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Belluno

è
situato lungo il Piave, sul versante meridionale di un elevato
altopiano. La città è circondata dalle cime delle Dolomiti
bellunesi e di altri rilievi prealpini. Antico insediamento
preromano dei veneti (Bellunum), divenne in seguito
municipio romano e passò successivamente sotto il dominio dei
longobardi e dei franchi. Libero Comune dal XII secolo, nel 1404
passò a Venezia. Sotto la sovranità austriaca fin dal 1815,
Belluno venne annessa al Regno d'Italia nel 1866.

Itinerari Culturali
La città ha
conservato, nell'antico centro, l'aspetto medievale in cui si
individuano notevoli influenze veneziane di stile
gotico-rinascimentale. Tra i monumenti più importanti, il Duomo
cinquecentesco, l'imponente Palazzo dei Rettori (1491-1536), la
Torre civica del 1190, la chiesa gotica di Santo Stefano (1468) e
la Torre dell'Orologio (1549). La piazza del Mercato è circondata
da edifici rinascimentali porticati e ornata da una fontana del
1410. Il Museo civico espone notevoli opere di Sebastiano
Ricci.Belluno ha sviluppato attività terziarie e le attrezzature
sciistiche all'Alpe del Nevegàl favoriscono l'incremento del
turismo invernale.
Padova

sorge
in pianura, a nord-est dei colli Euganei e a ovest della laguna di
Venezia e del corso del Brenta. È bagnata dal fiume Bacchiglione.
La città fu fondata, secondo un'antica leggenda, nel 1184 a.C.
dall'eroe troiano Antenore; in realtà ebbe origine da un
insediamento paleoveneto, probabilmente nell'VIII-VII secolo a.C.,
e venne citata da Tito Livio come città fluviale esistente già nel
302 a.C. Centro commerciale, alleato dei romani contro i galli
cisalpini (226 a.C.) e municipio nel 49 a.C., Patavium
divenne un ricco centro agricolo e produttivo, ma decadde nel
periodo delle invasioni barbariche e nel 602 fu distrutto dal
longobardo Agilulfo.
Dopo la ripresa, prima sotto i franchi e quindi sotto gli
imperatori della dinastia Ottone, con un governo però vescovile,
dal 1138 si diede ordinamenti comunali, partecipò alle guerre
contro il Barbarossa e si arricchì con la lavorazione della lana e
della seta. Nel 1222 vi fu fondata la celebre università e nel
1231 vi morì il predicatore francescano che venne santificato come
sant'Antonio da Padova. Dopo la dominazione di Ezzelino da Romano,
Padova riconquistò il suo ruolo egemonico nel territorio, ospitò
Giotto agli inizi del Trecento e fu retta dalla signoria dei
Carraresi e dei Visconti fra il 1318 e il 1405, quando venne
conquistata da Venezia, di cui da allora seguì fedelmente le
sorti, mantenendo tuttavia per tutto il secolo l'acquisita
preminenza nel campo dell'arte, con l'opera di maestri del
Rinascimento toscano, fra cui Donatello, e del padovano Mantegna.

