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“Allarme nel presepio”
di Gianni Rodari
a cura della prof.ssa Lidia Olei

L’attività, rivolta alle classi prime,
aveva lo scopo di sensibilizzare i ragazzi sul valore del Natale e
della diversità; ha permesso inoltre agli alunni di avvicinarsi ad
uno dei più apprezzati autori contemporanei e di esprimere in modo
creativo i loro pensieri e messaggi.
E’ stata letta la fiaba di Gianni Rodari “Allarme nel presepio” (con
finale aperto) e gli alunni sono stati guidati dall’insegnante
animatore ad ideare il loro finale. I testi sono stati realizzati a
piccoli gruppi, arricchiti con disegni, ed esposti nell’atrio nel
periodo natalizio.

Una volta, mancava poco a Natale, un
bambino fece il suo presepio. Preparò le montagne di cartapesta, il
cielo di carta da zucchero, il laghetto di vetro, la capanna con
sopra la stella. Dispose con fantasia le statuine, levandole una per
una dalla scatola in cui le aveva riposte l'anno prima. E dopo che
le ebbe collocate qua e là, al loro posto - i pastori e le pecore
sul muschio, i re Magi sulla montagna, la vecchina delle caldarroste
presso il sentiero - gli sembrò che fossero poche. Restavano troppi
spazi vuoti. Che fare? Era troppo tardi per uscire a comprare altre
statuine, e del resto lui di soldi non ne aveva tanti...

Mentre si guardava intorno, in cerca
di un'idea, gli capitò sotto gli occhi un altro scatolone, quello in
cui aveva messo a riposo, in pensione, certi vecchi giocattoli: per
esempio, un pellerossa di plastica, ultimo superstite di un'intera
tribù che marciava all'assalto di Fort Apache... un piccolo
aeroplano senza timone, con l'aviatore seduto nella carlinga... una
bamboletta un po' «hippy », con la chitarra a tracolla: gli era
capitata in casa per combinazione, dentro la scatola del detersivo
per la lavatrice. Lui, naturalmente, non ci aveva giocato mai, i
maschi non giocano con le bambole. Però, a guardarla, era proprio
carina.

Il bambino la posò sul sentiero del
presepe, accanto alla vecchietta delle caldarroste. Prese anche il
pellerossa, con l’ascia di guerra in mano, e lo collocò in fondo al
gregge, presso la coda dell'ultima pecora. Infine appese con un filo
l'aeroplano e il suo pilota a un alberello di plastica, abbastanza
alto, che una volta era stato un albero di Natale, di quelli che si
comprano ai Grandi Magazzini e trovò il posto anche per loro, sulla
montagna, non lontano dai re Magi e dai loro cammelli. Contemplò
soddisfatto il suo lavoro, poi andò a letto e si addormentò subito.
Allora si svegliarono le statuine del presepio. Il primo ad aprire
gli occhi fu uno dei pastori. Egli notò subito che c'era qualcosa di
nuovo e di diverso nel presepio. Una novità che non gli piaceva
troppo. Anzi, non gli piaceva per niente.
- Ehi, ma chi è quel tipaccio che segue il mio gregge con in mano
un'accetta? Chi sei?

Che cosa vuoi? Vattene in fretta,
prima che ti faccia azzannare dai miei cani.
- Augh, - fece per tutta risposta il pellerossa.
- Come hai detto? Senti, parla chiaro, sai? Meglio ancora, non
parlare per niente e porta il tuo muso rosso da un'altra parte.
- Io restare, - fece il pellerossa, - augh!
- E quella scure? Che ci fai, di' un po'? Ci accarezzi i miei
agnelli?
- Scure stare per tagliare legna. Notte fredda, io volere fare
fuoco.
In quel momento si svegliò anche la vecchina delle caldarroste e
vide la ragazzetta con la chitarra a tracolla.
- Dico, quella ragazza, che specie di cornamusa è la vostra?
- Non è una cornamusa, è una chitarra.
- Non sono cieca, lo vedo bene che è una chitarra. Non lo sai che
qui sono permesse solo zampogne e i pifferi?
- Ma la mia chitarra ha un bellissimo suono. Sentite...
- Per carità, smettila. Sei matta? Ma senti che roba.

