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IL CESTINO
DIMENTICATO
atto
teatrale unico
di Franco
Zaffanella
2004
Personaggi:
Il cestino
dimenticato
Il
lampione
Cestino
Bullo
Cestino
Bello
Cestino
Ballo
Cestino
Billo
Cestino
Bollo
Fata Lilla
Altre
ballerine
Bambino
Franco
Bambino
Cristian
Bambino
Gianni
Il signore
con il giornale
La bambina
con la bottiglia d’acqua
Il signore
che fuma
Il bambino
con la lattina
* *

L'incuria
è il degrado in cui un piccolo giardino di periferia si ritrova
provoca seri guai ad un cestino per la raccolta dei rifiuti. Cestino
che per questi motivi non ha più nulla da fare, visto che la zona
non è più frequentata da nessuno. Dopo tanto lamentarsi,
sperando di poter ritornare a lavorare, il cestino non avrà solo la
fortuna di ritornare a farlo, ma di farlo in modo molto più utile ed
ecologico
La
scenografia è un giardino pubblico degradato, con cestino per
i rifiuti,un lampione e una panchina.
NARRATRICE

Musica
Questa
storia che ora andiamo a raccontare si svolge in un piccolo e
degradato giardino di una grande città. Questo era ormai da molto
tempo abbandonato, nessuno più lo frequentava e solo una vecchia
panchina arrugginita ed un lampione rotto facevano compagnia ad un
cestino per la raccolta dei rifiuti che nessuno più usava. Il
cestino non potendo più svolgere la sua funzione era diventato molto
triste, e spesso si lamentava della malasorte che il destino gli
aveva assegnato.
Musica
CESTINO
DIMENTICATO – Ah come sono stanco,sempre qui da solo, nessuno che mi
getta dentro qualcosa. Pensare che una volta lavoravo così tanto,mi
vuotavano ogni due giorni. Quella si che era vita!

LAMPIONE –
Ma cosa c’è sempre da lamentarsi,guarda io allora! Sono qua con la
lampada rotta e nessuno che mi aggiusta.
CESTINO
DIMENTICATO – Ma tanto a cosa può servire? A chi devi fare luce? Non
vedi che da qui non passa più neanche un cane. Mi domando cosa ci
sto a fare, almeno potessi muovermi come certi cestini che conosco.
LAMPIONE –
Ah quelli,begli amici che hai.
CESTINO
DIMENTICATO – Guarda che quelli non sono per niente miei amici!
LAMPIONE –
Infatti vengono dalle piazze e dalle vie più belle della città solo
per prenderti in giro, e farti vedere tutto il lavoro che loro
fanno.
CESTINO –
Già, e io a marcire in questo buco.
LAMPIONE –
Per la verità siamo in due a marcire qui,anzi in tre perché c’è
anche la panchina.
CESTINO –
E’ vero, lei poi dal dispiacere ha perso anche la parola.
LAMPIONE –
Guarda, si parla del diavolo e spuntano le corna, stanno arrivando i
cestini.
CESTINO -
Grazie dell’informazione,adesso sono proprio contento. ( In scena
entrano i cinque cestini sbruffoni )
CESTINO
BULLO – Hei! Ciao,come va la vita?
CESTINO
DIMENTICATO – Sono qui . . .
CESTINO
BELLO – Siamo venuti a trovarti.
CESTINO
DIMENTICATO – Lo vedo, ormai sono abituato alle vostre simpatiche
visite. ( Con ironia )
CESTINO
BALLO – Allora oggi cosa hai raccolto?
CESTINO
DIMENTICATO – Oggi? Ehhh . . . nulla ho raccolto, ormai dovreste
saperlo che in questo giardino non passa e non viene più nessuno.
CESTINO
BILLO – Guarda invece io cosa mi hanno buttato dentro: un giornale,
una lattina, della carta e due cicche, in piazza Dante oggi è
passata tanta di quella gente.