Itinerari Culturali
La città, il
cui centro storico più antico, dalla forma irregolare e solcato
dalle tortuosità del Bacchiglione e di altri corsi d'acqua minori,
è incluso nella cerchia muraria cinquecentesca "veneziana", in
parte conservata, possiede notevoli monumenti. I principali sono:
il Palazzo della Ragione (1218-1309), con tetto a carena e interno
costituito da un solo salone lungo 78 metri, che divide le
caratteristiche piazza delle Erbe e piazza della Frutta; la Loggia
del Consiglio o della Gran Guardia (1496-1553) sulla piazza dei
Signori, circondata da antiche case; il Duomo, la cui ultima
ricostruzione iniziò nel 1551; l'attiguo Battistero romanico (XII-XIII
secolo), completamente affrescato all'interno da Giusto de'
Menabuoi; l'edicola del 1284 detta Tomba di Antenore;
l'Università, detta il Bo' perché costruita sul luogo di un
albergo la cui insegna era un bue, con il bel cortile
cinquecentesco e il celebre teatro anatomico, ligneo e a forma di
imbuto; il neoclassico caffè Pedrocchi (1831), caro alla
goliardia, dove nel 1848 scoccò la scintilla dell'insurrezione
risorgimentale.
Poco più a nord, la celeberrima Cappella degli Scrovegni
custodisce gli affreschi eseguiti da Giotto, tra il 1303 e il
1305, in 38 riquadri, con storie di Maria e di Cristo, e inoltre
figurazioni delle Virtù, dei Vizi capitali e il Giudizio
Universale, e sculture di Giovanni Pisano. Non lontano sono la
chiesa degli Eremitani, semidistrutta da un bombardamento aereo
nel 1944 e quindi ricostruita, e la cappella Ovetari, in cui sono
sopravvissuti due affreschi del Mantegna. L'adiacente ex convento
ospita il Museo Civico, costituito da una sezione archeologica, da
raccolte di arti minori e da una pinacoteca ricca di opere, fra
gli altri, di Giotto, Giovanni Bellini, Giorgione, Tiziano,
Tintoretto. Al termine della porticata via Altinate sorge la
chiesa di Santa Sofia, la più antica della città (XI-XIV secolo).
Nel settore meridionale rispetto al centro cittadino si eleva la
grandiosa basilica di Sant'Antonio da Padova, detta popolarmente "il
Santo", costruita fra il XIII e il XIV secolo con
l'accostamento di elementi romanici, gotici e di derivazione
orientale, coperta da otto cupole e ricca di affreschi
trecenteschi, di bronzi di Donatello (1450) e della cinquecentesca
cappella dell'Arca del Santo. L'attiguo oratorio di San Giorgio
conserva affreschi del Trecento; vicino, è situata inoltre la
Scuola del Santo (1427-1504), con affreschi di Tiziano, mentre
sulla vasta piazza antistante sorge il mirabile monumento al
Gattamelata (1453), sempre opera di Donatello. Poco distante si
apre il Prato della Valle (1775), vastissima piazza con al centro
l'ellittica isola Memmia, cinta da un canale e da 78 statue, e la
basilica di Santa Giustina (1532-1579), con otto cupole, coro
intagliato e numerose opere di pittura e scultura del Trecento. Il
vicino Orto botanico fu, nel 1545, il primo a essere costruito in
Europa.
Monselice. Già
importante punto strategico nel 603 d.C. ha, con la sua fortezza,
rappresentato nel corso dei secoli un ambizioso luogo di conquista
per Ezzelino da Romano e Federico II di Svevia. Da visitare il
castello Ca' Marcello (via del Santuario, 24 - tel. 0429.72931),
la villa settecentesca Nanì Mocenigo, la trecentesca chiesa di
Santa Giustina, meglio conosciuta come Duomo Vecchio e infine il
santuario delle Sette Chiese (equiparato, in una bolla papale del
1605), alle sette basiliche di Roma).
Rovigo

è situata tra l'Adige e il Po nella fertile pianura bonificata
del Polesine, che coincide con il territorio provinciale e
comprende il delta padano.
Il nome Rhodigium, dato al nucleo originario della città,
appare per la prima volta in un documento dell'838; nel X secolo
l'insediamento sorgeva già intorno a un castello dei vescovi di
Adria, lungo un percorso fluviale secondario, poi chiamato
Adigetto. Cinta da mura nel 1138 e divenuta una signoria degli
Estensi di Ferrara dal 1194, fu veneziana dal 1483 al 1797,
quindi, dopo il periodo francese, dal 1815 al 1866 appartenne
all'Austria.