Ah, la gioventú d'oggigiorno. Dammi
retta, fila via prima che ti tiri in faccia le mie castagne. E
guarda che scottano, perché sono quasi arrostite.
- Sono buone le castagne, - disse la ragazza.
- Fai anche la spiritosa? Ti vuoi prendere le mie castagne? Ma
allora sei pure una ladra, oltre che una svergognata. Ora ti faccio
vedere io... Al ladro! Anzi, alla ladra!
Ma il grido della vecchietta non fu udito. L'aviatore, infatti,
aveva scelto proprio quel momento per svegliarsi e accendere il
motore. Fece un paio di giri sul presepio, salutando tutti con la
mano, e atterrò vicino al pellerossa. I pastori lo circondarono
minacciosi:
- Cosa vuoi fare, spaventarci le pecore?
- Distruggere il presepio con le tue bombe?
- Ma io non porto bombe, - rispose l'aviatore, - questo è un
apparecchio da turismo. Volete fare un giretto?
- Fallo tu, il giretto: gira bene al largo e non farti più vedere da
queste, parti.

- Sí, sí, - strillò la vecchina, - e
mandate via anche questa ragazzaccia, che mi vuol rubare le mie
castagne...
- Nonnina, - fece la ragazza, - non dite bugie. Le vostre castagne,
se me le volete vendere, ve le pago.
- Mandatela via, lei e la sua maledetta chitarra!
- E anche tu, muso rosso, - riprese il pastore di prima, - torna
alle tue praterie: non vogliamo predoni, tra noi.
- Né predoni né chitarre, - aggiunse la vecchina.
- Chitarra stare strumento molto bello, - disse il pellerossa.
- Ecco, l'avete sentito? Sono d'accordo!
- Nonnetta, - fece l'aviatore, - ma perché strillate a quella
maniera? Dite piuttosto alla signorina di farci sentire qualcosa. La
musica mette pace.
- Facciamola corta, - disse il capo dei pastori, - o ve ne andate
tutti e tre con le buone, o sentirete un'altra musica.
- Io stare qui. Ho detto.
- Anch'io stare qui, - fece la ragazza, - come il mio amico Toro
Seduto. E anch'io ho detto.

- Io poi, - fece l'aviatore, - sono arrivato
da lontano, figuriamoci se me ne voglio andare. Su, ragazzina,
attacca, vediamo se la tua chitarra rabbonisce la compagnia...
La ragazza non se lo fece ripetere e cominciò a pizzicare le
corde...
Primo finale
Al primo accordo della chitarra, i pastori alzarono i bastoni e
fischiarono ai cani.
- Via di qua! Via subito!
- Acchiappa, Fido! Addenta, Lupo!
- Sotto, ragazzi: rimandiamoli al loro paese. - Anzi, mandiamoli a
quel paese...
Il pellerossa, senza arretrare di un passo, agitò la
sua scure di guerra.
- Io stare pronto, - disse, - augh!
Ma l'aviatore la pensava in altro modo.
- Su, - disse, - non è il caso di fare un macello. Salta
nell'apparecchio, ragazza. E anche tu, Toro Seduto, vieni via. Il
motore è acceso. Ci siete tutti? Si parte!
Con un rombo il piccolo apparecchio si staccò dal presepio e
cominciò a svolazzare intorno per la camera.

- Dove andiamo? - domandò la ragazza,
stringendosi al petto la chitarra per paura che il vento del volo
gliela portasse via.
- Conosco un magnifico scatolone dove si stava tanto tranquilli.
- Anch'io lo conosco.
- Anche io sapere. Augh!
- Allora, augh! Allo scatolone! Eccolo laggiú, è ancora aperto, meno
male. Festeggeremo per conto nostro, lontano da quegli ignoranti.
- Augh! - fece ancora il pellerossa. Ma non pareva del tutto
soddisfatto.
Secondo finale
Al primo accordo della chitarra i pastori agitarono
minacciosamente i loro bastoni.
- Va bene, va bene, - sospirò allora la ragazza, - la chitarra non
vi piace. Ecco la faccio a pezzi. Però, per favore, richiamate i
cani prima che mi strappino i pantaloni.
- Brava, è cosí che si fa, - approvò la vecchina delle caldarroste.
- Vieni, ti darò un po' di castagne.
- Prima, - disse la ragazza, - datemi un po' di farina. Tingeremo di
bianco Toro Seduto, cosí i pastori non avranno piú ragione di
diventare nervosi a guardarlo.
Ben pensata, - dissero i pastori. - Ma lui, muso rosso, è d'accordo?
- Augh, - fece il pellerossa. E si lasciò tingere tranquillamente di
bianco.

- E l'aeroplano? - domandarono i
pastori.
- Sapete che ne facciamo? - suggerì l'aviatore. - Gli diamo fuoco,
cosí ci scaldiamo.
- Ben pensata anche questa: tanto piú che la notte è fredda.
Il fuoco riportò finalmente la pace sul vecchio presepio. E intorno
al fuoco i pastori, al suono dei loro pifferi, ballarono la
tarantella
Terzo finale
Al primo accordo della chitarra i pastori fecero per
slanciarsi contro i tre nuovi venuti, ma una voce autorevole e
severa li trattenne:
- Pace! Pace!
Chi ha parlato?
- Guardate, uno dei tre Magi ha lasciato la carovana e sta venendo
dalla nostra parte. Maestà, quale onore!
- Il mio nome è Gaspare, non Maestà. Maestà non è un nome.
- Ciao, Gaspare, - disse la ragazza con la chitarra.
- Buona sera, figliuola. Ho sentito la tua musica. Be', non si
sentiva un gran che, con tutto quel chiasso. E ho sentito anche
della musica migliore. Ma la tua non era da buttar via.

