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Cagliari

 è situata al centro dell'omonimo golfo, tra stagni costieri e saline, al margine meridionale della pianura del Campidano. Fondata probabilmente dai cartaginesi su un precedente emporio fenicio, divenne città romana nel 238 a.C. e municipio nell'età imperiale. Sede vescovile dal IV secolo, fu un importante centro di cultura ecclesiastica. La città fu occupata dai vandali nel 455 e conquistata dai bizantini nel 533. Ridotta successivamente in rovina dai saraceni, risorse sotto i pisani che, a partire dal XII secolo, vi costruirono notevoli fortificazioni (imponenti le torri trecentesche dell'Elefante e di San Pancrazio) e la governarono fino al 1326. La città cadde allora sotto il dominio degli aragonesi e successivamente degli spagnoli, che influirono notevolmente sulla sua fisionomia. Nel 1720 passò ai Savoia, seguendo da allora le sorti politiche del Piemonte e poi dell'Italia unita.

Itinerari Culturali
La città conserva importanti resti del periodo cartaginese come la necropoli punica di Tuvixeddu, e di quello romano con l'anfiteatro del II secolo d.C., scavato nella roccia, e la cosiddetta villa di Tigellio. Nel quartiere detto Castello, sul rilievo roccioso fortificato, sorgono numerosi monumenti di epoche successive, tra cui la Cattedrale romanica (secolo XIII, rimaneggiata nel Seicento) e la chiesa della Purissima, gotico-aragonese, del 1554. Interessante anche la Cittadella dei Musei, che include il Museo Archeologico Nazionale con preziosi reperti provenienti da tutta l'isola, dall'epoca neolitica all'Alto Medioevo, e la Pinacoteca Nazionale. La città bassa, ai piedi del quartiere Castello, con i quartieri Marina, Stampace e Villanova, conserva fra l'altro le chiese di San Saturno (secoli VI-XII), di San Michele, in tipico stile barocco spagnolo (secolo XVII) e di Sant'Anna, di tarde forme barocche piemontesi (1785-1814). Al piano regolatore "piemontese" del 1858 si devono le grandi arterie del quartiere Marina.

Nuoro

è situata a 532 m. su una dorsale che scende dal monte Ortobene (955 m.), a nord della regione della Barbagia, in corrispondenza dello spartiacque fra il Tirreno (che dista circa 30 km.), a est, e il mar di Sardegna, a ovest.
Sorto come insediamento stabile in età bizantina (intorno al VII secolo), il primo nucleo della città appartenne probabilmente al giudicato di Torres fino al 1326, quindi passò all'Arborea; la prima testimonianza scritta della sua esistenza risale a documenti del 1342 (il toponimo Nùgor, da cui ancora deriva Nùgoro, esisteva tuttavia già nell'XI secolo). Dalla seconda metà del Quattrocento, in epoca aragonese, ebbe diverse dominazioni feudali, e nei due secoli successivi si sviluppò notevolmente; ma, quando i Savoia ottennero l'isola nel 1720, trovarono il Nuorese turbato da tensioni sociali che continuarono poi nell'Ottocento. Nel nostro secolo, la città, capoluogo di provincia dal 1926, ha mutato il proprio orientamento economico primario da agricolo-pastorale ad amministrativo, sviluppandosi notevolmente dal punto di vista sia urbanistico sia demografico.

Itinerari Culturali
Presso il margine orientale del nucleo più antico della città, dalla tessitura viaria di origine medievale, sorge il neoclassico Duomo (1836-1854), non lontano dalla pregevole piazza Sebastiano Satta, sistemata nel 1967, ricoperta di lastroni e sparsa di blocchi in granito con statuette raffiguranti il poeta nuorese.
Notevole il Museo della vita e delle tradizioni popolari sarde di cui, Nuoro, è il principale custode dell'antica cultura isolana, che espone costumi, ornamenti e amuleti, oggetti d'uso domestico, tessuti e i celebri indumenti e maschere del carnevale sardo, fra cui quelli dei mamuthones di Mamoiada. Il Museo Civico speleo-archeologico conserva reperti paleontologici, naturalistici e archeologici provenienti dal territorio circostante; il Museo deleddiano è ubicato nella casa natale della scrittrice Grazia Deledda, sepolta nella chiesetta di Nostra Signora della Solitudine, sulle pendici dell'Ortobene.
 

