












 |

|
Il
campo di Chelmno fu costruito per consentire l'eliminazione
sistematica degli ebrei della regione del Warthegau. Venivamo
arrestati, racconta Simon, al solo scopo di essere uccisi con il
gas tossico. Ecco come le SS procedevano nei rastrellamenti: un
contingente di soldati circondava il villaggio o il ghetto da
liquidare. Gli ebrei venivano radunati nei pressi della sinagoga.
Si diceva loro di portare al massimo un bagaglio del peso di dieci
chili e che sarebbero stati condotti a lavorare in un campo.
Ciascun ebreo doveva versare quattro
Reichsmark
per le spese di viaggio.
Di buon mattino, si caricavano le persone sui camion mentre un SS
registrava i nomi dei deportati.

A
quel punto, tutti venivano informati che sarebbero stati
trasportati a una vicina stazione ferroviaria per essere poi
spediti, in treno, in una località imprecisata dell'Est.
Praticamente nessuno si ribellava. Gli infermi venivano
trasportati a parte e gli autisti ricevevano ordini di procedere
lentamente, per non creare loro ulteriori disagi e sospetti... Si
era all' inizio delle operazioni di sterminio e gli ebrei
ignoravano il destino di morte che li aspettava; per questo
nessuno oppose resistenza e nessuno tentò di scappare... "Tutti
credevano a quel che gli veniva detto dagli ufficiali SS?" "Erano
molto convincenti. I miei genitori, come tutti del resto, si
preoccuparono di rimanere uniti e non di sfuggire alla
deportazione... In tal modo i nazisti, per queste operazioni,
potevano far uso di un numero limitato di uomini e senza proteste
gli era consentito di agire con maggiore rapidità ed efficacia".
"Simon Srebnik, puoi descrivere che cosa accadeva esattamente a
Chelmno?". "Le fiamme dei forni in cui venivano gettati i corpi,
una volta finita l'operazione di gassaggio, arrivavano fino al
cielo... Era terribile. Nessuno, anche con queste mie parole, può
immaginare quello che è successo in quel campo... Impossibile. E
nessuno può veramente capirlo. Nemmeno oggi..."Che cosa vuoi
dire?"" Ero un ragazzo. Avevo tredici anni eppure sapevo che i
nazisti bruciavano 2000 persone al giorno. Ebrei... L'operazione
era organizzata in modo tale che nessuno urlasse. Tutto era
tranquillo. Ognuno faceva il suo lavoro. Tutto era silenzioso,
calmo, come può essere ora che del campo e del castello di Chelmno
non c'è piu traccia."
Come fa a
vivere con questo peso?". Simon sorride tristemente e poi
rimane a lungo in silenzio. Cammina verso il bosco dove un tempo
c'era una grande fossa comune. "A Chelmno erano in funzione tre
camion a gas. Il più grande poteva contenere 150 ebrei per viaggio
e anche 175. Per essere più precisi, il numero di persone
dipendeva dal tipo di carico.

Se
si trattava di bambini, il camion ne poteva contenere fino a 200.
Poi c'erano due altri automezzi di piccole dimensioni che
trasportavano ogni volta 80, 100 ebrei. Dopo la guerra si è
parlato di un quarto camion a gas, ma io non l'ho mai visto in
funzione. Poiché questi automezzi avevano spesso bisogno di
manutenzione, la cosa ci ha permesso di sapere come fossero
concepiti. Ciascuno aveva un lungo tubo di scappamento che passava
sotto e veniva avvitato a un dispositivo che consentiva l'entrata
del gas di scarico all'interno. Il pavimento era fatto di assi,
come in una sala docce, le pareti del camion erano bianche e le
porte a chiusura ermetica. La carrozzeria degli automezzi era
invece di colore grigio scuro...". "Non ha risposto alla mia
domanda!". "Quando ero sul posto, ho vissuto come un morto, perché
non ho mai pensato di poter sopravvivere.
"Cosa ha provato
quando ha scaricato i morti dal camion per la prima volta?". "Cosa
ho provato? Piangevo. Ho visto amici, parenti e allora ho chiesto
di morire... Ma i tedeschi mi hanno detto che avevo ancora la
forza di lavorare e che gli servivo. Inoltre cantavo bene ed ero
un buon atleta... Per distrarsi scommettevano sul risultato di
gare sportive a cui io partecipavo." "Quale altro lavoro era
obbligato a fare con la sua squadra speciale?". "Andavamo ai forni
crematori e raccoglievamo in una grande cassa con due maniglie le
ossa che non si erano bruciate bene, per esempio quelle grandi dei
piedi. Noi ragazzi della squadra trasportavamo la cassa in un
laboratorio dove altri ebrei avevano l'incarico di polverizzarle.
Poi mettevamo le ceneri in sacchi e quando ce n'erano abbastanza
trasportavamo il carico in riva al fiume Ner. C'era un ponte di
legno... e da lì gettavamo la cenere nell' acqua corrente. Quella
gente... i miei fratelli, se ne andavano verso il mare.
Molti oggi si chiedono chi sapeva. Ho conosciuto la moglie del
maestro nazista di Chelmno, la signora Michelsohn. Era al corrente
di tutto: dei camion, degli ebrei che arrivavano e che vi venivano
caricati a suon di botte... anche i contadini polacchi sapevano.
Ma noi eravamo soli.

