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FANTATEATRO
Classi V A e V B Scuola Elementare P.zza Repubblica, Cattolica (RN)
PERSONAGGI
Albero Max
Signor Arcobaleno
Fiori
Palazzi
Sole
Stelle
Bambini
Signor Fiume
Uccelli
Nuvole

UN VIAGGIO NEL MONDO DELLA FANTASIA PER
GRANDI E PICCINI
1° SCENA: MAX E IL TAPPETO DELLA FANTASIA)
(Buio in sala.
1 Musica introduttiva: Celtic Roots: durata 1,24
Finita la musica si apre il sipario e si accende sul fondo la DIA di
Max
2 Musica: voce di MAX: durata 0,54)
Salve a tutti!
Mi riconoscete?
Sono un albero speciale
Direi piuttosto eccezionale -NON PER VANTARMI…-
Vivo dentro ad un pensiero
parlo e rido per davvero!
Ma se vuoi che io ci sia
devi aver la fantasia!!!
Tu ce l’hai ? (i bambini rispondono : « Sì !!!! »)
L’hai davvero?
O si è persa nel mistero?!!!!
Su bambini, non temete
c’è qui Max,… se mi credete…
io vi porterò lontano
in un mondo tutto strano
dove occorre che ci sia
tanta, tanta fantasia
dove ognun può diventare
quel che vuol, se ci sa fare!
Su bambini, forza e coraggio
Che tra breve inizia il VIAGGIO!

Svelti svelti… toglietevi le scarpe
-speriamo di non svenire!- … salite, salite sul mio TAPPETO DELLA
FANTASIA!
(3 Musica per l’entrata dei bambini: Saint Saens dal Carnevale degli
animali “Acquario”: durata 2.32
I bambini, 5 in tutto cioè quanti sono i quadri che verranno
rappresentati, una volta che si sono scalzati, si alzeranno dalle
loro poltrone e saliranno sul palco, proprio sul tappeto della
fantasia, accomodandosi ai bordi.)
2° SCENA: I FIORI DELL’ ARCOBALENO

(Finisce la musica e scompare la diapositiva di MAX)
I bambini iniziano a parlare fra loro:
- Perché mai Max ci avrà fatto togliere le scarpe?
- Bho!!!
- Forse non voleva che sporcassimo il suo bel tappeto!
- Ma va là! Pensi che un tipo come lui si preoccupi delle nostre
scarpe? No! Deve esserci sotto qualcos’altro… qualcosa di più
importante, di più sottile… di più…
- Io lo so perché: perché dobbiamo iniziare un cammino diverso: un
viaggio nel mondo della fantasia e sono sicuro che questo tappeto ci
aiuterà.
- Ma avete visto com’è bello?
(Proiezione di una DIA del tappeto)
I bambini passano a descrivere il tappeto:
- Guarda, c’è un cubo fatto di occhi che volano via
- Sì, e dal quel cubo esce fuori un fantastico arcobaleno di colori!
(Si sente una musica -via la diapositiva e mettere fondale azzurro-
che accompagna l’entrata dei fiori.
4 Musica per l’entrata dei fiori: Piovani “Buon giorno principessa”:
durata: 3,40 minuti)
-Oh!………senti, senti…
(I fiori escono uno alla volta dopo 3 ripetizioni del tema fatte
dalla chitarra)
1° fiore IDA: (esce camminando molto lentamente e con le braccia
larghe che si muovono come mosse dal un leggero venticello, poi si
siede e continua ad agitare le braccia)
2° fiore: (esce con il tema ripetuto per la seconda volta –idem-)
3° fiore: (esce con sviluppo del tema, breve)
4° fiore: (esce col tema che si ripete per la terza volta –idem-)
5° fiore: (esce con il crescendo)

