Home
Su
Liliana Segre
La storia di Remy
Il diario di Hans
La storia di Simon
Il silenzio di Elisa
Una bimba Rom
L'amica perduta
Pino
Franco
Anna Frank
Paura sotto le stelle
Una bambina...
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Il campo di Chelmno fu costruito per consentire l'eliminazione sistematica degli ebrei della regione del Warthegau. Venivamo arrestati, racconta Simon, al solo scopo di essere uccisi con il gas tossico. Ecco come le SS procedevano nei rastrellamenti: un contingente di soldati circondava il villaggio o il ghetto da liquidare. Gli ebrei venivano radunati nei pressi della sinagoga. Si diceva loro di portare al massimo un bagaglio del peso di dieci chili e che sarebbero stati condotti a lavorare in un campo. Ciascun ebreo doveva versare quattro Reichsmark per le spese di viaggio. Di buon mattino, si caricavano le persone sui camion mentre un SS registrava i nomi dei deportati.
A quel punto, tutti venivano informati che sarebbero stati trasportati a una vicina stazione ferroviaria per essere poi spediti, in treno, in una località imprecisata dell'Est. Praticamente nessuno si ribellava. Gli infermi venivano trasportati a parte e gli autisti ricevevano ordini di procedere lentamente, per non creare loro ulteriori disagi e sospetti... Si era all' inizio delle operazioni di sterminio e gli ebrei ignoravano il destino di morte che li aspettava; per questo nessuno oppose resistenza e nessuno tentò di scappare... "Tutti credevano a quel che gli veniva detto dagli ufficiali SS?" "Erano molto convincenti. I miei genitori, come tutti del resto, si preoccuparono di rimanere uniti e non di sfuggire alla deportazione... In tal modo i nazisti, per queste operazioni, potevano far uso di un numero limitato di uomini e senza proteste gli era consentito di agire con maggiore rapidità ed efficacia". "Simon Srebnik, puoi descrivere che cosa accadeva esattamente a Chelmno?". "Le fiamme dei forni in cui venivano gettati i corpi, una volta finita l'operazione di gassaggio, arrivavano fino al cielo... Era terribile. Nessuno, anche con queste mie parole, può immaginare quello che è successo in quel campo... Impossibile. E nessuno può veramente capirlo. Nemmeno oggi..."Che cosa vuoi dire?"" Ero un ragazzo. Avevo tredici anni eppure sapevo che i nazisti bruciavano 2000 persone al giorno. Ebrei... L'operazione era organizzata in modo tale che nessuno urlasse. Tutto era tranquillo. Ognuno faceva il suo lavoro. Tutto era silenzioso, calmo, come può essere ora che del campo e del castello di Chelmno non c'è piu traccia." Come fa a vivere con questo peso?".  Simon sorride tristemente e poi rimane a lungo in silenzio. Cammina verso il bosco dove un tempo c'era una grande fossa comune. "A Chelmno erano in funzione tre camion a gas. Il più grande poteva contenere 150 ebrei per viaggio e anche 175. Per essere più precisi, il numero di persone dipendeva dal tipo di carico.
Se si trattava di bambini, il camion ne poteva contenere fino a 200. Poi c'erano due altri automezzi di piccole dimensioni che trasportavano ogni volta 80, 100 ebrei. Dopo la guerra si è parlato di un quarto camion a gas, ma io non l'ho mai visto in funzione. Poiché questi automezzi avevano spesso bisogno di manutenzione, la cosa ci ha permesso di sapere come fossero concepiti. Ciascuno aveva un lungo tubo di scappamento che passava sotto e veniva avvitato a un dispositivo che consentiva l'entrata del gas di scarico all'interno. Il pavimento era fatto di assi, come in una sala docce, le pareti del camion erano bianche e le porte a chiusura ermetica. La carrozzeria degli automezzi era invece di colore grigio scuro...". "Non ha risposto alla mia domanda!". "Quando ero sul posto, ho vissuto come un morto, perché non ho mai pensato di poter sopravvivere. "Cosa ha provato quando ha scaricato i morti dal camion per la prima volta?". "Cosa ho provato? Piangevo. Ho visto amici, parenti e allora ho chiesto di morire... Ma i tedeschi mi hanno detto che avevo ancora la forza di lavorare e che gli servivo. Inoltre cantavo bene ed ero un buon atleta... Per distrarsi scommettevano sul risultato di gare sportive a cui io partecipavo." "Quale altro lavoro era obbligato a fare con la sua squadra speciale?". "Andavamo ai forni crematori e raccoglievamo in una grande cassa con due maniglie le ossa che non si erano bruciate bene, per esempio quelle grandi dei piedi. Noi ragazzi della squadra trasportavamo la cassa in un laboratorio dove altri ebrei avevano l'incarico di polverizzarle. Poi mettevamo le ceneri in sacchi e quando ce n'erano abbastanza trasportavamo il carico in riva al fiume Ner. C'era un ponte di legno... e da lì gettavamo la cenere nell' acqua corrente. Quella gente... i miei fratelli, se ne andavano verso il mare.  Molti oggi si chiedono chi sapeva. Ho conosciuto la moglie del maestro nazista di Chelmno, la signora Michelsohn. Era al corrente di tutto: dei camion, degli ebrei che arrivavano e che vi venivano caricati a suon di botte... anche i contadini polacchi sapevano. Ma noi eravamo soli.
