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Gli uffici della
ditta Kohlen & Co. sono in un vecchio palazzo di quattro piani.
Attraverso corridoi, scale, magazzini si arriva alle stanze,
divise su due piani, che saranno l'abitazione segreta dei Frank,
dei loro amici Van Daan col figlio Peter e anche del dentista
Dussel. Anna si guarda intorno: - Come sei stato bravo, papà!
Margot e Miep sono già al lavoro. La mamma non parla; la
situazione è precipitata così rapidamente che non si rende ancora
conto del cambiamento. Lo spazio è ristretto ma è una fortuna
sentirsi al sicuro e vicini ad amici come Elli, Miep,.Kraler e
Kophuis. Giorno per giorno i rifugiati organizzano la loro
coesistenza, stabiliscono regole e orari per non destare sospetti
nel personale del magazzino; e scoprono come sia duro e difficile
vivere con altre persone, chiusi per mesi senza affacciarsi mai ad
una finestra, con limitazioni d'ogni genere... Nell'alloggio ci
sono lavori per tutti: riordinare, far da mangiare, leggere,
studiare e ricambiare la generosità dei protettori con lavori
d'ufficio: contabilità, registrazione, corrispondenza... Ogni
tanto vengono buone notizie dalla radio e la speranza si ravviva.
Quando giunge la sera, Anna ritrova se stessa. Si diverte a
guardare gli ultimi uccelli che volano insieme ai gabbiani e
sembrano d'argento.

Poi, quando
scende la notte e si spengono le luci, si mette a spiare con un
cannocchiale. Nonostante la guerra e il grande dolore che gli
uomini hanno scatenato, le stagioni continuano ad avvicendarsi con
regolarità. La natura segue il suo corso; sotto la finestra sono
fiorite le rose. - Oh, poter uscire, correre per le
strade, respirare l'aria a pieni polmoni! confida Anna a Peter,
che se ne sta quasi sempre zitto, col suo gatto - Vieni a
vedere come sono belli i tetti di Amsterdam. Vorrei andare in
bicicletta, ballare, sentirmi giovane e libera... Invece mi tocca
respirare l'aria da una fessura e mi vie n voglia di piangere-.
Peter la guarda con simpatia, ma non trova parole per confortarla.
È difficile vivere vicini sempre in armonia quando si hanno gusti
diversi, anche per l'età. Gli adulti sono spesso noiosi nei loro
discorsi, nelle loro occupazioni e mancano di fantasia. Da qualche
tempo non fanno che lamentarsi.Il loro parlare va dalla politica
al mangiare oppure stanno a rilevare tutte le cose sbagliate che
fanno i ragazzi. - Margot è il concentrato delle virtù - dice
Anna. - È silenziosa, attiva, ordinata, irreprensibile, bella: fa
bene tutto- Non sarai gelosa! - ride Peter. - No, no, voglio bene
a Margot, ma non sopporto che mi si rimproveri a torto. Anna è
molto cambiata, per la lunga reclusione; è diventata più matura,
ma è pur sempre la ragazzina intelligente e precoce che non
risparmia le sue critiche, che vive le inquietudini
dell'adolescenza e si sente in opposizione agli adulti perché
vuole affermare se stessa. Spesso si chiude ed evade nel sogno o
si sfoga a scrivere ciò che sente nel «diario». Registra giorno
dopo giorno quanto accade intorno a lei e dentro di lei e intanto
costruisce la sua identità con una volontà tenace e sorprendente.
Negli ultimi tempi Peter le è più vicino; anche lui si scontra
spesso con i genitori, specialmente con la madre, superficiale e
vanitosa. Oggi Anna è andata a prendere delle patate e si è
fermata a chiedergli: - Che cosa studi? - Sto esercitandomi nella
lingua francese. - Posso vedere la tua traduzione?
- Oh sì, tu sei più brava di me. - Che farai, finita la guerra?
- Andrò a vivere in una piantagione delle Indie olandesi. -
Perché così lontano? - Non credo di avere di meglio da scegliere.