Itinerari Culturali
Il nucleo storico,
pentagonale, si estende entro i viali di circonvallazione, che
corrispondono alla seconda cerchia muraria estense e abbattuta
nell'Ottocento, affiancati da un breve tratto del Naviglio
Adigetto, il cui corso naturale fu deviato dal centro cittadino
nel XX secolo. Vi si riconoscono in numerosi edifici i segni della
presenza veneziana, attiva anche nel controllo idraulico del
territorio, soggetto ad alluvioni. Da citare, tra l'altro, la
Torre Donà, pendente, una delle più alte del Medioevo in Italia;
il notevole Palazzo Roncale, del Sanmicheli costruito nel 1555; il
Palazzo del Municipio o Loggia dei Notai del XVI secolo e
restaurato nel XVIII secolo; la chiesa della Beata Vergine del
Soccorso detta la Rotonda, eretta fra il 1594 e il 1613,
ottagonale, con campanile del Longhena (1655-1673); il Duomo,
ricostruito verso il Settecento, con una tela di Palma il Giovane.
La Pinacoteca dei Concordi e quella del Seminario, a essa
affiancata, espongono numerose opere, fra cui tele di Giovanni
Bellini, Luca Giordano, Giovanni Battista Piazzetta, Giovanni
Battista Tiepolo, Pietro e Alessandro Longhi. Il Museo Civico
delle civiltà in Polesine espone materiale archeologico ed
etnografico proveniente dal territorio.
Treviso

è
situata in pianura, fra le Prealpi e la laguna di Venezia, presso
la confluenza dei fiumi di risorgiva Sile e Botteniga.
Di origine romana, Tarvisium fu fondata probabilmente nel
I secolo a.C. in un territorio già abitato nell'età del Bronzo.
Sede vescovile dal IV secolo, passò successivamente ai goti,
quindi ai longobardi, che ne fecero un ducato e vi istituirono la
zecca. In epoca carolingia fu capitale di marchesato. Libero
comune nel XII secolo, ampliò il suo territorio, ma dal 1237 fu
annessa alla signoria dei Da Romano, per passare poi ai Da Camino
e agli Scaligeri (1328-1339), i quali la cedettero infine a
Venezia. Trasformata nel Cinquecento in roccaforte veneziana, si
avviò tuttavia progressivamente al declino, che durò fino a tutto
il Settecento.

Itinerari Culturali
L'odierna città è
tutt'ora cinta dalle mura veneziane del Cinquecento affiancate da
canali; il suo nucleo antico, d'impianto prevalentemente
medievale, percorso da strette vie e solcato da suggestivi corsi
d'acqua, conserva numerose case dall'esterno affrescato e notevoli
monumenti in cotto a pietra chiara.
Il Duomo, grande costruzione medievale rimaneggiata fra il XV e il
XVIII secolo, con sette cupole ha al suo interno pregevoli opere,
tra cui l’ "Adorazione dei pastori" di Paris Bordone e un' "Annunciazione"
di Tiziano, oltre a importanti sculture rinascimentali.
Piazza dei Signori, centro della città, è uno scenario splendido
sul quale si affacciano il Palazzo del Podestà, la Torre del
Comune, l’antico Palazzo Pretorio e, soprattutto, il Palazzo dei
Trecento del 1210, con portico, trifore e scala esterna.
La chiesa gotica di San Niccolò (XIII-XIV sec.); l'attiguo
Seminario vescovile, nel quale sopravvivono alcuni notevoli
affreschi trecenteschi di Tommaso da Modena, come pure nella
chiesa sconsacrata di Santa Caterina dei Servi di Maria e nel
Museo diocesano d'Arte Sacra.
La cappella dei Rettori decorata con dipinti; piazza San Vito,
dove si può visitare la Chiesa di Santa Lucia (XIV sec.) con
affreschi di Tommaso da Modena e la Chiesa di San Vito (XII sec.).
Calmaggiore è l’animata via principale della città vecchia, con
portici e case del '400 e '500.
Venezia