6° fiore e 7° fiore: (quando la
musica si calma, escono con un cestino in mano e spargono petali
colorati, poi si siedono nel gruppo, appoggiano il cestino al centro
e ondeggiano le braccia…
Alla fine si mettono tutti in un piccolo cerchio, come fosse un
fiore, e con la fine della musica allungano le braccia verso il
centro e si chiudono su se stessi.
Entra l’arcobaleno piano piano, senza far rumore, camminando in
punta di piedi… porta un sacco con 7 flauti di colore diverso, come
i colori dell’arcobaleno)
ARCOBALENO: Ehi, fiorellini… svegliatevi… il sole è alto nel cielo…
è ora di alzarsi
IDA: ma chi sei?
ARCOBALENO: io sono l’arcobaleno del tappeto, nato dall’incontro di
una gocciolina d’acqua e di un timido raggio di sole… io sono la
fantasia degli uomini che sognano un mondo pieno di colori, io sono
la pace. l’amore, l’unione fra il cielo e la terra.
SECONDO FIORE: senti, senti, ma lo sai che non ti avevo mai visto
così da vicino… tutte le volte che ti vedevo eri lontano,
lontanissimo..
TERZO FIORE: è vero! Mille volte ho pensato: ma dove incomincia e
dove finisce l’arcobaleno?
ARCOBALENO: lo so, questo è un mistero, ma ora sono qui. Sono sceso
fino a voi per farvi un regalo…
QUARTO FIORE: ah sì? E quale?
ARCOBALENO: voglio farvi un dono
speciale: i miei colori tutti belli, ma tutti diversi; con essi
potrete rallegrare il mondo, dargli colore, gioia,
spensieratezza…Ecco qua, dunque …(cava dal sacco i flauti uno ad uno
e li porge ai fiori).

- A te il ROSSO, il colore del
papavero, della passione, del cuore, il colore del DO (il fiore
suona la nota)
- A te dono L’ARANCIONE: il colore degli agrumi, del caldo,il colore
del RE (il fiore suona la nota)
- A te, mia cara, dono il GIALLO, il colore del sole, della sabbia
infuocata d’estate, il colore del MI (il fiore suona la nota)
- A te ho portato il VERDE dei campi di maggio, del bosco, il colore
della speranza, il colore del FA (il fiore suona la nota)
- A te dono l’AZZURRO, il colore del mare e del cielo, il colore del
SOL (il fiore suona la nota)
- A te dono il BLU della notte, del LA (il fiore suona la nota)
- Ed infine a te regalo il VIOLA che rammenta l’uva più matura
d’ottobre ed è il colore del SI (il fiore suona la nota)
ARCOBALENO: su, provate con me…

(suonano insieme: Massimo suona le
prime due battute della canzone CUCÙ, poi loro lo ripetono, poi
suona la terza e la quarta battuta e loro la ripetono, poi suona la
quinta e la sesta battuta e loro la ripetono, poi suona le ultime
due battute e loro ripetono così l’hanno eseguito tutto; poi i fiori
si alzano in piedi e lo ricominciano, lui dà il via e i fiori
partono suonandolo tutto insieme a lui; alla seconda strofa lui fa
un sottofondo e continua a farlo anche dopo; alla terza e quarta
strofa i fiori si incamminano dietro all'arcobaleno e fanno un
giretto sul palco, alla quinta strofa l'arcobaleno esce dal palco e
se li porta via)
3° SCENA: I PALAZZI BALLERINI
(Buio. L’occhio di bue illumina i bambini sul tappeto.)

-Ma allora Max aveva ragione: questo
tappeto è davvero magico! Ha il potere di farti entrare nel mondo
della fantasia.
-Ma, non lo so! Siete sicuri che funzioni sempre? Sarà stato un
caso. Per esempio, guardate quei palazzi lassù…
(DIA palazzi)
-sono semplici palazzi, come quelli in cui abitiamo noi. Un palazzo
è un palazzo, cosa volete che faccia…
(Via la Dia dei palazzi, Luce arancione sullo sfondo, entrano i
palazzi)
Parla una voce fuori campo:
- e invece no, caro mio. Un palazzo può animarsi e diventare tutto
quello che vuoi tu. Ascolta e impara.
“I palazzi ballerini”. C’era una volta una bellissima città piena di
palazzi di tutti i tipi: alti, bassi, grandi e grossi, mingherlini,
vecchi, nuovissimi, grigi, bianchi, rossi, verdi,… e via così! Ma
ciò che è interessante sapere di questa storia è che, proprio vicino
a quei palazzi, scorreva lento un fiume.

