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Arezzo

 è situata al margine meridionale di un'ampia conca fra il Valdarno e la Valdichiana. Di origine etrusca, l'antica Arretium fece parte della Dodecapoli, quindi divenne città romana e municipio. Fu patria di Caio Cilnio Mecenate (70 ca.-8 a.C.) e centro di produzione di ceramiche (celebri i vasi detti "aretini" o "corallini", particolarmente diffusi tra il I secolo a.C. e il I d.C.). Divenuta sede vescovile, nell'XI secolo fu governata da un vescovo-conte. Entrata successivamente in contrasto con Firenze, che ne arrestò l'espansione, la città rimase in balìa dei capitani di ventura e nel 1384 venne venduta a Firenze.
La città ha dato i natali a numerosi personaggi illustri, come Francesco Petrarca, Giorgio Vasari e Francesco Redi. Nel 1798 fu occupata dai francesi, e seguì da allora le sorti politiche della regione.

Itinerari Culturali
L'odierna città, costituita da una parte moderna e da un centro storico ancora in gran parte cinto dalle mura medicee, conserva notevoli monumenti. Tra questi si ricordano la romanica Pieve di Santa Maria (XII-XIII secolo), con il famoso campanile "delle cento buche" (1330), un portale ornato da immagini dei mesi (1216) e un celebre polittico di Pietro Lorenzetti; la Cattedrale (secoli XIII-XX), con l'attiguo Museo diocesano, e le chiese di San Domenico (contenente un Crocifisso di Cimabue) e di San Francesco, quest'ultima ornata dallo splendido ciclo di affreschi della Leggenda della Croce, di Piero della Francesca.
Tra le costruzioni civili, notevoli le numerose case-torri e il Palazzo della Fraternita dei laici (XIV-XV secolo) nella magnifica piazza Grande dove in estate si corre la giostra del Saracino. Numerosi anche i monumenti rinascimentali, come le chiese di Santa Maria delle Grazie nota per il portico quattrocentesco di Benedetto da Maiano, la fortezza medicea cinquecentesca, costruita da Giuliano e Antonio da Sangallo e la casa di Giorgio Vasari, sede del Museo e Archivio vasariano. Il Palazzo della Dogana (XV secolo) ospita il Museo civico, con ricche raccolte di pittura e di maioliche. Il Museo archeologico Mecenate, presso i resti dell'anfiteatro romano, conserva collezioni di vasi aretini e notevoli reperti etruschi, greci e romani.

Firenze

 è attraversata dall'Arno e si estende in parte sui colli che la lambiscono da nord, est e sud.
Non risultano fondate le presunte origini etrusche della città, mentre è certo fosse municipio romano col nome di Florentia (59 a.C.) per alcuni ad opera di Silla, per altri, cosa più probabile, ad opera di Cesare a compenso dei sui veterani. Caposaldo bizantino durante la guerra greco-gotica (535-53), poi parte della Tuscia longobarda; dal sec. IX fu retta dai marchesi di Toscana, nonostante la presenza di un conte imperiale. La costituzione del comune (sec. XII) segnò la rapida evoluzione economica e politica della città e dopo varie altanelanti situazioni e decimata dalla pestilenza e dalla carestia (1347-48), decadde.
Il XV secolo vide la città assurgere al ruolo di guida indiscussa dello sviluppo della civiltà non solo artistica, un ruolo anticipato da geniali artisti quali Dante e Giotto e consacrato da uno stuolo di architetti, pittori e scultori quali: Filippo Brunelleschi, Leon Battista Alberti, Michelozzo da Masaccio, Paolo Uccello, Sandro Botticelli, Benozzo Gozzoli, Donatello, Lorenzo Ghiberti, Luca della Robbia e Michelangelo. Tanti illustri personaggi da non averne riscontro in nessun'altra città. Ma fu anche, il XV, il secolo in cui gli ordinamenti comunali dovettero lasciare il posto alla signoria dei Medici, che nel Cinquecento, superati i due tumultuosi periodi di ripristino della repubblica (1494-1512 e 1527-1530), portò Firenze all'annessione dello stato senese nel 1557 e, nel 1569, al rango di capitale del Granducato di Toscana.
Estintasi nel 1737 la dinastia medicea e passato il granducato ai Lorena, ad acquisire speciali meriti tra gli esponenti della nuova casata, fu Pietro Leopoldo (1765-1790), con un'intensa azione riformatrice in campo economico, civile, culturale. Gli ultimi granduchi furono Ferdinando III, cui il Congresso di Vienna restituì nel 1815 il potere strappatogli da Napoleone, e Leopoldo II, che una gran dimostrazione popolare dei fiorentini il 27 aprile 1859 costrinse all'abdicazione.
Capitale d'Italia dal 1865 al 1870. Firenze fu protagonista degli eventi drammatici dell'agosto 1944 durante la liberazione della città dalle forze nazifasciste e del novembre 1966 quando, per salvare i suoi tesori artistici e culturali devastati da una rovinosa alluvione dell'Arno, si prodigarono migliaia di giovani, soprannominati "angeli del fango", accorsi da ogni parte del mondo.

Itinerari Culturali
Il centro storico è come l’ ha voluto Filippo Brunelleschi: ordine, prospettiva, equilibrio e armonia fa’ di Firenze una città con un ruolo di levatura internazionale; delimitato dai cosiddetti "viali" (sul tracciato delle mura medievali demolite nel 1865-1869), include quasi tutti i più importanti beni culturali di Firenze. Il centralissimo Duomo, affiancato dal Campanile di Giotto alto m. 84,70 con una scala interna formata da 414 gradini, l’opera fu portata a termine da Andrea Pisano dal 1334 al 1337, di fronte si trova il battistero di San Giovanni (XI - XII sec. ca.). Seguono nella parte nord-orientale: il Palazzo Medici-Riccardi, di Michelozzo (realizzato a partire dal 1444), con cappella interna affrescata da Benozzo Gozzoli (1459-1460); la basilica di San Lorenzo di Filippo Brunelleschi (1442-1446), che gli interventi di Donatello (Sagrestia Vecchia) e Michelangelo (Sagrestia Nuova) fecero ancor più bella e preziosa; il Museo di San Marco, con capolavori del Beato Angelico, il quale visse, tra il 1438 e il 1446, nel convento omonimo con il nome di fra Giovanni da Fiesole; la Galleria dell'Accademia che accoglie, tra gli altri lavori, anche il celebre David (1501-1504); e l'armoniosa piazza rinascimentale della Santissima Annunziata, ridefinita nelle linee urbanistiche da Brunelleschi.