è
situata nel cuore della laguna veneta, nel mar Adriatico, e si
distribuisce su un vasto territorio comunale in tre parti
distinte: la città storica lagunare, le isole della laguna e
Mestre-Marghera, la città che si estende in terraferma.
La storia di Venezia – fondata secondo leggenda nel 421, in realtà
formatasi progressivamente tra il VI e il VII secolo
sull'arcipelago lagunare dopo l'invasione longobarda, e poi
cresciuta come città mercantile tra l'VIII e l'XI secolo in forza
di una flotta che si cimentò a più riprese nell'Adriatico, con
dalmati e musulmani – cominciò con la quarta crociata (1202-1204),
allestita con navi veneziane che il doge Enrico Dandolo riuscì a
dirottare alla conquista di Costantinopoli e al conseguente
ottenimento del monopolio dei traffici con il Levante. Raggiunto
il rango di potente Repubblica marinara, Venezia continuò a
rafforzarsi, superando indenne (nonostante la sconfitta di Kurcola
nel 1298) il duro scontro con Genova e consolidando il proprio
assetto istituzionale nella forma di un governo aristocratico e
autoritario, ma rispettoso della struttura repubblicana.
Nel XV secolo, spinta dalla crisi del ducato di Milano, che fece
seguito alla morte di Gian Galeazzo Visconti (1402), intraprese
l'espansione in terraferma, estendendo i suoi domìni prima in
Lombardia fino all'Adda nel 1428, poi in Istria nel 1451, in
Puglia e in Romagna nel 1504, ma la disfatta subita ad Agnadello
nel 1509 per opera dei francesi della Lega di Cambrai ne
ridimensionò bruscamente le ambizioni. La contrazione dei traffici
nel Mediterraneo e la crescente potenza turca, frenata ma non
arrestata dalla vittoria della Lega Sacra a Lepanto nel 1571,
resero irreversibile la riduzione della sfera d'influenza politica
ed economica della Serenissima, che andò accentuandosi – pur nei
fasti mondani della vita cittadina – nel XVII e XVIII secolo.
Occupata dalle truppe francesi e ceduta all'Austria nel 1797, a
questa tornò nel 1814 dopo la parentesi del Regno italico di
Napoleone. L'eroica insurrezione antiaustriaca del 1848-49 fu il
preannuncio del passaggio di Venezia nel 1866, all'indomani della
terza guerra d'indipendenza, al Regno d'Italia di Vittorio
Emanuele II. Da allora, se è continuamente cresciuto il ruolo
della città come polo culturale e turistico tra i più prestigiosi
in assoluto, è cresciuta anche, e in misura sempre più
preoccupante negli ultimi decenni, la precarietà dei suoi fragili
equilibri socio-ecologici.

