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Alessandria

 è situata tra il fiume Tanaro, a nord-ovest, e il suo affluente Bormida, a sud-est, nel settore di Pianura Padana che si estende fra le colline del Monferrato e l'Appennino ligure.
"Alessandria della paglia" era il nome inventato dagli imperiali del Barbarossa (alleato del ghibellino marchese di Monferrato), quando insediarono, invano, nel 1174-1175 la città appena sorta e fortificata in riva al Tanaro. Prese il nome del papa Alessandro III, sostenitore della Lega lombarda della quale, Alessandria, fu la piazzaforte occidentale. Libero Comune, nel 1348 passò sotto il controllo dei Visconti, quindi degli Sforza e, nel 1524, venne occupata dagli spagnoli; dal 1707 appartenne ai Savoia.

Itinerari Culturali
La città, dalla fisionomia complessivamente moderna, conserva nel centro storico una regolare tessitura urbanistica tipicamente piemontese del settecento, con un piccolo nucleo di impianto medievale a nord. Pregevoli monumenti sono le chiese di Santa Maria di Castello, sorta sui resti di due precedenti chiese, e Santa Maria del Carmine (XV secolo), di forme in prevalenza gotiche, i palazzi della Prefettura (Benedetto Alfieri) e del Municipio del XVIII secolo, la chiesa di Sant'Alessandro, in fastoso stile Settecentesco, la Cattedrale neoclassica (1810-1879) ospita, all'interno della cupola, le statue dei patroni delle 24 città della Lega Lombarda. Nella Pinacoteca civica sono conservate opere dei secoli XV-XX di artisti come Giovanni Migliara, Giuseppe Pellizza, Angelo Morbelli. Oltre il Tanaro sorge la Cittadella, a pianta stellare, del 1728.
La città è il principale mercato per i prodotti del circostante territorio agricolo e un attivo centro industriale nei settori alimentare, tessile, metalmeccanico, chimico, elettrotecnico e della carta. Caratteristica è la produzione industriale di cappelli.
La provincia comprende 190 comuni (Marengo, Bosco Marengo, Castellazzo Bormida, Felizzano, Vignale Monferrato) ed è per due terzi collinare e montuosa. Fra i principali centri della provincia si ricordano Valenza, dove è notevole l'artigianato-industria dell'oreficeria, e Acqui Terme, famosa fin dall'antichità per le sue sorgenti di acque minerali.

A Marengo si può visitare Villa Cataldi o Marengo, costruita nel 1847 per celebrare la vittoria di Napoleone sugli austriaci (14 giugno 1800). Nel cortile si trova il monumento a Bonaparte Primo, opera di Benedetto Cacciatori; all'interno è allestito il Museo della Battaglia e nel parco si tiene la manifestazione (14 giugno) "Ricordando Marengo", sfilata di gruppi in costume dell'epoca che poi attraversa tutta la città.
All'interno della chiesa di Santa Croce, a Bosco Marengo, si possono ammirare alcune tele del Vasari, il mausoleo di Pio V del 1568, e un coro ligneo intagliato del cinquecento.
Castellazzo Bormida. La seconda domenica di Luglio, presso il neoclassico santuario della Vergine Creta, detta la "Madonnina dei Centauri", dei quali è patrona, si tiene il raduno motociclistico per il Rally Internazionale.I piatti tipici locali sono: gli agnolotti e i "rabaton"; per la pasticceria, amaretti "baci di dama" e i "crumiri". Tra i vini: Asti Spumante, Barbera de Monferrato, Brachetto d'Acqui, Colli Totonesi, Cortese dell'Alto Monferrato, Grignolino del Monferrato, Rubino di Cantavenna ed altri.