Palazzo Vecchio - della Signoria. La centralità politico-culturale di piazza della Signoria è affermata dal Palazzo Vecchio con la sua torre alta 94 metri, il quale fu concepito all’inizio come palazzo del popolo, fu costruito tra il 1299 e il 1307 come residenza per i nove magistrati eletti e praticamente "sequestrati" per i due mesi del loro mandato. Dal nome di questi signori, venne il nome di Palazzo della Signoria, poi sotto i Medici (1540 al 1565) divenne Palazzo Ducale. Abbandonata questa residenza per Palazzo Pitti, divenne allora Palazzo Vecchio che ospitò il Parlamento italiano negli anni di Firenze capitale e dal 1872 è sede del municipio. Nella stessa piazza si trovano: la Fontana del Nettuno dello scultore Ammannati e di fronte alla quale, nel 1498, venne arso Girolamo Savonarola; e la copia del "David" di Michelangelo. Nelle vicinanze si potrà visitare la famosa Galleria degli Uffizi e in prossimità della quale si trovano il Palazzo del Bargello e la trecentesca basilica di Santa Croce, pantheon di uomini illustri, con l'adiacente Cappella Pazzi di Brunelleschi. L'Oltrarno, cui si arriva per il Ponte Vecchio (XIV sec.), vanta il grande complesso museale del quattrocentesco Palazzo Pitti (con capolavori di Cimabue, Filippo Lippi, Giovanni Bellini, Giorgione, Raffaello, Tiziano, Veronese, Gian Lorenzo Bernini, Antonio Canova); sempre in Oltrarno si segnalano la chiesa rinascimentale di Santo Spirito (F. Brunelleschi) e la chiesa del Carmine rifatta nel 1771, con affreschi di Masolino, Masaccio e Filippo Lippi. Nella zona nord-ovest sorgono il Palazzo Strozzi (1489 - 1504) e Santa Maria Novella, con facciata trecentesca che nel 1458 Leon Battista Alberti riconfigurò nel gusto rinascimentale. Da citare, sulla collina a sud-est, il piazzale Michelangelo, che offre il più classico panorama della città, e San Miniato al Monte, tra le prime espressioni (fu iniziata nel 1018) del romanico in Toscana. Anche il turismo ha il suo primario campo d'azione nel nucleo storico, concentrazione di opere d'arte con pochi rivali al mondo e area urbana tra le più visitate dagli italiani come dagli stranieri affascinati dall’atmosfera che sprigionano le sue strade e le sue piazze animate da una vitalità che è pure tra i caratteri principali della città. Da visitare anche le colline intorno con il magnifico parco di Boboli e le ville medicee di Poggio a Caiano e della Pietraia. Il Corridoio vasariano fu costruito per unire Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti per le nozze di Francesco, figlio di Cosimo I, con Giovanna d’Austria nel 1565. Lungo 400 metri, attraversa l’Arno sopra il Ponte Vecchio e arriva nel giardino di Boboli, presso la grotta del Buontalenti. Fino al 1868 serviva solo alla famiglia regnante; oggi custodisce moltissime opere d’arte.

Ponte Vecchio. È situato sul punto più stretto dell’Arno, fu terminato di costruire nel 1345. Le botteghe furono prima dei conciatori e poi dei macellai, ma l’arciduca Ferdinando, considerando tale attività poco gloriosa, le trasformò in botteghe di orafi che gli assicurarono una rendita più cospicua.

Palazzo Pitti: Questo regio e imponente palazzo fu incominciato nel 1440, a spese di M. Luca Pitti, ricchissimo fiorentino, su disegno di Filippo Brunelleschi. Dopo la morte del grande artista, l’opera fu diretta da Leon Battista Alberti e continuata poi da Ammannati. I suoi discendenti, in rovina, lo vendettero alla moglie di Cosimo I. Oggi è sede di diversi musei tra i quali la Galleria Palatina. Alle sue spalle vi si trova il bel giardino di Boboli.

Duomo di Santa Maria del Fiore. È uno dei maggiori complessi monumentali in Italia, in cui si trovano riuniti i contributi dei più celebri artisti del Medioevo e del Rinascimento e non è soltanto, come fu scritto, "il più bello e onorevole tempio della Toscana", ma uno dei più belli d'Italia e del mondo.