Itinerari Culturali
A determinare una
frequentazione turistica tanto imponente della Venezia storica, è
la sua fama universale di città d'arte fra le più belle in
assoluto, un poeta spagnolo del Cinquecento la definì "unica al
mundo", ma anche la straordinarietà dell'ambiente, con la presenza
condizionante dell'acqua che si interseca fra 118 isole collegate
da oltre 400 ponti e sulla quale si svolge gran parte della vita
cittadina. Una presenza che crea, in simbiosi con l'impianto
urbano rimasto pressoché inalterato dal XIII secolo, un paesaggio
e un insieme di atmosfere d'inesprimibile fascino. Attirano
turisti e visitatori anche manifestazioni dal largo seguito, quali
il Carnevale, la Regata storica in Canal Grande, la Festa del
Redentore e quella dell'Ascensione; e rassegne culturali di
prestigio come la Biennale d'Arte, la Mostra internazionale del
cinema e il premio letterario Campiello.
Classici spazi di autocelebrazione della città sono il Canal
Grande e la monumentale area marciana: il primo, una sfilata
ininterrotta di palazzi, tra i quali il rinascimentale
Vendramin-Calergi, la barocca Ca' Pesaro sede dei Musei d'Arte
Moderna e d'Arte Orientale, la sfarzosa Ca' d'Oro, del XV secolo
ma rimaneggiata nel XIX, con la pregevole galleria Franchetti, la
barocca Ca' Rezzonico, sede del Museo del Settecento veneziano,
che si conclude con la chiesa di Santa Maria della Salute,
capolavoro seicentesco di Baldassarre Longhena; la seconda, una
zona storica vistosamente qualificata dalla basilica di San Marco,
dal Palazzo Ducale e dalla Libreria Sansoviniana, cosiddetta
perché edificata, nel XVI secolo, da Jacopo Sansovino.
Altro luogo di interesse, oltre al Museo Correr (di fronte alla
Basilica), con opere perlopiù di scuola veneta, è nel sestiere di
San Marco la gotica chiesa di Santo Stefano con tele di
Tintoretto. Nell'adiacente sestiere di Castello sono da citare la
vivace riva degli Schiavoni e le chiese di San Zaccaria e Santa
Maria Formosa, entrambe del XV-XVI secolo; ma soprattutto il campo
dei Santi Giovanni e Paolo (San Zanipòlo per i veneziani), con
l'omonima grandiosa basilica gotica del XIII-XV secolo e due
bellissime opere rinascimentali del Quattrocento: il monumento
equestre a Bartolomeo Colleoni e la Scuola grande di San Marco,
oggi ospedale civile. Vicina, ma nel sestiere di Cannaregio, è la
splendida chiesa rinascimentale di Santa Maria dei Miracoli,
mentre più a nord-ovest, in suggestivo ambiente periferico, si
trova quella tre-quattrocentesca della Madonna dell'Orto con
dipinti di Tintoretto e qui sepolto.
Dall'altra parte del Canal Grande, nel sestiere di San Polo, sono
smaglianti episodi della cultura artistica veneziana, tra il XIV e
il XVI secolo, la gotica chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari,
con due capolavori di Giovanni Bellini e di Tiziano, e la
cinquecentesca Scuola grande di San Rocco, interamente affrescata
e dipinta da Jacopo Tintoretto (1564-1587). A sud, nel sestiere di
Dorsoduro, a imporsi all'attenzione è invece la grande pittura:
del Veronese a San Sebastiano; di Bellini, Giorgione, ancora del
Veronese, Tiziano, Tintoretto e altri grandi maestri alle Gallerie
dell'Accademia; dei più qualificati esponenti dell'arte moderna e
contemporanea nella raffinata collezione Peggy Guggenheim (tra gli
italiani, Giacomo Balla, Giorgio De Chirico, Marino Marini, Gino
Severini, Emilio Vedova).
Infine, a chiusura di una rassegna comunque incompleta, vanno
ricordate due classiche creazioni di Andrea Palladio, la chiesa
del Redentore (del 1577-1592) alla Giudecca e quella di San
Giorgio Maggiore sull'isola omonima, nonché la bella chiesa dei
Santi Maria e Donato (XII secolo) a Murano e l'affascinante
complesso romanico di Santa Maria Assunta e Santa Fosca sulla
solitaria isola di Torcello.
Verona

è
situata nel punto in cui il fiume Adige forma un ampio meandro,
tra la Pianura padano-veneta e le propaggini prealpine dei monti
Lessini.
Probabilmente antico insediamento retico, Verona divenne città
romana nel 49 a.C. e importante base militare contro i barbari nel
III secolo d.C., quando l'imperatore Gallieno ne fece ricostruire
le mura. Capitale del regno ostrogoto di Teodorico, di quello
longobardo di Alboino, poi di conti franchi, divenne libero comune
dal 1135 e fondò la Lega veronese, con la quale aderì alla Lega
lombarda. Dominata da Ezzelino da Romano nel XIII secolo, dal 1262
fu sotto la signoria degli Scaligeri e dal 1387 dei Visconti fino
all'annessione, nel 1405, alla Repubblica di Venezia.
La città più antica rimase quasi del tutto chiusa, per oltre un
millennio, tra l'ansa orientale dell'Adige e tre cinte murarie
successive: due romane del I secolo d.C. – quasi coincidenti, con
le porte Bòrsari e dei Leoni e con il caratteristico tracciato
viario prevalentemente ortogonale – e una comunale, del XII
secolo, poco a sud dell'Arena (via del Pallone), fiancheggiata da
un canale-fossato, l'Adigetto, che rendeva l'abitato un'isola. Fra
il 1283 e il 1329 gli Scaligeri ampliarono notevolmente l'area
edificabile, con nuove mura estese in direzione est, oltre
l'Adige, e sud-ovest; in seguito vennero "bastionate" dai
veneziani nel Cinquecento e in gran parte rinnovate dagli
austriaci nell'Ottocento, durante il regno Lombardo-Veneto, e
tuttora conservate quasi integralmente.