CESTINO
BALLO – Io invece ho due bottiglie di birra, un vasetto di yogurt,
carta di caramelle, e un pacchetto di sigarette.
CESTINO
BULLO – Io ho raccolto una scatoletta di cartone, del cellophane,
una lattina d’alluminio e altra robaccia.
CESTINO
BELLO – Da me hanno buttato un pannolino, una scatoletta e due
bottiglia di plastica.
CESTINO
BALLO – Ma io vi batto tutti! Ho una palla bucata,una bottiglietta
di vetro, due lattine, due giornali, una rivista, del polistirolo e
due bottiglie di plastica.
CESTINO
BOLLO – Bella forza tu sei in piazza delle erbe e li passa molta più
gente.
CESTINO
BALLO – Che volete ognuno ha il posto che merita.
CESTINO
BELLO – Giusto, ma adesso è meglio andare, c’è un molto lavoro che
ci aspetta.
CESTINO
BILLO – E’ vero andiamo. ( Tutti salutando se ne vanno lasciando il
cestino triste e avvilito )
CESTINO
DIMENTICATO – Ognuno ha il posto che si merita! E cosa vuol dire?
Che io mi merito questo posto? Non credo proprio, io non mi
rassegnerò mai a rimanere qui a far niente!
LAMPIONE –
Mi sa invece che qui le cose non cambieranno.
CESTINO
DIMENTICATO – Già, per cambiare veramente le cose ci vorrebbe una
bacchetta magica.
Musica
(
Improvvisamente al suono della musica accompagnata da alcune
ballerine entra in scena la Fatina Lilla con bacchetta magica in
mano, ed improvvisano una danza attorno al cestino. ) Al termine:
FATA LILLA
– Buongiorno.
CESTINO
DIMENTICATO – Buongiorno, ma tu chi sei?
FATA LILLA
– Sono Fata Lilla, e con la mia bacchetta magica esaudisco tutti i
desideri.
CESTINO
DIMENTICATO – Allora puoi esaudire anche il mio desiderio?
LAMPIONE –
E il mio?
FATA LILLA
– Certo, sono qui apposta.
CESTINO
DIMENTICATO – Davvero? Questa si che è una gran bella notizia.
Allora fai ritornare la gente in questo giardino, in modo che io
possa ritornare a lavorare.
FATA LILLA
– Se è questo che vuoi io posso aiutarti, basta che reciti insieme a
me la formula magica.
CESTINO
DIMENTICATO – Allora fallo subito, io non aspetto altro!
FATA LILLA
– Va bene, allora ( Alza la bacchetta poi ci ripensa ) ma sei sicuro
di volere questo?
CESTINO
DIMENTICATO – Ci mancherebbe! Sono mesi che sono qua a far niente,
sono stato costruito per lavorare per tenere pulito questo giardino.
FATA LILLA
– Sai stavo pensando che per accontentare te o il tuo amico lampione
dovrei oggi scontentare qualcun altro, e non potrei esaudire
desideri che magari potrebbero essere molto più importanti dei
vostri.
CESTINO
DIMENTICATO – E cosa vorresti dire? Il mio è un desiderio
importante!

FATA LILLA
- Voglio dire che siccome ti vedo molto motivato non userò il potere
della mia magia, perché sono certa che qualcosa comunque succederà.
CESTINO
DIMENTICATO – Ma come? Ma perché fai questo a me, perché non mi
aiuti? Cosa vuoi che possa succedere, qua non succede mai nulla!
FATA LILLA
– Io invece sono convinta che chiunque sia interessato a cambiare in
positivo le cose, chi si riempie di buoni propositi come te, prima o
poi realizzerà i suoi desideri.
CESTINO
DIMENTICATO – Ascolta andiamo sul sicuro, visto che sei qua fammi
questo favore, poi sarà quel che sarà.
FATA LILLA
– Mi spiace molto ma non posso, comunque abbi fiducia, ciao. ( Ed
esce )
CESTINO
DIMENTICATO – Come ciao!? Lampione digli qualcosa anche tu, non
stare li impalato.
LAMPIONE –
Ah scusa mi ero addormentato.
CESTINO
DIMENTICATO – Ma sentilo, adesso che la nostra vita poteva cambiare
lui si addormenta!
LAMPIONE –
Insomma cos’è successo?
CESTINO
DIMENTICATO – E’ successo che è andato tutto storto, e la Fata Lilla
se ne è andata senza usare la sua bacchetta magica. Povero me quale
sarà il mio destino?
LAMPIONE –
Qui vicino a me sarà sempre al buio,e adesso lasciami dormire per
favore.
CESTINO
DIMENTICATO – Certo torna a dormire, non sai fare altro.
Musica
Si
abbassano le luci
Narratrice