Correva l'anno 1296 quando venne intrapresa la costruzione della cattedrale di Santa Maria del Fiore, in sostituzione dell'antica cattedrale di Santa Reparata. Il progetto risultato vincitore del concorso indetto per Santa Maria del Fiore fu quello di Arnolfo di Cambio, scultore e architetto.
La chiesa a tre navate costituisce il punto di incontro tra romanico fiorentino e gotico francese, di cui Arnolfo era venuto a conoscenza tra i primi in Italia. Con la morte del progettista, i lavori della chiesa rallentarono, per riprendere con rinnovato vigore nel 1334, allorché Giotto venne nominato capomastro. 
Il contributo di Giotto si concentrò particolarmente sul campanile, di poco discosto dalla facciata principale del Duomo e costituito da un volume a base quadrata di grande linearità, decorato - come il resto della chiesa - con marmi policromi bianchi, rossi e verdi. Nella direzione dei lavori seguirono poi, dopo la morte di Giotto nel 1337, Andrea Pisano e Francesco Talenti.
Nel 1365 furono terminati il coro e il transetto, nel 1378 la navata centrale, nel 1380 furono ultimate le navate laterali, mentre nel 1421 vennero erette le tribune. L'anno 1421 segnò un momento decisivo per la cattedrale, poiché coincise con l'incarico assegnato a Filippo Brunelleschi per realizzare la grande cupola, unico elemento ancora lasciato incompiuto della chiesa. La difficoltà nel coprire una superficie tanto vasta era stata ritenuta insormontabile da numerosi architetti; ma Brunelleschi, che ben conosceva la cupola del Pantheon, vivente testimonianza delle capacità tecniche dell'ars aedificandi romana, studiò e risolse il problema costruttivo coniugandolo con un linguaggio gotico. Realizzò una cupola a base ottagonale, divisa in vele triangolari, inarcate su costoloni di marmo bianco. Il disegno per l'elegante lanterna, che sormonta la sommità della cupola, eseguito dallo stesso Brunelleschi, venne messo in opera nel 1462 da Giuliano da Maiano.
La consacrazione della chiesa ebbe luogo nel 1436. Tra i capolavori conservati al suo interno si ricordano le sculture di Donatello, i mosaici di Domenico e Davide Ghirlandaio, le vetrate di Lorenzo Ghiberti e i monumenti equestri di Niccolò da Tolentino e di Giovanni Acuto, affrescati rispettivamente da Andrea del Castagno e Paolo Uccello. Gli ultimi lavori realizzati riguardano il rivestimento della facciata ovest, eseguiti soltanto tra il 1875 e il 1887, su disegno eclettico.
La cattedrale è fronteggiata dal battistero di San Giovanni, con il quale costituisce un unico complesso. Iniziato forse nel V secolo come chiesa e convertito in battistero a metà dell'XI secolo, è impostato su una pianta ottagonale e costituisce uno dei vertici dell'interpretazione fiorentina delle forme romaniche. Di straordinario valore artistico sono le porte bronzee, quella ad est è detta "Porta del Paradiso", eseguite da Lorenzo Ghiberti e Andrea Pisano rappresentanti l'una, "Episodi della vita di Cristo" (1403-1424) e l'altra "Storie dell'Antico Testamento" (1424-1452).

Palazzo Strozzi: fatto costruito da Filippo di Matteo Strozzi si impone per il vigore monumentale della costruzione, imponente e visibile da ogni angolo.

Orsanmichele. L’erezione della loggia, destinata a mercato delle granaglie, fu iniziata nel 1284 nel luogo ove sorgeva, in mezzo ad un orto, la chiesa di S. Michele Arcangelo. Elevata con la costruzione di piani superiori, la loggia fu trasformata in chiesa nel 1381. Nei tre secoli successivi le arti finanziarono l’esecuzione delle statue che oggi si possono ammirare ad est dell’edificio.

Uffizi: il grande edificio eretto da Giorgio Vasari per volontà di Cosimo I de’ Medici, dà il nome al piazzale e alla famosa pinacoteca fiorentina. Fu costruito per riunire gli uffici delle magistrature civili, giudiziarie e finanziarie. Dopo la morte di Cosimo I, il figlio Francesco utilizzò la parte superiore per conservarvi le preziose collezioni d’arte appartenenti alla famiglia. Attualmente, la galleria degli Uffizi, è una delle più importanti pinacoteche d’Italia e del mondo.

Forte di Belvedere: Fu detta Fortezza di Santa Maria in Belvedere; il Duca d’Atene ordinò il disegno ad Andrea Pisano ma, dopo la cacciata del duca, il progetto fu abbandonato. Il granduca Ferdinando la fece edificare dal Buontalenti nel 1590, per fortificare la città e difendere il sottostante Palazzo Reale.

Chiesa di San Frediano in Cestello: Occupa l’area dell’antico monastero delle Carmelitane di S. Maria degli Angeli e S. Maria Maddalena de’ Pazzi. La chiesa fu ricostruita dalle fondamenta (1680-1689) dall’architetto Antonio Ferri.

Chiesa di Santa Maria del Carmine: Non si conoscono i nomi degli architetti di questa prima chiesa voluta da Cione di Tifa di Rinieri Vernacci, bruciata quasi interamente nel 1771. Da tale incendio furono risparmiate la facciata e la Cappella Brancacci che contiene dei veri capolavori tra cui gli affreschi di Masaccio e di Masolino. La nuova chiesa fu edificata secondo un disegno di Giuseppe Ruggeri.

Chiesa e convento di Santo Spirito: La primitiva chiesa, arsa e distrutta nel 1471 da un incendio, fu ricostruita secondo il progetto e modello che lasciò Filippo Brunelleschi, modificati nel corso della costruzione degli architetti che seguirono i lavori. L’interno del tempio contiene 36 cappelle.

Chiesa dei Frati Minori di Firenze della Santa Croce: È una delle più insigni chiese francescane d’Italia, tra i capolavori dell’architettura gotica e famosa per essere il pantheon delle glorie italiane. La facciata, a marmi policromi, fu realizzata nell’ottocento così come il campanile mentre il resto della chiesa fu progettata nel 1294 su disegno di Arnolfo di Cambio. L’interno, grandioso e semplice è a tre navate, lungo le pareti si trovano le tombe di personaggi insigni come Michelangelo, Machiavelli, Galileo, Dante, Rossini, Foscolo e Alfieri. Da un portale si accede all’antico chiostro compiuto nel 1453 probabilmente con il concorso di Bernardo Rossellino. Nel refettorio, oggi museo dell’opera di Santa Croce, si può ammirare il grande affresco di Taddeo Gaddi con l’Albero della croce, Storie di Santi e Ultima Cena. Su un lato del chiostro si trova la Cappella de’ Pazzi.

Santa Maria Novella: Una delle più famose chiese fiorentine, capolavoro dell’architettura gotica. Fu costruita dagli architetti Fra Ristoro e Fra Sisto, dell’ordine domenicano, a partire dal 1246; fu completata nel 1360. La famosa facciata fu iniziata nel ‘300 e ripresa nel 1456-1470 da Leon Battista Alberti, che riuscì ad armonizzare l’architettura innovativa rinascimentale della sua facciata a quella romano-gotica del resto del complesso. A lui si deve anche il portale. All'interno, a lato dell'altare, si possono ammirare affreschi del Ghirlandaio che illustrano immagine della vita della Vergine. Sulla destra della facciata un recinto formato da arcate, che racchiudono gli avelli delle grandi famiglie fiorentine, cinge l’antico Cimitero.