Asti

 è situata fra il fiume Tanaro e le pendici del Monferrato settentrionale, in un'ampia conca collinare; è l'antica Hasta Pompeia, colonia romana, quindi municipio (I secolo a.C.). Successivamente ducato longobardo e contea dei franchi, nel 1155 fu saccheggiata da Federico Barbarossa, che nel 1159 le riconobbe l'autonomia. Da allora, e per tutto il secolo successivo, si affermò come fiorente centro tessile, bancario e commerciale, assumendo un ruolo politico ed economico di rilievo nel Monferrato. Nel tempo delle signorie ebbe vari padroni; il milanese Gian Galeazzo Visconti, che la possedeva, la diede in dote alla figlia Valentina andata in sposa alla casa reale francese (fine XIV sec.). Nel 1575, l'aggiunse ai suoi possessi Emanuele Filiberto di Savoia, conobbe un lungo periodo di decadenza da cui si risollevò soltanto verso la metà del XIX secolo.

Itinerari Culturali
Centro d'arte medievale, sede di musei e del Centro Nazionale di Studi Alfieriani, Asti conserva fra i monumenti più antichi la collegiata di San Secondo e la cattedrale dell'Assunta, entrambe romanico-gotiche e di forme prevalentemente trecentesche, la Rotonda di San Pietro, l'ex chiesa di San Pietro in Consavia, diversi palazzi barocchi e neoclassici. Numerose le antiche abitazioni civili con portali e finestre di mattoni e pietra gialla. 
San Secondo è una chiesa romanico-gotica eretta tra il secolo XIII e il secolo XV; ha una facciata con tre gotici portali e tre rosoni, all'interno si possono ammirare i resti di affreschi del primo '400 e un polittico rinascimentale attribuito a Gandolfo d'Asti.
Una visita è d'obbligo al palazzo Di Bellino che ospita il Museo Civico e la Pinacoteca con opere di scuola piemontese del '700 e '800 e, al settecentesco palazzo Alfieri, ove nacque il poeta Vittorio Alfieri, sede attuale del Centro Alfierani e di un piccolo Museo, con cimeli e ricordi dello scrittore.
La cattedrale (1309-1354) è un vasto edificio con tre portali e un protiro gotico sul fianco destro e un monumentale campanile (1266). Nell'interno a tre navate su alti pilastri, vari affreschi di scuola piemontese (Gandolfino d'Asti).
Altri luoghi da visitare sono: presso la Sinagoga, il Museo ebraico; la cripta di San Giovanni, risalente al sec. VIII; la Rotonda di San Pietro (sec. XII), il più notevole monumento medievale di Asti; il Museo archeologico e paleontologico.Tra i piatti tipici ricordiamo: la "Cotletta 'd crin a l'astesana", carne di maiale impanata coperta con fettine di tartufo e passata al forno; in pasticceria i "baci di dama" e "astigiani al rum"; tra i vini Dolcetto d'Alba, Barbera d'Asti, Grignolino d'Asti, Malvasia di Castelnuovo ed altri.

Biella

 sorge alla base delle Prealpi, dove sbocca il torrente Cervo. L'antica Bugella (826), di origine celtica, fu feudo dei vescovi di Vercelli tra il X e il XIV secolo. Il Piano, sulla riva destra idrografica del torrente Cervo, è la più antica e racchiude i monumenti della sua storia medievale: il Duomo con il suo Battistero e la chiesa cinquecentesca di San Sebastiano.
Il Piazzo, che il vescovo Uguccione fondò nel XII secolo e che per un certo periodo fu la sede del potere, conserva alcuni monumenti medievali: palazzo dei Dal Pozzo della Cisterna, la chiesa tardoromanica di San Giacomo e, a fianco, il palazzo Gromo di Ternengo.

