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Alla fine della
pagina potrai leggere la fiaba
Abramo

Abramo fu uno dei padri fondatori delle
religioni ebraica e cristiana. Dio l'aveva scelto come capostipite
di un grande popolo che doveva vivere nella Terra Promessa di
Israele. Ecco una delle molte storie sulla vita di Abramo. Abramo
e la sua famiglia abitavano nella città di Haran, nel paese che
oggi chiamiamo Turchia. Il padre, Terah, aveva una piccola bottega
di vasaio e fabbricava bellissime statuette d'argilla. I clienti venivano
da molto lontano per comprare le sue statuette. Poi le portavano a
casa, le mettevano sugli altari e le adoravano come idoli, con
preghiere e offerte di dolciumi e fiori. Abramo non riusciva a
capire. «Perché mai adorano dei pezzi d'argilla?» chiedeva a suo
padre. «Non crederanno sul serio che sono delle divinità,
no?» Terah si limitava a dargli una tirata d'orecchi e gli diceva
di tornare al lavoro e di non sprecare il tempo con domande
stupide. Abramo aiutava suo padre in bottega e aveva l'incarico di
vendere le statuette, ma non era molto bravo. Un giorno entrò in
bottega un uomo anziano e indicò la statuetta che intendeva
comprare. Prima che avesse il tempo di aprir bocca, Abramo gli
stava già ponendo una domanda. «Quanti anni hai?» chiese.
«Sessantacinque» rispose l'uomo, decisamente sorpreso. «Anche se
non sono affari tuoi.» «Sessantacinque anni»
ribatté Abramo. «E stai riponendo la tua fede in una statua che
non ha neppure un giorno?» L'uomo non rispose. Non era venuto per
farsi insulta re, cosi girò sui tacchi senza comprare nulla. Poi
varcò la soglia una vecchietta che piangeva e si torceva le
mani. La sua casa era stata svaligiata e i suoi idoli rubati.
«Gliela faccio vedere io!» gemeva. «Voglio comprare l'idolo più
grande che avete, per proteggermi bene!» Abramo non era certo
disposto a darle ragione. «E perché mai le cose dovrebbero
andare meglio?» domandò alla sbalordita vecchietta. «Come possono
gli idoli proteggerti se non riescono a proteggere se stessi?»
Inutile dirlo, la vecchia non si trattenne oltre. Quando le voci
di quello che era successo raggiunsero il padre di Abramo, l'uomo
andò su tutte le furie. «Buono a niente che non sei altro!» gridò
al figlio.

«La gente
fa la coda per comprare le mie statuette, e tu non ne hai venduta
neppure una! Mi stai costando una fortuna!» Quella notte Abramo
continuò a pensare alle statue e a chiedersi com' era possibile
che la gente le considerasse delle divinità. Quei pensieri lo
tenevano sveglio, perciò decise di alzarsi e usci di casa.
Centinaia di stelle brillavano sullo sfondo nero inchiostro del
cielo. "Come sono belle!"| pensò Abramo. Se c'é un
dio, sicuramente sono loro." E cominciò ad adorare le stelle. Poi
apparve la luna, grande e piena. "Ma la luna è più grande e ancora
più bella" pensò il ragazzo, interrompendo le preghiere. "Dev'
essere una divinità ancora più potente." Così si diede ad adorare
la luna. E lì rimase fino all' alba. A quel punto la luna svanì
nel chiarore del sole nascente, e poi il sole, rosso e luminoso,
cominciò a sorgere. Abramo decise di adorare il sole, poi la
nuvola che oscurava la sua luce, poi il vento che spazzava via la
nuvola. Ogni volta che cominciava a pregare, ecco che appariva
qualcosa di più grande e potente, e diventava oggetto della sua
adorazione. All'improvviso, il vento si smorzò. "Dove può essere
andato?" si chiese Abramo. "Non ho visto nulla che lo spingesse
via." E piano piano si rese conto che al di là del vento e delle
stelle, al di là della luna e del sole, doveva esistere una grande
forza, un dio più potente che non poteva essere visto né
sentito.«Ecco il Dio che adorerò» decise Abramo. Strisciò dentro
casa, badando a non svegliare suo padre. Raccolse un grosso,
pesante martello e fece a pezzi tutte le statuette che vedeva,
tranne quella più grande. Depose questo idolo al centro della
stanza e vi mise accanto il martello. Terah non credeva ai suoi
occhi quando si svegliò e vide la bottega devastata. «Cos'è
successo?» domandò al figlio. «Chi ha fatto una cosa simile?»
«Devono essere stati gli idoli» rispose Abramo.