Il Palazzo del Bargello. Costruito nel 1255 come Palazzo del Popolo, l'edificio del Bargello è la più antica sede del governo della città conservatasi fino a oggi; ampliato e ristrutturato in varie occasioni, rappresenta un bell'esempio di costruzione del XIII secolo e sviluppata attorno a un maestoso cortile. Il palazzo fu inizialmente residenza del Capitano del Popolo, la massima autorità di governo di Firenze, in carica per un anno; e dalla fine del XIII secolo al 1502 fu residenza ufficiale del Podestà, il magistrato (solitamente forestiero) preposto al governo della città. Nel 1574 vi venne a risiedere il "bargello" o capo degli "sbirri" e l’edificio si trasformò in carcere e luogo di esecuzioni capitali.
Da quando vi fu trasferita nel 1865 la collezione di sculture e arti decorative, in precedenza tenuta agli Uffizi, fu istituito come "Museo Nazionale di scultura e arti decorative". Dal 1859, anno della sua apertura, il Museo si è arricchito di collezioni importanti. Nel 1888 ebbe in lascito l'importante collezione d'arte applicata  "Karrand"; in seguito acquisì la collezione di armature "Ressmann" e la collezione di tessuti "Franchetti". Il Museo del Bargello gode fama internazionale per gli importanti capolavori che ospita; si possono così ammirare opere di Donatello, Michelangelo, Cellini e Giambologna; oppure piccoli capolavori in bronzo come il David di Donatello.

Convento e chiesa di San Salvatore, detto di Ognissanti. La facciata della chiesa è opera di Matteo Nigetti con lunetta di terra invetriata di Luca della Robbia, rappresentante l’incoronazione della Madonna con numerosi Santi. All’interno del monastero, il cenacolo del refettorio è opera pregevole di Domenico Ghirlandaio.

Fortezza di San Giovanni Battista. È situata a nord-ovest della città ed è più conosciuta con il nome di fortezza da Basso. Il duca Alessandro de’ Medici, asceso al trono della Toscana, seguendo il consiglio di Filippo Strozzi, pensò di far costruire questa fortezza per mettersi al sicuro da una possibile sollevazione popolare. Fu terminata nel 1535. Le mura, che cingono questa vasta area, sono belle a vedersi ma anche solide, come bellissimo è il baluardo di mezzo, fatto a bozze a punta di diamante, frammiste ad altre che assomigliano a palle schiacciate, con allusione allo stemma mediceo. L’architetto di tale opera, secondo Benedetto Varchi fu Pier Francesco da Viterbo mentre, secondo l’indicazione del Vasari, fu Antonio da Sangallo.

San Marco. Fin dal 1260 esisteva in questo luogo, un oratorio dedicato a S. Marco. Cosimo de' Medici fece ingrandire, su disegno di Michelozzo, il convento e la chiesa e fondò in questo convento domenicano la prima biblioteca pubblica d'Europa. Oggi, il convento di San Marco, è il Museo Fra Angelico.

Battistero. Il battistero, sorto probabilmente intorno al IV-V secolo su una costruzione romana, fu riedificato tra l'anno 1000 e il 1200. Il corpo ottagonale è scandito esternamente da pilastri angolari a fasce orizzontali e da tre arcate per lato, che incorniciano le finestre sormontate dall'attico duecentesco sostenente a sua volta la copertura piramidale.

S. Miniato al Monte. La chiesa, riedificata all'inizio dell'anno 1000 su una costruzione più antica, venne compiuta nei primi anni del XIII secolo. La facciata rinascimentale, in marmi bicromi bianchi e verdi, è divisa in cinque archi che incorniciano altrettanti portali, di cui due fittizi. L'ordine superiore è ornato da disegni geometrici e da una finestra centrale sulla quale, un mosaico raffigura Gesù tra la Vergine e S. Miniato.

Grosseto

sorge nella pianura alluvionale dell'Ombrone limitata da colline, presso la sponda destra del fiume, a circa 12 km dalla costa tirrenica.
La cittadina si ampliò dopo la distruzione della vicina Roselle per mano dei saraceni nel 935 e dall'XI secolo fu feudo degli Aldobrandeschi. Conquistata dai senesi nel 1336, si avviò a una lenta decadenza, dalla quale si riprese sotto la signoria dei Medici (la città fu annessa per ultima al Granducato di Toscana, nel 1559). Situata in zona malarica, ebbe periodi di quasi totale abbandono, ma le opere di bonifica, iniziate dai Lorena nel Settecento e terminate dopo il 1930, le permisero un graduale, notevole sviluppo.

Itinerari Culturali
Il piccolo centro storico, d'impianto medievale, è tuttora chiuso e ben definito dalla cerchia esagonale delle notevoli mura medicee bastionate, cinquecentesche. Vi sorgono il Duomo, costruito fra il 1294 e il 1302 e successivamente restaurato, con facciata rifatta nell'Ottocento e una tavola quattrocentesca di Matteo di Giovanni, e la chiesa di San Francesco, del XIII secolo, che conserva una croce dipinta attribuita a Duccio di Buoninsegna. Il Museo archeologico e d'arte espone numerosi reperti provenienti dal territorio e opere pittoriche del XIII-XVIII secolo, molte delle quali di scuola senese tra cui la "Madonna delle Ciliegie", capolavoro quattrocentesco del Sassetta. A 10 km. verso nord-est si trovano le rovine di Roselle (l'etrusca Rusellae), che conserva quasi intatta la cinta quadrata di mura lunga 3200 m. con rifacimenti romani, e ruderi etruschi, ellenistici e romani.
Attivo il turismo, balneare sulle località della costa e sulle isole, e montano, estivo e invernale, sul monte Amiata.