- Grazie, Gaspare.
- Augh! - fece il pellerossa.
Salve anche a te, Toro Seduto, o Aquila Nera, o Nube Tonante, o
comunque tu voglia essere chiamato. E buona sera a te, pilota. E a
voi, pastori, e a te, nonnetta. Ho sentito il profumo delle tue
castagne.
- Questa ragazzaccia me le voleva portar via...
- Su, su, forse ti è sembrato. Non ha l'aria di una ladra.
- E questo tipaccio con l'accetta? - gridarono i pastori. - Ci si
presenta al presepio, con quel muso rosso?
- Avete provato a chiedergli perché è arrivato fin qui?
- Non c'è bisogno di chiederglielo. Si vede benissimo: voleva fare
una strage...
- Io avere sentito messaggio, - disse il pellerossa. - Pace agli
uomini di buona volontà. Io stare uomo di buona volontà.
- Avete sentito? - disse allora Gaspare. - Il messaggio è per tutti:
per i bianchi e per i rossi, per chi va a piedi e per chi va in
aeroplano, per chi suona la zampogna e per chi suona la chitarra. Se
odiate chi è diverso da voi, vuol dire che del messaggio non avete
capito nulla.
A queste parole fece seguito un lungo silenzio. Poi si sentì la
vecchina che bisbigliava: - Ehi, ragazzina, ti piacciono le
castagne? Su, prendi, e guarda che non te le vendo, te le regalo...
E voi, pilota, ne volete? E voi signor Toro Volante, scusate, non ho
capito bene il vostro nome, vi piacciono le castagne?
- Augh, - disse il pellerossa.

I FINALI DEI RAGAZZI
Classe 1A
La melodia che si diffuse dallo strumento della ragazza attirò
l’attenzione di Giuseppe che, avendo udito il suono della chitarra,
si avvicinò e vide che i personaggi del presepio stavano litigando.
- Perché litigate? – chiese.
- Litighiamo perché questa gente di un’altra realtà vuole
stravolgere il nostro presepio! – rispose un pastore.
- Noi non volere male, noi volere solo rallegrare presepio ma voi
volere rimandare noi nello scatolone.- Disse l’indiano.

Giuseppe intervenne:
- Se urlate sveglierete il bambino Gesù e lui, che è Messia di pace,
non vuole vedervi litigare.
Riflettendo, tutti decisero di rappacificarsi con gli stranieri:
organizzarono una festa e la vecchina offrì castagne gratis, il
pastore si procurò latte e formaggio dalle sue pecore e la ragazza
suonò con la sua chitarra insieme agli zampognari e ai pifferai.
All’improvviso si rovesciò lo scatolone sopra di loro, che conteneva
polistirolo; sul muschio si posò un manto di neve che trasmise
un’atmosfera ancor più natalizia.
Al mattino, quando il bambino si svegliò vide su tutte le statuine
il sorriso. Si rallegrò molto… per lui sarebbe stato un
bellissimo Natale.
MARTINA
SIMONE
MICHELE
DEBORA
Sentendo questo suono dolcissimo altri musicanti si avvicinarono a
lei. Iniziarono a suonare tutti insieme con i loro pifferi e le
zampogne.
In coro gridarono : - Questa sera faremo una grande festa!!La notte
si fece più intensa ; nel presepio si diffuse una gran melodia e il
pellerossa iniziò a ballare facendo la danza della felicità ed
invitò tutti a ballare con lui. Intanto l’aviatore si era messo in
cerca di pezzi di stoffa per creare la scritta <PACE> che poi espose
volando sul presepe.Tutti fecero pace diffondendo armonia e amore e
i pastori decisero di tenere a far parte del presepio la ragazza,
l’aviatore e il pellerossa.Al mattino, al risveglio, il bambino vide
che tutti i personaggi del presepio erano vicini e abbracciati.

MARTINA
ILARIA
LUCA
GIAN LUIGI
Ad un tratto intervennero i re Magi avvicinandosi al gruppo che
stava discutendo:
Perché state litigando? – Chiese Gaspare
La ragazza rispose:
- La vecchietta e i pastori non ci vogliono ma noi vorremmo restare
perché è un momento di festa per tutti; se mi lasciassero suonare
rallegrerei tutto il popolo e farei felice Gesù.
L’indiano disse ai pastori:
- Io volere aiutare voi, con mia ascia tagliare legna e fare recinto
per pecore.