«Guarda, quello grande se ne sta così tronfio in mezzo alla stanza
col martello al fianco: deve aver fracassato tutti gli altri!
Chissà, probabilmente stavano litigando. Perché non glielo
domandi, se non mi credi?» «Cos'hai detto?» ruggì suo padre. «Gli
idoli non litigano! Non sanno neppure parlare, stupido ragazzo!»
«Ah, si?» commentò Abramo. «Se non possono parlare, come può la
gente adorarli? Come possono essere degli dèi?» Il padre restò in
silenzio. Non capiva. Allora Abramo gli parlò della sua scoperta
che dietro a ogni cosa c'era un Dio più grande, potente e
invisibile. E anche Terah cominciò ad adorarlo.
GLI EBREI

L'ebraismo è la
religione degli Ebrei; nel mondo ci sono 16.000.000 di Ebrei
sparsi un po' per tutto il mondo. Nell'ultima guerra mondiale
furono sterminati 6 milioni di ebrei nei campi di concentramento
della Germania Nazista.
Dopo quel terribile periodo fu creato un piccolo Stato d'Israele
per garantire uno Stato al popolo ebraico.
Secondo gli Ebrei gli uomini sono fatti a immagine e somiglianza
di Dio. Tutti gli uomini sono stati creati uguali e così la legge
ordina rispetto per tutti allo stesso modo. Le persone che
svolgono le funzioni religiose sono i rabbini che significa
maestri. La legge religiosa ebraica è quella data da Dio e Mosè,
Dio non ha mai cambiato questa legge e non la cambierà mai: questi
sono i due principi che ogni ebreo considera come dogmi. Le leggi
ebraiche sono e saranno quelle che Mosè ebbe da Dio sul monte
Sinai. Tutta la religione ebraica si basa sulla Bibbia, nota come
i 5 libri di Mosè. Gli Ebrei sono figli di Abramo, l'amico di Dio
e la loro nazione si chiama Israele.
L'ebreo devoto prega 3 volte al giorno, di mattina, di pomeriggio
e di sera nella Sinagoga o in casa. Mentre prega, si mette in
testa un copricapo.
Il nome "sinagoga" vuol dire riunione: è il centro della preghiera
e della vita comunitaria degli ebrei; essi si incontrano nella
sinagoga per le funzioni del sabato che iniziano il venerdì sera.
Alcune delle loro feste si chiamano festività familiari: sabato
significa riposo; è il giorno in cui non si lavora ed è una
festività familiare e religiosa.
LA FEDE EBRAICA.
Esiste Dio, esiste
un popolo, esiste un'alleanza: la storia di questi tre elementi è
la storia dell'Ebraismo. Il Dio della fede Ebraica è il Dio che ha
parlato a Israele, attraverso i suoi profeti. Dio ha stretto un
patto con Israele che si è concluso con il dono della Torah. Con
questo gesto Dio indica al popolo Ebraico il mezzo per essergli
fedele , ciò che desidera dal suo popolo.
Quindi la vita dell'Ebreo tende a svolgersi nello studio e nella
pratica della Torah: infatti lo studio della Torah è il primo di
tutti i comandamenti. Sono i genitori che hanno principalmente il
compito di insegnare la Torah.
Torah= legge (Pentateuco) Tutto Israele, i ricchi come i poveri,
deve occuparsi della Torah ed è necessario studiarla durante tutta
la vita. Per questa attività il giorno privilegiato è il Sabato,
giorno in cui gli Ebrei si astengono dal lavoro e si recano alla
Sinagoga.
Le Sacre Scritture
I primi cinque libri della Bibbia ebraica (Genesi, Esodo, Levitico,
Numeri e Deuteronomio) costituiscono la Legge. Secondo la
tradizione sono opera di Mosè, e in ebraico il loro nome è Torah
Moshe (insegnamento di Mosè). Si tratta del testo più importante
fra le Scritture ebraiche, in quanto contiene le regole che
governano la vita dell'ebreo. Sue copie vengono trascritte a mano
su rotoli da scrivani appositamente addestrati. Le interpretazioni
e le spiegazioni delle leggi, elaborate dai rabbini (esperti di
Torah) sono raccoltenel
Talmud e in altri scritti. Oltre alla Torah, la Bibbia ebraica
contiene i libri dei Profeti, i Salmi (testi poetici), i Proverbi
(massime di saggezza), storie riguardanti il popolo ebraico e
altri scritti sacri.Queste scritture fanno parte anche del Vecchio
Testamento della Bibbia cristiana.
La diaspora
Secondo la tradizione, Mosè ricevette da Dio, sul monte Sinai, le
tavole della legge, cioè i dieci comandamenti incisi su due lastre
di pietra. Esse furono in seguito racchiuse in una cassa d'oro -
detta Arca dell'alleanza e conservate nel tempio di Salomone a
Gerusalemme. Nel 586 a.c., i babilonesi incendiarono il tempio e
tornarono a Babilonia portando con sé molti ebrei come schiavi.
Cinquant'anni dopo questi tornarono dall'esilio guidati da un uomo
di nome Ezra, il quale introdusse alcune riforme per garantire la
sopravvivenza della fede ebraica. Il tempio fu ricostruito, ma i
romani lo distrussero nell'anno 70 d.C. Dal 135 gli ebrei furono
cacciati dalla loro terra e si dispersero in varie direzioni.
Questo fu l'inizio della " diaspora" ossia dispersione che ha
visto comunità stabilirsi in molti paesi del mondo.
"LA VITA RELIGIOSA"
LA NASCITA E LA CIRCONCISIONE

