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Un vecchio contadino possedeva una
piccola fattoria ai piedi di una collinetta, nella quale vivevano
molti animali. Il contadino, nonostante la sua veneranda età,
gestiva da solo la sua piccola attività di campagna, e scoppiava di
salute. Il segreto del contadino era il lavoro duro, e una corretta
alimentazione, basata essenzialmente sui prodotti della collina e
dei suoi animali. Il latte che l’uomo beveva era sempre fresco,
poiché le sue mucche, dopo aver brucato l’erba dei boschi, venivano
munte ogni mattina. Il formaggio era morbidissimo, le uova molto
nutrienti, e la carne che mangiava era sempre tenera. Ognuno dei
suoi animali era destinato a produrre per il contadino e per la sua
famiglia, tranne il suo fedele cane, che per l’uomo era solo una
piacevole compagnia.

La Santa Pasqua si avvicinava, e il
contadino aveva radunato tutta la sua famiglia per i preparativi. La
moglie del contadino aveva comperato tanto di quel cacao che avrebbe
potuto preparare decine di uova di cioccolato. Il contadino, del
resto, perché la cioccolata fosse delle migliori, mungeva le sue
mucche ogni mattina, e poi si procurava il miele più pregiato
prodotto dalle api che lui stesso allevava. La casa del contadino in
quei giorni era una fabbrica di dolcezze. Ma mentre il contadino
mungeva una delle sue mucche, questa notò il cane sdraiato accanto
al suo padrone. Il cane beffardo, guardò la mucca con aria di
sufficienza, e disse che lui non era affatto come gli altri animali,
perché era il migliore amico dell’uomo. La povera mucca, risentita,
riferì l’accaduto alle sue compagne. Il giorno seguente, anche la
capretta fu munta, e quando si accorse che il cane beveva il latte
nella sua ciotola, gli chiese perché anche la sua compagna non fosse
stata munta quando aveva il latte per i suoi cuccioli. Anche
stavolta il cane irriverente, rispose con superbia e cattiveria che
i cani non erano come gli altri animali, perché erano fedeli amici
dell’uomo.

Dopo pochi giorni, la povera gallina,
che per tutta la vita aveva deposto delle ottime uova, divenuta
ormai troppo vecchia stava per essere sgozzata e messa in pentola.
Il cane, avvicinandosi, ripeté la sua solita frase, e così mortificò
la gallina che stava per lasciarci le penne! Tutti gli animali erano
sconvolti dalla malignità del cane, che ogni giorno si prendeva
gioco delle altre bestie più sfortunate di lui. La Pasqua non aveva
reso il cane più buono del solito! La Santa festività si avvicinava,
e dopo il digiuno tutti aspettavano il banchetto domenicale, che
come tutti sanno non è fatto solo di dolci e uova di cioccolato!
Infatti, il maiale, che per tutta la vita era stato ingozzato per
essere bello grasso, stava per fare la stessa fine della gallina
proprio per il banchetto di Pasqua! La misera bestia se ne stava
tutta sola a pensare al suo destino infausto. La sua unica
consolazione era che il suo sacrificio sarebbe servito ad onorare la
Santa festività. L’animale, ormai rassegnato, vide il cane che si
avvicinava e non gli rivolse alcuna attenzione perché sapeva già
cosa gli avrebbe detto. Nonostante il maiale fosse molto triste e
sconsolato, il cane, cinico come al solito, cominciò a dire che il
suo destino era migliore e decantò ancora una volta il suo rapporto
di amicizia con l’uomo. Il maiale fece finta di non sentire, e il
cane si avvicinò per ripetere la stessa frase. L’animale fece ancora
una volta finta di non sentire, e quando il cane si avvicinò
abbastanza, il maiale, giustamente arrabbiato, lo morsicò in una
zampa talmente forte da azzopparlo.

Nessuno sa quanto forti e aguzzi
siano realmente i denti del maiale, ma basta ricordare che il suo
cugino più prossimo è il cinghiale, considerato da tutti un animale
forte e pericoloso. Tutti gli animali della fattoria erano
soddisfatti della bella lezione che il maiale aveva dato al cane, e
lo considerarono un vero eroe! Quando arrivò il giorno di Pasqua,
per la povera bestia giunse la sua ora, l’uomo si stupì del silenzio
che gli altri animali mantenevano in segno di rispetto, e così, per
non rendere l’esecuzione ancora più tragica, decise di portare il
maiale nel bosco. Il tragitto sembrava interminabile, il maiale
sembrava già morto, perché era pietrificato per la paura. Ma mentre
il contadino affilava il suo coltellaccio, il maiale si mise ad
annusare il terreno come un cane. Lillo provò pena per l’animale,
pensando che per la paura fosse impazzito, ma quando vide che quello
scavava freneticamente si avvicinò incuriosito. Il maiale aveva
trovato un tartufo, l’alimento più costoso e più raro del mondo!
Dopo poco il maiale trovò un altro tartufo, e un altro ancora, era
una scoperta meravigliosa! La vita del maiale era salva, e il
contadino era diventato ricco nel giro di un paio di minuti.

Quando il contadino tornò nella
fattoria con il maiale ancora vivo, gli altri animali rimasero
stupiti, e quando ascoltarono la vicenda dei tartufi, capirono che
la sorte spesso può cambiare inaspettatamente per tutti. Rincuorati,
si misero tutti attorno al maiale per festeggiarlo, e perfino il
cane fu costretto a chiedere scusa al fortunato animale! Fu una
Pasqua davvero speciale, il banchetto più succulento di tutti i
tempi,a base di tartufo! Da a quel giorno ogni animale della
fattoria fu trattato con rispetto, perché ognuno di loro poteva
rivelarsi molto più prezioso si quello che sembrava. Ancora oggi
alcuni maiali vengono allevati per trovare i pregiati tartufi, e la
loro capacità è per i loro padroni mille volte più preziosa di
qualsiasi salsiccia o arrosto di maiale! Il tartufo, e ancora oggi
l’ingrediente più prelibato del mondo!

Rossana Costantino |
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