Itinerari Culturali
Fra il vertice
sud-ovest della città comunale e l'ampliamento scaligero sorge il
grandioso Castelvecchio, dimora fortificata di Cangrande II
(1345-1375), da cui si diparte il ricostruito possente ponte
scaligero; esso ospita il Civico Museo d'Arte, con opere di scuola
veneta (fra gli altri, Stefano da Verona, Giovanni Bellini e Carlo
Crivelli), e la trecentesca statua di Cangrande I, in prossimità
dell'arco romano dei Gavi. Più a ovest sorge la basilica di San
Zeno Maggiore, magnifica opera romanica del XII-XIII secolo, con
abside del XIV, porta coeva dalle celebri formelle bronzee e un
trittico del Mantegna nell'interno a soffitto carenato.
Notevoli sono inoltre il Duomo, romanico ma con interventi gotici
e rinascimentali; la preziosa biblioteca capitolare; la chiesa di
San Fermo Maggiore, il cui edificio inferiore, romanico, ospita
un'Annunciazione di Pisanello, mentre quello superiore è di
stile gotico; quella di Sant'Anastasia (1290-1481), che custodisce
il famoso affresco di San Giorgio, di Pisanello; quella di San
Giorgio in Braida, con il Martirio di san Giorgio, uno dei
capolavori del Veronese; i cinquecenteschi Palazzo Lavezola
Pompei, sede del Museo Civico di Storia Naturale, ricco in
particolare di pesci fossili, e Palazzo Bevilacqua, lungo il corso
Cavour, entrambi del Sanmicheli; la presunta casa di Giulietta, di
epoca medievale, sulla via Cappello, con il celebre balcone e la
moderna statua della giovane, mentre presso il Museo degli
Affreschi si trova la cosiddetta tomba di Giulietta, sarcofago
trecentesco in marmo rosso.
Spicca fra gli altri l'Arena, anfiteatro romano del I secolo d.C.,
capace di accogliere ancora 22.000 spettatori e di ospitare
rappresentazioni liriche estive; l'Arena romana del I secolo d.C.,
utilizzata per spettacoli musicali e operistici; il complesso
monumentale della piazza dei Signori, una corte chiusa da antichi
edifici, fra i quali il trecentesco Palazzo di Cangrande oggi sede
della Prefettura, e ornata dalla Loggia del Consiglio, elegante
inserto rinascimentale di fine Quattrocento; l'adiacente piazza
delle Erbe, che si allunga sull'area del foro romano, con la bella
fontana di Madonna Verona (1386), sovrastata dall'alta torre dei
Lamberti (84 m.), inglobata nel Palazzo del Comune (XII-XV
secolo).
Vicenza

è
situata in pianura, fra le prime pendici dei colli Berici e delle
Prealpi; è attraversata dal tortuoso fiume Bacchiglione e dal suo
affluente Retrone.
Insediamento paleoveneto, Vicetia ebbe cittadinanza romana
nel 49 a.C. Occupata successivamente dagli eruli e poi dagli
ostrogoti (489), nel 569 divenne ducato longobardo.
Successivamente fu retta da conti franchi, e in questo periodo
vide sorgere nei dintorni un gran numero di monasteri benedettini
(impegnati, fra l'altro, nella bonifica del territorio). Devastata
dagli ungari nell'899, fu governata a partire dall'anno Mille da
vescovi-conti, quindi nel XII secolo si costituì in libero Comune
e fu tra le città fondatrici della Lega veronese (1164) e della
Lega lombarda (1164-1167). Travagliata da lotte interne, nel XIII
secolo divenne tuttavia una signoria di Ezzelino III da Romano,
quindi cadde sotto il dominio dei padovani e, nel Trecento, degli
Scaligeri veronesi e dei Visconti di Milano. Nel 1404, si consegnò
alla Repubblica di Venezia, condividendone da allora le sorti
politiche.