Itinerari Culturali
Il Duomo, fondato nel 1402, sorge sulla piazza omonima; sul suo fianco sinistro sorge la piccola costruzione del Battistero (sec. IX-X) a pianta centrale con quattro absidi. Non lontano vi sono i resti del campanile romanico (sec. X-XIII) dell'ex chiesa di Santo Stefano.
La facciata della chiesa cinquecentesca di S. Sebastiano, è del 1882; l'interno, affrescata da Gerolamo Tornielli, contiene dipinti del XVI secolo del Lanino, Giovenone e di Defendente Ferrari. Vi si può ammirare anche un coro ligneo di Gerolamo De Mellis (1547).
In via Pietro Micca, il Museo Civico raccoglie materiale archeologico di provenienza locale: ceramiche del '700, dipinti di pittori italiani dell'800 e resti di affreschi del IX secolo.
La Villa Sella, che comprende il chiostro cinquecentesco di un'ex abbazia, è immersa nel vasto parco secolare del colle di San Gerolamo, nel quale troviamo anche l'Istituto di Fotografia alpina "Vittorio Sella", con una ingente documentazione fotografica, e la chiesa rinascimentale di San Gerolamo con un coro ligneo del 1500.Nei dintorni: il Ricetto di Candelo, borgo medievale fortificato; Sagliano Micca, dove nacque Pietro Micca, con la seicentesca parrocchiale ricca di lavori d'intaglio.Nella cucina tradizionale si sente il richiamo della vicina montagna: "polenta cunscia", con burro e formaggio; "ballot e polenta", crocchette di polenta con dadi di formaggio. Tra i vini ricordiamo il Bramaterra e il Lessona.

Cuneo

 sorge su un rilievo a forma di cuneo di circa 500 m. compreso tra il fiume Stura di Demonte e il torrente Gesso che, provenienti dalle Alpi Marittime, confluiscono verso la pianura. Intorno il panorama di una cerchia di monti delle Alpi Marittime e Cozie.
La parte antica, di impianto medievale con strette strade a scacchiera, è arroccata sulla parte più elevata del colle. Le sue origini risalgono al 1198, quando un esiguo numero di abitanti della zona in fuga dalle tirannie dei signori locali fondò un nuovo insediamento, retto secondo ordinamenti comunali, che si mantenne indipendente fino al 1259. Passata ai Savoia nel 1382, la città fu un importante centro fortificato e un mercato attivo sulle vie di traffico tra Piemonte e Francia. L'impianto a scacchiera è di origine medievale; solo in epoca napoleonica furono abbattute tutte le fortificazioni, che, per la posizione strategica, le fecero sopportare sette rovinosi assedi tra il 1542 e il 1799. La partecipazione della città alla Resistenza fu dolorosa e tragica.

Itinerari Culturali
Tra i monumenti di interesse storico-artistico vi sono:
L'ex chiesa gotica di San Francesco, con portale del 1481 e oggi sede del Museo Civico. Conserva reperti preistorici, protostorici e alto-medievali, la collezione Lenci di bambole con i costumi tradizionali delle valli, pittura piemontese dell''800 e del '900.
Le chiese di Santa Croce e di Sant'Ambrogio, entrambe del Settecento e progettate dall'architetto Francesco Gallo, attribuita allo stesso architetto è la chiesa di Santa Chiara (1719), nel cui ex convento, Garibaldi, nel 1859, costituì il corpo dei Cacciatori delle Alpi.
Caratteristiche la via Roma, dai bassi portici e la via medievale contrada di Mondovì e una Sinagoga del '400 rinnovata internamente nel 1884.Tra i piatti caratteristici della cucina ricordiamo: i "gnocchi alla bava", con grano saraceno; i "dunderet", gnocchi di patate; il "quartiretto", anteriore di capretto al forno; nella pasticceria i "cuneesi al rum". Tra i vini ricordiamo il Barbaresco, il Barolo, il Barbera d'Alba, il Dolcetto di Dogliani, il Nebbiolo d'Alba, il Dolcetto delle Langhe Monregalesi e il Dolcetto di Diano d'Alba.

Novara

 è situata nella Pianura Padana tra il Ticino e il Sesia, ad un passo dal confine con la Lombardia, la storia ne ha fatto la più lombarda delle città piemontesi.
La storia ci dice che la città è di origine ligure e dal I secolo a.C., per opera di Giulio Cesare, municipio romano. Gli allineamenti di corso Italia e corso Cavallotti e di corso Cavour e corso Mazzini sono, rispettivamente, il "decumanus" e il "cardo" della piccola "Novaria" romana. Evangelizzata dal primo vescovo, Gaudenzio (397-418), sotto i longobardi fece parte del ducato detto "di Bulgaria", quindi passò ai franchi e, verso il XII secolo, divenne libero comune, in lotta con Vercelli per il predominio della Valsesia. Nel 1311 venne sottomessa dai Visconti, poi dagli Sforza, e fece parte del ducato di Milano fino al 1535, quando fu presa dagli spagnoli; il sistema di viali che, intorno al centro, disegna un pentagono (i "baluardi") indica il sito della città fortificata che gli spagnoli eressero tra il 1553 e il 1606, sventrando la città e demolendone i borghi fuori porta. Carlo V aveva preso Novara e ne aveva fatto un marchesato per Pier Luigi Farnese (1538), ma gli spagnoli restarono per due secoli in quella che era diventata una piazzaforte militare di confine. Nel 1714 passò all'Austria e nel 1738 fu incorporata nello stato dei Savoia, di cui seguì da allora le sorti politiche. Un secolo più tardi inizia quel rinnovamento urbano che portò alla demolizione delle mura spagnole e alla trasformazione dei bastioni in viali alberati.

