Gorizia

è
situata in territorio collinare sulla sinistra del fiume Isonzo,
fra le Prealpi Giulie e il Carso. Lungo la sua attuale periferia
orientale passa il confine con la Slovenia.
Già abitata in epoca romana, Gorizia, che in slavo significa "monticello",
compare per la prima volta in una testimonianza scritta del 1001,
al tempo dell'imperatore Ottone III. Dal 1117 al 1500, la città fu
dominata da una dinastia che ebbe possedimenti dal Friuli alla
Carinzia, quindi passò agli Asburgo, sotto i quali ebbe, nel
Settecento, un notevole sviluppo economico e culturale, senza
tuttavia modificare il suo carattere italiano. Tornò all'Austria
alla fine dei due brevi periodi napoleonici; quindi, dopo un
secolo di movimenti irredentisti, durante la prima guerra mondiale
il suo territorio venne sconvolto dalle cosiddette dodici
battaglie dell'Isonzo (la città fu conquistata dagli italiani nel
1916 e definitivamente ripresa nell'ottobre 1918). Dopo la seconda
guerra mondiale, con il trattato di Parigi (1947) la provincia si
ridusse da 2725 a 473 km2, per il passaggio alla Iugoslavia delle
valli dell'Isonzo e del Vipacco. Oggi Gorizia ha nuovamente
assunto, grazie a notevoli iniziative culturali, la sua secolare
funzione di tramite fra le varie culture europee.

Itinerari Culturali
Il principale nucleo storico di Gorizia è
costituito dalla triangolare piazza della Vittoria, già luogo di
mercati e di ogni cerimonia, e dal Borgo Castello, cinto da mura
cinquecentesche, che la domina dal colle (il "monticello"). Sul
punto più elevato del Borgo sorge il castello, circondato da
torri, originario dell'XI secolo (con addizioni fino al XVI),
semidistrutto tra il 1915 e il 1917 e riedificato tra il 1934 e il
1937. Situati uno vicino all'altro sono il Museo provinciale di
storia e arte, che ha sede in un palazzo seicentesco, e il Museo
provinciale della Grande Guerra, in due edifici del Cinquecento.
Pregevoli il Tesoro del Duomo e il Palazzo Attems-Petzenstein
(1733-1745). A 4 km in direzione nord si trova il Sacrario
militare di Oslavia, con un grande torrione centrale che accoglie
57.200 caduti.A
Cormons, città di origini preromane, forse da "Carmona" paese
delle donnole e centro fortificato nel Medioevo, si svolge ogni
anno, la penultima domenica di agosto nel borgo di Giassico, la
celebrazione del genetliaco di Francesco Giuseppe, con centinaia
di comparse in costume dell'epoca e che fanno rivivere l'epoca di
Massimiliano I d'Asburgo.
Il Duomo settecentesco di S. Adalberto, una torre tardo-medioevale
della cinta di mura in via Cancelleria vecchia; salone con stucchi
e tele con soggetto asburgico in palazzo Arta; stalli di coro
intarsiati in S. Leopoldo.
Pordenone

è situata nella pianura friulana, tra i
fiumi Livenza e Cellina.
Il nome deriva dall'antico centro di Portus Naonis (porto sul
Naone, oggi Noncello), scalo fluviale già nell'Alto Medioevo che,
fino alla costruzione di ferrovie e grandi strade, consentiva i
traffici nelle acque interne verso le lagune venete. Dopo una
serie di dominazioni feudali, Pordenone fu annessa agli Asburgo
(1278); ebbe in seguito ordinamenti comunali e un notevole
sviluppo economico e urbanistico, continuato sotto la Repubblica
di Venezia, che dal 1420, poi ancora dal 1537, le concesse
un'amministrazione separata dal resto del territorio. Dopo il
breve periodo napoleonico, nel 1815 passò all'Austria con il Regno
Lombardo-Veneto e fu italiana nel 1866.

