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Sul filo spinato

Tu certo non
scorderai: non sai di sofferenze senza
nome non sai
d’atroci prigioni ove il respiro tra i denti
è brama di vita
e la fede dei popoli speranza.
Tu non sai che
oltre il filo spinato ove ora ti posi era un mondo perduto
ove giacevano
sepolti nella memoria gli affetti più cari o il nulla.
Tu certo non
scorderai la ferocia lucida dei popoli
che
impazziscono a volte e sicuri di giuste ragioni
son mostri
senza nome: tu non sai, timido uccello
di noi dispersi
per il mondo e quanto bieco sia spesso
l’uomo.
Io so: per non dimenticare.
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