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Belluno

 è situato lungo il Piave, sul versante meridionale di un elevato altopiano. La città è circondata dalle cime delle Dolomiti bellunesi e di altri rilievi prealpini. Antico insediamento preromano dei veneti (Bellunum), divenne in seguito municipio romano e passò successivamente sotto il dominio dei longobardi e dei franchi. Libero Comune dal XII secolo, nel 1404 passò a Venezia. Sotto la sovranità austriaca fin dal 1815, Belluno venne annessa al Regno d'Italia nel 1866.

Itinerari Culturali
La città ha conservato, nell'antico centro, l'aspetto medievale in cui si individuano notevoli influenze veneziane di stile gotico-rinascimentale. Tra i monumenti più importanti, il Duomo cinquecentesco, l'imponente Palazzo dei Rettori (1491-1536), la Torre civica del 1190, la chiesa gotica di Santo Stefano (1468) e la Torre dell'Orologio (1549). La piazza del Mercato è circondata da edifici rinascimentali porticati e ornata da una fontana del 1410. Il Museo civico espone notevoli opere di Sebastiano Ricci.Belluno ha sviluppato attività terziarie e le attrezzature sciistiche all'Alpe del Nevegàl favoriscono l'incremento del turismo invernale.

Padova

sorge in pianura, a nord-est dei colli Euganei e a ovest della laguna di Venezia e del corso del Brenta. È bagnata dal fiume Bacchiglione.
La città fu fondata, secondo un'antica leggenda, nel 1184 a.C. dall'eroe troiano Antenore; in realtà ebbe origine da un insediamento paleoveneto, probabilmente nell'VIII-VII secolo a.C., e venne citata da Tito Livio come città fluviale esistente già nel 302 a.C. Centro commerciale, alleato dei romani contro i galli cisalpini (226 a.C.) e municipio nel 49 a.C., Patavium divenne un ricco centro agricolo e produttivo, ma decadde nel periodo delle invasioni barbariche e nel 602 fu distrutto dal longobardo Agilulfo.
Dopo la ripresa, prima sotto i franchi e quindi sotto gli imperatori della dinastia Ottone, con un governo però vescovile, dal 1138 si diede ordinamenti comunali, partecipò alle guerre contro il Barbarossa e si arricchì con la lavorazione della lana e della seta. Nel 1222 vi fu fondata la celebre università e nel 1231 vi morì il predicatore francescano che venne santificato come sant'Antonio da Padova. Dopo la dominazione di Ezzelino da Romano, Padova riconquistò il suo ruolo egemonico nel territorio, ospitò Giotto agli inizi del Trecento e fu retta dalla signoria dei Carraresi e dei Visconti fra il 1318 e il 1405, quando venne conquistata da Venezia, di cui da allora seguì fedelmente le sorti, mantenendo tuttavia per tutto il secolo l'acquisita preminenza nel campo dell'arte, con l'opera di maestri del Rinascimento toscano, fra cui Donatello, e del padovano Mantegna.