La nascita di un
bambino è una grande gioia e rappresenta anche l'obbedienza a un
comandamento. Se il bambino è maschio, viene circonciso l'ottavo
giorno dalla nascita. Questo segno nella carne lo fa entrare
nell'alleanza di Abramo e nella comunità di Israele.
LA CERIMONIA DEL
BAR MITSVAH

A 13 anni il
ragazzo entra nella maggiore età religiosa. Da questo momento,
l'Ebreo diviene membro della comunità ed è soggetto ai diritti e
ai doveri religiosi e sociali derivanti dalla Torah.
IL MATRIMONIO

Anche il
matrimonio è un mitsvah (comandamento) in risposta alla parola di
Dio: - Non è bene che l'uomo sia solo- (Genesi 2,18). Il
matrimonio può essere celebrato in casa o nella sinagoga. I
fidanzati sono posti sotto un baldacchino
il
chuppah simbolo
del loro focolare costituito da una tenda tesa su quattro pali, e
si scambiano anelli e promesse. Quindi bevono un sorso di vino da
una coppa. La cerimonia termina con lo sposo che batte sulla
coppa, in ricordo della distruzione del tempio di Gerusalemme.
LA MORTE

Poiché
Dio è Signore della vita e della morte, è con una benedizione che
si annuncia il decesso: - Benedetto sia il Giudice di Verità!-.
Davanti alla tomba si recita il Kaddish, brano in cui si proclama
la santità del Nome. Da questo momento si osserva una settimana di
lutto stretto. Per il primo pasto dopo la sepoltura è dovere
preparare per i parenti in lutto un uovo sodo. L'uovo è il simbolo
della vita: è rotondo, non ha quindi nè un punto di inizio, nè uno
di fine, così come la vita che, dopo la morte della persona,
continua e deve continuare attraverso i suoi discendenti. Esso
ricorda ai rimasti che la morte, pur nel più completo rispetto e
nel ricordo dello scomparso, non deve rappresentare un momento di
frattura e di disperazione totale, perchè la vita continua in
questo mondo e nell'aldilà."
LA PREGHIERA PER L'EBREO

La
preghiera può essere fatta in privato o pubblicamente.
PREGHIERA PRIVATA
Quando l'ebreo prega ha la testa
coperta ed è rivestito dallo scialle di preghiera (tallith) che ha
numerose frange ai quattro angoli.
PREGHIERA PUBBLICA

La preghiera
pubblica si svolge nella sinagoga ed è presieduta dal maestro
"rabbi", incaricato dell'insegnamento e della predicazione.
LA TORAH

La Torah è il libro
sacro per gli ebrei, è parola di Dio: comprende la storia della
creazione del mondo e della nascita del popolo Ebraico, ma
soprattutto le leggi che il popolo deve seguire.
LA SINAGOGA

La Sinagoga
è l'istituzione più importante della vita religiosa e civile degli
ebrei. In ebraico si chiama BETH HAKENESSET, la casa di riunione.Nasce
durante l'esilio babilonese ed è il luogo in cui gli ebrei si
riuniscono per studiare, pregare e stare insieme.
In un momento in cui gli ebrei erano addolorati e smarriti per la
perdita sia della patria, sia del Tempio, la sinagoga sostituì, in
un certo senso, il culto nel Tempio di Gerusalemme e permise al
popolo in esilio di sentirsi ancora unito e stretto in un comune
ideale religioso e nazionale.
La struttura architettonica dell'edificio è singolare.
L'esterno riflette, molto spesso, la situazione della religione
ebraica nei confronti delle altre religioni (vi è la tendenza,
infatti, a mimetizzare l'edificio con le altre case circostanti);
l'interno, a pianta rettangolare, è caratteristico per la sua
assenza completa di raffigurazioni umane e per la presenza del
matroneo, il posto di preghiera per le donne.
Le costanti della sinagoga sono: l'Arca Santa (armadio dove sono i
rotoli della Torah), il podio per la lettura della Torah e per la
recita della preghiera. La lampada, accesa perennemente, ricorda
la lampada del Tempio e la presenza dei rotoli della Legge."
Feste

