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Matera

sorge sul versante
meridionale delle Murge, su un pianoro di tufo calcareo nel quale
il tortuoso torrente Gravina di Matera ha inciso una delle tipiche
valli strette e dirupate dette "gravine".
Di origini incerte, probabilmente insediamento di scarsa
importanza nel periodo greco, la cittadina ebbe nell'Alto Medioevo
il nome dal latino materia (legname). Annessa dai longobardi al
Ducato di Benevento, venne devastata dai franchi e, nel IX secolo,
dall'imperatore Ludovico II, quindi distrutta dai saraceni nel
994. Riedificata dai bizantini nell'XI secolo, dopo lunghi periodi
di dominazione feudale e di diretta dipendenza dal potere regio
nel 1663, in epoca spagnola, passò dalla Puglia alla provincia di
Basilicata, diventandone il capoluogo fino al 1806. Fu annessa al
Regno d'Italia nell'ottobre del 1860.

Itinerari Culturali
La città si divide nettamente in una parte
moderna, quasi in piano, e nella parte antica, in declivio sullo
scosceso bordo superiore della gravina; qui si trovano i due
avvallamenti tradizionalmente detti "Sassi" (meglio conosciuti
come "Sassi di Matera"): Il Sasso Barisano e, più a sud, il Sasso
Caveoso, abitati da età preistoriche fino al nostro secolo. Si
tratta di abitazioni rupestri (3300 in tutto), abbandonate negli
anni Cinquanta e Sessanta a causa delle scarse condizioni
igieniche, collegate fra loro da ripide e tortuosissime stradine
(che spesso oltrepassano gli ambienti) e riunite intorno a piccoli
slarghi detti "vicinati". Molte sono scavate nel tufo e solo in
parte hanno la facciata; le parti costruite presentano in
prevalenza elementi architettonici seicenteschi (fra l'altro, vi
sorge la piccola chiesa di Santa Maria de Idris, con affreschi del
XIV-XVI secolo): un ambiente di straordinaria suggestione, di cui
sono in progetto sia il risanamento sia il restauro conservativo
globale. L'orlo dei Sassi è in parte percorso da una strada
panoramica; un'altra via conduce al Duomo, d'architettura
romanico-pugliese (eretto fra il 1268 e il 1270), con interno
sei-settecentesco che custodisce un presepio in pietra del 1534.Da
notare è inoltre la chiesa di San Giovanni Battista, senza
facciata, romanico-gotica con interventi barocchi; il Museo
Nazionale "Domenico Ridola", con notevoli reperti locali dal
Paleolitico all'Alto Medioevo e il castello Tramontano (fine
Quattrocento), con tre torrioni cilindrici. Nei fianchi della
gravina o in vicine vallette, entro grotte naturali o scavate nel
tufo facilmente lavorabile, si trovano inoltre numerose chiese
rupestri, molte delle quali alto-medievali, spesso affrescate (fra
le altre, Santa Maria della Colomba, con facciata romanica).
Potenza

sorge su una dorsale
di un colle alla sinistra del fiume Basento tra due valloni.
Situato a 819 m. sul livello del mare, è il più elevato capoluogo
di provincia dell'Italia peninsulare.
L'origine di Potenza è ancora materia di studio e di ricerche. Gli
importanti ritrovamenti archeologici effettuati nella zona di
Vaglio, a circa 15 Km. a nord-est dell'attuale città, fanno
ritenere che, su di un colle a 1000 m. d'altezza, sorgesse un
agglomerato preistorico distrutto dai romani e la sua popolazione
si sia poi trasferita, nel IV secolo a.C., nel luogo attuale. Il "municipium"
romano visse la sua florida stagione soprattutto in età imperiale.
Saccheggiata nel 402 dai visigoti di Alarico, venne in seguito
incorporata dai longobardi nel Ducato di Benevento e poi nel
principato di Salerno. Sede vescovile dal V secolo, nel X secolo
lottò contro i saraceni e nel XII divenne città demaniale sotto
gli svevi. Nel 1268 fu al centro dell'insurrezione ghibellina che
le suscitò contro l'ira di Carlo I d'Angiò e che nel 1269 ne
ordinò la distruzione; nel 1273 fu distrutta da un terremoto;
riedificata, alla fine del XIV secolo fu feudo dei Sanseverino e,
nei secoli successivi, passò sotto varie famiglie nobiliari (Guevara,
Lannoy, Loffredo). Coinvolta nei moti contro la Spagna (1647-1648)
fu distrutta ancora da un terremoto nel 1694, ebbe una lenta ma
notevole ripresa economica e fra Settecento e Ottocento fu attivo
centro amministrativo della Basilicata e sede di un importante
movimento prima giacobino e poi liberale. Fu la prima città ad
insorgere contro i Borboni nel 1860.

Itinerari
Culturali
L'odierna città, gravemente
danneggiata dal terremoto del 1980, conserva tuttavia, nel centro
storico allungato sul crinale e largo non più di 300 m., pregevoli
monumenti, quali la chiesa romanica di San Michele, più volte
restaurata; la chiesa di San Francesco e la chiesa di Santa Maria
del Sepolcro. Il Museo archeologico provinciale, che si trova in
uno dei quartieri moderni sviluppatisi sui pendii alla base del
centro storico, è notevole per le collezioni di reperti lucani,
dalla preistoria al tardo impero romano. Nei giorni 29 e 30 maggio
si svolge la festa di S. Gerardo con la Sfilata dei Turchi, in
costume.
La chiesa di S. Maria del Sepolcro è del duecento; fu poi
rimaneggiata nel 1498 e nel 1650. Al suo interno vi si può
ammirare un bassorilievo marmoreo del XIV secolo raffigurante una
"Madonna col Bambino ed angeli".
La chiesa di S. Francesco si trova in Piazza M. Pagano, dove
sorgono anche i principali edifici pubblici; fu fondata nel 1274
ed ha sulla facciata frontale un portale de quattrocento con ante
lignee intagliate; del XVI sec. è invece il portale del convento
sul fianco sinistro, da qui si accede all'interno dove è custodito
il sepolcro di Donato De Grasis (XV sec.) e accanto al quale si
trova la "Madonna del Terremoto" (XIII sec.).
San Michele. Questa chiesa è del XII sec. e al suo interno si
trova una tavola del Quattrocento su fondo oro, "Cristo tra gli
apostoli".Nei dintorni si possono visitare: il castello di
Lagopésole del 1242 (il più vasto fra quelli fatti costruire da
Federico II), la chiesa di S. Maria ad Avigliano, una torre
normanna a Vetri di Potenza e un sito panoramico presso il passo
La Sellata.

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