E tu che farai?
- lo voglio scrivere, ma prima devo studiare molto.
Perché tu Peter non hai stima di te? Mi pare che tu abbia
un forte senso di inferiorità. - Può darsi. Del resto non ho di
che vantarmi.- Perché dici così? Conosci bene l'inglese, dimostri
coraggio e sei anche un bel ragazzo. Qui si bisticcia sempre con
gli adulti, si diventa tristi; ma quando sarà finito quest'inferno,
la vita ci sembrerà diversa. Perché non ci aiutiamo?
- Mi farebbe molto piacere parlare.-
Possiamo anche studiare, confrontarci, vuoi? -
Volentieri. - Potremo almeno sfogarci; sarebbe un sollievo,
non credi? - Tu mi aiuti già molto. - Davvero? E
come? - Con la tua gaiezza. Peter l'accarezza.
- Devo scendere - si affretta Anna -
altrimenti non si mangiano patate. E felice, sa che
nell'alloggio ora ha un amico. Per gli otto rifugiati, dire
«alloggio segreto» non significa soltanto vivere la privazione
della libertà, la reclusione, la paura di essere scoperti e
uccisi, ma innumerevoli altre cose quotidiane: limitazioni
sofferte in silenzio e rassegnazione, con la fragile speranza di
sfuggire alla cattura. Uno dei grandi problemi del nascondiglio è
il mangiare, esigenza che deve essere soddisfatta per
sopravvivere. Prima della fuga Frank e Van Daan avevano acquistato
alla borsa nera due sacchi di fagioli, patate, barattoli di
verdura, carne da conservare in salsiccia. Ma la guerra,
continuando oltre le previsioni, fa scarseggiare i cibi per tutti
e, per quanto si studino economie, le scorte diminuiscono a vista
d'occhio. Per fortuna, gli amici fanno miracoli: procurano carte
annonarie, riescono ad acquistare viveri da conoscenti. In cucina
si procede per «cicli alimentari»: ora è il tempo delle patate e
delle barbabietole. C'è stato il periodo dell'indivia, e prima
quello degli spinaci, e delle rape, dei cetrioli, dei crauti, dei
pomodori. Per giorni e giorni, a pranzo e a cena la stessa cosa,
cotta magari in modo diverso. Se il fatto si prolunga, quando si è
seduti a tavola succede che scoppino malumori che sfociano in
scenate spiacevoli. Margot è l'unica a non interferire e a
mangiare pochissimo.

La signora Van
Daan interviene invece spesso: - La verdura è buona, fa
bene. Margot è pallida, mangia poco.-
Non c'è da scialare - risponde infastidita Anna - visto che
qualcuno mangia di più.- Sei un'impertinente - si arrabbia la
signora. - Che vorresti dire? Si scatenano discussioni inutili,
stupide osservazioni e quindi musi lunghi. Se non si litiga, i Van
Daan, invadenti come sono, cercano di creare un clima gioviale.
Lui non tace mai, sa tutto, parla di tutto, si serve per primo,
prende le parti migliori. Lei, forte del fatto che cucina, coglie
l'occasione per fare sfoggio della sua saggezza e" civetteria. In
realtà è attiva, ma anche pettegola e trova sempre il modo di
scatenare disaccordi tra Anna e la mamma. Anche la mamma di Anna
lavora molto: riordina, lava, non si perde in chiacchiere. Il
babbo, Pim, come lo chiama Anna, è generoso e cerca di mantenere
il suo equilibrio. Prima di servirsi domanda sempre-
Ce n'è per i ragazzi? Si son dovuti stabilire degli orari
rigidi, per non farsi udire. Alle nove, la colazione: pansecco e
surrogato. Pranzo alle tredici e cena quando gli uffici sono
deserti. Al momento del pranzo, spesso salgono a mangiare insieme
Miep, Elli, Kraler e Kophuis. Con loro si commentano i
radiocomunicati della B.B.C. Ci sono momenti belli in cui si trova
la forza di sorridere. Anna è la più giovane, è allegra e riesce
sempre a scherzare, quando tutti insieme, attorno al tavolo,
puliscono le verdure, sbucciano le patate, sbaccellano i piselli,
ripuliscono i fagioli dalla muffa... E ci sono le feste, i
compleanni con lo scambio di piccoli doni, di letterine, di
graziose poesie. - Come ricorderemo questo tempo! -
dice qualcuno di tanto in tanto. Anna è veramente ricca
d'immaginazione e ha trovato un altro interesse per non annoiarsi.
Si esercita in passi di danza ed esegue movimenti per recuperare
scioltezza.