(5 Musica del ballo del fiume: SHINE
-durata: 1,21- Balletto del fiume)
-Il fiume veniva da molto lontano. Proprio davanti ai palazzi
rallentava la sua corsa per farsi beffa di loro… e pavoneggiandosi
diceva:
(si alza il bambino/fiume)
FIUME: Poverini voi, quanta pena mi fate sempre immobili, lì, fissi
come dei salami appesi…ah, ah, ah, ah! Guardate me invece, come sono
bello: luccicante, fresco, invitante. Viaggio e corro tutto il
giorno senza stancarmi mai.
PALAZZO 1: Ha un bel dire quell’antipatico, vorrei vedere lui al
nostro posto!
PALAZZO 2: Corri corri, ma dove vai……, tanto la strada è sempre la
stessa!
FIUME: non mi fare arrabbiare eh!!! Tu non mi conosci. Nessuno deve
osare prendermi in giro altrimenti…
PALAZZO 3: altrimenti che fai? Esci dai gangheri?
FIUME: no caro mio, esco dal letto e ti sommergo
PALAZZO 4: ci sommergi!
PALAZZO 5: si, va là… uh che paura ci fai…
PALAZZO 6: ma smettila va… e lasciaci sonnecchiare in pace!
FIUME: uffa, mi avete proprio seccato -si fa per dire-, l’avete
voluto voi… state a vedere…

(6 Musica dell’inondazione: MUSSORGSKY
-durata: 1,04-)
NARRATORE: e fu così che il fiume straripò! Sì, avete capito bene:
stra-ri-pò. E i palazzi, direte voi? State a vedere
PALAZZO 5: (starnutisce) per colpa di quell’antipatico mi è venuto
il raffreddore
PALAZZO 4: io invece ho tutte le travi rotte: colpa dell’acqua che
ha fatto venir fuori tutti i miei reumatismi (dice stiracchiandosi)
PALAZZO 1: oh, ragazzi…ehm, volevo dire “palazzi”, non vi sembra il
caso di muoversi da qua. Non vorrete mica affogare, per la miseria!
PALAZZI: Sì, sì, muoviamoci
(7 Musica per il ballo dei palazzi:MANHATTAN TRANSFERT “Operator”
-durata: 3.15-
Ballo dei palazzi: schiena contro
schiena, testa contro testa, spalla contro spalla, mani contro mani
a coppie. Quando il ballo sta per finire i palazzi salutano il
pubblico e se ne vanno dietro le quinte.)
NARRATORE: E fu così che i palazzi ballerini decisero di trovarsi un
posto più asciutto dove abitare.
4° SCENA: IL SOLE E LE STELLE)
(8 Musica per l’entrata del sole: GRIEG -durata: 1.18-
le luci si alzano piano fino a che nel crescendo a 0,50 esce il sole
DIA del sole, DIA delle stelle
Entra il sole, asciugandosi il sudore e sbuffando)
SOLE: Uffa che caldo, ho tutte le batterie surriscaldate. Luce di
qua, luce di là… mi gira la testa! Mi sento la febbre! Aiuto! Aiuto!
(Escono 6 stelline: )

STELLINA 1: che ti succede, amico
sole! Cosa c’è che non va?
SOLE: C’è che sono stufo e arcistufo di dover sempre far luce, tutto
da solo. Nessuno mai che mi dia una mano!
STELLINA 2: Non ti preoccupare
CORO DI STELLINE: Non ti preoccupare
STELLINA3: Ci siamo qua noi
CORO DI STELLINE: Ci siamo qua noi!
STELLINA 5: Mettiti tranquillo, rilassati…
CORO DI STELLINE: sì, sì
STELLINA 6: Riposati un pochino che te lo meriti…
CORO DI STELLINE: sì, sì
(Il sole si asciuga la fronte e si mette al centro.)
STELLINA 4: (gli porta una tanica d’acqua con scritto “OCEANO
PACIFICO”) con questa ti potrai dissetare
STELLINA 8:eccoti un po’ di frescura (gli porta un ventaglio e gli
fa vento, poi glielo porge).
(Poi le stelline 2, 4, 6, 8, 10 si siedono accanto al sole. Comincia
la danza del dito.

9 Musica per la danza delle stelle:
SHINE -durata: 2,06-
Una stella per volta, in tutto 5, andrà dal sole, lo toccherà e
accenderà la pila che ha nelle mani, poi andrà a raccogliere la
compagna e insieme inizieranno la danza del dito. Così faranno le
altre. Intanto il sole si dondola a ritmo di musica, si fa vento col
ventaglio e passa in mezzo alle stelle.
Buio: le stelle e il sole scompaiono)
5° SCENA: GLI UCCELLI FRA LE NUVOLE
(uscite le stelline e il sole i bambini del tappeto, illuminati
dall’occhio di bue, iniziano a parlare di nuovo)
- Ma allora funziona davvero. Basta liberarsi da ogni pensiero,
guardare intensamente un disegno ed ecco che prende vita!
- eh sì! Mi piace proprio ‘sto tappeto. Dovrei averne uno anche a
casa, la sera, quando vado a letto… sai che divertimento! Sai che
sogni fantastici!
- dai, proviamo ancora con questo disegno!

