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In un laghetto di montagna limpido e azzurro
vive Zippel, la trota. È scaltra e veloce. Nessuno dei pescatori
che trascorrono le vacanze nel campeggio vicino è mai riuscito a
prenderla all' amo. Un giorno arriva sul posto un circo ambulante.
L'attrazione della piccola troupe è un elegante pinguino di nome
Zappel: è l'unico pinguino che si conosca a non mangiare pesci.
Ogni giorno il personale del circo gli da da mangiare panini al
prosciutto e insalata. Se gli si mette davanti un pesce vivo,
subito Zappel fa amicizia con lui. Morirebbe di fame piuttosto che
mangiare un pesce. Una notte il custode dimentica di chiudere la
gabbia in cui vive Zappel. Il pinguino esce e si dirige
saltellando verso il lago: entra in acqua, ma la trova
insopportabilmente calda. Zappel salta subito fuori dal lago,
prima che la trota Zippel abbia il tempo di spaventarsi.

Il pinguino sceglie allora per la sua
passeggiata notturna una stradina nelle vicinanze. Arriva a una
fattoria e, attratto dall' odore, entra nella stalla. Lì trova un
grazioso porcellino rosa. «Mi chiamo Zuppel», dichiara il
porcellino, «e tu come ti chiami?». «Mi chiamo Zappel», risponde
il pinguino, "vuoi che siamo amici? Vieni, andiamo giù al lago a
giocare!". Zuppel sulle sue zampette rigide saltella così veloce
giù per il pendio che porta al lago, che Zappel non riesce a
stargli dietro col suo passo lento e saltellante.
Inciampa, rotola giù per la china, cade su Zuppel ed entrambi
piombano insieme nell' acqua fredda del lago, proprio sulla trota
Zippel. Quando tutti e tre si sono ripresi dallo spavento, il
pinguino chiede educatamente scusa agli altri due. «Vi prego di
scusarmi», dice, continuando a inchinarsi nella sua lucente
marsina bianca e nera, «oggi sono così agitato! Vi prego di
scusarmi!». Ecco che d'un tratto il porcellino balza in piedi e
comincia a sgambettare come un forsennato, in segno di simpatia
per il suo amico pinguino. «Fate anche voi come me», dice,
«sgambettare così è davvero divertente!». E subito Zippel inizia a
dimenarsi nell'acqua, poi spicca balzi in aria e si lascia
ricadere nel lago con grandi tonfi. Zappel si agita sulla riva
accanto a Zuppel. Batte le ali una contro l'altra, saltella, si
sbellica dalle risa tentennando il capo. Però con tutto quel
dimenarsi e agitarsi i tre fanno un gran baccano. Grugniscono,
fanno rumori di ogni genere: li si sente fin nel folto del bosco.
Il frastuono sveglia il vecchio gufo, il maestro degli animali.

Costui, irritato, si
stropiccia gli occhi, vola silenzioso fino alla riva del lago e
osserva dall' alto tutto quel trambusto. Poi chiama gli animali
del bosco, da tempo svegli a causa del rumore, e dice: «Giù in
riva al lago ci sono tre animali, un pinguino, un porcellino e una
trota, che fanno un gran baccano. Se continuano così, finiranno
per impazzire tutti e tre. Che degli uccelli facciano un tale
frastuono è normale, ma che lo facciano tre animali come quelli
non lo è per niente. Dobbiamo fare qualcosa. Chi ha un'idea?». Un
ragno nero e peloso con una macchia gialla sul dorso chiede la
parola e dice, con la sua vocina appena percepibile: «lo ho
un'idea, ma per adesso non ve la dico. Venite tutti domani mattina
alle cinque e mezza giù in riva al lago, e portatemi anche
qualcosa, perché la mia idea è davvero geniale e vale un
compenso». Sentito ciò, tutti gli animali se ne vanno alla svelta
a dormire, di modo che alle cinque, quando il gallo come
stabilito li sveglia con il suo chicchirichì, hanno riposato
almeno un po'. Tutti insieme si procurano il compenso che il ragno
aveva chiesto, due rane, tre topi e cinque lumache, e scendono
pian piano verso il lago, aspettando che arrivino il ragno e il
gufo. Nascosti dietro i cespugli, osservano Zippel, Zappel e
Zuppel che continuano ad agitarsi come ossessi alla luce della
luna, tanto che a malapena li si può distinguere l'uno dall'altro.
Sembra persino che ormai non si stiano più divertendo.

Ed ecco che di colpo, per tre volte di
seguito, si sente echeggiare un lugubre «Uhuuu!», e al tempo
stesso si vede il ragno che si cala lentamente da un ramo
attaccato al suo filo argenteo, proprio sulle teste dei tre che si
stanno dimenando come disperati. La macchia gialla sul dorso del
ragno risplende minacciosa alla luce della luna. Quando Zippel,
Zappel e Zuppel vedono l'insetto sopra le loro teste, spalancano
gli occhi per lo stupore. Il ragno attaccato al filo comincia
lentamente a oscillare avanti e indietro, mentre il gufo lancia i
suoi lamentosi «Uhuuu! Uhuuu! Uhuuu!». Dopo aver a lungo seguito
con gli occhi la macchia gialla che si muove su e giù, i tre amici
si sentono invadere da un' enorme stanchezza a cui non riescono a
resistere. Si lasciano scivolare a terra tutti e tre e cadono in
un sonno profondo. Anche gli altri animali si addormentano. Si
risvegliano soltanto cinque ore più tardi, quando il sole è già
alto nel cielo. «È stato un sogno», pensa Zippel.

«Però è stato bello riuscire a smetterla di
colpo con tutto quel dimenarsi», pensa Zappel. «Ho fatto davvero
una bella dormita, ci voleva», pensa Zuppel. E, cosa strana, tutte
le volte che dopo quella notte a Zippel, Zappel e Zuppel capita di
agitarsi tanto da non riuscire neppur più a divertirsi, è come se
davanti ai loro occhi apparisse una luminosa macchia gialla che
oscilla avanti e indietro, e alle loro orecchie risuonasse per tre
volte un lungo «Uhuuu! Uhuuu! Uhuuu!».
Per i genitori: «Zippel, Zappel e Zuppel fanno cagnara», ovvero
quando i bambini non riescono a stare calmi
Antefatto
Leo, Ludwig e Lena (i primi due sono
fratelli gemelli di undici anni, mentre Lena, la loro sorella, ne
ha dieci) dopo il divorzio dei loro genitori, che hanno deciso di
continuare a prendersi cura insieme dei figli, vivono a turno una
metà della settimana con la madre e l'altra metà con il padre.
Questo tipo di vita comporta per i ragazzi lunghi spostamenti per
raggiungere la scuola e i luoghi di divertimento. Inoltre essi
devono continuamente cercare di raccapezzarsi e adattarsi agli
stili di vita opposti dei loro genitori. Tutti e tre soffrono di
difficoltà di concentrazione e hanno problemi scolastici.
Obiettivo
Obiettivo della storia è mostrare ai ragazzi
come possono imparare ad allentare la tensione interiore e a
calmarsi quando lo stress a cui sono sottoposti nella vita di
tutti i giorni diventa troppo forte. Nella vita reale i tre
fratelli praticano il training autogeno come terapia che può
aiutarli a risolvere i loro problemi.
Procedimento narrativo
Questa storia è stata inventata dai
tre ragazzi. Leggendo ci si può rendere conto di come i tre
abbiano svolto questa loro attività e di come sia possibile
aiutare i bambini ad inventare storie, capendone il messaggio.
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