Tra poco sarà il
compleanno della mamma e le farà una sorpresa: animerà la festa
con un balletto dedicato a lei. Ha già un costume ornato di
nastri, ricavato da una vecchia sottoveste. Il signor Kraler le ha
portato dello zucchero, così potrà preparare anche un dolce. Il
che farà esplodere di gelosia la Van Daan. Ci si scontra più
spesso per piccole cose, perché tutti oramai sono all' estremo
della sopportazione. Non si può vivere sempre chiusi, separati dal
resto del mondo, con la tremenda paura della morte, dipendendo in
tutto dall'aiuto di amici che potrebbero subire le peggiori
rappresaglie! E' già arrivato un nuovo anno: 1944! Un tempo così
lungo ha esasperato i rapporti di Anna anche con i familiari,
soprattutto con la mamma di cui rifiuta il modello.
«Se Dio mi concederà di vivere - pensa - arriverò dove mia madre
non è arrivata, non resterò una donna insignificante,
lavorerò nel mondo e per gli uomini! »
L'adolescenza è un periodo critico anche in situazioni normali, ma
nelle condizioni in cui sono costretti Anna, Peter e Margot
diventa inaccettabile. Se non bastano i genitori, c'è anche Dussel
a far notare ciò che è sbagliato e inopportuno. Anna, come tutti i
ragazzi, è un fastello di contraddizioni! Il babbo e Margot
cercano di farla riflettere: - Un tempo la mamma era ricca, non
aveva i problemi che ha ora. Certamente le ristrettezze, i
sacrifici, le paure devono averla molto cambiata.Come può essere
serena e disponibile, povera mamma? Il babbo è buono, ma neanche
lui può dare ad Anna ciò che le manca. Per costruire se stessa, la
sua autonomia, ha bisogno di staccarsi dalla famiglia, di fare
molte esperienze, di conoscere la realtà, di avere altri rapporti.
Il nascondiglio, l'isolamento, la vicinanza continua rendono tutto
più difficile. Anna scrive nel suo diario: «Mi rendo conto che,
nel '42, quando sono venuta qui, ero una ragazzina impertinente,
viziata, sincera ma irreale. Quel tempo ormai è chiuso. Prima la
vita era radiosa, poi qui il capovolgimento: bisticci,
osservazioni... La realtà è che sono cresciuta. A volte le prende
una grande tristezza: si sente sola, trattata ingiustamente,
avversa a tutti. Altre volte è fiduciosa, serena, disponibile con
tutti e si domanda come può essere così dura nel giudicare la
mamma, nel darle dolore e farla piangere. E cerca dentro di sé le
ragioni che sembrano tanto gravi e che invece fanno parte della
vita. Anna è veramente cresciuta, ha imparato a guardare nella
realtà delle cose e nelle persone.

Ogni giorno
partecipa intensamente al dolore di milioni di uomini, donne,
bambini, condivide le durezze della guerra; ha paura per sé, per i
suoi, per gli amici. E, nonostante tutto, riesce a conservare la
capacità di amare e la speranza di un tempo in cui gli uomini
torneranno ad essere buoni. La domenica di Pasqua alle nove e
mezzo di sera, Peter chiama il signor Frank: - I
miei genitori non riescono a tradurre un brano, può venire?
Anna e Margot si guardano incredule. Peter non vuole spaventarle,
ma c'è qualcuno che sta forzando la porta del magazzino. Non è una
novità; spesso i ladri fanno visita alla Kohlen & Co. e ogni volta
il terrore di essere scoperti aumenta. Tutti sono tesi e stanchi
per quella prigionia prolungata... Le ragazze, con la mamma,
salgono dai Van Daan e gli uomini scendono ad aspettare. Si ode un
forte colpo. Tutte le luci sono spente. Peter si fa coraggio e
scende per cercare di capire: lo scaffale girevole dietro cui è
nascosto l'ingresso al «rifugio segreto» è accostato e riesce a
vedere la porta del magazzino. Un pannello è stato rotto e i ladri
sono intenti ad allargare il buco per irrompere. Peter fà un cenno
e Van Daan d'improvviso con tutto il fiato grida: - Polizia!
Polizia! I ladri si danno alla fuga. Gli uomini del «rifugio»
tentano di rimettere il pannello nella porta rimasta col buco...
ma da fuori qualcuno lo fa cadere. Passa una coppia, guarda dentro
con una pila: ai rifugiati non resta che fingere di essere i
ladri! - Ora certamente la coppia avvertirà la polizia! - dice
Peter. - Che cosa facciamo? - domanda Dussel.-
È festa, - risponde Frank. - Qui non verrà
nessuno per due giorni. Si dovrà restare con l'angoscia
della perquisizione per tutto quel tempo? -
Nascondete la radio! - dice la Van Daan - Se ci scoprono, addio...
-

Troveranno anche il «diario» di Anna - dice la mamma. -
Bisogna bruciarlo - consiglia una voce. - No, il mio «diario» no!
- protesta Anna. - Non diciamo sciocchezze -
interviene Frank - se ci scoprono... siamo ebrei e tanto
basta! Smettete di pensare al peggio, bisogna avere coraggio! La
notte non passa più. Trascorre nel silenzio interrotto da sospiri.
Per lo spavento è venuta a tutti la dissenteria ed è un altro
problema, perché non si può scendere a vuotare la latta di
fortuna. Finalmente, alle sette del mattino, dal telefono
dell'ufficio si chiama Kophuis per avvisarlo. Con la scusa di
portar da mangiare al gatto del magazzino, arrivano Elli, Miep e
Henk, che riferiscono gli sviluppi del fatto. La guardia notturna
ha avvertito la polizia. Henk dichiara che anche lui andrà a
deporre, per avvalorare il fatto e stornare i sospetti dal
«rifugio». Dirà anzi che non è stato rubato nulla, per evitare che
facciano sopralluoghi. In quanto alla coppia che aveva spiato
dentro, si tratta d'un fruttivendolo e di sua moglie, che abitano
poco lontano. - Quello deve supporre già molte cose
- interviene Miep. - Però siamo certi che non parla
- Anche questa volta il peggio è passato!
Ma la paura della notte, l'insonnia e i disagi conseguenti non si
cancellano facilmente: tutti hanno nello sguardo una dolorosa
incertezza.

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