I pastori a quel punto cambiarono
idea e risposero:
- Potete restare.
- Vengo anch’io ad aiutarvi – Disse l’aviatore. E si avvicinò al
gruppo.
Gaspare, vedendo che tutti si stavano rappacificando, disse:
- Finalmente la pace! Adesso possiamo festeggiare tutti insieme il
Natale con tranquillità e tanto amore.
Il mattino dopo il bambino al suo risveglio si avvicinò al presepe e
rimase stupito: vide il recinto con le pecore, i pastori, la
vecchina, i re Magi e gli stranieri tutti seduti in cerchio che
festeggiavano il Natale.
CAMILLA
ELEONORA
CHIARA
ANDREA
La musica era molto bella e altri suonatori si unirono a lei per
creare un’armonia speciale.
La vecchietta però tirò una caldarrosta e ruppe una corda della
chitarra.
A quel punto intervenne Gaspare:
- Non fate così perché Gesù è qui per infondere pace e serenità. Se
vi vedesse litigare sarebbe molto infelice, tutti dobbiamo essere
amici e anche gli stranieri vogliono donare i loro beni a Gesù.
Ad un tratto si sentì un pianto e una luce abbagliò gli occhi di
tutti…si era svegliato Gesù.

Era scesa la tranquillità nel
presepe, tutti si sentirono sereni e andarono ad offrire i loro doni
al Messia.
- Io andare ad accendere fuoco per festa – disse il pellerossa.
E così tutti ballarono e cantarono felici intorno al fuoco.
MATTEO
ALBERTO
MARCO
GIACOMO
Classe 1B
… Gli stranieri stavano per andare via quando sentirono Gesù bambino
che piangeva nella mangiatoia, così corsero verso di lui per farlo
calmare e rendersi utili.
La ragazza con la chitarra disse:
- Ti suonerò una ninnananna dolcemente affinchè tu possa calmarti e
apprezzare la musica fin da piccolo.
L’indiano invece si rivolse a lui con queste parole:
- Bambino non dormire in mangiatoia ma in culla intagliata da me,
augh. L’aviatore si alzò in volo e fece ricadere sul presepe della
polverina bianca, umida e gelida che riuscì a calmare tutti coloro
che avevano escluso i tre stranieri.
Il bambino si calmò e con voce flebile e soave disse ai pastori e
alla vecchietta:
- Il Natale è la festa dell’amore e della pace, perché volete
escludere queste persone?.

- Ci dispiace piccolo padre
misericordioso, abbiamo imparato la lezione – e dall’espressione che
assunse Gesù, capirono che li aveva perdonati. Da quel momento tutti
compresero che nel mondo uomini e donne devono amarsi e andare
d’accordo fra loro; se ciò si realizzasse non ci sarebbero più
guerre inutili e funeste.
Gli uomini devono essere amati per quello che sono.
FRANCESCO
JASMINE
ALESSANDRO
MATTIA
…Subito venne interrotta dalla vecchia che urlò:
- Smetti di suonare quell’attrezzo o mi romperai i timpani!
Il pellerossa intervenne:

- Sua musica essere molto meglio di
tue caldarroste che fare venire voltastomaco solo da odore.
Da lì cominciò una lunga e chiassosa lite che venne interrotta per
un istante dal pianto di un bambino.
Si svegliò anche l’angelo che disse:
- Per quale motivo c’è tutto questo baccano?
Risposero tutti con confusione:
- Ha spaventato le mie pecore!
- Vuole rubare le mie caldarroste!
- Ci vuole bombardare!
L’angelo aveva perso la pazienza e urlò:
- Vergognatevi, avete fatto piangere anche Gesù bambino con le
vostre inutili discussioni!
Vedendo le lacrime scendere dal delicato volto del piccolo Gesù,
tutti si sentirono in colpa e la vecchietta fece il primo passo
verso la pace:
- Sai ragazzina, il suono della tua chitarra non è poi tanto male.