Itinerari Culturali
Il centro storico, fra i viali di
circonvallazione sulla destra del Noncello, conserva alcuni
importanti monumenti del passato: il gotico Palazzo Comunale, a
portico (costruito nel 1291-1365); il Duomo, tardogotico del
XIV-XV secolo con interventi successivi e campanile
romanico-gotico, che conserva una pala di Giovanni Antonio Sacchis
detto il Pordenone; i molti edifici, dei periodi gotico,
rinascimentale e barocco, che prospettano lungo il porticato corso
Vittorio Emanuele. Il Museo civico comprende fra l'altro la
Pinacoteca (opere del XIV-XIX secolo), la Galleria d'arte
contemporanea e una raccolta di oggetti d'arte applicata.
Nell'area d'espansione cittadina sono stati scavati un sepolcreto
e un edificio d'epoca romana imperiale.
Trieste

è
situata sulla sponda orientale del golfo omonimo sul mare
Adriatico, al limite dell'altopiano carsico, presso il confine con
la Slovenia. Si estende solo in parte in pianura e gode di un
clima relativamente mite; talvolta la bora, vento di nord-est che
può superare i 100 km orari, ostacola le attività cittadine e
marittime.
Colonia romana nel I secolo a.C., con il nome di Tergeste
(di origine paleoveneta), venne fortificata da Ottaviano nel 32
a.C. e si sviluppò sotto Traiano.
Dopo la caduta dell'impero d'Occidente fu prevalentemente colonia
militare bizantina, fino al 788, quando divenne dominio dei
franchi, dai quali i vescovi ebbero l'autorità temporale che
esercitarono fino all'affermarsi del comune verso la fine del XII
secolo. Iniziarono quindi i contrasti con Venezia, che tra il 1202
e il 1369 la sconfisse più volte, finché i triestini chiesero la
protezione degli Asburgo, duchi d'Austria (1382), atto con il
quale iniziò, pur gradualmente, una sudditanza plurisecolare.
Così, dopo un periodo tumultuoso ma di progresso cittadino,
Trieste si chiuse e si isolò, ma mantenne la sua italianità e, nel
XVIII secolo, divenuta porto franco, si giovò del dispotismo
illuminato di Maria Teresa d'Asburgo, che favorì il rinnovamento
dell'attività commerciale e finanziaria (mentre Venezia andava
declinando), diede alla città nuove strutture sociali e avviò il
rinnovamento edilizio. Trascorsi il periodo francese e quello
della Restaurazione, il nuovo ceto medio sviluppò importanti
iniziative. L'irredentismo era tuttavia ormai un forte movimento
liberale e nazionale che spingeva la città verso l'unione con
l'Italia, che avvenne nel 1918 con la fine della prima guerra
mondiale. Sotto l'aspetto economico l'unione non fu proficua,
nonostante l'avvio di nuove attività industriali, per la diminuita
importanza del porto, che non rappresentò più la grande porta del
Nord-Est europeo. Dopo la seconda guerra mondiale, la città
dovette attendere fino al 1954 per tornare, grazie al trattato di
Osimo confermato nel 1976, a essere italiana dopo aver perso parte
del territorio provinciale.
Il nucleo più antico, o "città vecchia", di limitata estensione,
si trova sul colle di San Giusto; adiacente, a nord, è
l'espansione teresiana (sviluppatasi tra fine Settecento e metà
Ottocento, con reticolato regolare di strade), seguita da nuovi
ampliamenti in più direzioni, fino al grande sviluppo edilizio del
Novecento, a macchia d'olio.