Livorno

 è situata sulla costa del mar Tirreno, all'estremità sud-ovest della pianura alluvionale dell'Arno.
Piccolo porto e villaggio di pescatori citato per la prima volta all'inizio del X secolo (Livorna), fu fortificato nel 1392 da Pisa in appoggio al grande scalo marittimo di Porto Pisano. Passate ai genovesi all'inizio del 1400, le due località marittime furono vendute a Firenze per 100.000 fiorini, quando Pisa era ormai entrata nell'orbita medicea. Livorno cominciò a svilupparsi da allora come centro commerciale e nel Cinquecento, mentre il bacino di Porto Pisano si andava interrando, divenne, grazie a nuove strutture e fortificazioni, il più importante porto della Toscana. I Medici le concedettero notevoli facilitazioni fiscali e doganali fino a divenire, nel secolo seguente, un vero porto franco, statuto che conservò fino all'unità d'Italia. Questa condizione privilegiata provocò un grande incremento della popolazione: giunsero, fra l'altro, numerosi greci ed ebrei portoghesi e spagnoli, che ebbero, con la "Costituzione livornina" del 1593, libertà di residenza e di culto.
Nel 1571 i Medici diedero inizio alla costruzione di un nuovo porto e nel 1577 affidarono a Bernardo Buontalenti il progetto di rifondazione urbanistica della città. Ne risultò una pianta che ricalca le tipiche forme della "città ideale" del Rinascimento: un pentagono quasi regolare circondato dalle acque di un fossato (i "fossi"), con i lati di circa 600 metri e strade a reticolo prevalentemente ortogonale. Dopo le edificazioni medicee, i Lorena, nuovi granduchi di Toscana, a partire dal 1737, ampliarono il porto e iniziarono poi la moderna espansione verso est e sud, secondo il piano regolatore del 1830.

Itinerari Culturali
Notevoli monumenti sono la Fortezza vecchia (1521-1534) di Antonio da Sangallo il Giovane, circondata dal Fossato Reale; il Duomo (XVII-XVIII secolo), che si affaccia sulla piazza Grande al centro del nucleo pentagonale; il celebre monumento a Ferdinando I de' Medici (1595-1626) detto anche dei quattro Mori; la chiesa ottagonale di Santa Caterina (1720) nel quartiere marinaro, costruito fra il 1629 e il 1644, detto "Venezia nuova", perché attraversato da un reticolo di canali; la chiesa di San Ferdinando (1707-1714); il Cisternone, grande serbatoio d'acqua con fronte neoclassica (1829-1832). Inoltre, nell'ottocentesca Villa Fabbricotti, il Museo civico espone opere dei pittori livornesi Amedeo Modigliani e Giovanni Fattori, con altre di macchiaioli toscani; presso la neoclassica Villa Maria è invece ospitato il museo dedicato al musicista livornese Pietro Mascagni. Lungo la bella passeggiata a mare, viale Italia, che conduce al quartiere residenziale-balneare dell'Ardenza, si trova l'Accademia navale, costruita nel 1881. Fuori città, la quattrocentesca Torre del Marzocco, ottagonale, che si erge sopra una diga a nord del porto, caratterizza il panorama urbano dal mare e dai colli; nell'entroterra collinare di sud-est sorge il noto santuario di Montenero (XIV-XVIII secolo), ricco di numerosi e caratteristici ex voto di tema marinaro.

Lucca

è situata in una fertile pianura fra il monte Pisano e il fiume Serchio, che scende dalla Garfagnana (Appennino tosco-emiliano).
Di origine ligure, Luca fu colonia romana nel 180 a.C. e municipio nell'89 a.C., assegnato poi da Augusto alla regione Etruria. Occupata dai longobardi, passò in seguito sotto i franchi e dal 1162 fu riconosciuta dall'imperatore come libero Comune. Nel corso del secolo successivo divenne un fiorente centro commerciale e bancario, e si arricchì soprattutto con la lavorazione di lana e seta; i prodotti erano venduti nei principali mercati italiani e nordeuropei. Nel XIV secolo tuttavia, a causa di crisi finanziarie e lotte interne, fu soggetta a diverse signorie, tra le quali quelle dei Faggiuola e dei Castracani, finché, dal 1369, si diede un ordinamento repubblicano conservato per più di quattro secoli, eccezion fatta per il periodo 1400-1430 passato sotto la signoria dei Guinigi. Occupata nel 1799 dai francesi, nel 1805 fu trasformata da Napoleone in principato e quindi nel 1815 passò sotto il controllo dei Borbone di Parma e poi del Granducato di Toscana nel 1847.

Itinerari Culturali
La città, il cui centro storico è tuttora cinto dalle belle mura costruite fra il XVI e il XVII secolo, con undici baluardi e una vasta area verde esterna, conserva l'impianto urbanistico ortogonale romano nella sua metà ovest, a cui si è però sovrapposta una tortuosa rete viaria minore di epoca medievale.
Monumenti di alto interesse sono il Duomo romanico (XI-XIII secolo), con campanile a torre merlata e interno gotico (XIV-XV secolo), dove si trova la celebre tomba di Ilaria del Carretto (1408), opera di Jacopo della Quercia; nei pressi sorgono anche il Museo della Cattedrale e la chiesa dei Santi Giovanni e Reparata (XII secolo); le chiese romaniche di San Michele in Foro (XII-XIV secolo) sull'area del foro romano, con abside di tipo pisano, e di San Frediano ( XII-XIII secolo), con bassorilievi di Jacopo della Quercia; le case dei Guinigi, complesso trecentesco con alta torre, nell'omonima via medievale. Altri monumenti di interesse sono la Pinacoteca nazionale, ospitata nel seicentesco Palazzo Mansi, con dipinti che vanno dal XVI al XVIII secolo; il Museo Nazionale, nella quattrocentesca villa Guinigi, con reperti archeologici e medievali, e sculture che vanno dal XIII al XV secolo. Adiacente alla medievale via Fillungo si trova l'anfiteatro romano del II secolo d.C. la cui cavea ellittica è stata, dal 1839 fino a qualche anno fa, la suggestiva piazza del mercato. A Lucca si trova inoltre la casa natale di Giacomo Puccini, che conserva i ricordi del musicista.