(DIA degli uccelli fra le nuvole e
contemporaneamente…
10 Musica per fare entrare le nuvole:Celtic Roots -durata: 2,37-)
(quando la musica dolce arriva a 1,33 escono 2 nuvole alla volta una
da una parte e una dall’altra, la terza e la quarta a 1,13, la
quinta e la sesta a 1,45, nuvole; fanno delle giravolte su se stesse
e si vanno a posizionare in fila, sedute vicine a gambe incrociate,
al centro del palco, in linea retta; quando la musica finisce si
mettono giù come addormentate )
(11 Musica per il ballo degli uccelli: Zucchero “Per colpa di chi”
-durata: 4,00-
Finito il ballo inizia un dialogo)
UCCELLO 1: mamma, mi gira la testa
NUVOLA 3: e te credo, con tutto quel gas! Calma, mio caro, lasciati
andare
UCCELLO 2: No, no… ho troppa paura… e se poi cado giù!
NUVOLA 2: Ma quanto sei scemo, ma sei un uccello o un mattone, dico
io! Come fai a cadere.

(intanto si dispongono a coppie)
TUTTE LE NUVOLE: Avete proprio la testa fra le nuvole!
NUVOLA 1: Dai, chiudete gli occhi e non pensate, lasciatevi solo
guidare da noi: scoprirete che c’è un altro modo di volare
(12 Musica per il ballo del palmo delle mani: Nuova Era -durata
5,07-, ma da sfumare quando escono i bambini.
I bambini si dispongono in un treno e fanno un giro per il
palcoscenico, finché Carlo si dirige verso le quinte.)
6° SCENA: IL QUADRO DEI BAMBINI)

(Buio; sul fondo viene proiettata di
nuovo la DIA di Max
13 Musica: Max che parla -durata 1,17-)
MAX: Cari ragazzi … e cari genitori, avete visto che cosa si può
fare con la fantasia?
È proprio vero … con la fantasia si può fare tutto: sognare un
arcobaleno di colori e di pace, immaginare mondi sconosciuti
popolati di palazzi che parlano -ma quando mai s’era visto un
palazzo col raffreddore!!!-, incontrare fiumi che ballano, uccelli
che imparano a volare con le nuvole, stelle, pianeti, … tutto quello
che c’è … e anche quello che non c’è.
I bambini lo sanno fare bene: ve lo hanno appena dimostrato. Lo
fanno ogni notte, quando sognano nel loro caldo lettuccio, come mi
scrive Elena. Ma lo fanno anche di giorno, a scuola quando scrivono
storie e idee fantastiche appollaiati sul banco, tutti intenti a
rincorrere i loro pensieri; lo fanno quando pensano, lo fanno quando
parlano e a volte noi grandi, che andiamo di fretta, gli diciamo:
“Ma smetti di dire stupidaggini e sta un po’ coi piedi per terra,
una buona volta!”… lo fanno persino quando disegnano: avete mai
visto un disegno di Riccardo? È un universo fantastico davvero
stupendo … che quando lo guardi … ti si illumina il cuore.

Tutto quello che avete visto e
sentito fino adesso -sembra quasi assurdo dirlo- è nato da un
disegno: questo disegno!
(entra il disegno)
(14 Musica: Max che parla -durata 0,20-)
- Lo hanno fatto i bambini, tutti e 42, insieme. È bastato chiudere
gli occhi, lasciarsi andare un po’… inventare, giocare con i colori
e con la musica.
Ciascun bambino ha VISTO qualcosa in questa immagine: sentite le
loro fantasie…
(15 Musica di sottofondo sul parlato dei bambini: “La stanza del
figlio”-durata 4.07-, ma da sfumare prima che esca l’ultimo bambino.
Ogni bambino esce dal disegno col suo gruppetto al seguito e dice al
microfono la sua frase…. Poi si siede insieme agli altri sul palco,
in posizione frontale rispetto al pubblico)
BAMBINI:
- Un sismografo che segnala un terremoto in arrivo.
- Io vedo degli alberi che si muovono e un bambino.
- Sembra di vedere un coccodrillo dalle squame di mille colori: il
coccodrillo più bello e più speciale del mondo.
- Una farfalla che nuota in un mare colorato.
- Tanti colori amici, certi più allegri e certi più tristi che
giocano insieme.