Oristano

sorge nel Campidano, cioè la pianura alluvionale del Tirso, fra la riva sinistra del fiume e lo stagno di Santa Giusta, a 4 km dal golfo che prende il nome dalla città.
Le origini di Aristanis, che probabilmente significò "tra mare e stagni", non sono documentabili: occorre quindi accettare l'affermazione risalente al XVI secolo del primo storico sardo, che fissa al 1070 l'esodo totale della popolazione della vicina Tharros, devastata dai saraceni, verso il nuovo insediamento. Dal XII secolo fu a lungo capitale del giudicato d'Arborea, ed ebbe un notevole sviluppo urbano ed economico (anche grazie ai rapporti mercantili con Pisa e Genova); ma, dopo la pace stipulata nel 1388 fra Eleonora d'Arborea e Giovanni d'Aragona, nel 1478 venne assoggettata definitivamente dagli aragonesi. In seguito, sotto la dominazione spagnola, la città trascorse il periodo più infausto della sua storia. Dal 1720, con l'intera isola, fu annessa al Piemonte, nel Regno di Sardegna.

Itinerari Culturali
Oristano mostra nel suo nucleo storico l'antica tessitura urbanistica medievale, a strade strette che si aprono qua e là in slarghi dalla forma irregolare, in parte modificata dagli sventramenti del XIX-XX secolo. All'ingresso settentrionale del centro sorge la poderosa torre di San Cristoforo o porta Manna, già parte della cinta muraria, voluta dal giudice Mariano II nel 1291. Sono da segnalare anche: il Duomo settecentesco, nell'aula capitolare è custodito il Tesoro, con un'Annunciata lignea del Trecento di Nino Pisano; la chiesa di San Francesco, opera di ricostruzione neoclassica, che possiede un notevole crocifisso ligneo d'arte catalana del Quattrocento e, non lontano, il monumento ottocentesco a Eleonora d'Arborea, famosa per la "carta de Logu", codice di diritto che venne applicato in tutta l'isola. L'Antiquarium Arborense espone reperti dal neolitico al periodo romano attraverso l'età nuragica (bronzi) e punico-fenicia (da Tharros). A 3 km verso nord-est sorge la grande chiesa romanico-pisana di Santa Giusta (1135-1145). Durante il carnevale si corre la "Sartiglia", giostra equestre popolare di origini antiche.
Tra i luoghi che si devono assolutamente visitare segnaliamo l'Area Marina Protetta della Penisola del Sinis e l'Isola di Mal di Ventre.

Sassari

 è situata su un pianoro calcareo che digrada verso il golfo dell'Asinara, nell'estremità nord-occidentale dell'isola.
Menzionata per la prima volta nel 1135 con il nome di Tathari ("Tatari" è denominazione ancora usata), fu inizialmente un piccolo borgo, sviluppatosi quando vi si rifugiarono le popolazioni della costa che cercavano scampo dalle incursioni saracene e dalla malaria. Entrata a far parte del giudicato di Torres (oggi Porto Torres), che già in età romana, col nome di Turris Lisbonis, era stato un importante scalo marittimo, Sassari si sviluppò in un attivo centro commerciale, i cui scambi con pisani e genovesi restituirono incentivi al vicino porto, ma contribuirono anche ad affrancarla dal giudicato, nonostante dovesse accettare l'influenza di Pisa e, dopo il 1284, di Genova.
Nel 1294 Sassari poté comunque darsi ordinamenti comunali, seguiti dai cosiddetti "Statuti sassaresi". Nei secoli XIII e XIV la città assunse le dimensioni e la forma urbanistica che conserverà dalla dominazione aragonese fino all'Ottocento, un ovale solcato da tortuose stradette, con una sola arteria che la attraversa in senso longitudinale. Solo dopo il 1820, infatti, durante il regno sabaudo di Carlo Felice, iniziò lo sviluppo edilizio cittadino, che trova un suo ordine "piemontese" nelle strade ampie e rettilinee dei quartieri esterni al nucleo antico.

Itinerari Culturali
Sassari, sede di un'antica Università, conserva pregevoli monumenti, fra i quali il Duomo (1480-1505) con elementi di barocco spagnolo nella facciata seicentesca; le chiese di Santa Maria di Betlem, fondata fuori dalle mura nel XII secolo ma rimaneggiata fino al XIX, presso cui in agosto si tiene la tipica processione dei "candelieri", e di San Pietro in Silki (XV-XVII secolo), con una cappella di belle forme gotico-catalane. Edifici con elementi stilistici analoghi, fra cui la casa Farris, si affacciano sul corso Vittorio Emanuele II, l'antico asse viario del centro antico.
Importante è il Museo nazionale Sanna, con una vasta sezione archeologica dedicata alla civiltà nuragica (bronzi figurati dal IX al V secolo a.C.), una Pinacoteca e una sezione etnografica, ricca di oltre 400 oggetti di artigianato sardo. A 16 km. verso sud-est sorge isolata la chiesa della Santissima Trinità di Saccargia, celebre monumento romanico-pisano del XII secolo, a conci bianchi e neri: il nome, forse dal sardo s'acca argia, "la vacca pezzata", deriverebbe da una leggenda secondo cui una vacca si inginocchiava sul luogo ove poi sorse la chiesa. A Sassari, ogni anno si rinnova la grande manifestazione folcloristica della "Cavalcata sarda".

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