Itinerari Culturali
La città, il cui centro storico più antico, dalla forma irregolare e solcato dalle tortuosità del Bacchiglione e di altri corsi d'acqua minori, è incluso nella cerchia muraria cinquecentesca "veneziana", in parte conservata, possiede notevoli monumenti. I principali sono: il Palazzo della Ragione (1218-1309), con tetto a carena e interno costituito da un solo salone lungo 78 metri, che divide le caratteristiche piazza delle Erbe e piazza della Frutta; la Loggia del Consiglio o della Gran Guardia (1496-1553) sulla piazza dei Signori, circondata da antiche case; il Duomo, la cui ultima ricostruzione iniziò nel 1551; l'attiguo Battistero romanico (XII-XIII secolo), completamente affrescato all'interno da Giusto de' Menabuoi; l'edicola del 1284 detta Tomba di Antenore; l'Università, detta il Bo' perché costruita sul luogo di un albergo la cui insegna era un bue, con il bel cortile cinquecentesco e il celebre teatro anatomico, ligneo e a forma di imbuto; il neoclassico caffè Pedrocchi (1831), caro alla goliardia, dove nel 1848 scoccò la scintilla dell'insurrezione risorgimentale.
Poco più a nord, la celeberrima Cappella degli Scrovegni custodisce gli affreschi eseguiti da Giotto, tra il 1303 e il 1305, in 38 riquadri, con storie di Maria e di Cristo, e inoltre figurazioni delle Virtù, dei Vizi capitali e il Giudizio Universale, e sculture di Giovanni Pisano. Non lontano sono la chiesa degli Eremitani, semidistrutta da un bombardamento aereo nel 1944 e quindi ricostruita, e la cappella Ovetari, in cui sono sopravvissuti due affreschi del Mantegna. L'adiacente ex convento ospita il Museo Civico, costituito da una sezione archeologica, da raccolte di arti minori e da una pinacoteca ricca di opere, fra gli altri, di Giotto, Giovanni Bellini, Giorgione, Tiziano, Tintoretto. Al termine della porticata via Altinate sorge la chiesa di Santa Sofia, la più antica della città (XI-XIV secolo).
Nel settore meridionale rispetto al centro cittadino si eleva la grandiosa basilica di Sant'Antonio da Padova, detta popolarmente "il Santo", costruita fra il XIII e il XIV secolo con l'accostamento di elementi romanici, gotici e di derivazione orientale, coperta da otto cupole e ricca di affreschi trecenteschi, di bronzi di Donatello (1450) e della cinquecentesca cappella dell'Arca del Santo. L'attiguo oratorio di San Giorgio conserva affreschi del Trecento; vicino, è situata inoltre la Scuola del Santo (1427-1504), con affreschi di Tiziano, mentre sulla vasta piazza antistante sorge il mirabile monumento al Gattamelata (1453), sempre opera di Donatello. Poco distante si apre il Prato della Valle (1775), vastissima piazza con al centro l'ellittica isola Memmia, cinta da un canale e da 78 statue, e la basilica di Santa Giustina (1532-1579), con otto cupole, coro intagliato e numerose opere di pittura e scultura del Trecento. Il vicino Orto botanico fu, nel 1545, il primo a essere costruito in Europa.

Monselice. Già importante punto strategico nel 603 d.C. ha, con la sua fortezza, rappresentato nel corso dei secoli un ambizioso luogo di conquista per Ezzelino da Romano e Federico II di Svevia. Da visitare il castello Ca' Marcello (via del Santuario, 24 - tel. 0429.72931), la villa settecentesca Nanì Mocenigo, la trecentesca chiesa di Santa Giustina, meglio conosciuta come Duomo Vecchio e infine il santuario delle Sette Chiese (equiparato, in una bolla papale del 1605), alle sette basiliche di Roma).

Rovigo

 è situata tra l'Adige e il Po nella fertile pianura bonificata del Polesine, che coincide con il territorio provinciale e comprende il delta padano.
Il nome Rhodigium, dato al nucleo originario della città, appare per la prima volta in un documento dell'838; nel X secolo l'insediamento sorgeva già intorno a un castello dei vescovi di Adria, lungo un percorso fluviale secondario, poi chiamato Adigetto. Cinta da mura nel 1138 e divenuta una signoria degli Estensi di Ferrara dal 1194, fu veneziana dal 1483 al 1797, quindi, dopo il periodo francese, dal 1815 al 1866 appartenne all'Austria.

Itinerari Culturali
Il nucleo storico, pentagonale, si estende entro i viali di circonvallazione, che corrispondono alla seconda cerchia muraria estense e abbattuta nell'Ottocento, affiancati da un breve tratto del Naviglio Adigetto, il cui corso naturale fu deviato dal centro cittadino nel XX secolo. Vi si riconoscono in numerosi edifici i segni della presenza veneziana, attiva anche nel controllo idraulico del territorio, soggetto ad alluvioni. Da citare, tra l'altro, la Torre Donà, pendente, una delle più alte del Medioevo in Italia; il notevole Palazzo Roncale, del Sanmicheli costruito nel 1555; il Palazzo del Municipio o Loggia dei Notai del XVI secolo e restaurato nel XVIII secolo; la chiesa della Beata Vergine del Soccorso detta la Rotonda, eretta fra il 1594 e il 1613, ottagonale, con campanile del Longhena (1655-1673); il Duomo, ricostruito verso il Settecento, con una tela di Palma il Giovane. La Pinacoteca dei Concordi e quella del Seminario, a essa affiancata, espongono numerose opere, fra cui tele di Giovanni Bellini, Luca Giordano, Giovanni Battista Piazzetta, Giovanni Battista Tiepolo, Pietro e Alessandro Longhi. Il Museo Civico delle civiltà in Polesine espone materiale archeologico ed etnografico proveniente dal territorio.