Ricordo bene che quando passavo sul fiume e cantavo, i contadini
che lavoravano nei
dintorni si fermavano un
attimo e mi ascoltavano, spesso mostrando di gradire il mio canto.
Inoltre, già nel primo periodo del campo, che oggi sappiamo va dal
7 dicembre 1941 alla primavera del 1943, il rabbino di un
villaggio vicino, destinato alla distruzione, aveva scritto al
suoi fedeli questa lettera, datata 19 gennaio 1942, dunque a meno
di cinquanta giorni dall'inizio dello sterminio in massa:
Miei
carissimi: non vi ho risposto finora perché non sapevo nulla di
preciso su tutto quanto mi è stato riferito. Ahimè, per nostra
grande disgrazia ormai sappiamo ogni cosa. Ho avuto qui da me un
testimone oculare che si salvò per un caso fortunato. Ho saputo
da lui. Il luogo dove vengono sterminati i nostri confratelli si
chiama Chelmno... Gli ebrei sono uccisi in due modi: a fucilate
e con il gas. Da qualche giorno deportano là migliaia di
ebrei di Lodi e fanno altrettanto con loro. Non pensate che
tutto questo sia scritto da un uomo colpito dalla follia, è la
tragica, orribile verità. Orrore orrore! Uomo togliti gli abiti:
copriti il capo di cenere e corri nelle strade e danza in preda
alla follia!. Sono talmente prostrato che la mia penna non può
più scrivere. Creatore dell' Universo vieni in nostro aiuto!
"Allora si sapeva... anche gli ebrei erano a conoscenza della loro
sorte? Poco fa mi ha detto qualcosa di diverso". "Nessuno
diede ascolto alle parole di quel sant'uomo. Del resto come
credere a un simile racconto? Era più facile pensare che fosse il
frutto di una mente folle".
Il campo di sterminio
CHELMNO
Nel villaggio di Chelmno, ribattezzato Kulmhof dai tedeschi,
sessanta chilometri a nord ovest di Lodz, uno dei maggiori centri
industriali della Polonia, i tedeschi decisero di concentrare
tutti gli ebrei del Warthegau, una regione polacca annessa al
Reich. L'idea di procedere all'eliminazione fisica degli ebrei era
emersa fin dal luglio del 1941, ma l'attuazione effettiva del
piano ebbe inizio nell'ottobre novembre 1941, allorché arrivarono
sul luogo le prime squadre speciali che utilizzarono allo scopo le
strutture edilizie esistenti nel villaggio, compreso il vecchio
castello.L'8 dicembre 1941, con l'arrivo del primo convoglio di
ebrei, ebbero inizio le prime uccisioni di massa con il gas. I
prigionieri venivano fatti scendere nel cortile del castello, dove
dovevano spogliarsi, e da lì avviati in una stanza che era stata
predisposta come «bagno collettivo»; in realtà, venivano caricati
a turno sui Gaswagen (i camion a gas) che compiendo il
tragitto dal castello al Waldlager (campo nella foresta)
portavano a compimento l'opera di assassinio.

Una
squadra speciale di ebrei da lavoro, allora, scaricava i corpi dai
camion per seppellirli in grandi fosse comuni, sostituite
dall'estate del 1942 da forni crematori nei quali i corpi venivano
bruciati. Il luogo serviva unicamente per l'annientamento di massa
degli ebrei. Per questo esso si distingue dai campi di
concentramento e lavoro, dove l'annientamento non era immediato
all' arrivo, ma c'era una seppur modesta possibilità di salvarsi.
Nella primavera del 1943, il campo venne temporaneamente chiuso.
Fu riaperto qualche tempo dopo, nell'aprile del 1944,
ampliato e dotato di nuovi impianti per la cremazione dei corpi.
Simon Srebnik venne deportato in questo secondo periodo.
Nell'ottobre del 1944, cominciò lo smantellamento del campo di
sterminio che fu definitivamente abbandonato
il 18 gennaio 1945. La valutazione del numero degli ebrei uccisi a
Chelmno è possibile solo parzialmente. Si parla di 400.000
vittime, tra le quali 80.000 tra bambini e ragazzi. I primi
che finirono i loro giorni in questo modo sembrano essere circa
200 bambini cecoslovacchi arrivati nell'estate del 1942. Tra le
vittime del campo di sterminio ci furono anche 5.000 zingari.
|
Fai felice Il Paese e scrivi
un tuo commento se ti piace questo sito o questa pagina
Questo sito é
autofinanziato...fai crescere con il tuo sponsor il Paese.
|