Itinerari Culturali
Fra i più antichi monumenti, sono
notevoli i resti della Basilica Forense e del Tempio Capitolino (I-II
secolo d.C.), sull'alto del colle e, sulle pendici, il teatro,
coevo, e il cosiddetto arco di Riccardo (eretto nel 33 a.C.). Sul
colle sorge anche la cattedrale di San Giusto, unione trecentesca
di due chiese basilicali, con grande rosone gotico e mosaici di
scuola veneziana del secolo XII; inoltre, il castello (1470-1630)
e il Civico museo del castello, che custodisce ambienti arredati
dell'epoca e una raccolta di armi antiche; non lontano, si
incontra il Museo di storia e arte, dove sono esposti in
particolare materiale archeologico e 274 disegni di Giambattista
Tiepolo.
Più in basso si distende la piazza dell'Unità d'Italia, sulla
quale s'affaccia il Palazzo Comunale (del 1875), aperta
nell'Ottocento verso il porto costeggiato dalle "rive", viali dai
quali si diparte, fra l'altro, il molo Audace (divenuto classica
passeggiata dei triestini) a cui attraccò per primo, il 3 novembre
1918, il cacciatorpediniere Audace da cui prese il nome. Nelle
vicinanze inizia il "borgo teresiano" o "città nuova" che giunge
fino alla via Carducci dove si trovano edifici in prevalenza
ottocenteschi fra i quali, neoclassici, il palazzo Carciotti di
Matteo Pertsch (costruito fra il 1802 e il 1805) e la chiesa di
Sant'Antonio nuovo (1827-1842), in asse con il Canal Grande; sul
viale XX Settembre, a est di via Carducci, prospetta il teatro
Eden, opera del 1906 in stile liberty di Giuseppe Sommaruga.
Fra i numerosi musei triestini, vanno ricordati il civico
Revoltella, d'arredo ottocentesco, con la Galleria d'arte moderna;
il civico Sartorio, in una villa neoclassica, che ospita una
collezione di ceramiche del XV-XIX secolo; il civico del Mare con
sezioni di cantieristica e pesca; il nazionale di Arte antica, con
dipinti del XV-XIX secolo; il civico del Risorgimento, allestito
nell'edificio del sacrario Oberdan, presso il luogo ove il martire
fu impiccato dagli austriaci nel 1882, e quello della Resistenza,
nella risiera di San Sabba che fu campo di concentramento nazista.
A nord della città sorge inoltre il grande faro della Vittoria,
costruito nel 1927, con un alto belvedere sul mare; nel
sovrastante altopiano carsico, invece, importante è la Grotta
Gigante, una cavità il cui vano, unico, è alto 115 metri. Il viale
Miramare conduce al celebre castello di Miramare che, eretto per
l'arciduca Massimiliano d'Asburgo e l'infelice moglie Carlotta fra
il 1855 e il 1860 sopra un promontorio e circondato da un giardino
all'italiana, costituisce un notevole e ricco museo d'ambiente.
Udine

è situata nel vasto
settore di pianura friulana che si estende a est del fiume
Tagliamento, fra le Prealpi e le lagune di Marano e di Grado.
Le prime notizie del castello e del borgo murato di "Udene"
risalgono alla fine del X secolo, ma una evoluzione verso
strutture urbane avvenne solo nel XIII secolo, quando il patriarca
di Aquileia, Bertoldo di Andechs, vi trasferì la propria residenza
da Cividale. Sviluppatasi rapidamente in un ricco centro
commerciale, nel XIV secolo lottò più volte contro Gorizia e
Cividale, e incorporò nel suo territorio i circostanti castelli di
nobili locali. Nel frattempo andò affermandosi la famiglia dei
Savorgnan, alleatasi alla Repubblica di Venezia, che poté così
annettersi Udine e il Friuli, dominandoli dal 1420 fino al 1797,
senza peraltro privare la città dei suoi ordinamenti comunali.
Unita al Regno Lombardo-Veneto nel 1813, fu annessa all'Italia dal
1866. Durante la prima guerra mondiale fu sede del Comando supremo
dell'esercito italiano; venne occupata dagli austriaci nel 1917 e
riconquistata dagli italiani nel 1918.

Itinerari Culturali
La città odierna conserva nel centro storico
un notevole nucleo monumentale: intorno alla piazza della Libertà,
ai piedi del colle morenico dove sorge il Castello, del
Cinquecento, che sostituì quello dei patriarchi, si trovano la
Loggia di Lionello (Palazzo del Comune), in stile gotico-veneziano
del Quattrocento, e il porticato di San Giovanni con la
rinascimentale Torre dell'Orologio, del 1533. Nel Castello sono
ospitati i Civici musei di storia e arte, che comprendono il Museo
archeologico, in cui si conservano vari reperti provenienti dal
territorio e una notevole raccolta numismatica, e la Galleria
d'arte antica, che espone opere pittoriche dal XIV al XIX secolo.
Non lontano, si trovano: la chiesa di Santa Maria di Castello, di
antiche origini, in forme romaniche e rinascimentali; il Duomo,
gotico con interventi barocchi; l'Oratorio della Purità, con opere
di Giovanni Battista e Gian Domenico Tiepolo; il Palazzo
Arcivescovile, costruito fra il XVI e il XVIII secolo, che
conserva nella Galleria notevoli affreschi di Giovanni Battista
Tiepolo; la cappella Manin, barocca, del XVIII secolo; importante,
inoltre, la Galleria d'arte moderna.

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