Il cestino
dimenticato perde così una ghiotta occasione per poter ritornare al
suo antico splendore, rammaricato anche da come la Fata Lilla lo
aveva trattato, illudendolo e poi liquidandolo in quel modo.
Purtroppo nemmeno il Lampione non lo supportava più di tanto, e
doveva quindi confidare solo sulla sua volontà, per uscire da quello
stato di umiliante abbandono.
Musica
( In
questo momento entra in scena un bambino con un sacchetto di
patatine in mano, dopo essersi guardato intorno si gira verso il
cestino per fare la pipì ai suoi piedi )
CESTINO
DIMENTICATO – Hei! Cosa pensi di fare?
FRANCO –
Oh Dio che spavento! Ma tu parli!
CESTINO
DIMENTICATO – Certo che parlo, perché sono un cestino cosa pensi che
non abbia nulla da dire.
FRANCO –
Scusa ma non volevo . . .
CESTINO
DIMENTICATO – Certo non volevi farmi la pipì sui piedi! Sarebbe
stata la degna conclusione per questa giornata del cavolo! "Chi è
pieno di buoni propositi realizza i suoi desideri" , parole di Fata
Lilla. Si vede infatti cosa si stava realizzando.
FRANCO –
Ma tu hai anche dei desideri?
CESTINO
DIMENTICATO – Eccome! E veramente di desideri ne avrei solo uno,
quello di poter lavorare.
FRANCO – E
che lavoro sarebbe?
CESTINO
DIMENTICATO – Come che lavoro sarebbe? Sarebbe quello di poter fare
il lavoro per il quale sono stato costruito:raccogliere rifiuti. Ma
come vedi questo giardino è abbandonato, non si ferma più nessuno,
ormai sono mesi che sono vuoto.
FRANCO –
Io ho finito le mie patatine, se vuoi ti metto dentro il sacchetto.
CESTINO
DIMENTICATO – Grazie,sarebbe troppo bello.
FRANCO –
Eccoti accontentato. ( E getta nel cestino il sacchetto vuoto delle
patatine )
CESTINO
DIMENTICATO – Grazie sei veramente gentile,che emozione raccogliere
qualcosa,sai non ricordavo neanche più com’era, ma tu come ti chiami
bambino?
FRANCO –
Mi chiamo Franco, e tu come ti chiami?
CESTINO
DIMENTICATO – Mi chiamo Cestino, anzi Cestino dimenticato,ah come
vorrei che questo giardino ritornasse come una volta con tanti
rifiuti da raccogliere.
FRANCO –
Sai Cestino dimenticato stavo pensando come poterti aiutare.

