, ma
non sono come le chitarre italiane. Questo paese si chiama Sri
Lanka, ma si può chiamare anche in un altro nome, perché il nome
dipende da tante cose e però il posto è sempre uguale, è sempre
caldo, il mare è vicino, gli alberi sono diversi, il cielo è più
blu, tutto è più bello che in Italia, però là c'è la guerra. lo
vedo la guerra alla televisione, al telegiornale, le bombe e i
morti che piangono e anche in Italia puoi vedere la guerra in
televisione, perché ci sono molti film di guerra, ma la guerra non
è la guerra vera, è lontana, invece nel mio paese è vicina.

Una
volta io ho visto la guerra vicino a casa mia, dalla finestra,
perché scoppia una bomba proprio vicino e non è morto nessuno,
però tutti abbiamo paura, anche i grandi, è per questo che io e la
mia famiglia siamo venuti ad abitare in Italia. lo, mia madre, mio
fratello e mia sorella partiamo perché mio padre lavora già in
Italia, in una fabbrica di vernici, partiamo in aereo, il viaggio
è di dodici ore. Sull'aereo puoi mangiare e anche dormire, ma non
si arriva mai e io penso che rimango sempre in cielo, che sono
andata in aereo e l'aereo è caduto giù e tutti morti, anch'io, poi
mi sveglio e penso che sono qui, ma tutti sono qui, perché è un
sogno. lo preferisco i sogni proprio per questo, perché se per
esempio un mostro mangia te o tu muori, quando dopo ti svegli non
è vero, mentre invece è il contrario, perché io non ho paura di
cadere, di morire, a me non interessa, se muoio adesso o a cento
anni per me è uguale, tanto la vita è sempre la stessa vita,
perché non è colpa mia. Per esempio una notte sogno che volo sulle
nuvole, cammino, le nuvole sono molli e colorate, perché a me
piace molto colorare, e dopo sono caduta giù e quando mia sorella
viene io sono giù dal letto, perché sognavo che cadevo dalle
nuvole e sono caduta. Finalmente arriviamo in Svizzera e io vedo
la neve e mi piace, e a Zurigo c'è anche mio padre e porta noi in
Italia, con la macchina e io in macchina sogno ancora, perché
quando sono stanca chiudo gli occhi e penso, inizio a pensare e
dopo finisce che sogno, mi addormento e sogno, da sveglia non
riesco a sognare. Mentre dormo io immagino sempre delle cose, ma
quando mi sveglio non ricordo più, in Italia io non mi ricordo mai
i miei sogni, perché dimentico subito, oppure non sogno più, però
come mi chiamo io mi ricordo, perché mi chiamo Sheela. Adesso io
frequento la classe quinta, ma ho tredici anni, sono più grande
degli altri compagni, anche mio fratello è più grande, l'altro
anno era in questa scuola con me, venivamo qui insieme, adesso è
alla scuola media insieme a Nabil, il fratello di Omar.

Ormai
noi siamo in Italia da due anni, mio fratello ha quindici anni,
mia sorella diciotto, adesso lei lavora al Self-service e ha
conosciuto un ragazzo dello Sri Lanka qui in Italia. Un giorno lui
è venuto a casa a parlare con mio padre, io e mia sorella siamo
nell'altra stanza, guardiamo la televisione, noi non sentiamo
niente, io non so se si sposa con lui, è troppo piccola, adesso
lui e mia sorella si vedono qualche volta, poche volte però, io
non so quando, dove. Per me lei vede lui perché non conosce
nessuno in Italia, perché nessuno parlava con lei, finché non
lavorava non è mai uscita di casa, restava sempre lì, a lavorare o
dormire, non sapeva bene cosa fare, dove andare. A scuola di notte
non poteva venire da sola, se veniva doveva venire in bicicletta,
ma dopo è tardi, allora un' amica deve andare a prendere lei in
macchina, ma lei non ha amiche e se viene a scuola al mattino è
troppo grande, invece se lei lavora va bene. lo non so se mi sposo
con un ragazzo dello Sri Lanka, perché in Italia sono pochi, uno o
due al massimo, dipende dove abito quando sono grande. In Sri
Lanka Gesù non esiste, tu non lo vedi e non sai che è morto sulla
croce e che faccia ha, perché non è come in Italia, non ci sono le
chiese e le sue statue, è tutto diverso, però ci sono altri come
Gesù, anche se sono tutti morti. In Sri Lanka io credo a Buddha,
perché da noi ci sono le statue di Buddha, è lui il Dio, non Gesù,
ma in Italia io imparo le preghiere di Gesù, perché in Italia è
questa la religione e per me va bene così, perché anche Gesù è
Dio. Un giorno io vado in un paese vicino al mio e lì si prega,
perché vicino c'è una statua di Buddha alta venti metri, come una
casa, tu puoi entrare dentro e mentre sali le scale vedi le figure
della storia di Buddha, quando è nato in mezzo ai fiori, i sette
passi che ha fatto e su, su fino alla fine, sulla testa di Buddha:
lì vedi il paesaggio dall' alto ed è bellissimo! Buddha è un Dio
come Gesù, però è più grasso ed è seduto, ma non perché è stanco,
perché lui prega, in Sri Lanka non sei in piedi come per Gesù o
sdraiati come Allah, per pregare, bisogna stare seduti, però non
solo seduti. La religione di Buddha si chiama come lui, Buddismo,
e quando muori abbiamo anche noi un bellissimo paradiso.