Itinerari Culturali
L'odierna città conserva notevoli monumenti nel centro storico, dov'è ancora intuibile l'impianto stradale ortogonale risalente alla centuriazione romana. Ricordiamo il Battistero paleocristiano, costruito dal V al X secolo, il Broletto, la basilica di San Gaudenzio (XVI-XVII secolo) e il Duomo.
Il Duomo è un edificio con campanile barocco e cupola a guglia (1888) di Alessandro Antonelli, alta 21 m., conserva al suo interno, sei arazzi e lo Sposalizio di Santa Caterina di Gaudenzio Ferrari (XVI sec.). Nella sagrestia inferiore, vi sono affreschi staccati del Lanino e del Giovenone; attigua alla sagrestia, la Cappella di San Siro, resto dell'antica costruzione con affreschi romanici e gotici (sec. XII-XIII). Il tesoro comprende il cosiddetto dittico dei Vescovi di Novara (sec. XIII). Nel sottostante Battistero, edificio paleocristiano del V secolo, i restauri hanno riscoperto preziosi affreschi con scene dell'Apocalisse, probabilmente della fine del X secolo.
Dai portici di piazza della Repubblica, si accede a un'ampia corte cinta da edifici medievali, che raduna i palazzi del Podestà (XIV-XV secolo), del Comune e il palazzetto dei Paratici (XIII-XV secolo). Nel cortile vi è l'ingresso al Museo civico che raccoglie: una sezione archeologica con materiale preistorico, protostorico e romano, armi e opere d'arte di origine locale; dipinti di Cerano, Crespi, Lanino, Moncalvo, Tanzio da Varallo e la galleria d'arte moderna con una buona documentazione della pittura dell'800.
La basilica di San Gaudenzio fu iniziata nel 1577 su disegno di Pellegrino Tibaldi, la cupola, di Alessandro Antonelli (1888), è alta 121 metri, mentre il campanile è di Benedetto Alfieri (1786). All'interno si possono ammirare vari affreschi e una tela con il Giudizio Universale del Morazzone; una ricca cappella barocca (1674-1711) con l'urna di San Gaudenzio; un polittico di Gaudenzio Ferrari e una tela di Tanzio da Varallo del 1629.
A Oleggio si può visitare il Museo etnografico, la chiesa romanica di San Michele (sec. XI-XII) con cripta e affreschi. A Varallo Pombia, nel Municipio, il Museo Archeologico conserva reperti della cultura di Golasecca dell'epoca romana. A Galliate, da visitare il castello sforzesco del XV secolo. Il castello di Vespolate, rinnovato tra il XV e il XVI secolo era, nel medioevo, la residenza estiva del vescovo di Novara.Tra i piatti tipici: la "paniscia", minestra di riso con verdure, fagioli e salsiccia; il "tapulon", carne d'asino tritata e cotta nel vino; i "salam d'la duja" salami conservati sotto grasso in vasi di coccio. Tra i vini ricordiamo il Cusio, il Boca, il Fara, il Ghemme e il Sizzano.

