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Una notte d’estate due fanciulle cheyenne stavano sdraiate fuori
dalla loro tenda, guardando le stelle. “Guarda quella!” disse la
Prima fanciulla. “E’ la più luminosa di tutte. Mi piacerebbe
sposarla”. Il giorno dopo,mentre le due fanciulle raccoglievano la
legna, videro un porcospino che si arrampicava su un albero. “Voglio
prenderlo”disse la Prima fanciulla, arrampicandosi dietro di lui. Il
porcospino continuava a salire senza farsi prendere e Prima
fanciulla lo seguiva.”Vieni giù,vieni giù!” implorava la Seconda
fanciulla,ma in breve Prima fanciulla arrivò troppo in alto per
poterla udire. L’albero, un pino, continuava a crescere finché
raggiunse il mondo celeste. Prima fanciulla si mise a piangere dalla
paura, perché era salita troppo in alto. Allora si udì una voce:
”Non piangere. Sono Stella Splendente, e vorrei sposarti.” Così
Prima fanciulla e Stella Splendente si sposarono.

Stella Splendente disse alla sua sposa che avrebbero potuto fare
tutto quello che voleva nel mondo celeste, però se avesse raccolto
le rape bianche che crescevano in quel luogo, sarebbe successo
qualcosa di male. Vissero insieme felici, e presto, ebbero un
bambino. Ma Prima fanciulla era molto curiosa riguardo alle rape
bianche e, un giorno, ne raccolse una. Nel mondo celeste si formò un
buco, attraverso il quale si poteva vedere la terra lontana lontana.Desiderosa
di rivedere la sua casa d’origine, Prima fanciulla, intrecciò una
fune di fili d’erba; sembrava abbastanza lunga da arrivare fino a
terra, e così Prima fanciulla cominciò a scendere attraverso il
buco, con il suo bambino in braccio. Ma quando Prima fanciulla
arrivò in fondo alla fune, vide che il terreno era ancora molto più
sotto.Si aggrappò disperatamente, ma alla fine le mancarono le forze
e cadde. Morì, ma il bambino, che era fatto di pietra di stelle,
sopravvisse. Una mamma stornello portò il bimbo nel suo nido e lo
nutrì insieme ai suoi piccoli. Chiamò il bimbo Stella Cadente. Il
ragazzo cresceva in fretta e aveva imparato a correre tanto veloce
da tener dietro al volo degli uccelli. Ma la mamma stornello era
triste perché il ragazzo non aveva le ali. Quando si avvicinò
l’inverno, e per gli stornelli arrivò il momento di volare a Sud,
sapeva che lui non avrebbe potuto compiere a piedi un viaggio così
lungo. "Fammi un arco e delle frecce e mi arrangerò da solo" le
disse Stella Cadente. Portando con sé l’arco e le frecce degli
stornelli, camminò lungo un fiume e giunse all’accampamento di sua
madre.Vide una vecchia e le disse: "Nonna, ho sete". "Non posso
darti acqua." gli rispose la vecchia. "Nel fiume c’è un mostro che
mangia tutti quelli che si avvicinano!". Ma Stella Cadente aveva la
gola così secca, che si fece dare un secchio di pelle di bisonte ed
un mestolo di corno di bisonte ed andò al fiume.

Appena immerse il mestolo nell’acqua, apparve un mostro enorme, che
aprì la bocca e lo ingoiò. Rannicchiato per la paura in fondo allo
stomaco del mostro, Stella Cadente, trovò tutte le altre persone che
il mostro aveva ingoiato vive. La madre di Stella Cadente era una
giovane Cheyenne, ma suo padre era una stella e lui era fatto di
pietra di stelle, così con un pugno fece un buco nel fianco del
mostro, uccidendolo. Tutti strisciarono fuori e Stella Cadente li
ricondusse all’accampamento. Allora,Stella Cadente, andò dalla
vecchia e le disse: "Nonna, ho fame". "Non ho cibo da darti. Ogni
volta che gli uomini vanno a caccia, un corvo bianco avvisa i
bisonti che stanno arrivando". "Non ti preoccupare per questo".
disse Stella Cadente. "Procurami una pelle di bisonte e due
corridori veloci". Ai corridori disse: "Dovete far finta di volermi
colpire." Stella Cadente indossò la vecchia pelle di bisonte e
raggiunse la mandria. Quando i due corridori si avvicinarono, il
corvo bianco volò in alto gridando: "Correte, arrivano i
cacciatori!" La mandria fuggì e Stella Cadente nella sua vecchia
pelle di bisonte li seguì. I corridori lanciarono le loro frecce e
Stella Cadente si lasciò cadere, come se fosse stato morto. Il corvo
bianco volò sopra di lui, dicendo: "Perché andavi così piano?". Il
corvo volava sempre più vicino e Stella Cadente allungò il braccio
da sotto la pelle di bisonte e lo afferrò per le zampe. Trionfante,
portò l’uccello all’accampamento e ne fece dono al capo
che annunciò: "Porterò questo uccello alla mia tenda, lo legherò in
alto e lo affumicherò fino a farlo morire".

Da
quel giorno, gli Cheyenne poterono cacciare tutti i bisonti di cui
avevano bisogno, e non soffrirono più la fame. Tutti furono così
riconoscenti a Stella Cadente, che gli diedero una tenda tutta per
lui e la più bella fanciulla della tribù per moglie. E ogni notte
Stella Splendente, padre di Stella Cadente, brillava su di loro dal
cielo, benedicendoli, con la sua luce.
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