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Adesso vi racconto una cosa ma di sicuro non ci crederete...Il mio papà è alto, forte, intelligente, paziente e divertente. Da quando mamma non c'è più è lui che fa tutto per me. Sa perfino fare i giochi di prestigio. E' anche coraggioso. Ha paura solo degli stranieri, soprattutto di quelli neri. Non lo dice ma io me ne sono accorta. Ogni volta che per strada incontriamo un nero, la mano di papà si irrigidisce e stringe la mia come uno schiaccianoci.
E una volta, in ascensore, ha cominciato a sudare quando è salito un africano grande e grosso. era una reazione strana per mio papà. "Perchè" gli ho chiesto. "Perchè mi fanno paura". " E come mai ti fanno paura?" "Perchè sono tanti" mi ha risposto. " Sono dappertutto... sono runorosi e parlano lingue incomprensibili, e sono così diversi, così chiassosi. E poi i neri sono troppo scuri, tutti hanno paura dell'oscurità, del buio e della notte". Questa è la spiegazione che mi ha dato mio papà, io non ho detto niente.
La mia migliore amica si chiama Banja e viene dalla Tanzania. Abbiamo sempre giocato a casa sua, ma mi sarebbe piaciuto invitarla una volta da noi, solo che non volevo spaventare papà. Un lunedì Banja mi ha invitata al suo compleanno. Solo me di tutta la classe, perchè sarebbero venuti molti parenti con i loro bambini e il suo appartamento non è grande. La festa sarebbe stata il sabato seguente. Ero felice e un po' orgogliosa che Banja avesse scelto me. E, sapendo che va pazza per i prestigiatori, le ho promesso che le avrei portato un piccolo regalo e una grande sorpresa.
Di più non volevo dirle, ma lei mi ha tempestata di domande e non la smetteva più. Allora le ho spiegato che volevo chiedere a mio padre di fare dei giochi di prestigio al suo compleanno. Naturalmente non le ho detto che papà ha paura dei neri. Il regalino l'ho trovato in fretta; le ho preso l'ultimo cd del suo cantante preferito. Lunedì a casa sono stata un angioletto, ma papà non se n'è proprio accorto. Martedì sono stata molto brava e l'ho anche coccolato un po'. Mercoledì gli ho preparato il suo piatto preferito: uova al tegamino con patate arrosto. Quando è tornato in cucina dopo una telefonata lunghissima si è meravigliato di trovare la tavola apparecchiata e mi ha guardata commosso. " E i compiti?" mi ha chiesto subito dopo. Ero certa che si sentiva in colpa perchè durante il giorno non aveva trovato un po' di tempo per me. " Eccoli papà!" gli ho risposto porgendogli i quaderni. Avevo scritto particolarmente bene, perchè sapevo che gli fa piacere vederli in ordine. Ogni volta che li guarda sospira: " I quaderni ordinati sono lo specchio di una mente ordinata". Anche se conosco a memoria quella frase, la mia calligrafia non è mai migliorata. Tranne quel mercoledì.
Mi ero impegnata davvero. " Complimenti" mi ha detto papà soddisfatto. " Puoi esprimere un desiderio". Era tutto il giorno che aspettavo quel momento. Conosco mio papà: quando promette mantiene la parola data, qualunque cosa succeda. " Vorrei che sabato tu facessi dei giochi di prestigio per la mia amica" ho esclamato precipitosamente. "E' il suo compleanno e va pazza per i prestigiatori....io le voglio bene". Papà si è mostrato sorpreso, perchè non gli avevo detto ancora niente del compleanno. Ma poi ha voluto solo sapere l'ora esatta e l'ha segnata nella sua agenda. Mentre scriveva ha detto piano: " Volentieri....lo faccio volentieri". Per fortuna non mi ha fatto domande su Banja. Nessuno dei due sapeva che sorpresa ci aspettava sabato.