Torino

 si estende prevalentemente lungo la riva sinistra del Po, per fondazione antica alla confluenza con la Dora Riparia, ed è uno dei centri economici maggiori d'Italia. La qualità dell'ambiente urbano di Torino, città cui danno carattere la verde collina che si alza oltre il Po e il profilo maestoso delle vicine Alpi nord occidentali, è definita sia dal regolare assetto urbanistico, con grandi piazze e ampie strade rettilinee, sia dal signorile segno architettonico barocco e ottocentesco dei quartieri centrali e l'elegante atmosfera nel "salotto" di piazza San Carlo. A conferirle ulteriore immagine culturale sono poi un sistema museale di eccellente livello, un'università di antico prestigio e un'editoria particolarmente autorevole.
Fondata da Augusto nel 29 a.C., forse sul sito di precedenti insediamenti della tribù ligure dei galli Taurini, la romana Julia Augusta Taurinorum svolse, in età imperiale, un ruolo di colonia militare per il presidio delle comunicazioni stradali con le Gallie. La storia medievale è intricata; il re longobardo Autari fece re di Torino Agilulfo, che si impadronì del regno e di Teodolinda, vedova di Autari. Adelaide, nel 1046, figlia di Olderico Manfredi II, sposa Oddone di Savoia, figlio di Umberto Biancamano, alleanza che acquista rilievo perché è la premessa delle pretese sabaude su Torino. Dopo due secoli di scontri fra il governo vescovile e comunale da una parte e i conti di Savoia dall'altra, ma fu con Tommaso III, nel 1280, che i Savoia acquisirono stabilmente la signoria della città. Nel XIII secolo, Guglielmo di Monferrato, costruisce la sua residenza fortificata vicino alla porta Decumana, che, dopo i vari interventi edilizi, diventerà palazzo Madama; nel 1404 nasce l'università, voluta da Ludovico di Savoia e approvata dal papa avignonese Benedetto XIII e dall'imperatore Sigismondo. Nelle guerre europee della prima metà del XVI secolo, il ducato dei Savoia sfiorò la catastrofe. Emanuele Filiberto avendo comandato l'esercito spagnolo nella decisiva battaglia contro i francesi a San Quintino, riebbe il ducato a seguito del trattato firmato nel 1559 a Cateau-Chambrésis, entrò solennemente nella città sgomberata dagli ultimi presidi francesi il 7 febbraio 1563. Iniziò così la vicenda di Torino capitale. Per opera di Francesco Paciotto e Francesco Orologi, Emanuele Filiberto dotò immediatamente la città di una fortificazione militare, la Cittadella, e di un rinnovamento urbanistico della città. Nel 1706 Vittorio Amedeo II riuscì a spezzare l'assedio posto dai francesi a Torino, e nel 1713 ottenne il titolo di re, ma nel 1802 avvenne l'invasione napoleonica, seguita dall'annessione del Piemonte alla Francia. Dopo il periodo incolore della Restaurazione e il contraddittorio regno di Carlo Alberto (1831-1849), Torino riuscì ad assumere, con Vittorio Emanuele II e sotto l'accorta guida politica di Cavour (primo ministro dal 1852), il ruolo di centro di aggregazione del movimento risorgimentale. Il 14 marzo 1861, in un padiglione di legno nel cortile di Palazzo Carignano, il parlamento italiano votava all'unanimità il disegno di legge col quale Vittorio Emanuele II assumeva il titolo di re d'Italia e Torino divenne la capitale dell'Italia unita (1861-1865). Seguirono due giorni di tumulti quando si decise di cedere a Firenze il rango di capitale del nuovo Regno d'Italia. La città trovò nell'industrializzazione la via a un suo specifico sviluppo, con particolare successo nel settore automobilistico. Nel profilo della città si levò (165 m.) la guglia della Mole Antonelliana (Alessandro Antonelli), la quale fu iniziata nel 1863 come sinagoga, ma la finì il comune nel 1897.