Itinerari Culturali
Il centro storico
cittadino, di origini medievali, è circondato dalle cosiddette
"contrà" che ricordano nel nome la cinta duecentesca, e affiancato
dai vasti ampliamenti scaligeri e veneziani, le cui mura, a tratti
sostituite dai corsi d'acqua, sono in limitata parte conservate
entro i viali di circonvallazione. Intorno, l'abitato moderno si
espande radialmente fino a raddoppiare la superficie cittadina. La
città storica conserva parte degli edifici medievali e i monumenti
rinascimentali del periodo veneziano, la cui costruzione
corrispose a un'età di fortune economiche dell'aristocrazia
terriera.Dal 1537, infine, con l'inizio dell'attività
architettonica di Andrea Palladio, padovano, il Rinascimento
maturo donò alla città gli edifici più notevoli. Fra i monumenti
del Medioevo sono da citare: la basilica dei Santi Felice e
Fortunato (X-XII secolo), oltre le cerchie murarie, presso un
monastero benedettino; le chiese di Santa Corona, domenicana,
gotica del XIII secolo, con tele di Giovanni Bellini e di Paolo
Veronese, e la coeva San Lorenzo, francescana; il Duomo, gotico
del XIII-XVI secolo, con abside rinascimentale (nell'attiguo
Palazzo Vescovile, è rimarchevole la loggia Zeno, del 1485); e la
casa Pigafetta, tardogotica su modello veneziano, dove nel 1480
nacque il navigatore. Nel centro, fra le piazze dei Signori, delle
Biade, delle Erbe e la piazzetta Palladio, sorge l'opera maggiore
del Palladio a Vicenza, la Basilica (1549-1617), il cui nome
significava "luogo dove si amministra la giustizia"; essa chiude
su tre lati il preesistente palazzo della Ragione, fasciandolo con
una magnifica doppia fuga di portici e loggiati, sull'angolo nord
svetta inoltre la torre di Piazza, alta ben 82 m. ma con solo 7 m.
di base, del XII-XV secolo; sulla piazza delle Erbe si affaccia
anche la loggia del Capitaniato (1572), del Palladio. Dello stesso
artista sono anche: il palazzo Chiericati, del 1551, il cui fronte
si apre in profondi colonnati, sede del Museo Civico, con la
Pinacoteca ricca di opere di artisti veneti fino al XVIII secolo,
tra questi Paolo Veronese, Jacopo Bassano, Giambattista Tiepolo,
Giovanni Battista Piazzetta); il Teatro Olimpico, in legno, che si
ispira ai teatri greci e romani, con scena ornata da statue; il
palazzo Barbaran-Porto (1571), sulla contrà Porti, dove
s'affacciano anche pregevoli palazzi tardogotici.
Un'altra preziosa via centrale è il corso Palladio, ove sorge il
palazzo Dal Toso-Franceschini-Da Schio detto "Ca' d'oro",
terminato nel 1477, notevole esempio di gotico veneziano, e il bel
palazzo Trissino-Baston, eretto nel 1592 dal vicentino Vincenzo
Scamozzi. Sulle prime ondulazioni dei monti Berici, a sud, si
elevano invece la basilica di Monte Berico costruita fra il 1687 e
il 1703, che custodisce un grande dipinto del Veronese; la villa
Valmarana, detta dei Nani per le statue disposte intorno al
giardino, con i celebri affreschi di Giambattista e Giandomenico
Tiepolo (1757); e la Rotonda (villa Almerico-Capra, 1567-1569),
l'opera più famosa del Palladio, a pianta centrale, con quattro
pronai ionici uguali e cupola.

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