Anche il pellerossa pentito disse:
- Anche le tue caldarroste non essere male.
Da lì iniziò la pace ma Gesù continuava a piangere lo stesso allora
decisero di fare una festa in suo onore.
Il pastore disse al pellerossa :
- Con la tua ascia potresti tagliare legna per fare un bel falò.
La ragazza disse:
- Io potrei suonare con quelli della cornamusa.
- Buona idea. Disse la vecchia. – Io cuocerò altre caldarroste.
L’angelo diede all’aviatore una polvere magica, la misero nel
carburante e partì. La polvere diventò neve e creò un’atmosfera
ancora più magica.
La mattina il bambino si svegliò, andò al presepe e vide che era
cambiato. Felice esclamò:
- Questo è proprio un Natale magico!!
TOMMASO
MARCO
FRANCESCA
MARGHERITA
… Ma Gesù, svegliato dal rumore, cominciò a tremare; aveva freddo
così il pellerossa senza dire niente si chinò a raccogliere dei
rametti e a tagliare con la sua ascia alcuni rami degli alberi. Poi
sfregò due pietre e accese un bel fuoco così il bambino si
riaddormentò.
Maria lo ringraziò e decise che lasciare l’indiano nel presepe fosse
una buona idea.

La vecchia delle caldarroste
rimproverò la ragazza:
- Hai visto che cosa hai combinato? Vattene o creerai solo danni!
La ragazza per tutta risposta si mise a suonare; un suonatore di
cornamusa la sentì e non sapendo resistere, si mise a battere le
mani:
- Brava, brava! D’ora in poi rimarrai qui a suonare con me.
Poco dopo l’aviatore planò accanto alla signora delle caldarroste
che invece di arrabbiarsi guardò l’aereo con interesse. Lui stupito
le chiese se desiderasse fare un giro e lei rispose:
- A me piacerebbe tanto volare!
Allora l’aviatore la fece salire a bordo e partì. Finito di volare
atterrarono e la vecchia lo ringraziò:
Grazie, è stato un bel viaggio, stai qui con noi.
Così il pilota, l’indiano e la ragazza rimasero lì insieme alle
statuine: la ragazza suonava con lo zampognaro, il pellerossa
raccoglieva legna per alimentare il fuoco e badava le pecore mentre
l’aviatore portava i pastori a viaggiare sull’aereo.
E nel presepe tornò l’armonia.
PAOLO
CHIARA
ELISA
GUSTAVO FEDERICO
Ma mentre la bambina cominciava a suonare, il pastore insultò il
pellerossa.
- Tu, faccia rossa, sai solo fare augh!
Il pellerossa arrabbiato si mise ad inseguire con la sua ascia il
pastore.
- Ti prendo, faccia bianca!
La vecchietta delle caldarroste, vedendo il pellerossa imbronciato e
arrabbiato, si arrabbiò anche lei con la ragazza e la inseguì con le
caldarroste in mano anche se bollivano.

- Vieni qui, zampognara da strapazzo!
Urlò.
- Io non sono una zampognara, sono una chitarrista.
Anche l’aviatore cercò di allontanarsi dai pastori ma l’aereo non
aveva più benzina così in breve venne accerchiato.
Nella lite generale nessuno si era accorto che il tempo passava
finchè l’angelo fu svegliato dal fracasso e dagli urli. Cercò di
rappacificarli:
- Perché litigate? Non vi siete accorti di come avete ridotto il
presepe? Ricordatevi che siete tutti uguali, anche se diversi
nell’aspetto esteriore. Le parole dell’angelo ebbero il sopravvento.
In breve tutti si calmarono ed iniziarono a rimettere tutto a posto.
La mattina dopo il bambino si svegliò ed andò a vedere il suo
magnifico presepe. Lo ritrovò cambiato dalla sera prima, le
statuette si erano magicamente spostate attorno al nuovo nato: Gesù.
ILARIA
MATTEO
EDOARDO
LAURA
Classe 1C
Il suono prodotto dalla chitarra raggiunse la capanna dove Gesù
riposava. Ad un tratto un pianto invase le orecchie di tutti i
presenti; Maria, accortasi che Gesù si era svegliato, cercò di
calmarlo con una dolce filastrocca. Intanto il gruppo che litigava
si accorse che stava arrivando Giuseppe con sguardo imbronciato che
esclamò:
- Cos’è questo baccano, perché avete svegliato mio figlio? E perché
state litigando con i nuovi venuti?
- Proprio perché sono nuovi, sono venuti senza essere stati
invitati!
- E inoltre sono molto diversi da noi – Aggiunse la vecchietta.
Ma Giuseppe, che non era soddisfatto della risposta ricevuta,
aggiunse:

- Chissà quante cose potreste
imparare da questi nuovi arrivati.
Ad un tratto un giovane pastorello, convinto che gli stranieri
fossero simpatici e ingegnosi, si fece avanti e disse:
- Non dovremmo giudicare gli stranieri senza prima conoscerli,
pensando solo all’aspetto esteriore, ma a quello interiore.
Gli abitanti del presepe, convinti dalle parole giuste del pastore,
iniziarono lentamente ad avvicinarsi agli stranieri…e nel presepe
tornarono la pace e l’armonia del Natale.
DAVIDE
FEDERICO
SARA
SIMONE
Tutti si lamentarono per quella musica stonata e un pastore che
dormiva disse:
- Questo così non è un vero presepio, andatevene, voglio dormire!
- Certo che è un vero presepio – disse l’aviatore.
Per tutta risposta il vecchio disse:
- Nei presepi non ci sono ragazze hippy, aviatori e indiani!
Maria, molto seccata per la confusione, volle mettere pace e
raccomandò: - Il bambino Gesù non sarebbe felice di vedere queste
liti; i tre stranieri possono rimanere però tutti noi dobbiamo
collaborare per allestire al meglio questo presepio. Tutti furono
d’accordo, capirono ciò che significa veramente il Natale ed ebbero
l’idea di portare altri personaggi nel presepio. Cercarono in ogni
angolo della stanza, trovarono una bambolina peruviana, una
ballerina di cristallo e un cavallo che trainava un carretto di
legno e gli domandarono:

- Volete venire con noi ad adorare
Gesù ?
- Sì, volentieri – risposero loro.
Alla fine il presepio fu una vera distesa di colori e il bambino,
quando si svegliò, fu talmente felice che pensò di tenerlo anche per
l’anno dopo.
ELISA
ALEXA
GIACOMO
MATTIA
E tutti, meno i tre nuovi arrivati, si tapparono le orecchie per il
frastuono. Un pastore urlò:
- Fatela smettere, è insopportabile, basta, è troppo!!
E la vecchia che si era scottata gridò:
- Andate via, fuori, basta!!
Da lontano si videro tre ombre, due alte e una bassa. Un pastore
disse:
 
- Quelli sono Gesù, Maria e Giuseppe.
Gesù si fece avanti e chiese agli stranieri:
- Voi chi siete?
- Siamo viaggiatori arrivati qui per caso però, essendo Natale,
anche noi ti vorremmo lodare e pregare.
Intervenne la nonnina:
- Non è vero; guarda, sono armati!
E Gesù:
- Loro non sono qui per uccidere: l’indiano usa la sua ascia per
scaldarsi e continuare a vivere, la chitarra non è un’arma e
quell’aereo non è carico di bombe!
Arrivarono anche i re Magi che dissero:
- Chi sono questi stranieri? Sono pericolosi, Signore non ti
conviene stare loro vicino.
- Loro non sono cattivi. – Li rimproverò Gesù.
Allora i pastori, la vecchia e i re Magi capirono e da quel momento
tutti diventarono amici.
MICHAEL
TOMMASO
MARTA
ARTURO
ALESSIA
La musica attirò zampognari e pifferai e altri personaggi che si
misero a ballare, cantare e suonare insieme a lei.
- Brava! ancora, ancora! – esclamò una donnina e tutti insieme si
misero a battere le mani.
- Avevo sbagliato sul tuo conto, sei veramente brava a suonare –
disse la vecchietta delle caldarroste.
- Grazie del complimento nonnina.
- Se volete potete rimanere con noi per quest’anno e per tutti gli
anni che vorrete. – Dissero tutti in coro.
- Noi rimanere volentieri, evviva!
Per festeggiare l’avvenimento l’indiano andò a tagliare la legna

per il fuoco e l’aviatore andò in
giro per il presepio ad invitare tutti i personaggi che incontrava:
i vasai, i re Magi, la Sacra Famiglia, la guardiana delle oche, i
pastori… Quando i preparativi terminarono, cominciarono i
festeggiamenti di benvenuto e tutti si divertirono fino a tardi poi,
al mattino, tornarono ai loro posti. Era Natale e il bambino,
svegliandosi, vide sui visi delle statuine un raggiante sorriso.
MARCO
MATTIA
ERIKA
ILARIA
Classe 1D
Sopra la capanna il bambino aveva posizionato un angelo che, appena
sentì il suono dello strumento e la discussione, intervenne e disse:
- Cosa sta succedendo?.
Il pellerossa rispose:
- Noi stare discutendo perché io, l’aviatore, la bambina volere fare
parte del presepe, ma la vecchia delle caldarroste e i pastori non
volere!.
- Il Natale dovrebbe essere un momento di festa, voi invece lo state
trasformando in un momento di litigio.

