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L'emergenza infanzia scoppia nell'Europa dell'Est dopo il crollo
dei regimi comunisti. Fino al 1989, la propaganda del socialismo
reale pubblicizzava l'immagine di bambini cresciuti in società
attente ai loro bisogni e alle loro aspettative. Con la
disgregazione dell'impero comunista, i minori sono state le prime
vittime di una transizione economica per molti aspetti selvaggia.

La situazione varia da Paese a Paese, con caratteristiche comuni.
In Albania, una delle nazioni più povere, l'emergenza
riguarda soprattutto i bambini rapiti e venduti per traffici di
adozioni illegali. Non si hanno dei dati ufficiali in merito, ma
la magistratura italiana è da tempo allertata. Il fenomeno dei
bambini di strada è presente in diversi Paesi. Nelle disastrate
economie post comuniste, spesso le famiglie non riescono a
mantenere i bambini e preferiscono "parcheggiarli" in istituti di
assistenza. Ma gli orfanotrofi sono così fatiscenti ed affollati
che spesso i bambini fuggono. Per molti di loro comincia allora la
vita in strada. In Paesi con inverni freddissimi, questa
condizione è davvero disperata.

A Bucarest (Romania) oltre 5.000 bambini vivono
nelle fogne, l'unico luogo che dà loro un minimo di protezione.
Molti di loro si prostituiscono, quasi tutti sniffano la "adela",
una colla a basso prezzo. In Romania un'altra emergenza è quella
dell'Aids. Sono oltre tremila i bambini romeni affetti dal morbo
Hiv, il 60 per cento della popolazione europea sieropositiva.
L'epidemia ha origine negli ultimi anni del regime comunista.
Per combattere i moltissimi casi di anemia dovuti a
sottoalimentazione, il governo avvia una politica sanitaria di
trasfusioni sistematiche. Gli ospedali rumeni sono però in
condizioni pessime: vengono usate sempre le stesse siringhe e il
contagio è rapido. Quattromila le vittime finora accertate.

Nella Federazione Russa i bambini di strada sono circa un
milione (60.000 nella sola Mosca); a Budapest (Ungheria)
sono tra i 10.000 e i 12.500; diecimila in Lettonia e
altrettanti in Lituania. In crescita ovunque le percentuali
della criminalità giovanile. In Lituania i ragazzi tra i 14
e i 29 anni commettono la metà dei crimini (soprattutto rapine).
Si tratta soprattutto di crimini commessi da bande. In Polonia
e Bulgaria i due terzi dei crimini commessi da minorenni
sono frutto di gang delle grandi città. In Ucraina e
Ungheria l'80 per cento dei ragazzi in carcere sono membri di
bande.
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