CESTINO –
Sei troppo buono, ma come potresti aiutarmi?
FRANCO –
Beh, potrei per esempio tagliare l’erba, ridipingere la panchina . .
. ( Interrotto da Cestino dimenticato ).
CESTINO
DIMENTICATO – Cambiare la lampadina al mio amico lampione, che
adesso sta dormendo.
FRANCO –
Certo, insomma rendere più accogliente questo posto, in modo che le
persone tornino a frequentarlo.
CESTINO
DIMENTICATO – Sei un genio,sarebbe veramente una soluzione, visto
che nessuno purtroppo ci pensa.
FRANCO –
Per la verità toccherebbe al Comune.
CESTINO
DIMENTICATO – Ohhh Dio il Comune!!!
FRANCO –
Perchè cos’ha il Comune?
CESTINO –
Cos’ha? E lui la causa delle mie disgrazie.
FRANCO –
No preoccuparti, adesso vado ha chiamare due miei amici e
risolveremo il problema.
CESTINO
DIMENTICATO – Grazie, vai pure, io ti aspetto.
FRANCO –
Ciao a dopo.
CESTINO
DIMENTICATO – Ciao.
Musica
Narratrice

Senza
nemmeno rendersene conto,per Cestino dimenticato si stava forse
avverando quello che la fata Lilla aveva auspicato. Il bambino
Franco rappresentava ora la soluzione dei suoi problemi. L’incuria e
l’abbandono che da tempo il giardino soffriva stava finalmente per
diventare solo un triste ricordo.
Musica
( Rientra
in scena il bambino con i suoi due amici;uno di questi ha un
tosaerba, Franco e l’altro hanno un barattolo di colore, pennelli e
la lampadina da cambiare al Lampione )
FRANCO –
Eccoci qua, questi sono i miei amici: Gianni e Cristian. ( Tutti
salutano Cestino dimenticato )
CESTINO
DIMENTICATO – Ciao, io sono Cestino dimenticato.
FRANCO –
Allora al lavoro ragazzi,dimostriamo che i giovani sanno fare anche
cose importanti e utili.
GIANNI –
Certo e lo facciamo volentieri.

CRISTIAN –
Con la speranza che il nostro lavoro possa servire a qualcosa.
Musica
( Con una
musica ritmata i 3 bambini che lavorano nel giardino )
Musica
FRANCO –
Ecco, questo giardino è tornato nuovo.
CESTINO
DIMENTICATO – Grazie Franco, grazie mille, mi avete commosso, non so
proprio come ringraziarvi.
GIANNI –
Non ci devi ringraziare, noi abbiamo soltanto fatto una cosa che
ritenevamo giusta.
CRISTIAN –
E questo giardino adesso è diventato proprio bello.
FRANCO – E
adesso non ci resta che aspettare per vedere se la gente ritorna.
CESTINO
DIMENTICATO – Credo proprio che questo succederà, grazie a voi.
FRANCO –
Però adesso stavo pensando ad un’altra cosa, tu Cestino dimenticato
hai bisogno di compagnia.
CESTINO
DIMENTICATO – Di compagnia? Ma io ho qua il mio amico Lampione, va
beh lui dorme quasi sempre, ma comunque c’è.
FRANCO –
No intendevo un’altra cosa,lascia a fare a me, andiamo. Ci vediamo
dopo. ( Ed esce di scena con i suoi amici )

CESTINO
DIMENTICATO – Ciao.
Musica
Narratrice
Cestino
dimenticato era felicissimo, sicuro che il giardino così com’era
stato sistemato avrebbe potuto far ritornare di nuovo tante persone.
Dopo molto tempo poteva sperare di ritornare a lavorare come una
volta. Ora era anche curioso di sapere chi avrebbe portato Franco e
i suoi amici a fargli compagnia.
Musica
(
Rientrano in scena i 3 amici ed hanno tra le mani altri tipi di
cestini )
CESTINO
DIMENTICATO – Hei ragazzi, cosa avete portato?
FRANCO –
Forse tu non lo sai, ma oggi si fa la raccolta differenziata.
CESTINO
DIMENTICATO - E cos’è?
FRANCO –
E’ molto semplice, tutti i rifiuti che si buttano via, devono essere
messi nei contenitori appositi, in modo che poi molti di questi
possano essere riciclati e diventare nuovi beni.
CESTINO
DIMENTICATO – Questa si che è una bella cosa,ma nessuno me ne ha mai
parlato.
FRANCO –
Solo che questo avviene per le grandi raccolte,mentre per i cestini
tutto è rimasto come anni fa. Infatti in qualsiasi piazza, via o
giardino del mondo tutto viene buttato indistintamente; potete
guardare in tutti i cestini che volete, ma ovunque ci vedrete di
tutto.
CESTINO
DIMENTICATO – E allora?
FRANCO –
Allora mi è venuta l’idea di mettere un cestino per ogni cosa.
CESTINO
DIMENTICATO – Grandioso!
FRANCO –
Ad esempio tu che sei di colore grigio servi per le cose non
riciclabili.
GIANNI –
Un cestino di colore bianco solo per la carta. ( Agganciandolo
vicino al Cestino dimenticato. Operazione che poi faranno anche con
gli altri cestini )
CRISTIAN –
Questo di colore blu serve per le lattine d’alluminio.
FRANCO –
Questo di colore giallo serve solo per la plastica.
GIANNI –
Questo di colore verde invece per il vetro.
FRANCO –
Adesso come vedi siete in 5, ognuno destinato a raccogliere in modo
differenziato.