Treviso

 è situata in pianura, fra le Prealpi e la laguna di Venezia, presso la confluenza dei fiumi di risorgiva Sile e Botteniga.
Di origine romana, Tarvisium fu fondata probabilmente nel I secolo a.C. in un territorio già abitato nell'età del Bronzo. Sede vescovile dal IV secolo, passò successivamente ai goti, quindi ai longobardi, che ne fecero un ducato e vi istituirono la zecca. In epoca carolingia fu capitale di marchesato. Libero comune nel XII secolo, ampliò il suo territorio, ma dal 1237 fu annessa alla signoria dei Da Romano, per passare poi ai Da Camino e agli Scaligeri (1328-1339), i quali la cedettero infine a Venezia. Trasformata nel Cinquecento in roccaforte veneziana, si avviò tuttavia progressivamente al declino, che durò fino a tutto il Settecento.

Itinerari Culturali
L'odierna città è tutt'ora cinta dalle mura veneziane del Cinquecento affiancate da canali; il suo nucleo antico, d'impianto prevalentemente medievale, percorso da strette vie e solcato da suggestivi corsi d'acqua, conserva numerose case dall'esterno affrescato e notevoli monumenti in cotto a pietra chiara.
Il Duomo, grande costruzione medievale rimaneggiata fra il XV e il XVIII secolo, con sette cupole ha al suo interno pregevoli opere, tra cui l’ "Adorazione dei pastori" di Paris Bordone e un' "Annunciazione" di Tiziano, oltre a importanti sculture rinascimentali.
Piazza dei Signori, centro della città, è uno scenario splendido sul quale si affacciano il Palazzo del Podestà, la Torre del Comune, l’antico Palazzo Pretorio e, soprattutto, il Palazzo dei Trecento del 1210, con portico, trifore e scala esterna.
La chiesa gotica di San Niccolò (XIII-XIV sec.); l'attiguo Seminario vescovile, nel quale sopravvivono alcuni notevoli affreschi trecenteschi di Tommaso da Modena, come pure nella chiesa sconsacrata di Santa Caterina dei Servi di Maria e nel Museo diocesano d'Arte Sacra.
La cappella dei Rettori decorata con dipinti; piazza San Vito, dove si può visitare la Chiesa di Santa Lucia (XIV sec.) con affreschi di Tommaso da Modena e la Chiesa di San Vito (XII sec.).
Calmaggiore è l’animata via principale della città vecchia, con portici e case del '400 e '500.

Venezia

è situata nel cuore della laguna veneta, nel mar Adriatico, e si distribuisce su un vasto territorio comunale in tre parti distinte: la città storica lagunare, le isole della laguna e Mestre-Marghera, la città che si estende in terraferma.
La storia di Venezia – fondata secondo leggenda nel 421, in realtà formatasi progressivamente tra il VI e il VII secolo sull'arcipelago lagunare dopo l'invasione longobarda, e poi cresciuta come città mercantile tra l'VIII e l'XI secolo in forza di una flotta che si cimentò a più riprese nell'Adriatico, con dalmati e musulmani – cominciò con la quarta crociata (1202-1204), allestita con navi veneziane che il doge Enrico Dandolo riuscì a dirottare alla conquista di Costantinopoli e al conseguente ottenimento del monopolio dei traffici con il Levante. Raggiunto il rango di potente Repubblica marinara, Venezia continuò a rafforzarsi, superando indenne (nonostante la sconfitta di Kurcola nel 1298) il duro scontro con Genova e consolidando il proprio assetto istituzionale nella forma di un governo aristocratico e autoritario, ma rispettoso della struttura repubblicana.
Nel XV secolo, spinta dalla crisi del ducato di Milano, che fece seguito alla morte di Gian Galeazzo Visconti (1402), intraprese l'espansione in terraferma, estendendo i suoi domìni prima in Lombardia fino all'Adda nel 1428, poi in Istria nel 1451, in Puglia e in Romagna nel 1504, ma la disfatta subita ad Agnadello nel 1509 per opera dei francesi della Lega di Cambrai ne ridimensionò bruscamente le ambizioni. La contrazione dei traffici nel Mediterraneo e la crescente potenza turca, frenata ma non arrestata dalla vittoria della Lega Sacra a Lepanto nel 1571, resero irreversibile la riduzione della sfera d'influenza politica ed economica della Serenissima, che andò accentuandosi – pur nei fasti mondani della vita cittadina – nel XVII e XVIII secolo. Occupata dalle truppe francesi e ceduta all'Austria nel 1797, a questa tornò nel 1814 dopo la parentesi del Regno italico di Napoleone. L'eroica insurrezione antiaustriaca del 1848-49 fu il preannuncio del passaggio di Venezia nel 1866, all'indomani della terza guerra d'indipendenza, al Regno d'Italia di Vittorio Emanuele II. Da allora, se è continuamente cresciuto il ruolo della città come polo culturale e turistico tra i più prestigiosi in assoluto, è cresciuta anche, e in misura sempre più preoccupante negli ultimi decenni, la precarietà dei suoi fragili equilibri socio-ecologici.

