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Nel 1922 sulla sponda occidentale del Nilo in Egitto fu compiuta una delle scoperte più straordinarie di tutti i tempi: qui, dopo otto anni di ricerche, due archeologi britannici, Howard Carter e il suo ricco mecenate, lord Carnarvon, si imbatterono finalmente nella tomba del giovane faraone Tutankhamon (che regnò fra 1347 e il 1337 a.C.). Carter e Carnarvon avevano iniziato le ricerche nel 1914, ma fino a quel momento non avevano avuto alcun esito. In un ultimo tentativo, Carter prese a scavare vicino alla tomba di un faraone successivo, Ramesse VI. Quasi subito gli operai incontrarono la sommità di una scala che conduceva sottoterra.
 Liberarono i gradini dai detriti e in fondo trovarono una porta. Dai sigilli intatti si potevano ricavare due informazioni: che si trattava dell'ingresso ad una tomba reale e che quella porta non era mai stata aperta da alcuno da oltre 3000 anni. Sull'altro lato c'era una porta interna. Carter vi praticò un forellino e sbirciò dentro: vide allora una sala ricolma di oggetti e arredi meravigliosi. Molti di essi recavano iscritto il nome di Tutankhamon  in geroglifici.
Tra le altre cose spiccava un trono d'oro intarsiato  di pietre semipreziose. Dietro  il trono si apriva un'altra sala con un enorme scrigno d'oro che occupava tutto lo spazio disponibile: esso conteneva una serie di sarcofagi. Il sarcofago più interno era fatto d'oro massiccio e conteneva il corpo ben conservato del  giovane faraone Tutankhamon.
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