CESTINO
DIMENTICATO – Franco sei favoloso! Come è possibile che nessuno fino
ad ora ci abbia pensato.
CRISTIAN –
E non è tutto.
FRANCO –
Si perché oltre al colore,per distinguere i cestini abbiamo messo
anche scritte in diverse lingue,in modo che le persone che non
conoscono la nostra lingua siano informate su come separare i
rifiuti. E poi io continuo a chiamarli rifiuti, ma non sono rifiuti,
sono materie prime da utilizzare per costruire nuovi prodotti.
GIANNI – E
poi vedi questi segni?
CESTINO
DIMENTICATO – Si.
GIANNI –
Servono per i non vedenti, in modo che anche loro possano
distinguerli.
FRANCO – E
per finire guarda questo piatto, serve per raccogliere i mozziconi
delle sigarette.
CESTINO
DIMENTICATO – Le sigarette?
FRANCO –
Si perché le persone che fumano quando si trovano all’aperto gettano
i mozziconi per terra. ( E lo posiziona al centro dei cestini )
CRISTIAN –
E adesso con questo raccoglitore non succederà più.
CESTINO
DIMENTICATO – Io ragazzi non ho più parole per esprimere la mia
meraviglia, io che solo poco fa ero un povero cestino dimenticato. .
.
FRANCO – (
Interrompendolo ) A proposito adesso ti chiami in un altro modo. Ti
chiami Multicestino per la raccolta differenziata.
CESTINO
DIMENTICATO – Uauuu!!! Mi piace questo nome, adesso spero solo di
poter lavorare.
GIANNI –
Certo che lavorerai non ti preoccupare.
CRISTIAN –
Allora buon lavoro.
CESTINO
DIMENTICATO – Grazie, grazie mille.
FRANCO –
Noi andiamo, buona fortuna.
CESTINO
DIMENTICATO – Ciao, ciao a tutti e tre.
Musica
Narratrice

Oltre a
ritornare al suo primitivo splendore Cestino dimenticato per la
prima volta al mondo stava sperimentando questo nuovo sistema di
raccolta differenziata anche per i cestini. E, un pò per il giardino
più accogliente, e un pò per questo nuovo modo di raccogliere i
rifiuti il posto ritornò ad animarsi come non mai.
Musica
( Diversi
personaggi entrano in scena e gettano i rifiuti negli appositi
contenitori )
1 - Un
signore si siede sulla panchina legge il giornale e poi lo mette nel
contenitore apposito.
2 – Una
bambina finisce di bere da una bottiglietta di plastica e lo mette
nel contenitore della plastica.
3 – Un
altro signore passa e mette il mozzicone della sigaretta nel piatto
predisposto.
4 – Un
altro bambino finisce la lattina di bibita e la mette nel
contenitore dell’alluminio.
( Si
possono inserire altri personaggi con tipologie diverse di rifiuto )
CESTINO
DIMENTICATO – Che meraviglia! Sembra un sogno. E Lampione continua a
dormire. Lampione! Lampione!
LAMPIONE –
Che c’è!? Sto dormendo, lo sai che io mi sveglio solo la notte.
CESTINO
DIMENTICATO – Ma dai svegliati! No vedi come è cambiato il giardino.
LAMPIONE –
Il giardino, già ma cos’ è successo? E poi qualcuno mi ha anche
cambiato la lampadina!
CESTINO
DIMENTICATO – Hai visto. Sono stati dei ragazzini veramente bravi,
hanno sistemato il giardino, e adesso la gente è ritornata.