Itinerari Culturali
In piazza Castello, storico spazio centrale della città, e nelle immediate vicinanze sorgono il Palazzo Madama,  l'Armeria Reale,  la chiesa di San Lorenzo, il Palazzo Reale, il Duomo, la Porta Palatina. Più a ovest si incontrano, lungo la direttrice di via Garibaldi la decorata cappella della Pia Congregazione dei banchieri e mercanti (fine XVII secolo) e, verso corso Regina Margherita, il composito santuario della Consolata con parti dell'XI, del XVII-XVIII e del XIX secolo, mentre a sud-ovest del nucleo antico si trovano l'importante Museo Nazionale di Artiglieria e la Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea. Nel cuore barocco della città, tra piazza Castello e piazza San Carlo, due palazzi del Guarini, il Carignano e quello dell'Accademia delle Scienze. Lungo il fiume si dispongono l'ottocentesco parco del Valentino con l'omonimo Castello (XVII secolo), il borgo e la rocca medievale e il singolare Museo Nazionale dell'Automobile; a ovest di questo, l'ex stabilimento FIAT del Lingotto (1917-1920), riadattato negli anni Novanta da Renzo Piano a centro multifunzionale espositivo. Negli immediati dintorni, infine, sono di rilevante interesse due realizzazioni di Filippo Juvara: la basilica di Superga e la palazzina di caccia di Stupinigi.
L'Armeria Reale si trova sotto il portico a destra della cancellata del Palazzo Reale. Aperta nel 1837 da Carlo Alberto, è tra le più ricche e complete raccolte di armi e di armature d' Europa. Oltre alle armi e alle armature da parata di fabbrica milanese, francese e fiamminga, di particolare interesse le armi di Emanuele Filiberto (1561).
La chiesa seicentesca di San Lorenzo (Guarino Guarini), oltre ad essere di grande interesse architettonico, è tra le più belle della città. Priva di facciata, fu costruita dal 1668 al 1680; opera significativa per la struttura complessa dell'interno a pianta centrale, decorata di marmi policromi e per una originale cupola.
La Piazza Cesare Augusto conserva elementi archeologici di grande interesse; resti di mura, un tratto della pavimentazione stradale romana e la romana Porta Palatina (I secolo d.C.), che rappresenta la più cospicua testimonianza dell'antica Augusta Taurinorum. Mentre a sinistra del Duomo vi sono i resti del teatro Romano.

Il Museo Pietro Micca è situato al numero civico 17 della via Guicciardini che espone plastici, mappe cimeli riguardanti la Cittadella di Torino come era all'epoca dell'assedio posto dai francesi nel 1706. Vi sono sotterranei che si estendono per 14 km. sotto la città sino ad arrivare alla scala ove avvenne il sacrificio di Pietro Micca.
La Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea, seconda in Italia solo a quella di Roma, ospita opere dell' '800 di Fontanesi, Delleani, Avondo, Grosso, Pellizza, Cremona, Induno, Signorini, Fattori, ecc.; del primo novecento con opere di Modigliani, Spadini, De Chirico, Tosi, Carrà, Morandi, De Pisis, Rosai. Per la scultura opere del Canova, Vela, Manzù, Fazzini, Mastroianni. L'arte europea è rappresentata da opere di Renoir, Chagall, Utrillo, Klee, Coubert, ecc.Tra le Manifestazioni ricordiamo che, la prima domenica di settembre, si svolge la commemorazione della Liberazione dall'assedio del 1706, simbolo della libertà e dell'indipendenza di Torino. Nel pomeriggio, il Gruppo storico sfila con le divise e le armi dei diversi corpi dell'epoca. Salve di fucileria e di artiglieria vengono fatti nelle soste alla Cittadella e al Palazzo del Municipio. Mentre il mercato del "c'era una volta", denominato Gran Balon, si svolge la seconda domenica di settembre. La cucina tradizionale comprende: gli "agnolotti", ravioli con ripieno di carne o di spinaci; il bollito misto; la "fonduta" con i tartufi; la "bagna caôda", cardi e verdure crude in intingolo; le costolette di "sanato" (vitello allevato col latte). La pasticceria torinese è basata sulla panna "chantilly" e le creme al liquore; i "gianduiotti", con pasta di cacao e nocciole. Tra i vini ricordiamo il Carema dell'Alto Eporediese, il bianco Erbaluce di Caluso, il Calluso Passito e il Freisa di Chieri.