Itinerari Culturali
A determinare una frequentazione turistica tanto imponente della Venezia storica, è la sua fama universale di città d'arte fra le più belle in assoluto, un poeta spagnolo del Cinquecento la definì "unica al mundo", ma anche la straordinarietà dell'ambiente, con la presenza condizionante dell'acqua che si interseca fra 118 isole collegate da oltre 400 ponti e sulla quale si svolge gran parte della vita cittadina. Una presenza che crea, in simbiosi con l'impianto urbano rimasto pressoché inalterato dal XIII secolo, un paesaggio e un insieme di atmosfere d'inesprimibile fascino. Attirano turisti e visitatori anche manifestazioni dal largo seguito, quali il Carnevale, la Regata storica in Canal Grande, la Festa del Redentore e quella dell'Ascensione; e rassegne culturali di prestigio come la Biennale d'Arte, la Mostra internazionale del cinema e il premio letterario Campiello.
Classici spazi di autocelebrazione della città sono il Canal Grande e la monumentale area marciana: il primo, una sfilata ininterrotta di palazzi, tra i quali il rinascimentale Vendramin-Calergi, la barocca Ca' Pesaro sede dei Musei d'Arte Moderna e d'Arte Orientale, la sfarzosa Ca' d'Oro, del XV secolo ma rimaneggiata nel XIX, con la pregevole galleria Franchetti, la barocca Ca' Rezzonico, sede del Museo del Settecento veneziano, che si conclude con la chiesa di Santa Maria della Salute, capolavoro seicentesco di Baldassarre Longhena; la seconda, una zona storica vistosamente qualificata dalla basilica di San Marco, dal Palazzo Ducale e dalla Libreria Sansoviniana, cosiddetta perché edificata, nel XVI secolo, da Jacopo Sansovino.
Altro luogo di interesse, oltre al Museo Correr (di fronte alla Basilica), con opere perlopiù di scuola veneta, è nel sestiere di San Marco la gotica chiesa di Santo Stefano con tele di Tintoretto. Nell'adiacente sestiere di Castello sono da citare la vivace riva degli Schiavoni e le chiese di San Zaccaria e Santa Maria Formosa, entrambe del XV-XVI secolo; ma soprattutto il campo dei Santi Giovanni e Paolo (San Zanipòlo per i veneziani), con l'omonima grandiosa basilica gotica del  XIII-XV secolo e due bellissime opere rinascimentali del Quattrocento: il monumento equestre a Bartolomeo Colleoni e la Scuola grande di San Marco, oggi ospedale civile. Vicina, ma nel sestiere di Cannaregio, è la splendida chiesa rinascimentale di Santa Maria dei Miracoli, mentre più a nord-ovest, in suggestivo ambiente periferico, si trova quella tre-quattrocentesca della Madonna dell'Orto con dipinti di Tintoretto e qui sepolto.
Dall'altra parte del Canal Grande, nel sestiere di San Polo, sono smaglianti episodi della cultura artistica veneziana, tra il XIV e il XVI secolo, la gotica chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari, con due capolavori di Giovanni Bellini e di Tiziano, e la cinquecentesca Scuola grande di San Rocco, interamente affrescata e dipinta da Jacopo Tintoretto (1564-1587). A sud, nel sestiere di Dorsoduro, a imporsi all'attenzione è invece la grande pittura: del Veronese a San Sebastiano; di Bellini, Giorgione, ancora del Veronese, Tiziano, Tintoretto e altri grandi maestri alle Gallerie dell'Accademia; dei più qualificati esponenti dell'arte moderna e contemporanea nella raffinata collezione Peggy Guggenheim (tra gli italiani, Giacomo Balla, Giorgio De Chirico, Marino Marini, Gino Severini, Emilio Vedova).
Infine, a chiusura di una rassegna comunque incompleta, vanno ricordate due classiche creazioni di Andrea Palladio, la chiesa del Redentore (del 1577-1592) alla Giudecca e quella di San Giorgio Maggiore sull'isola omonima, nonché la bella chiesa dei Santi Maria e Donato (XII secolo) a Murano e l'affascinante complesso romanico di Santa Maria Assunta e Santa Fosca sulla solitaria isola di Torcello.