Molte festività ricordano, nel
corso l'anno, gli avvenimenti significativi la lunga storia
ebraica. Una delle importanti è la Pasqua, o Pesah passaggio), che
dura otto giorni a fine marzo o inizio di aprile e ricorda
"la fuga degli ebrei dalla schiavitù d'Egitto. La prima sera di
Pesah si celebra una cerimonia - il Seder che prevede un pasto
speciale durante il quale si legge la storia del 'passaggio'da un
libro chiamato Haggadah. La festa di capodanno, che cade in
settembre o in ottobre, si chiama Rosh Hashanah
ed è seguita, dieci giorni dopo , da Yom Kippur (giorno
'espiazione), che è un giorno ,di preghiere, digiuno e richiesta a
Dio del perdono per i peccati commessi.
Riti di
passaggio

La vita di un ebreo è segnata da alcune importanti scadenze. Al
raggiungimento del tredicesimo anno di età, i maschi diventano
soggetti all'obbligo di osservare i comandamenti, cioè
barmitzvah (figlio dei comandamenti). Questa tappa è segnata
da una cerimonia, durante la quale il ragazzo legge brani della
Torah e guida le preghiere. Le comunità riformate celebrano una
cerimonia analoga per la ragazza che compie 12 anni ed è
batmitzvah (figlia dei comandamenti).
Fiaba ebraica (
Una famiglia felice)
In una piccola casa
appena fuori dal paese vivevano un uomo, sua moglie e i loro sei
figli. Non erano ricchi, però sentivano che nulla mancava alla
loro felicità. Spesso si sedevano uno accanto all'altro intorno al
fuoco del camino e si raccontavano delle storie che li facevano
ridere di gusto.

La mattina ascoltavano il canto degli
uccelli, il pomeriggio ascoltavano gli strilli di gioia dei
bambini che giocavano e la sera guardavano le stelle che
brillavano nel cielo. Poco lontano dalla loro casa, viveva
un'altra famiglia: un marito, una moglie e sei figli. Però questa
famiglia non era felice. Litigavano sempre per delle sciocchezze e
da quella casa provenivano solo urla e parole irose. Un giorno, il
vicino infelice andò a far visita alla famiglia felice. Dopo avere
osservato per un po' i suoi ospiti che si parlavano con
gentilezza, si sorridevano e ridevano, l'uomo non poté trattenersi
dal chiedere: - Dimmi, caro vicino, com'è possibile
che voi siate tutti cosi felici, mentre a casa mia siamo
sempre nervosi e di cattivo umore? Cosa dovremmo fare per vivere
in armonia come voi? L'uomo felice si mise a riflettere e dopo un
lungo silenzio disse al vicino: -
Ecco cosa devi fare: invita la comare più
pettegola del paese a vivere con voi. Il vicino sembrava
perplesso, ma fece ugualmente quello che gli era stato
consigliato. Due giorni dopo lo si vide uscire da casa sua con le
mani nei capelli e precipitarsi dall'amico. - lo ho fatto quello
che mi hai detto, gridò tutto agitato, - ma le maldicenze della
comare hanno avuto il bel risultato che adesso litighiamo il
doppio di prima.

Mia moglie non mi parla più
e i miei figli mi odiano. L'uomo felice si mise di nuovo a
riflettere e questa volta gli diede quest'altro consiglio: -
Prendi tutti gli animali che hai nel cortile e falli dormire
questa notte in casa tua. L'indomani il sole non era ancora
spuntato e già il vicino bussava alla sua porta. - Caro vicino, -
sospirò, - ho fatto quello che mi hai detto. lo non sono riuscito
a chiudere occhio, mia moglie dice che sono diventato matto e i
miei figli chiocciano come tante galline. E per giunta, la comare
adesso puzza come un maiale! L'uomo felice lo ascoltò scuotendo la
testa e gli rispose: - Senti, torna a casa e spalanca tutte le
finestre. Quella sera stessa il vicino si ripresentò tutto
intirizzito, seguito dalla moglie che batteva i denti e dai figli
intabarrati dentro le coperte. - Ho spalancato
tutte le finestre come mi hai consigliato. In casa mia fa
cosi freddo che tutti gli animali hanno preferito rifugiarsi nella
stalla e persino la comare non vuole più vivere con noi. L'uomo
felice si mise a ridere: - Ebbene, adesso puoi
tornare a casa.

Finalmente
comincerete ad apprezzare quello che avete. Il vicino e la sua
famiglia tornarono a casa loro. Accesero un bel fuoco nel camino,
si sedettero tutti insieme per riscaldarsi, ascoltando deliziati
le fiamme che crepitavano nel focolare. All'alba sentirono gli
uccelli cantare; nel pomeriggio sentirono le risa dei bambini che
giocavano in giardino; e la sera videro le stelle accendersi nel
cielo ad una ad una.
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