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Fin
dall'antichità i cinesi, ritenendo molto sconveniente mostrare i
piedi nudi in pubblico, fasciavano accuratamente le proprie
estremità. I pastori e i contadini nell'antica Grecia, invece,
pensavano che tenere al calduccio i piedi fosse necessario e
piacevole, e perciò prima dei sandali, si infilavano ai piedi i
calzari, una specie di fodera della calzatura vera e propria. Nel
Medioevo, in Europa si diffuse il costume di coprire non solo i
piedi, ma anche le gambe con le calcia, lunghe calze di
sottile pelle o di tessuto, molto aderenti, che sostituivano i
calzoni finché, nel Settecento, nella moda maschile questa specie di
calze vennero nuovamente soppiantate dai pantaloni. Dopo il 1300 le
donne incominciarono a indossare, sotto la veste, calze di panno e
di seta, lunghe fino al ginocchio e quasi sempre di colore rosso.
Solo intorno al 1400 le dame veneziane diffusero la moda delle calze
lunghe, antenate della moderna calzamaglia, ricamate a mano e
impreziosite da trine e merletti. Fu l'inglese William Lee a ideare
nel 1589 il primo telaio per produrre le calze in serie. Qualcuno,
dopo essere riuscito a copiare il modello di quella macchina
utilissima, la riprodusse in America, che era già stata colonizzata
dagli inglesi; dove le calze furono accolte con grande simpatia e il
fabbricante si arricchì.Nel Seicento in Inghilterra vennero censiti
circa seicento telai adatti a fabbricare calze e ben presto i
calzettai diventarono una corporazione di artigiani molto
importante. L'invenzione dei telai meccanici ha incrementato la
produzione di calze lunghe, corte, di cotone, di lana, di seta, di
fibre sintetiche, colorate e ricamate, resistenti, velate, eleganti,
sportive, comode e adatte alle esigenze e al gusto di persone di
ogni età.
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