Verona

 è situata nel punto in cui il fiume Adige forma un ampio meandro, tra la Pianura padano-veneta e le propaggini prealpine dei monti Lessini.
Probabilmente antico insediamento retico, Verona divenne città romana nel 49 a.C. e importante base militare contro i barbari nel III secolo d.C., quando l'imperatore Gallieno ne fece ricostruire le mura. Capitale del regno ostrogoto di Teodorico, di quello longobardo di Alboino, poi di conti franchi, divenne libero comune dal 1135 e fondò la Lega veronese, con la quale aderì alla Lega lombarda. Dominata da Ezzelino da Romano nel XIII secolo, dal 1262 fu sotto la signoria degli Scaligeri e dal 1387 dei Visconti fino all'annessione, nel 1405, alla Repubblica di Venezia.
La città più antica rimase quasi del tutto chiusa, per oltre un millennio, tra l'ansa orientale dell'Adige e tre cinte murarie successive: due romane del I secolo d.C. – quasi coincidenti, con le porte Bòrsari e dei Leoni e con il caratteristico tracciato viario prevalentemente ortogonale – e una comunale, del XII secolo, poco a sud dell'Arena (via del Pallone), fiancheggiata da un canale-fossato, l'Adigetto, che rendeva l'abitato un'isola. Fra il 1283 e il 1329 gli Scaligeri ampliarono notevolmente l'area edificabile, con nuove mura estese in direzione est, oltre l'Adige, e sud-ovest; in seguito vennero "bastionate" dai veneziani nel Cinquecento e in gran parte rinnovate dagli austriaci nell'Ottocento, durante il regno Lombardo-Veneto, e tuttora conservate quasi integralmente.

Itinerari Culturali
Fra il vertice sud-ovest della città comunale e l'ampliamento scaligero sorge il grandioso Castelvecchio, dimora fortificata di Cangrande II (1345-1375), da cui si diparte il ricostruito possente ponte scaligero; esso ospita il Civico Museo d'Arte, con opere di scuola veneta (fra gli altri, Stefano da Verona, Giovanni Bellini e Carlo Crivelli), e la trecentesca statua di Cangrande I, in prossimità dell'arco romano dei Gavi. Più a ovest sorge la basilica di San Zeno Maggiore, magnifica opera romanica del XII-XIII secolo, con abside del XIV, porta coeva dalle celebri formelle bronzee e un trittico del Mantegna nell'interno a soffitto carenato.
Notevoli sono inoltre il Duomo, romanico ma con interventi gotici e rinascimentali; la preziosa biblioteca capitolare; la chiesa di San Fermo Maggiore, il cui edificio inferiore, romanico, ospita un'Annunciazione di Pisanello, mentre quello superiore è di stile gotico; quella di Sant'Anastasia (1290-1481), che custodisce il famoso affresco di San Giorgio, di Pisanello; quella di San Giorgio in Braida, con il Martirio di san Giorgio, uno dei capolavori del Veronese; i cinquecenteschi Palazzo Lavezola Pompei, sede del Museo Civico di Storia Naturale, ricco in particolare di pesci fossili, e Palazzo Bevilacqua, lungo il corso Cavour, entrambi del Sanmicheli; la presunta casa di Giulietta, di epoca medievale, sulla via Cappello, con il celebre balcone e la moderna statua della giovane, mentre presso il Museo degli Affreschi si trova la cosiddetta tomba di Giulietta, sarcofago trecentesco in marmo rosso.
Spicca fra gli altri l'Arena, anfiteatro romano del I secolo d.C., capace di accogliere ancora 22.000 spettatori e di ospitare rappresentazioni liriche estive; l'Arena romana del I secolo d.C., utilizzata per spettacoli musicali e operistici; il complesso monumentale della piazza dei Signori, una corte chiusa da antichi edifici, fra i quali il trecentesco Palazzo di Cangrande oggi sede della Prefettura, e ornata dalla Loggia del Consiglio, elegante inserto rinascimentale di fine Quattrocento; l'adiacente piazza delle Erbe, che si allunga sull'area del foro romano, con la bella fontana di Madonna Verona (1386), sovrastata dall'alta torre dei Lamberti (84 m.), inglobata nel Palazzo del Comune (XII-XV secolo).

