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Nato a Genova nel
1451, Colombo viaggiò dapprima per scopi solo commerciali in Spagna,
Portogallo, all'isola di Madera per imbarcare zucchero...aveva quasi
quarant'anni quando si accorse, attraverso la lettura di libri di
scienza e viaggi, di avere la passione del mare e si convinse che "
la via d'Occidente portava anch'essa alle Indie".

Anche se ancora
non era provato che la terra fosse rotonda, egli ne era certo.
Puntando quindi verso occidente, necessariamente avrebbe dovuto
sbarcare nelle terre asiatiche. Dalle coste della Spagna, dove si
trovava, davanti ai suoi occhi si apriva l'immensa distesa
dell'oceano: si trattava solo di percorrerlo, sfidando un elemento
per lui naturale. Egli dovette affrontare difficoltà per convincere
qualcuno ad appoggiare e finanziare il suo piano...ma finalmente i
reali di Spagna gli diedero fiducia e lo aiutarono nell'impresa che
ai più sembrava folle.

Nel 1492 tre
piccole navi, le caravelle, furono allestite nel porto di Palos; la
Santa Maria, la Pinta,e la Nina. Colombo sulla prima il 3 agosto con
120 uomini di equipaggio, avventurandosi nell'immenso Oceano
Atlantico mai attraversato da nessuno. La più grande avventura di
ogni tempo era iniziata. La traversata dell'Atlantico durò oltre due
mesi, tra il malcontento degli uomini dell'equipaggio a cui Colombo
spesso doveva nascondere la reale distanza compiuta per non
scoraggiarli. Il 12 ottobre, il passaggio di uccelli migratori
precedette, tra il giubilo generale, l'avvistamento della prima
isola. Una piccola isola dell'arcipelago Bahama, nell'America
centrale, detta Guanahani e ribattezzata da Colombo San Salvador.
Colombo era sicuro di essere giunto in Asia, nelle terre descritte
da Marco Polo; proseguendo egli scoprì le grandi isole di Cuba e di
Haiti, e nella sua convinzione, chiamò queste terre " Indie
Occidentali" e gli abitanti "indiani". Ad Haiti costruì una
fortezza, lasciò un piccolo contingente di uomini, quindi riprese
il mare per ritornare in Europa.Nel marzo 1493, dopo una traversata
altrettanto avventurosa, ma sostenuta dall'entusiasmo della "
scoperta", Colombo approdò a Palos tra l'incredulità degli Spagnoli
e di tutti coloro che avevano osteggiato il suo progetto. Certo
pochi avrebbero prestato fede al racconto suo e dei suoi uomini se
Colombo non avesse portato con sé indiscutibili testimonianze; un
carico di prodotti strani e dieci indigeni. Aveva senz'altro
raggiunto terre sconosciute, ma quanto aveva portato lasciò delusi i
sovrani, che si aspettavano da quel viaggio qualcosa di più
prezioso.

Nel giro di pochi
anni tra il 1493 e il 1500, altre quattro spedizioni seguirono la
prima. Tra queste, la più importante fu la seconda, partita da
Cadice e fornita di 170 persone che avevano il compito di iniziare
la colonizzazione dei nuovi territori per i reali di Spagna: vennero
scoperte le isole Antille e la costa nord dell'America meridionale
alle foci dell'Orinoco. Qui, a causa di ribellioni, che da tempo
avvenivano nelle terre appena colonizzate, un inviato del re arrestò
Colombo e lo portò prigioniero in Spagna, ma fu presto liberato. Nel
1504 si stabilì in Spagna e vi trovò un ambiente ostile; la regina,
sua protettrice, era morta; il re e la corte non comprendevano
l'importanza delle sue scoperte. Morì a Valladolid nel 1506, quasi
povero, convinto sempre di aver raggiunto l'Oriente navigando verso
Ponente. Ma il suo grande merito rimane, quello di aver compiuto un
viaggio di scoperta verso una meta che era solo un'intuizione,
un'impresa quasi irrealizzabile con i mezzi del tempo.
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