La religione sono tutte le cose che Dio ha
detto e gli uomini devono ubbidire: come comportarti, cosa è
meglio e cosa è peggio per te... è un modo per insegnarti a vivere
bene. Noi mangiamo il maiale, però non possiamo mangiare il
pavone, ma anche se lo vuoi mangiare in Italia non ci sono molti
pavoni e se tu muori di fame per me puoi mangiare tutto. lo vado a
dottrina in Italia e per me ogni Dio dice cose uguali anche se
hanno nomi diversi, per esempio Buddha dice di stare in pace, e
anche Gesù, e stare in pace vuol dire non fare la guerra. Buddha e
Gesù ripetono sempre di non fare la guerra, tutti e due ripetono,
ma tutti fanno sempre la guerra, perché tanto la gente non ascolta
mai nessuno, soprattutto gli uomini non ascoltano. lo non ho mai
visto le donne fare la guerra, perché non hanno tempo, devono
cucinare, aiutare i figli, gli uomini invece hanno più tempo e
allora fanno la guerra. Gli uomini devono lavorare, invece di fare
la guerra, ma molti uomini sono subito stanchi di lavorare, perché
non hanno pazienza, oppure non sanno cosa lavorare, allora fanno
la guerra per rubare, così possono mangiare senza lavorare, ma
anche la guerra è un lavoro. Per me la guerra è molto pericolosa e
anche stupida, perché Dio dice quando finisce la vita, e Dio non è
un uomo, e anche se non muori con la guerra non vivi bene e rompi
tutto e dopo dobbiamo ricostruire tutto, oppure andare in un altro
paese come me e la mia famiglia e non puoi più vivere dove sei
nata. Per me le persone e i bambini non italiani arrivano in
Italia per farsi una vita e anche per fare successo, alla
televisione, per esempio, oppure perché hanno parenti in Italia, o
perché i loro primi genitori sono morti e dopo sono adottati da
genitori italiani, o i genitori sono andati in Italia e allora
sono venuti anche loro, come me, perché sono i figli e non possono
stare soli. Noi veniamo qui perché l'Italia è un paese bello,
ospitale e, soprattutto, è ricco per lavorare e guadagnare da
mangiare, perché da noi non c'è lavoro e manca il necessario per
vivere, oppure c'è la guerra o il razzismo e hai paura di morire.
Mia madre dice che quando l'Italia era povera, molti uomini, donne
e bambini italiani andavano in Francia, Germania, America, perché
erano paesi più ricchi e anche loro volevano fare successo e
guadagnare soldi e stare meglio. Anche la maestra dice così, è
sempre così! La gente va dove c'è più lavoro, è naturale, perché
guadagnano più soldi, e mentre partono si portano dietro anche i
bambini, perché da soli muoiono, sono troppo piccoli, sono i
figli, non sanno più cosa fare, da soli. Ma se adesso in Italia
scoppia la guerra o scoppia il razzismo, io e la mia famiglia non
stiamo più bene in Italia e partiamo subito, torniamo a casa,
oppure in un'altra nazione e ancora e ancora, finché in un posto
stiamo bene, e andiamo sempre così e dopo lo troviamo. lo però
spero che non scoppia niente, in Italia, perché noi stiamo bene,
adesso, a me non piace andare sempre via. Per me la cosa migliore
è questa: tutti i bambini diventano grandi e vanno a scuola dove
sono nati, però stanno bene, altrimenti è giusto andare via.
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