LAMPIONE –
Ho visto anche che hai messo su famiglia.
CESTINO
DIMENTICATO – Si e adesso anch’io faccio la raccolta differenziata.
LAMPIONE –
Adesso quando ti vedranno gli altri cestini scoppieranno d’invidia.
A proposito, stanno arrivando proprio adesso.
CESTINO
DIMENTICATO – Allora ci sarà da ridere. ( Entrano in scena gli altri
cestini )
CESTINO
BULLO – Hei ma cos’è successo qui?
CESTINO
BALLO – E tu ti sei trasformato,ma cos’è?
CESTINO
DIMENTICATO – Visto? Sono cambiato e guardato quanto ho lavorato
oggi.
CESTINO
BALLO – Senti Cestino dimenticato . . . ( Interrotto )
CESTINO
DIMENTICATO – No, no, non chiamatemi più Cestino dimenticato, ora mi
chiamo Multicestino per la raccolta differenziata.
CESTINO
BILLO - E cosa sarebbe la raccolta differenziata?
CESTINO
DIMENTICATO – Sarebbe che tutte le cose che le persone gettano via
va a finire negli appositi contenitori, separando e consentendo poi
il riciclaggio, in modo che tutto non vada a finire in discarica
inquinando l’ambiente ma si possa recuperare risparmiando energia e
materie prime.
CESTINO
BOLLO – E noi? Perché anche noi non facciamo la raccolta
differenziata?
CESTINO
BILLO – Già perché solo a te?
CESTINO
DIMENTICATO – Cari miei non è sufficiente mettersi in una bella
piazza e raccogliere tutto quello che capita, quindi vi dovete
impegnare e pensare, desiderare di poter fare qualcosa in più,
insomma avere dei buoni propositi, allora è probabile che qualcosa
accada.
CESTINO
BALLO – Ma che discorsi fai?
CESTINO
BELLO – Tu non puoi aiutarci?
CESTINO
DIMENTICATO – Aiutarvi? Mi avete forse aiutato voi? Quindi dovrete
arrangiarvi,poi del resto con tutto quello che ho da fare come
potrei? Spero che un giorno comunque voi e tutti i cestini del mondo
diventino come me.
CESTINO
BULLO – Lo speriamo veramente, ciao. ( Tutti lo salutano e
malinconicamente se ne vanno )
LAMPIONE –
Hei, hai visto come se ne sono andati con la coda tra le gambe.

CESTINO
DIMENTICATO – Ho visto,ho visto, ma adesso sono molto stanco, e
voglio dormire un pò, e visto che quasi buio sarà bene che tu ti
svegli per bene e ti accenda.
LAMPIONE –
Hai ragione avevo dimenticato che ho una lampadina nuova. Allora
buonanotte.
CESTINO
DIMENTICATO – E a te buongiorno.
Musica
( Si
abbassano le luci e si accende il Lampione )
Cestino
dimenticato, anzi Multicestino per la raccolta differenziata, poteva
finalmente riposare, soddisfatto per la giornata splendida che aveva
vissuto. Il suo grande desiderio, la voglia di poter tornare a
lavorare, uniti all’aiuto di Franco e dei suoi amici lo aveva fatto
diventare oltretutto il primo Multicestino al mondo per la raccolta
differenziata.
 
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Fai
felice Il Paese e scrivi
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