Ricordo bene che quando passavo sul fiume e cantavo, i contadini che lavoravano nei dintorni si fermavano un attimo e mi ascoltavano, spesso mostrando di gradire il mio canto. Inoltre, già nel primo periodo del campo, che oggi sappiamo va dal 7 dicembre 1941 alla primavera del 1943, il rabbino di un villaggio vicino, destinato alla distruzione, aveva scritto al suoi fedeli questa lettera, datata 19 gennaio 1942, dunque a meno di cinquanta giorni dall'inizio dello sterminio in massa:
 Miei carissimi: non vi ho risposto finora perché non sapevo nulla di preciso su tutto quanto mi è stato riferito. Ahimè, per nostra grande disgrazia ormai sappiamo ogni cosa. Ho avuto qui da me un testimone oculare che si salvò per un caso fortunato. Ho saputo da lui. Il luogo dove vengono sterminati i nostri confratelli si chiama Chelmno... Gli ebrei sono uccisi in due modi: a fucilate e con il gas. Da qualche giorno deportano là  migliaia di ebrei di Lodi e fanno altrettanto con loro. Non pensate che tutto questo sia scritto da un uomo colpito dalla follia, è la tragica, orribile verità. Orrore orrore! Uomo togliti gli abiti: copriti il capo di cenere e corri nelle strade e danza in preda alla follia!. Sono talmente prostrato che la mia penna non può più scrivere. Creatore dell' Universo vieni in nostro aiuto!           
"Allora si sapeva... anche gli ebrei erano a conoscenza della loro sorte? Poco fa mi ha detto qualcosa di diverso". "Nessuno diede ascolto alle parole di quel sant'uomo. Del resto come credere a un simile racconto? Era più facile pensare che fosse il frutto di una mente folle".
Il campo di sterminio CHELMNO
Nel villaggio di Chelmno, ribattezzato Kulmhof dai tedeschi, sessanta chilometri a nord ovest di Lodz, uno dei maggiori centri industriali della Polonia, i tedeschi decisero di concentrare tutti gli ebrei del Warthegau, una regione polacca annessa al Reich. L'idea di procedere all'eliminazione fisica degli ebrei era emersa fin dal luglio del 1941, ma l'attuazione effettiva del piano ebbe inizio nell'ottobre novembre 1941, allorché arrivarono sul luogo le prime squadre speciali che utilizzarono allo scopo le strutture edilizie esistenti nel villaggio, compreso il vecchio castello.L'8 dicembre 1941, con l'arrivo del primo convoglio di ebrei, ebbero inizio le prime uccisioni di massa con il gas. I prigionieri venivano fatti scendere nel cortile del castello, dove dovevano spogliarsi, e da lì avviati in una stanza che era stata predisposta come «bagno collettivo»; in realtà, venivano caricati a turno sui Gaswagen (i camion a gas) che compiendo il tragitto dal castello al Waldlager (campo nella foresta) portavano a compimento l'opera di assassinio.
Una squadra speciale di ebrei da lavoro, allora, scaricava i corpi dai camion per seppellirli in grandi fosse comuni, sostituite dall'estate del 1942 da forni crematori nei quali i corpi venivano bruciati. Il luogo serviva unicamente per l'annientamento di massa degli ebrei. Per questo esso si distingue dai campi di concentramento e lavoro, dove l'annientamento non era immediato all' arrivo, ma c'era una seppur modesta possibilità di salvarsi. Nella primavera del 1943, il campo venne temporaneamente chiuso. Fu riaperto qualche tempo dopo, nell'aprile del 1944,  ampliato e dotato di nuovi impianti per la cremazione dei corpi. Simon Srebnik venne deportato in questo secondo periodo. Nell'ottobre del 1944, cominciò lo smantellamento del campo di sterminio che fu definitivamente abbandonato il 18 gennaio 1945. La valutazione del numero degli ebrei uccisi a Chelmno è possibile solo parzialmente. Si parla di 400.000 vittime, tra le quali 80.000 tra bambini e ragazzi. I primi che finirono i loro giorni in questo modo sembrano essere circa 200 bambini cecoslovacchi arrivati nell'estate del 1942. Tra le vittime del campo di sterminio ci furono anche 5.000 zingari.

 

 

Fai felice Il Paese e scrivi un tuo commento se ti piace questo  sito o questa pagina
Questo sito é autofinanziato...fai crescere con il tuo sponsor il Paese.
   
Il Paese dei Bambini che sorridono" ©
Partita Iva02895640361
Tutti i diritti riservati agli autori stessi.
E' severamente proibito copiare testi e immagini.
I trasgressori saranno perseguiti legalmente.
Per contatti scrivere:   Franca