Massa Carrara

 è situata allo sbocco della valletta del torrente Frigido, che scende dalle Alpi Apuane, sul margine interno della piana costiera tirrenica più settentrionale della regione.
Menzionata per la prima volta nell'882, divenne nel X secolo curtis, cioè fondo agrario, dei vescovi di Luni. Nell'XI secolo fu annessa ai possedimenti feudali degli Obertenghi, che vi costituirono un borgo elevato e fortificato. Divenuta successivamente possedimento di Lucca, di Pisa, di Milano e infine di Firenze, dal XV secolo passò sotto la signoria dei Malaspina, poi Cybo Malaspina, che la incorporarono nel Ducato di Massa e Carrara, dopo aver acquistato il vicino centro. Nel secolo XVI divenne capitale del Ducato e fu riedificata in lieve pendio ai piedi dell'antica fortificazione. Passata con Carrara, nel 1741, nei domini degli Estensi di Modena, vi rimase, tranne che durante il periodo napoleonico, fino al 1859.

Itinerari Culturali
L'odierna città, che si è estesa nella piana con vasti quartieri moderni, conserva nel centro storico la rocca con il suo borgo, in parte cinti dalle mura medievali, e l'espansione cinquecentesca, dovuta ai Cybo. Pur danneggiata da bombardamenti aerei durante la seconda guerra mondiale, ha mantenuto notevoli monumenti, tra cui la Rocca, col nucleo medievale edificato sulla roccia e l'adiacente rinascimentale Palazzo dei Malaspina (XV-XVI secolo); il palazzo Cybo Malaspina, oggi Prefettura, costruito fra il XVI e il XVII secolo, contraddistinto dalla facciata vivacemente colorata, sulla vasta piazza degli Aranci; il Duomo, originario del Trecento ma più volte rimaneggiato, che custodisce varie opere d'arte e il sepolcreto dei Cybo Malaspina e dei vescovi.

Pisa

 è situata nella pianura alluvionale del fiume Arno dal quale è attraversata a circa 12 km. dalla foce sul mar Tirreno. Nel Medioevo la costa era più vicina alla città, tanto che lo scalo marittimo di Porto Pisano era considerato quasi un sobborgo della città.
Di origine preromana, probabilmente ligure o greca (secoli VII-VI a.C.), il primo nucleo della città venne occupato dagli etruschi nel V secolo a.C. Alleatasi con Roma, che la utilizzò come base navale durante la seconda guerra punica, l'antica Pisae fu municipio romano dall'89 a.C. In epoca carolingia, la città divenne il principale baluardo di difesa delle coste tirreniche contro i saraceni, nonché una potente Repubblica marinara. Conobbe la sua massima espansione dopo aver partecipato alla prima crociata, quando si trovò a controllare, oltre alla Sardegna e alla Corsica, empori nelle isole Baleari e varie colonie commerciali nell'Oriente mediterraneo. La crescita della sua influenza nel Tirreno la portò a scontrarsi con gli interessi di Amalfi, sulla quale ebbe la meglio (1135-1137). Comune ghibellino lottò nello stesso secolo contro le vicine città guelfe e contro Genova. Tali rivalità, aggravate dalle lotte di potere tra fazioni interne, ne decretarono la decadenza, a iniziare dal 1284, quando fu sconfitta dai genovesi nella battaglia navale della Meloria. Da allora Pisa cominciò a perdere le sue basi coloniali e dovette cedere la Corsica a Genova e la Sardegna agli aragonesi. Nel 1406 fu conquistata da Firenze, di cui seguì poi le sorti politiche. Venne comunque valorizzata anche come centro culturale dai Medici, che vi rinnovarono l'università (XV e XVI secolo) e vi fondarono nel 1562 l'ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, per la lotta contro i pirati che infestavano il Mediterraneo.

Itinerari Culturali
Presso il vertice nord-occidentale della cinta si apre la verde piazza del Duomo, chiamata anche Campo dei Miracoli, sulla quale sorgono, in una mirabile composizione architettonica, il Duomo, la Torre campanaria, il Battistero e il Camposanto. Il Duomo è la più alta espressione dello stile romanico pisano, opera di Buscheto e Rainaldo, tra l'XI e il XII secolo: l'interno a cinque navate conserva fra l'altro alcune tele di Andrea del Sarto e il pulpito scolpito da Giovanni Pisano, capolavoro di scultura gotica (1302-1311). La celeberrima Torre pendente, vero simbolo della città, eretta fra il XII e il XIV secolo, deve la sua accentuata inclinazione alla cedevolezza del terreno, determinata dalla falda acquifera. Il Battistero romanico con sovrastrutture gotiche è del XII-XIV secolo e presenta un pregevole pulpito scolpito da Nicola Pisano nel 1260. Il Camposanto, infine, di forma rettangolare, iniziato nella seconda metà del XIII secolo e danneggiato gravemente nel 1944 dai bombardamenti, ospita vari sarcofagi romani e il ciclo di affreschi del Trionfo della Morte (1360-1380), opera di un anonimo maestro pisano o, come sostiene parte della critica, del pittore fiorentino Bonamico Buffalmacco. I disegni preparatori dell'affresco, insieme a quelli degli affreschi di Benozzo Gozzoli e di altri maestri, sono conservati nel Museo delle Sinopie; non lontano, sorge anche il Museo dell'Opera del Duomo, che espone fra l'altro una Madonna col Bambino in avorio di Giovanni Pisano e il gruppo scultoreo di Arrigo VII, opera di Tino di Camaino.
Altri notevoli monumenti sono la chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno, in stile romanico-pisano (XI-XII secolo), con la vicina cappella ottagonale di Sant'Agata; la chiesa di San Sepolcro, anch'essa romanica (XII secolo); la mirabile chiesetta romanico-gotica di Santa Maria della Spina (1323); la chiesa di Santa Caterina, dalla facciata romanico-gotica (XIII-XIV secolo); la chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri (1569), opera del Vasari, al cui interno sono conservati trofei turchi e parti di galere pisane; il Palazzo dei Cavalieri o della Carovana, affacciato sull'omonima piazza rinascimentale, rifatto anch'esso dal Vasari nel 1562 e sede della Scuola normale superiore fondata da Napoleone nel 1810; nelle vicinanze si trova anche il Palazzo dell'Orologio, costruito sui resti della Torre detta "della Fame", dove nel 1288 morì, con i figli e i nipoti, il conte Ugolino della Gherardesca, la cui vicenda è narrata nell'Inferno dantesco.