Verbania

  è situata al centro della sponda occidentale del Lago Maggiore (Verbano), sui due versanti della punta Castagnola. Nonostante la fusione delle due cittadine, gli abitati sono rimasti distinti e separati dal torrente San Bernardino.
Pallanza è di fondazione romana. Si trova traccia nel Medioevo quando, nell'XI secolo, appartenne ai vescovi di Novara; nel 1136 passò quindi ai conti di Biandrate, ai Barbavara di Castello e nel 1393 ai Visconti, seguendo le sorti del Ducato di Milano fino al 1748, anno in cui il trattato di Aquisgrana assegnò l'alto Novarese ai Savoia. Pallanza unisce atmosfere medievali alle suggestioni di prestigioso luogo climatico; la piccola di San Giovanni, a poche decine di metri dal lungolago, fu residenza estiva di Arturo Toscanini. Intra ha tracce barocche e neoclassiche (Palazzo Peretti) nel centro storico e ha dato i natali al pittore Daniele Ranzoni.

Itinerari Culturali
Da visitare: Il lungolago di Pallanza con il Mausoleo di Luigi Cadorna; la chiesa cinquecentesca della Madonna di Campagna; la chiesetta romanica di San Remigio (XI-XII secolo) che conserva affreschi del XII-XVI secolo; il Palazzo Dugnani e i giardini di Villa Taranto. Il lungolago di Intra offre un'ampia passeggiata che dall'imbarcadero e dall'attracco dei traghetti va' ai giardini alla foce del torrente S. Giovanni, con vista sul bacino di Laveno e sulla sponda lombarda del Lago Maggiore.
Madonna di Campagna. La chiesa ha una facciata in pietra, con ricco portale, una cupola a loggia e un campanile romanico. Nell'interno, gli affreschi delle absidi laterali sono di Bernardino Lanino e quelli della cappella della Madonna delle Grazie sono di Camilo Procaccini.
Palazzo Dugnani. Rimaneggiato nel Settecento, ospita il Museo Storico Artistico del Verbano e il Museo del Paesaggio. Si possono ammirare dipinti (XVI-XX sec.), sculture di Arturo Martini e Giulio Branca, reperti archeologici e una sezione fotografica.
Villa Taranto. L'ingresso è situato in vicinanza di Intra lungo la strada costiera che da Pallanza aggira la punta della Castagnola. La villa è ottocentesca e i suoi giardini, estesi su 20 ettari, sono considerati fra le più notevoli collezioni di piante esotiche d'Europa, con terrazze, fontane e cascate. A Suna (1 km. da Pallanza), in cima ad una scalinata si può visitare la chiesa dei SS. Fabiano e Sebastiano, con un campanile romanico e un trittico del XVI secolo. A Cicogna (m. 732 s.l.m.) si trova l'accesso alla Valgrande; area, insieme alla val Pogallo, tra le più selvagge e incontaminate del nord Italia. Di recente è stata tutelata con l'istituzione del Parco Nazionale della Valgrande (12.000 ettari).

Vercelli

 è adagiata nel caratteristico paesaggio delle risaie, sulla destra del fiume Sesia. L'insediamento iniziale è forse ligure, di certo celtica. Vercellae fu città romana dal II secolo a.C., quindi importante municipium e assegnato alla tribù Aniense. Nel IV secolo il cagliaritano Eusebio, poi santo, fondò il primo episcopato del Piemonte; il Duomo ha preso il posto della basilica paleocristiana del V secolo. Successivamente divenne ducato longobardo e in seguito, affidata alla giurisdizione del vescovo, contea dei franchi. Costituitasi in libero comune nell'XI secolo aderì alla Lega lombarda contro Federico Barbarossa. Nel 1228 fu fondato lo "Studium", prima Università del Piemonte, nata da una secessione  da quella di Padova. In seguito, la città fu travagliata da lotte interne tra guelfi e ghibellini e nel 1335 cadde sotto il dominio dei Visconti. Passata ai Savoia nel 1427, dal 1617 fu assediata e occupata più volte da spagnoli e francesi, che ne distrussero le fortificazioni; nel 1859 fu occupata dagli austriaci, i quali vi rimasero solo venti giorni; Cavour fece rompere gli argini e la campagna divenne un gigantesco acquitrino. Con la Restaurazione, tornò definitivamente al regno sabaudo.

