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Nell'antichità i bambini greci e romani giocavano con biglie di terracotta e palle di cuoio, imbottite con lana o piccoli semi.In alcuni episodi dell'Odissea si narrano storie di fanciulle, che vengono sorprese da stranieri o sconosciuti mentre giocano in riva al mare con la palla; il più famoso è quello di Ulisse, naufrago nell'isola dei Feaci che sorprende la principessa Nausica mentre gioca con le sue ancelle.Nella Grecia antica, quando il tempo destinato allo studio era terminato, bambini e ragazzi organizzavano appassionanti partite di un gioco simile all' hockey e al calcio.A Roma le palle avevano diversi nomi, in rapporto alla loro dimensione; orpesta, ad esempio, era il giocattolo preferito dai bambini più piccoli, mentre ragazzi e adulti, giocavano con palle di dimensioni maggiori. Negli affreschi dipinti sulle pareti dei castelli edificati nel Medioevo e dei palazzi rinascimentali si possono ammirare di frequente scene di vita quotidiana come la caccia, il ballo e il gioco della palla.
A Firenze, durante il governo dei Medici, le varie contrade si sfidavano in partite di calcio che talvolta sfociavano in zuffe collettive. In Francia, prima che scoppiasse la rivoluzione che avrebbe tolto al re il potere assoluto, la pallacorda, molto simile al tennis moderno, era il gioco più in voga. La palla, dunque, ha accompagnato l'umanità lungo il cammino della storia e ancora oggi offre a grandi e piccoli piacevoli e serene ore di gioco.

 

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