Quando Banja ha parlato di mio padre a sua mamma ha esagerato un po'. Le ha raccontato che papà è un uomo molto alto e forte e famoso per la sua intelligenza. Che si occupa da solo di una casa piena di orfani e trovatelli. Che è talmente coraggioso che gioca con i leoni. E che per giunta è il miglior prestigiatore del paese! Ma questo non è niente rispetto a quello che la mamma di Banja, preoccupata, ha raccontato al marito la sera. " Banja ha invitato anche il padre della sua amica" gli ha detto e ha fatto una breve pausa. " Bene sarà un piacere avere un ospite in più" ha risposto tranquillamente il padre. " Sì ma non è un padre normale" ha continuato la mamma di Banja. " E' alto come una palma e ha una forza gigantesca. Una volta ha fermato con le mani un autobus che stava per investire tre orfanelli e una vecchia signora... E' così intelligente che re e presidenti gli chiedono consiglio...è così divertente che persino gli spiriti e gli angeli si buttano per terra dalle risate quando racconta una barzelletta.
E' famoso in tutta la città per il suo coraggio. Una volta ha catturato dei leoni scappati dallo zoo come se fossero gattini. E adesso viene il bello" ha sospirato la mamma di Banja, come se quello che aveva detto fino allora fosse cosa da niente. " Perchè?" Quest'uomo sa fare ancora di più?" ha balbettato il padre. " E' stata una sorpresa anche per me, ma è addirittura il più grande mago e stregone del suo popolo"." Cielo, e un uomo simile ci farà l'onore di essere nostro ospite! Rebecca, colombina mia, dobbiamo accoglierlo come si deve!" ha esclamato il padre di Banja. E quella sera i due hanno parlato un bel pò! Sabato papà è rimasto in bagno più a lungo del solito. Ha indossato il vestito da prestigiatore e si è messo la cravatta più bella. Ha fatto e disfatto due volte la sua valigia da prestigiatore e finalmente siamo stati pronti per uscire. Quando abbiamo suonato alla porta di Banja, dall'interno arrivavano rumori festosi, ma di colpo è calato il silenzio. Poi all'improvviso, abbiamo sentito una musica forte e travolgente. La porta si è aperta...e ci si è precipitata incontro una schiera di neri che danzavano, suonavano e sorridevano. Indossavano abiti colorati e gioielli scintillanti. Alcuni avevano anche coltelli, lance e frecce, altri suonavano tamburi e altri ancora flauti e trombe. Sapevo che papà avrebbe voluto scappare via, ma l'ho tenuto stretto. Non avevo paura perchè tutti ridevano, volevano farci capire quanto gli piacevamo e lo si vedeva. Nonostante ciò papà era molto pallido. " Non aver paura sono qui con te" gli ho sussurrato all'orecchio e lui ha annuito.
Poi è arrivata una ragazza con un vassoio di bicchieri colmi di bibite colorate. " Eccellenza, questa è una bevanda dell'amicizia!" ha esclamato il padre di Banja. Ma papà non ha spiaccicato parola. Ha bevuto con grande cautela e anch'io ho preso un bicchiere. La bibita era molto dolce e aveva un sapore squisito. Circondati dai danzatori, dai musicisti e dai guerrieri, i genitori di Banja camminavano maestosamente quasi con passo regale. Banja era davanti a tutti. Poi siamo stati guidati con solennità nell'appartamento. Ci hanno fatto accomodare sul divano e si sono messi tutti intorno a noi in semicerchio. Papà mi stringeva la mano, credo che avesse ancora paura. " Quant'è grande e tuttavia timido, com'è potente eppure così gentile" ha detto il padre di Banja. " In poche parole: un uomo dal cuore saggio! Spero di averle fatto piacere accogliendola nella nostra modesta dimora". Papà continuava a non emettere alcun suono. Ma perlomeno ha annuito tre volte sorridendo....a ogni stretta della mia mano.
Dovevo togliergli la paura che ancora gli restava. E sapevo come. Mi sono alzata e ho detto in tono solenne: " Cara Banja, ora mio padre eseguirà apposta per te la sua magia più famosa, già da piccolo se n'è servito per confondere un rapinatore, che così si è dimenticato di derubarlo. E' una storia vera!. sapevo che con quella storia cominciava il gioco di prestigio preferito di papà. Gli riusciva sempre, perfino quando era triste, stanco o affamato. L'ho guardato e lui mi ha sorriso felice.
" Bravo!" hanno gridato le persone intorno. Poi è calato un silenzio di tomba. Tutti guardavano il mio papà col fiato sospeso. Lui si é alzato sorridendo, mi ha accarezzato la testa e ha distribuito i suoi attrezzi magici su un tavolino rotondo. Poi ha cominciato a raccontare... E io sapevo che papà non avrebbe più avuto paura degli stranieri.
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