I pastori si guardarono negli occhi
con la vecchia delle caldarroste e rivolgendosi all’angelo dissero:
- Hai ragione! Siamo stati un po’ troppo egoisti ! Per farci
perdonare da Gesù potremmo accogliere gli stranieri.
La bambina così continuò a suonare la chitarra, si riunirono tutti
attorno a Gesù e cominciarono a fare festa.
La mattina dopo, quando il bambino si svegliò, trovò le statuine
abbracciate fra loro.
GIADA
SAMANTA
RASCHI
GIACOMO
Da quello strumento usci una melodia meravigliosa. Tutti si misero a
ballare tranne la vecchietta.
- Tu non mi convinci- Disse rivolgendosi alla bambina – Per vedere
se sei degna di rimanere in questo presepio dovrai superare delle
prove.
La bambina pensò un po’, ma poi disse:
- Sono disposta a tutto, mi dica cosa devo fare?
La vecchietta chiamò i pastori, ma poi intervenne Maria: – Ma
signora, le sembra il caso di fare superare delle prove ad una
bambina di quell’età ?
La vecchietta disse:
- Sì, è vero forse è un’idea un po’ sciocca, allora la farò suonare,
per una settimana giorno dopo giorno, con interruzioni solo per
dormire e per mangiare.
- Io suonerò anche per una settimana ma oltre a me resteranno anche
i miei amici.
Poi prese a suonare ininterrottamente. Tutti ballarono tranne Maria
e Giuseppe che non erano riusciti a convincere la vecchia a lasciare
in pace la bambina.
Quando smise di suonare, nel presepio calò un silenzio di tomba. La
prima persona che parlò fu il pellerossa:
-Augh, tu suonare molto bene!!
Tutti applaudirono e gli altri musicisti le chiesero se voleva
suonare con loro.
  
-Certo- rispose felice la ragazza.
Così nel presepio il Natale fu fantastico ed in seguito anche il
Capodanno e l’Epifania, quando il Bambino Gesù ricevette anche i
doni dei re Magi: mirra, oro e incenso.
GIULIA
FRANCESCO
MATTEO
SIMONE
…della sua chitarra. La vecchietta, sentendo questo suono melodioso,
capì che aveva sbagliato a giudicare la ragazzina e le disse: -
Scusami mi sono resa conto che la tua musica non è poi così male!
Allora la vecchietta sparse la voce per tutto il presepio; la gente
man mano che arrivava sentiva questa melodia e al centro del
presepio si formò una grande folla capace di far nascere una festa
natalizia. Così la festa cominciò, e ognuno volle dare il suo
contributo per questo avvenimento. Allora ciascuno volle dare il
proprio contributo:
- Io porto il formaggio!
- Io invece ho del vino!

- Io andare a prendere legna per fare
fuoco!
- Io ti aiuto volentieri!- Disse un pastorello.
- Posso aiutarvi anch’io?- Chiese una signora.
- Io porto un cestone di frutta per tutti – Disse la moglie di un
pastore. Improvvisamente mentre tutti ballavano si sentì un grosso
frastuono; era l’aviatore che stava facendo le piroette nel cielo
scrivendo col fumo: VIVA L’AMICIZIA; e tutti guardandolo si
rallegrarono. Così da quel momento nel presepio si festeggiò la
grande amicizia, con una super festa.
Tutti ne furono felici… soprattutto Gesù.
NICOLO’
MANUEL
MATTEO
…con quella dolcissima melodia Maria si svegliò e uscì dalla
capanna. Si incamminò e vide persone nuove: il pellerossa, il pilota
e la ragazza che suonava la chitarra. Maria si avvicinò e le disse:
- Come sei brava a suonare, ti invito alla mia capanna appena puoi
così potrai suonare qualcosa di dolce per mio figlio Gesù.
La vecchia delle caldarroste erano gelosi e rossi dalla rabbia
gridarono:

- Ma Maria, loro sono pericolosi!
- Che cosa vi hanno fatto?
Quei tre non sapevano cosa rispondere allora la vecchia delle
caldarroste disse:
- Mi hanno rubato tutte le castagne!
- Non è vero, sono tutte lì – la rimproverò Maria – perché non fate
pace? Tutti risposero sì tranne il pellerossa, l’aviatore e il
pastore che rimasero in disparte mentre gli altri festeggiavano.
Poi, anche loro, vedendo la gioia sui volti degli altri, decisero di
unirsi al gruppo e fare la pace.
Così la vecchina e la bambina si strinsero la mano e fecero lo
stesso i pastori, il pilota e il pellerossa.
SARA
RAHABARNIA
SAMANTA
MINOU
Classe 1E
. . . della chitarra ma i pastori, infuriati, gridarono:
- Smetti con questo strimpellamento!
- No.- intervenne l’aviatore.
La vecchia, con un falso sorriso ingannò i tre forestieri dicendo:
- Venite con noi a fare pace sulla montagna, così potremo ascoltare
i melodiosi suoni di chitarra mentre ci scaldiamo davanti ad un
ardente fuoco.