- Nel cartellone ci vedo dei colori
di vivacità e di timore, sembra un cielo che piove, ma poi, ad un
tratto smette ed esce un arcobaleno di mille colori.
- Un labirinto fantastico.
- Mi sembra un fiume che spazza via la città facendola volteggiare
in movimenti immaginari.
- Uno scarabocchio fatto da un bambino piccolo.
- Un quadro di Picasso.
- Un coccodrillo che mangia il gelato, ma per mangiarlo ha fatto una
lotta e ne è uscito tutto graffiato.
- Disperazione e allegria. Felicità e dispiacere. Amore e disprezzo.

Guerra e pace… e una colomba che
vola tra la vita e la morte: pur di compiere la sua missione
attraversa la tempesta e alla fine ce la fa.
(Si allineano anche i bambini del tappeto
Sfuma musica)
ULTIMO BAMBINO: grazie a Max abbiamo viaggiato insieme nel mondo
della fantasia. Vi è piaciuto? Volete venire con noi nel mondo della
fantasia? Non dite di no, altrimenti dovreste ammettere che i grandi
sono troppo grandi per giocare ancora con la fantasia … e questo non
può essere vero!

(16 Musica finale: CONGA -durata 6,02,
ma eventualmente da ripetere se continuano a ballare-
I bambini cantano botta e risposta delle prime battute, poi fanno un
treno, scendono dal palco e vanno fra il pubblico ad invitare i loro
genitori per un ballo fantastico tutti insieme)
FINE
Classi V A e V B Scuola Elementare P.zza Repubblica, Cattolica (RN)
Anno Sc.2002-2003
Il linguaggio del teatro dà la possibilità di recuperare capacità
già presenti nei bambini: la capacità di sentirsi, di ricordare, di
immaginare, di porsi in rapporto con l’altro da sé, di “mettersi nei
panni di” e di “fare come se…”, di essere quindi se stessi e di
capire gli altri. Gesto, movimento, suono, segno, parola e immagine
concorrono a costruire il senso e a produrre il significato. Nel
gioco della drammatizzazione ciascun bambino sperimenta la propria
corporeità in un contesto relazionale che egli vive con il gruppo;
il singolo acquisisce, rafforza o modifica la percezione del mondo e
di sé. Crediamo che, una proposta di questo genere, susciti nei
bambini interesse ed entusiasmo tali da portarli ad immaginare, a
costruire, a fare, a mettersi in gioco, a mantenere alta la
motivazione ad apprendere. Ora è chiaro ciò che ci ha spinto a
costruire un percorso unitario in cui confluissero varie forme
espressive: il linguaggio, il movimento, l’espressione grafica,
l’espressione del corpo…, in una parola: FANTATEATRO. Questo
progetto, ne siamo fermamente convinte, ha dato la possibilità ai
bambini di “mettersi in gioco”, di poter esternare il proprio io
interiore in modi diversi, di potersi esprimere secondo le proprie
capacità, i propri ritmi ed i propri bisogni. Ma dove “volevamo
arrivare” con questo percorso? Due sono stati gli obiettivi
fondamentali:
1. star bene con sé stessi e con gli altri;
2. saper comunicare con linguaggi verbali e non.
Diciamo pure che tutto è stato un gioco perché, ogni volta che si
entrava nella palestra, erano giochi quelli che andavamo a fare.
Giochi per imparare a conoscersi, per capire e utilizzare il nostro
corpo nello spazio in cui ci muovevamo, per imparare che le parole
(da sole) non bastano a far capire agli altri ciò che siamo o che
vogliamo, per comunicare le nostre sensazioni, per inventare, per
riscoprirci, per provare emozioni e farle provare agli altri…
Nei giochi fatti e ripetuti ogni volta abbiamo visto gradualmente
svilupparsi nei bambini l’idea di teatro, in un primo momento solo
istintiva, spontanea, poi progressivamente valorizzata e arricchita
attraverso un uso consapevole della grammatica espressiva di cui il
teatro è portatore. Per questo siamo giunte ad elaborare,
insieme ai bambini, un canovaccio, la trama per uno spettacolo che
non fosse imposta, che non mirasse a trasmettere rigidi modelli da
imitare, ma che fosse frutto di un percorso che, partendo dalle
reciproche competenze, mettesse in moto riflessioni, osservazioni,
pratiche e sperimentazioni, che nascesse dalle idee e dalla realtà
dei bambini. Quello che cerchiamo di dire è che il progetto a cui si
è lavorato ha scelto di essere fino in fondo a misura di bambino.
 
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