Vicenza

 è situata in pianura, fra le prime pendici dei colli Berici e delle Prealpi; è attraversata dal tortuoso fiume Bacchiglione e dal suo affluente Retrone.
Insediamento paleoveneto, Vicetia ebbe cittadinanza romana nel 49 a.C. Occupata successivamente dagli eruli e poi dagli ostrogoti (489), nel 569 divenne ducato longobardo. Successivamente fu retta da conti franchi, e in questo periodo vide sorgere nei dintorni un gran numero di monasteri benedettini (impegnati, fra l'altro, nella bonifica del territorio). Devastata dagli ungari nell'899, fu governata a partire dall'anno Mille da vescovi-conti, quindi nel XII secolo si costituì in libero Comune e fu tra le città fondatrici della Lega veronese (1164) e della Lega lombarda (1164-1167). Travagliata da lotte interne, nel XIII secolo divenne tuttavia una signoria di Ezzelino III da Romano, quindi cadde sotto il dominio dei padovani e, nel Trecento, degli Scaligeri veronesi e dei Visconti di Milano. Nel 1404, si consegnò alla Repubblica di Venezia, condividendone da allora le sorti politiche.

Itinerari Culturali
Il centro storico cittadino, di origini medievali, è circondato dalle cosiddette "contrà" che ricordano nel nome la cinta duecentesca, e affiancato dai vasti ampliamenti scaligeri e veneziani, le cui mura, a tratti sostituite dai corsi d'acqua, sono in limitata parte conservate entro i viali di circonvallazione. Intorno, l'abitato moderno si espande radialmente fino a raddoppiare la superficie cittadina. La città storica conserva parte degli edifici medievali e i monumenti rinascimentali del periodo veneziano, la cui costruzione corrispose a un'età di fortune economiche dell'aristocrazia terriera.Dal 1537, infine, con l'inizio dell'attività architettonica di Andrea Palladio, padovano, il Rinascimento maturo donò alla città gli edifici più notevoli. Fra i monumenti del Medioevo sono da citare: la basilica dei Santi Felice e Fortunato (X-XII secolo), oltre le cerchie murarie, presso un monastero benedettino; le chiese di Santa Corona, domenicana, gotica del XIII secolo, con tele di Giovanni Bellini e di Paolo Veronese, e la coeva San Lorenzo, francescana; il Duomo, gotico del XIII-XVI secolo, con abside rinascimentale (nell'attiguo Palazzo Vescovile, è rimarchevole la loggia Zeno, del 1485); e la casa Pigafetta, tardogotica su modello veneziano, dove nel 1480 nacque il navigatore. Nel centro, fra le piazze dei Signori, delle Biade, delle Erbe e la piazzetta Palladio, sorge l'opera maggiore del Palladio a Vicenza, la Basilica (1549-1617), il cui nome significava "luogo dove si amministra la giustizia"; essa chiude su tre lati il preesistente palazzo della Ragione, fasciandolo con una magnifica doppia fuga di portici e loggiati, sull'angolo nord svetta inoltre la torre di Piazza, alta ben 82 m. ma con solo 7 m. di base, del XII-XV secolo; sulla piazza delle Erbe si affaccia anche la loggia del Capitaniato (1572), del Palladio. Dello stesso artista sono anche: il palazzo Chiericati, del 1551, il cui fronte si apre in profondi colonnati, sede del Museo Civico, con la Pinacoteca ricca di opere di artisti veneti fino al XVIII secolo, tra questi Paolo Veronese, Jacopo Bassano, Giambattista Tiepolo, Giovanni Battista Piazzetta); il Teatro Olimpico, in legno, che si ispira ai teatri greci e romani, con scena ornata da statue; il palazzo Barbaran-Porto (1571), sulla contrà Porti, dove s'affacciano anche pregevoli palazzi tardogotici.
Un'altra preziosa via centrale è il corso Palladio, ove sorge il palazzo Dal Toso-Franceschini-Da Schio detto "Ca' d'oro", terminato nel 1477, notevole esempio di gotico veneziano, e il bel palazzo Trissino-Baston, eretto nel 1592 dal vicentino Vincenzo Scamozzi. Sulle prime ondulazioni dei monti Berici, a sud, si elevano invece la basilica di Monte Berico costruita fra il 1687 e il 1703, che custodisce un grande dipinto del Veronese; la villa Valmarana, detta dei Nani per le statue disposte intorno al giardino, con i celebri affreschi di Giambattista e Giandomenico Tiepolo (1757); e la Rotonda (villa Almerico-Capra, 1567-1569), l'opera più famosa del Palladio, a pianta centrale, con quattro pronai ionici uguali e cupola.
 

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