Dopo aver terminato la frase fece
l’occhiolino ai pastori che compresero le sue vere intenzioni.
Allora tutti insieme si incamminarono verso la montagna.
Una volta in cima, i pastori e la vecchia volevano spingere i nuovi
arrivati giù dal precipizio ma, proprio quando erano sull’orlo del
baratro, l’affascinante stella cometa si mosse e passò sopra le loro
teste. La bontà prese il sopravvento nei cuori dei pastori e della
vecchietta e tutti molto dispiaciuti dissero:
- Perdonateci, non sappiamo che ci è preso! Solo adesso abbiamo
capito quanto siano importanti tutte le persone. Volete festeggiare
con noi la nascita di Gesù?
- Sì - risposero tutti in coro. E cantando e danzando andarono
accanto al piccolo che sorrise felicissimo.
E così, diventati amici, si riaddormentarono facendo avere al
bambino il presepe più bello che ci sia mai stato.
DANIELE
MICHELE
ALBERTO
MELISSA
…In quel momento arrivò Maria che, un po’ frastornata per la
confusione, chiese cos’era successo. I pastori raccontarono
l’accaduto spiegando con precisione che erano arrivati degli
sconosciuti, che davano fastidio e non volevano andare via.
Le urla diventarono sempre più forti e così svegliarono Gesù che si
mise a piangere a più non posso.
Maria propose un accordo; si rivolse alla bambina e disse:
- Tu bambina puoi rimanere ma mi farebbe molto piacere se per far
addormentare il mio piccolo potessi suonare e cantargli una
ninnananna.
La ragazza annuì, si avvicinò a Gesù e iniziò a suonare una
canzoncina al bambino che poco dopo si addormentò.
In quel momento si propose l’indiano e disse:
- Io con mia accetta potrei tagliare legna ed accendere un grande
fuoco così potremmo riscaldarci tutti.
Intervenne anche l’aviatore:

- Io potrei aiutare l’indiano e
ballare attorno al fuoco per divertire vostro figlio. Maria accettò
e in breve la confusione cessò perché tutti avevano capito che i tre
sconosciuti non erano aggressivi e che volevano solo aiutare e
collaborare; così tutti fecero pace e si riunirono intorno al fuoco,
mangiarono le castagne, ballarono e cantarono.
Un altro Natale era arrivato, ancora più bello e più ricco di quello
dell’anno precedente.
RICCARDO
SHARON
DEBORAH
RICCARDO
...con la discussione animata ed il suono della chitarra, Gesù
iniziò a piangere così Maria chiese aiuto ai nuovi personaggi del
presepio:
- Vi prego, confortate il mio piccolo che è spaventato dalla
confusione qui intorno!
- Augh, ci penso io – L’indiano ideò un balletto e Gesù, vedendolo,
rise.
La ragazza suonò e cantò una bella canzone; uno dei pastori era
ancora nervoso ed arrabbiato ma sentì la bella canzone della
fanciulla e si calmò.
Il guardiano delle pecore, sentendo il neonato piangere, si commosse
e decise di tagliare la lana ad una sua pecora per realizzare una
coperta perché pensava che il bambino sentisse freddo.
Vedendo che tutti aiutavano Gesù, anche la vecchietta volle dare un
contributo dicendo:

- Per fare contento Gesù, darò un po’
di cibo a tutti voi.
Anche il pilota decise di aiutarli: con l’elica rotta che non gli
era più utile, costruì una piccola giostra per il bambino.
Ognuno col proprio contributo riuscì a confortare il piccolo, tutti
smisero di litigare e nel presepio ritornò la pace.
EMANUELE
DAVIDE
GIACOMO
PAOLA
….ma ormai tutti stavano litigando con i nuovi arrivati e
svegliarono il bambino: Maria, stanca per le urla delle liti e per i
pianti del figlioletto, intervenne nella confusione che si era
creata esclamando:
- Calma, è Natale e ognuno di voi può contribuire ad aiutare Gesù.
Poi si rivolse ai nuovi arrivati dicendo:
- Ragazza, tu potresti, con il dolce suono della tua chitarra,
cantare una ninnananna al mio piccino mentre tu, pellerossa,
potresti tagliare legna e riscaldare con un grande fuoco la capanna.
Gli stranieri furono felici per la decisione di Maria e ubbidirono
però altri continuavano ugualmente a litigare.

Improvvisamente nel cielo le stelle divennero
più luminose e splendenti. Questo segnalava l’arrivo di un nuovo
personaggio: con un tocco di magia dell’angelo comparve un vecchio
canuto con le sue renne cariche di doni e intervenne nella
discussione dicendo:
- Lo scopo del Natale è di accettare il prossimo, fatevi del bene e
tutti saranno contenti…poi scomparve nella notte magica.
Le sue parole entrarono nel cuore dei personaggi e tutti capirono il
vero scopo del Natale. A quel punto il presepe cadde in una
tranquilla quiete e il bambino Gesù si addormentò.
FRANCESCA
LARA
ALESSANDRO
ELENA
 
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