Itinerari Culturali
Il centro storico di Vercelli rivela nella tessitura urbanistica e in vari edifici la sua origine medievale, ma il suo aspetto più evidente è dovuto all'architettura dei secoli XVIII e XIX.
Conserva notevoli monumenti tra cui, la basilica di Sant'Andrea, il Palazzo Centori,  la chiesa di San Cristoforo e la cattedrale (XVI-XVIII secolo); notevole infine è la ex chiesa barocca di Santa Chiara (1756) a pianta esagonale. Da ricordare inoltre è il Museo Leone e il Civico Museo Borgogna e il Castello, di epoca viscontea e dove vi morì il duca Amedeo IX di Savoia nel 1472, è oggi sede del Palazzo di Giustizia.
S. Andrea. Voluto dal cardinale Guala Bicheri, fu eretto fra il 1219 e il 1227 come chiesa abbaziale in un gotico d'ispirazione cistercense. Presenta una facciata incastonata fra due campanili e aperta da tre profondi portali, un alto tiburio, una grande torre campanaria e un chiostro nell'attigua abbazia. L'interno è in stile gotico, tutto slancio verticale nelle tre navate divise da pilastri a fasci con volte a costoloni e cupola. Sepolcro di Tommaso Gallo, primo abate e teorico della contemplazione (sec. XIII), con rilievi e affreschi del XIV secolo; nell'abside, un coro ligneo intarsiato del 1514; nella cappella a sinistra, un crocifisso ligneo del XV-XVI secolo. A sinistra della chiesa si trova la coeva abbazia vittorina, divenuta poi lateranense, e che conserva ancora il chiostro e la sala Capitolare con affresco di "Madonna col Bambino" di Bernardino Lanino.
Museo Leone. Occupa gli ambienti della quattrocentesca casa degli Alciati, del settecentesco palazzo Langosco. Nella prima è esposto il materiale relativo a Vercelli preromana, romana e medievale; nel secondo vi sono raccolte d'arte di varie epoche: armi, vetri, miniature, monete, placche, ceramiche ma, anche cimeli e documenti della storia vercellese.
Civico Museo Borgogna. Dietro l'abside poligonale della chiesa gotica di San Francesco (1292), raccoglie, in 33 sale, dipinti dal sec. XIV al sec. XIX. Vi sono soprattutto opere di pittori locali del Rinascimento, Defendente e Gaudenzio Ferrari, Lanino, Giovenone, Sodoma e le scuole lombarda (Bergognone), veneta (Palma il Vecchio, Tiziano) ed altri.
La Cattedrale. Ricostruita nel 1578 su disegno di Pellegrino Tibaldi e modificata nel '700, possiede un crocefisso romanico dell'XI secolo in lamina d'argento, un notevole tesoro e un prezioso archivio capitolare.
La chiesa di San Cristoforo si trova presso il settecentesco palazzo della Prefettura. La chiesa, del 1515 ma poi più volte rimaneggiata, conserva i celebri affreschi di Gaudenzio Ferrari.
S. Cristoforo. La chiesa (1515) contiene dipinti di Gaudenzio Ferrari e affreschi nelle cappelle ai lati del presbiterio.
Il Castello è di epoca viscontea e poi più volte rimaneggiato; in esso vi morì, nel 1472, il duca Amedeo IX di Savoia. Oggi è sede del Palazzo di Giustizia.

Ad Albano Vercellese il Parco Naturale "Lame del Sesia". A monte della confluenza del fiume Cervo con il Sesia, si stende sulle due rive del Sesia per circa 1000 ettari a proteggerne il particolare ambiente fluviale. All'interno del parco si accede solo a piedi o in bicicletta. È possibile prenotare visite guidate (tel. 016354095), partecipare alle osservazioni naturalistiche delle numerose specie di uccelli ed altri animali e fruire dei capanni di avvistamento. I piatti tipici della gastronomia locale sono: la "Brudera", riso bollito in brodo di costine di maiale; il "machet", polentina con latte e castagne; la "panissa", riso cucinato con brodo di verdure, fagioli e salsiccia. Tra i vini ricordiamo il Gattinara.

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