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Mi
chiamo Simone, ho sette anni e frequento la seconda classe
elementare. Siamo venuti in Italia da un anno perché mammina
voleva stare con Luciano. Il viaggio è stato molto noioso perché
non potevo dormire. Il viaggio è durato ventisei ore. Quando siamo
arrivati, abbiamo trovato Luciano che ci aspettava alla fermata
dei pullman con i suoi figli. lo avevo in Polonia un amico di nome
Mattia. All'inizio quando sono arrivato avevo dei problemi: dovevo
imparare la lingua italiana, mangiare gli spaghetti, dovevo
abituarmi all'ambiente. Non ho avuto molti problemi, però qualche
volta ho avuto la nostalgia delle cose che ho lasciato in Polonia.

Ho lasciato
il mio papà, i miei zii, i miei nonni, i miei cugini, i miei
amici, i miei compagni, il mio cugino preferito, che si chiama
Andzejk, e il mio cane. In Polonia ho lasciato anche i miei
giocattoli e la mia casa. Spero di tornare nel mio paese
d'origine, che si chiama StaryJacz ed è una piccola città, ma
molto famosa in Polonia perché ha novecento anni. C'è un vecchio
monastero, un mulino e ci sono tante case vecchie, un museo
preistorico dove sono conservati oggetti di uso comune o di lavoro
delle popolazioni che abitavano tanto tempo fa in quel posto. C'è
anche un'antica fucina per la lavorazione dei metalli: queste cose
si possono visitare. Per questa ragione vengono tanti turisti
nella mia cittadina dove sono nato. Una volta l'anno si tiene un
festival di musica classica a cui partecipano i più famosi
cantanti e musicisti della Polonia.
La nostra cucina è diversa
da quella italiana sia per diversità dei prodotti e sia per
diversità di clima.

La nostra cucina risulta più fredda e
abbiamo meno verdure e la pasta, che noi chiamiamo makaron, non è
buona perché è fatta con grano tenero. Però abbiamo una zuppa che
si chiama barszcz che si fa con rape rosse e che a me piace molto.
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