Il Museo Nazionale di San Matteo conserva ceramiche medievali, armature, sculture dal XII al XV secolo fra cui la trecentesca Madonna del latte di Andrea e Nino Pisano, e il San Lussorio di Donatello, pitture dal XII al XV secolo con crocifissi di Giunta Pisano, un polittico di Simone Martini, un San Paolo di Masaccio.
Da citare inoltre i Lungarni, sui quali s'affacciano i palazzi della nobiltà; le strade del centro storico Borgo Stretto, a portici, via Santa Maria e via delle Belle Torri, dove si trovano, rispettivamente, la Domus Galileana, ricca di testimonianze del grande astronomo pisano e alcune case-torri del Duecento, costruite con la peculiare tecnica detta "a scheletro indipendente", cioè con pilastri e archi ogivali in conci, architravi monolitici e riempimento in cotto; l'ex Arsenale delle Galee dei Cavalieri di Santo Stefano, costruito nel 1588, presso la Cittadella Vecchia dove si trova la ricostruita Torre della Guelfa. Fra le manifestazioni, notevoli la "Luminaria de San Ranieri" sui Lungarni (che si tiene il 17 giugno), la Regata storica e il Gioco del ponte in costume, istituito al tempo dei Medici.

Pistoia

 è situata al limite nord-occidentale della pianura che si estende tra il fiume Arno, il monte Albano e l'Appennino tosco-emiliano.
Pistoriae, primo nucleo della città di origine romana, risale forse al II secolo a.C.; occupato dai longobardi, divenne uno dei più importanti centri militari e amministrativi italiani. Libero comune a supremazia ghibellina intorno al 1100, si sviluppò in un ricco centro commerciale e bancario e lottò contro le città vicine per espandere il proprio territorio, assicurandosi, a partire dal 1219, il controllo di alcuni passi appenninici. Dalla lotta contro Lucca e Firenze uscì sconfitta e, fra il 1254 e il 1329, divenne protettorato fiorentino. Nel 1530 fu definitivamente annessa al Granducato dei Medici e seguì da allora le sorti politiche di Firenze.

Itinerari Culturali
L'odierna città, il cui vasto centro storico è tuttora racchiuso nelle mura trecentesche, conserva notevoli monumenti. Si ricordano il Duomo, costruito tra il XII e il XIII secolo in stile romanico pisano, che conserva il prezioso dossale di san Jacopo (XIII-XV secolo); il battistero gotico del XIV secolo, che s'affaccia sulla bella piazza; la chiesa di Sant'Andrea (XII secolo), che custodisce un Crocefisso di Giovanni Pisano; la chiesa di San Giovanni Fuorcivitas (XII secolo), con un polittico di Taddeo Gaddi (1355); la rinascimentale Madonna dell'Umiltà, (1494-1522); e il portico dell'ospedale del Ceppo (1514), decorato con terrecotte dei Della Robbia. Importanti sono inoltre il Palazzo del Podestà (1367) con il Sedile dei giudici, il Palazzo del Comune fondato nel 1294 e oggi sede del Museo Civico, con una ricca raccolta di opere di pittori pistoiesi e fiorentini dal XIV al XVIII secolo, e la fondazione "Marino Marini", con opere dell'artista pistoiese contemporaneo.

Prato

sorge nella pianura tra Firenze e Pistoia, allo sbocco della valle del fiume Bisenzio dall'Appennino.
L'antico centro si sviluppò nei secoli IX e X dall'unione del Borgo al Cornio, presso una pieve, con un vicino borgo, in località Prato, sorto intorno al castello dei conti Alberti. Libero comune nel XII secolo, si alleò con i fiorentini per contrastare le mire di Pistoia, e presto divenne un ricco centro produttivo e commerciale grazie alla lavorazione della lana che vi fu introdotta nel XIII secolo. Nel 1326 si sottomise agli Angiò di Napoli, che nel 1351, per 17.500 fiorini, la cedettero a Firenze. Decaduta nel XIV secolo, l'industria tessile ebbe una ripresa nel XVIII secolo e continuò a crescere nell'Ottocento e nel Novecento.

Itinerari Culturali
L'odierna città conserva, entro la cerchia delle mura trecentesche, notevoli monumenti tra cui: il Duomo in stile romanico-gotico del XII-XIV secolo, con la caratteristica facciata a fasce bianche e verdi, al cui angolo sinistro è il Pergamo del Sacro Cingolo (1428-1438), ritenuto opera di Michelozzo (le formelle con i putti sono tuttavia copie: quelle originali, mirabile opera di Donatello, sono esposte nel Museo dell'Opera del Duomo), e al cui interno sono notevoli affreschi di Filippo Lippi e la Madonna di Giovanni Pisano; il castello dell'Imperatore, voluto nel 1248 da Federico II; la rinascimentale chiesa di Santa Maria delle Carceri, di Giuliano da Maiano e Giuliano da Sangallo (1484-1495), con decorazioni di Andrea della Robbia. Nel Palazzo Pretorio è ordinata la Galleria Comunale, con opere di Filippo e Filippino Lippi. Notevoli anche il Museo di Pittura Murale, con sinopie e graffiti; il Museo del Tessuto, destinato a essere trasferito ad altra sede e il Centro d'Arte Contemporanea "Luigi Pecci".
A Prato è caratteristica la lavorazione artigianale della ceramica.

