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C'era una volta un uomo che si chiamava Giovanni, e con il telefono cellulare telefonava di giorno, di notte, in ufficio, a casa, in viaggio, a passeggio, al bar, al ristorante, in palestra, a teatro, in chiesa, in ascensore, in taxi, in bagno, sul terrazzo. La gente attorno a lui sbuffava, alzava gli occhi al cielo, stringeva i pugni, perché era costretta a sentire i suoi affari, i suoi discorsi, le sue chiacchiere: ma lui non se ne accorgeva, o non ci badava, perché era molto, molto maleducato.
Ma non era soltanto la gente attorno ad essere stanca di tutto quel telefonare: anche le orecchie e la bocca di Giovanni non erano contente, perché non potevano mai starsene in pace. Non potevano mai godersi un momento di riposo, di pace, di silenzio. In qualsiasi momento: - Pronto? - e via con le chiacchiere. - Pronto? - subito dopo, e poi: - Pronto? «Basta!» pensavano le orecchie di Giovanni. «Basta! Basta!» pensava la bocca di Giovanni. Una notte, mentre Giovanni dormiva, la bocca e le orecchie si misero d'accordo per fargli uno scherzetto. - Voi farete la parte della bocca, - disse la bocca. - E tu farai la nostra parte! - dissero le orecchie. Quando Giovanni si svegliò, ecco che suonò il telefonino.
Lui disse: - Pronto!
Non lo disse con la bocca, ma con le orecchie. Giovanni quasi cadde a terra per lo spavento. Intanto la persona che aveva chiamato gridava: - Pronto! Pronto! Giovanni! Giovanni non sentiva con le orecchie, ma con la bocca. - Aiuto! Che succede? - gridò: ma non lo gridò con la bocca, lo gridò con le orecchie. Corse all' ospedale, e disse, con le orecchie: - Sento con la bocca! Parlo con le orecchie! Il medico, che era una persona intelligente, gli avvicinò la bocca alla bocca, e disse: - Lei, signore caro, è certamente malato di telefonite convulsa. Deve curarsi.  - E come? - disse con le orecchie Giovanni. - Telefonando molto meno, naturalmente!
- E quanto meno? - disse con le orecchie Giovanni. - Solo due volte al giorno, a bassa voce, e soltanto a casa sua. Giovanni fece la cura: per un mese non telefonò più in pubblico, e si abituò a parlare, sempre con le orecchie, a bassa voce. Dopo un mese, quando Giovanni si era già abituato a telefonare con la cornetta capovolta, orecchie e bocca decisero che lo scherzo poteva bastare, e tornarono a comportarsi normalmente. Ma Giovanni, per non correre il rischio di riammalarsi di telefonite convulsa, non tornò più alle vecchie cattive abitudini.

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