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Creso fu l'ultimo re della Lidia, una
regione dell'antica Asia Minore che oggi appartiene alla Turchia.
Questo sovrano era famoso per la sua ricchezza e nel 560 a.C. fece
costruire a Efeso un magnifico Tempio. Secondo la leggenda, la
città di Efeso era stata fondata migliaia di anni prima delle
amazzoni, una stirpe di donne guerriere.
Il più grande
tempio di marmo

Creso decise di
far erigere il tempio in onore della dea della luna, protettrice
degli animali e delle fanciulle, che i greci chiamavano Artemide e
i romani Diana. L'edificio fu realizzato con pietra calcarea e
marmo estratti dalle alture circostanti. La struttura principale
del tempio era sorretta da almeno 120 colonne di marmo, ciascuna
delle quali era di 20 metri. Gli enormi blocchi che formavano le
colonne dovevano essere issati per mezzo di carrucole ed erano
tenuti insieme da spinotti metallici. Una volta posato il tetto,
gli artisti completarono l'opera con stupende sculture e
decorazioni. Al centro del tempio, si trovava la statua di
Artemide. Si trattava di uno dei templi più imponenti del mondo
classico, molto più vasto di quello che sarebbe stato in seguito
il Partenone di Atene. La piattaforma su cui era costruito era
lunga 131 metri e larga 79.
Erostrato e
Alessandria

Duecento anni
dopo, nel 356 a.C. il tempio fu raso al suolo da un incendio. Ad
appiccare il fuoco fu un certo Erostrato, che non aveva altro fine
se non quello di diventare famoso. Per una singolare coincidenza,
il tempio andò distrutto lo stesso giorno in cui veniva alla luce
Alessandro Magno. Alcuni anni più tardi, Alessandro visitò Efeso e
diede ordine che il tempio fosse ricostruito sullo stesso luogo.
La distruzione
definitiva
Il tempio fatto
erigere da Alessandro Magno, sopravvisse fino al III secolo a.C.
Con il passare del tempo,il porto di Efeso si insabbiò e la città
perse importanza. Il tempio fu saccheggiato dai goti ed in seguito
sommerso dalle inondazioni. Tutto quello che rimane oggi sono
alcuni blocchi delle fondamenta e un'unica colonna ricostruita.
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