Siena

sorge nel cuore del più vasto complesso collinare della regione, fra i bacini del fiume Elsa, un affluente dell'Arno, e del torrente Arbia, che si getta nell'Ombrone.
Sena Etruriae, questo fu il nome del primo nucleo della città, divenne romana nel periodo repubblicano e fu colonia militare in età augustea con il nome Sena Julia. La città iniziò tuttavia la sua ascesa durante la dominazione longobarda, quindi, dopo il governo dei conti franchi e la supremazia dei vescovi, si diede ordinamenti comunali e fu retta da consoli dal 1147 e in seguito da podestà e capitani del popolo. Di parte ghibellina, godette privilegi dall'impero e poté espandere i propri commerci e le attività bancarie in Italia e in Europa. Condusse un'aspra lotta contro Firenze e i suoi alleati guelfi che culminò nel 1260 con la vittoria di Montaperti, seguita nel 1269 dalla sconfitta di Colle di Val d'Elsa inflittale dai fiorentini e da Carlo d'Angiò. Durante il governo guelfo, detto "dei Nove", seguì, fino al 1355, un periodo di pace con Firenze, nel corso del quale furono eretti i più insigni monumenti della città. Dopo oltre un secolo di instabilità politica e la signoria del mercante Pandolfo Petrucci (1487-1512) Siena cadde sotto l'influenza imperiale finché, nel 1555, dopo un terribile assedio, fu conquistata dall'esercito di Carlo V e di Cosimo de' Medici. Il territorio della Repubblica senese fu così annesso al Ducato di Toscana, di cui da allora condivise le sorti.
Nel XIII secolo Siena istituì uno dei primi Studia d'Italia; nella prima metà del Trecento espresse una scuola pittorica che annoverò i nomi di Duccio di Buoninsegna, Simone Martini, Pietro e Ambrogio Lorenzetti, e nella seconda metà del secolo fece da sfondo all'opera e alla predicazione di santa Caterina e di san Bernardino, strenui assertori di pace.

Itinerari Culturali
Il centro, che si allunga con le sue tortuose vie longitudinali sulle tre dorsali di un colle, ha un impianto urbanistico medievale, ed è circondato da una cinta di mura con porte trecentesche, che per lunghi tratti corre all'esterno dell'abitato, attraverso vallette e dossi. Il centro civile è la Piazza del Campo ("il Campo"), a forma di conchiglia, dominata dal gotico Palazzo Pubblico, costruito fra il 1297 e il 1310 e sovrastato dalla Torre del Mangia, eretta fra il 1338 e il 1348. All'interno del palazzo, è ospitato il Museo Civico, che conserva gli affreschi della Maestà di Simone Martini (1315), di Guidoriccio da Fogliano, anch'esso attribuito a Simone Martini, del Cattivo e del buon governo di Ambrogio Lorenzetti (1338-1340), il coro ligneo opera di Domenico di Niccolò ("Niccolò dei Cori",1415-1428), i resti della fonte Gaia di Jacopo della Quercia (1409-1419), di cui sulla piazza resta una copia.
Non lontano si trovano: il Duomo, in stile romanico-gotico, costruito fra il 1215 e il 1382 e attribuito a Nicola Pisano, caratterizzato da una facciata, in parte opera di Giovanni Pisano, da un notevole pavimento marmoreo (costruito fra il 1369 e il 1547), da un pulpito realizzato da Nicola Pisano nel 1268; l'attigua Libreria Piccolomini, iniziata nel 1492, con affreschi del Pinturicchio che raffigurano scene della vita del papa senese Pio II (1502-1509). In prossimità, nell'abbozzo trecentesco del "Duomo Nuovo" si trova il Museo dell'Opera Metropolitana che espone la Maestà di Duccio di Buoninsegna (1308-1311), un trittico di Pietro Lorenzetti, rilievi di Jacopo della Quercia e di Donatello e statue di Giovanni Pisano (1284-1296); importante anche il Battistero di San Giovanni, con fonte battesimale quattrocentesco attribuito a Jacopo della Quercia.
Il Museo Archeologico Nazionale è allestito negli ambienti dell'antico ed enorme complesso dell'ospedale di Santa Maria della Scala. La Pinacoteca Nazionale custodisce esempi di pittura senese del Duecento, del Trecento (Duccio, Simone Martini, Ambrogio e Piero Lorenzetti), del Quattrocento (Giovanni di Paolo, Sassetta), del Cinquecento (Domenico Beccafumi, Sodoma). Lungo le antiche vie di Città e Banchi di Sopra s'affacciano invece il quattrocentesco palazzo Piccolomini o delle Papesse; il palazzo medievale Chigi-Saracini, dov'è ospitata l'Accademia Musicale chigiana, sede di corsi di perfezionamento e di concerti; la loggia della Mercanzia, costruita fra il 1417 e il 1444; il duecentesco palazzo Tolomei; in via Banchi di Sotto, inoltre, il palazzo Piccolomini ospita il Museo dell'Archivio di Stato, con le note tavolette di Biccherna, dipinte da vari artisti fra il 1258 e il 1659 come copertine per libri amministrativi.
Altri monumenti notevoli sono l'imponente duecentesca basilica di San Domenico, con affreschi del Sodoma nella cappella di Santa Caterina; il santuario della casa di Santa Caterina; il rinascimentale oratorio di San Bernardino. Caratteristiche strutture medievali sono invece le fonti ad arcate ogivali Nuova d'Ovile e Branda, e le porte d'Ovile e Romana, con antemurale detto antiporto. Siena è divisa in tre terzieri o "terzi" e in diciassette contrade, dieci delle quali, a turno, partecipano ogni anno, il 2 luglio e il 16 agosto, alla corsa ippica del Palio, la più celebre manifestazione italiana di tradizione popolare, preceduta da un variopinto corteo storico. Importante è il turismo nella stazione idrotermale di Chianciano Terme e nei centri d'arte, fra i quali Montepulciano e Pienza. Tipico è l'artigianato del ferro battuto e delle ceramiche.

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