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«Un sacco di gente è disposta a venire con te in limousine, ma quello che ti serve è qualcuno che prenda l' autobus insieme a te quando la limousine si rompe».
Oprah Winfrey
Mi ero sempre sentita un po' a disagio a scuola. Le mie amiche, anche se erano amiche care e fedeli, non facevano parte del gruppo delle ragazze più popolari. Inoltre ero sicura di avere un aspetto buffo. Fuori dalla norma.
Avevo costantemente sotto gli occhi il "gruppo in", le ragazzine più popolari, che ridevano e bisbigliavano sempre, non erano mai tristi o depresse, e si facevano largo a scuola con l'aria di essere amiche per la pelle. Gli insegnanti le amavano, i ragazzi le amavano, tutta la scuola le amava. lo le idolatravo e avrei tanto voluto essere come loro. Sognavo il giorno in cui mi avrebbero accettata fra di loro. Il mio sogno si realizzò quando compii quattordici anni e feci le prove per la squadra di ragazze pon pon.
 Con mia sorpresa venni scelta ed entrai all'istante a far parte del "gruppo" in". Mi sentivo come una farfalla appena uscita dal bozzolo. Cambiai pettinatura e modo di vestire. Tutti pensavano che il mio cambiamento fosse fantastico, nuovi abiti, un nuovo gruppo di amiche e un nuovo modo di guardare alla vita. Da un giorno all'altro, tutta la scuola sapeva chi ero, o almeno sapevano come mi chiamavo. C'erano feste, inviti a passare la notte dalle amiche e, naturalmente, le esibizioni durante le partite. Ero finalmente anch' io una ragazza popolare. Tutti quelli che avevo sperato di conoscere, li conobbi.
Tutto quello che avevo sperato di essere, lo ero diventata. Ma mi stava accadendo qualcosa di strano. Più ero inserita nel "gruppo in", più diventavo confusa. In realtà quelle persone erano tutt' altro che perfette. Si sparlavano dietro le spalle mentre fingevano di essere grandi amiche. Capitava di rado che si divertissero davvero, ma sorridevano e facevano finta di divertirsi un mondo. Si interessavano di quello che indossavo e delle persone che frequentavo, ma non si interessavano mai di me, di quello in cui credevo, di quali fossero i miei sogni o di cosa mi avesse reso quella che ero. Fu uno shock vederle per come erano, invece che per come pensavo che fossero.
 Cominciai a provare un forte senso di perdita e delusione. Ma il peggio fu rendermi conto che stavo diventando come loro, e questo non mi piaceva affatto. Dovevo rimettere in ordine la mia vita. Dapprima mi sforzai di scoprire quali fossero realmente le mie amiche, quelle che mi ascoltavano davvero e a cui stavo a cuore. Solo quelle contavano davvero. Rimasi nel gruppo delle ragazze pon pon perché mi piaceva davvero, ma smisi di frequentare solo le ragazze popolari e allargai la mia cerchia di amicizie. Scoprii che i miei veri amici non li avevo perduti. Stavano semplicemente aspettando che ritornassi in me.
Infine compresi che gli amici veri erano tutto ciò di cui avevo bisogno.
Kerri Warren

 

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